Dalla UE un questionario per le telco

Telecom Italia e altri quattro operatori mobile nel mirino di Bruxelles. L'Europa vuole vederci chiaro su accordi e modalità di sviluppo delle reti

Roma – L’Unione Europea ha chiesto a Telecom Italia, France Telecom, Vodafone Group, Deutsche Telekom AG, Telefonica SA e l’associazione mondiale degli operatori mobile GSMA informazioni per fare chiarezza sugli standard tecnologici di settore .

“La richiesta di informazioni – ha detto un portavoce dell’antitrust continentale – riguarda il modo in cui si svolge la standardizzazione dei futuri servizi nel settore delle comunicazioni mobile”.

GSMA, che raccoglie 800 operatori mobile di tutto il mondo e che organizza la Conferenza Mobile World Congress di Barcellona, ha già riferito che “risponderà a tempo debito” al questionario inviatogli per far chiarezza su alcuni punti.

In particolare, sembra che a preoccupare le autorità siano gli incontri periodici tra le cinque aziende leader del settore, le cosiddette “E5”, in cui si sono riuniti tutti i rispettivi vertici aziendali: queste potrebbero essere stati l’occasione in cui si si sono stretti i rapporti tra le concorrenti fino a portare a parlare di rischio di collusione.

A tal proposito le telco hanno tuttavia già fatto sapere che i dubbi su tali incontri sorprendono dal momento che si sono sempre svolti nello spirito della massima trasparenza: in particolare, riferiscono, ad ogni riunione delle E5 presenziava un avvocato che inviava regolarmente report alle autorità europee .

Gli organi europei competenti per quanto riguarda la competizione hanno peraltro specificato che questa richiesta di informazioni “non significa che vi sono già dubbi specifici”.

Naturalmente per le telco ciò non significa che non vi sia il rischio di una prossima indagine, anzi : l’antitrust europeo sta semplicemente raccogliendo le prove per vedere se c’è qualcosa che non va e dove si annidi (in quale accordo o incontro) l’eventuale difetto.

Claudio Tamburrino

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  • vintage scrive:
    morale ?
    Il concetto su cosa è moralmente accettabile o no adesso viene deciso da istituti finanziari invece che da un parlamento democraticamente eletto ?Siamo a buon punto
  • SomeWAN scrive:
    Differenza rispetto a prima?
    Oggi
    "O comunque tutti quei libri che contengono testo o immagini oscene di stupri, incesti e bestialità."Ieri
    Gli ebook venduti online da Smashwords conterrebbero infatti materiale osceno, appartenente ad alcune categorie di contenuti non graditi a PayPal. Ad esempio rappresentazioni di bestialità, stupro o incesto.Dove sarebbe la "retromarcia"? Nel fatto che si sono schiantati?
  • Shu scrive:
    Il vero problema
    Il vero problema che emerge da questa situazione è che non esistono intermediari alternativi a Paypal, validi a livello internazionale. E` un monopolio di fatto, e come tale andrebbe controllato per eventuali abusi di posizione dominante.Il problema è che in USA sono anche più bigotti, e quindi gli avrebbero dato ragione...
    • eleirbag scrive:
      Re: Il vero problema
      Si questo è il vero problema, concordo appieno.E' talmente evidente il regime di totale monopolioche i signori di Paypal possono pure permettersidi decidere cosa i loro clienti possano fare o menocon i loro soldi e se possono o non possonocomperare un tale bene o servizio e questo permotivi a etici/religiosi/morali del tutto arbitrarie opinabili.Se non è abuso di posizione dominante questo alloranon so propio cosa lo sia.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Il vero problema
      contenuto non disponibile
  • Sgabbio scrive:
    Caro Paypal...
    A perte che di odio per quel che hai fatto a wikileaks, però scusami ma questa: O comunque tutti quei libri che contengono testo o immagini oscene di stupri, incesti e bestialità. "In aggiunta, le nostre policy si concentreranno su singoli libri e non su intere categorie", si puntualizza nel post di PayPal. In altre parole, la piattaforma non obbligherà i distributori a rimuovere intere collane di ebook. Soltanto quei testi in evidente violazione delle condizioni d'uso stabilite dalla società statunitense. Tralasciando la pedoXXXXXgrafia in se (vale anche per i lolicon e gli shota?), Fare un testo o delle immagini che narrano incesti o sturpi, non mi risulta siano vietati in occidente o almeno cosi credo, idem per le "bestialità" (uno che sodomizza una pecora?).Ma a parte anche questo, paypal, mi vuole dire che libro posso vendere o meno ?
    • panda rossa scrive:
      Re: Caro Paypal...
      - Scritto da: Sgabbio

      Ma a parte anche questo, paypal, mi vuole dire
      che libro posso vendere o meno
      ?Ancora una volta con le scuse piu' bieche si pretende di mantenere un potere censorio.Tutto quello che puo' dare fastidio a chi ha il potere di censurare, viene censurato.Perche' un film come "Arancia meccanica" puo' essere visto, e un libro di argomento analogo no?E se le foto del libro rappresentano effettivamente immagini oscene di bestialita' varie, perche' si vuole impedire il diritto di cronaca documentata?La rete e' gia' oggi piena di bestialita': basta cercare i filmati su youtube prodotti dai soldati in missione in medio oriente.
      • Polemik scrive:
        Re: Caro Paypal...
        Penso che però sia difficile concedere la libertà più assoluta in questo campo... Accetteresti, per esempio, che su Youtube postassero video di torture? Io no.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Caro Paypal...
          - Scritto da: Polemik
          Penso che però sia difficile concedere la libertà
          più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
          esempio, che su Youtube postassero video di
          torture? Io
          no.Dipende se le torture siano finte o vere.
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: Caro Paypal...
          - Scritto da: Polemik
          Penso che però sia difficile concedere la libertà
          più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
          esempio, che su Youtube postassero video di
          torture? Io
          no.Dipende da chi torturano...:DComunque, fatti un bel giro sul web, ed altro che torture! Ci sono certi siti indonesiani che ne postano di nefandezze...
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: Caro Paypal...
          - Scritto da: Polemik
          Penso che però sia difficile concedere la libertà
          più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
          esempio, che su Youtube postassero video di
          torture? Io
          no.Scusa, ma metti che uno scopre qualcosa tipo le torture di Abu Ghabri. Quale miglior mezzo se non youtube per farle conoscere al mondo? Mica vengono messe per divertimento.Invece continuiamo a vietare, vietiamo di riprendere col cellulare gli atti di bullismo, gli insegnanti che si comportano male, così come hanno vietato nelle basi americane di fare riprese non autorizzate col cellulare.Occhio non vede cuore non duole?
          • Sgabbio scrive:
            Re: Caro Paypal...
            Se le postano, danno la colpa alla piattaforma che ha ospitato il video, come complice.... "vivi down dice nulla?"
        • Talking Head scrive:
          Re: Caro Paypal...
          - Scritto da: Polemik
          Penso che però sia difficile concedere la libertà
          più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
          esempio, che su Youtube postassero video di
          torture? Io
          no.Spero tu stia scherzando.Certo che sì, un video di torture è doveroso mostrarlo. Ovviamente con i ragionevoli controlli per evitare che ci si capiti per sbaglio. Ovviamente con i ragionevoli controlli per evitare che ci sia chi tortura per vendere il video.Ma il crimine è torturare, non vendere il video. Quindi:- Impedire la vendita del video è utile solo in quanto frena la tortura, non a priori.- Non ha senso vietare qualcosa di non reale, libri, animazioni, torture recitate. Il punto è un altro. Youtube è una piattaforma. Non ha controllo editoriale diretto, ma può scegliere liberamente il suo target. Se vuole mostrare solo Lolcats e Bambini ciccioni che cadono dalle scale, e non mostrare materiale che possa infastidire qualche demografico, è liberissimo di farlo.Allo stesso modo però in cui una diversa piattaforma può invece basare il suo business esclusivamente su video erotici, e vietare i bambini ciccioni, o su contenuti raccapriccianti. Questi ultimi non mi interessano particolarmente, ma se non fanno male a nessuno, se sono libri, animazioni, pezzi recitati, fatti loro.Questa scelta editoriale però non è di Paypal. Paypal è un mezzo, non ha potere editoriale su come spendo i miei soldi, non più di quanto la banconata da 50 non mi può guardare male se vado al ristorante anche se sono a dieta. I mezzi, come il servizio Internet o il servizio bancario o il trasporto postale o stradale, devono essere neutrali al contenuto. L'unica garanzia che devono fornire è di aiutare in pieno le forze dell'ordine, sotto mandato di un giudice, nel momento in cui questo decida che io abbia commesso un reato. Ma non sono giudici della morale.
        • Provocatore gratuito scrive:
          Re: Caro Paypal...
          Come anche altri, sei fuori dal seminato.PayPal mette a disposizione uno strumento di pagamento, e come tale deve essere neutrale e tenersi al di fuori degli oggetti della transazione.Forse Amex, Diners, Visa o Mastercard vanno a sindacare su ciò che sta comprando chi paga? No, giusto? E nemmeno l'IPSZ, no? La stessa regola deve valere per PayPal.Va rifiutata sempre e comunque, da parte di tutti, questa recente tendenza a considerare responsabile l'intermediario per tutto ciò che succede su internet, così come va rifiutata la tendenza dell'intermediario a farsi i fatti che non lo riguardano.
          • Robert Malone scrive:
            Re: Caro Paypal...
            - Scritto da: Provocatore gratuito
            Forse Amex, Diners, Visa o Mastercard vanno a sindacare su ciò che sta comprando chi paga?Strano ma vero, sì.Oh, mettiamo i puntini sulle i: Visa etc. non andrà a sindacare sul fatto che tu o io ci siamo abbonati a interracialcumshots.com (l'ho appena inventato, non ci andate), ma allo stesso tempo, per fare un esempio di cui ho conoscienza diretta, Visa vuole avere l'ultima parola sull'accettabilità dei contenuti del sito per adulti in questione, a prescindere se chi poi processa le transazioni per gli abbonamenti lo abbia già approvato o meno, e qui possono succedere episodi surreali.
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