Dell porterà i PC Ubuntu fuori dagli USA

Il celebre produttore conferma l'intenzione di sbarcare sui mercati internazionali, ma la roadmap è ancora top secret. Nei piani dell'azienda c'è anche l'offerta Ubuntu per utenti business

Dallas (USA) – Con la volontà di chiarire le proprie strategie relative a Linux, e quietare gli utenti più smaniosi, Dell ha confermato l’intenzione di estendere la propria offerta di PC con Ubuntu anche al di fuori degli Stati Uniti.

Lionel Menchaca, digital media manager di Dell, ha inoltre svelato in questo post che la propria azienda ha già pianificato il lancio, nel prossimo futuro, di PC Ubuntu dedicati ai piccoli utenti business . Dell vende già da anni PC Linux destinati a professionisti e aziende, ma gli attuali modelli utilizzano esclusivamente le distribuzioni enterprise di Red Hat e Novell .

Attualmente Dell commercializza i suoi desktop e notebook con Ubuntu esclusivamente negli Stati Uniti e limitatamente agli utenti consumer. Fin da quando ha deciso di abbracciare Linux, l’azienda si è detta interessata ad estendere la propria offerta ai clienti esteri, ma ciò non prima di aver saggiato la reazione del mercato locale. Menchaca non ha fornito alcuna tempistica sulle prossime mosse di Dell in ambito Linux, ma ha promesso che verranno rivelate maggiori informazioni verso la fine dell’estate.

Che l’iniziativa di Dell si possa trasformare in un successo commerciale sono ben pochi a crederlo , persino tra i fan del Pinguino: i circa 50 dollari di differenza fra il prezzo di un sistema Windows ed uno Linux non sarebbero infatti sufficienti, a detta di molti analisti, per attrarre l’interesse dei consumatori verso i PC con Ubuntu. In fondo, sostengono in molti, agli utenti conviene acquistare la versione con Windows Vista e installarvi in seguito Ubuntu in configurazione dual-boot: ciò consente di godere dei vantaggi offerti da entrambe le piattaforme.

I più maliziosi sostengono che Dell è ben conscia del fatto che Linux non è ancora pronto per il mercato consumer, ma desidera sfruttarne il grande ritorno pubblicitario .

Di seguito un video ironico (in inglese) sulla “Linux mania” realizzato dalla stessa Dell.

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  • shezan74 scrive:
    Eh già... tu invece...
    - Scritto da: SEIFURBOTU
    Bravo verro a ridere alla faccia tua quando il
    tuo datacenter virtualizzato (2 macchine) un
    giorno piu' lontano non funzioneranno
    piu'Certo, se i sistemisti dalle tue parti parlano con la tua stessa boria (ed evidente ignoranza in materia) non c'è da star tranquilli nemmeno con i tuoi 200 server...Tra le altre cose gli ESX server consentono di avere piena ridondanza e distribuzione del carico in tempo reale in una rete VMWare... Questo significa che, se fatto bene, non cade nemmeno un server su 200... Tu invece che fai? accetti il rischio che il server che cade non sia quello fondamentale?
    • eccounaltro furbone scrive:
      Re: Eh già... tu invece...
      - Scritto da: shezan74
      - Scritto da: SEIFURBOTU

      Bravo verro a ridere alla faccia tua quando il

      tuo datacenter virtualizzato (2 macchine) un

      giorno piu' lontano non funzioneranno

      piu'


      Certo, se i sistemisti dalle tue parti parlano
      con la tua stessa boria (ed evidente ignoranza in
      materia) non c'è da star tranquilli nemmeno con i
      tuoi 200
      server...Io intanto senza saper leggere ne scrivere come si dice sono sicuro che l'impatto sulla mia architettura quando e' decentrata posso gestirla meglio invece i furbi come te pensano che cosi' si risolve tutto, finche' una mattina quando hai su una prima macchina problemi di disco e sulla seconda problemi hardware sulla rete cominci a piangere come un turco.Vai vai sicuro, che io sto bene come sto' altro che virtualizzazione di questo...
      Tra le altre cose gli ESX server consentono di
      avere piena ridondanza e distribuzione del carico
      in tempo reale in una rete VMWare... Questo
      significa che, se fatto bene, non cade nemmeno un
      server su 200... ma dove vivi su marte con la marmottina che incarta la cioccolata?sveglia! una ridondanza software non assicura UNA BENEAMATA CIPPA! Senno' cluster hardware sarebbero una cosa inutile.Quando si brucia l'hw non c'e' esx E PUBBLICITA' CHE TENGA!COMPA' CLUSTER hardware e ti saluto io dormo tranquillo e tu puoi dormire altrettanto tranquillo?Tu invece che fai? accetti il
      rischio che il server che cade non sia quello
      fondamentale?il mio non cade perche' a tua differenza ho deciso di ridondare i miei servizi decentralizzando e clusterizzando in modo hardware rischio di perdita dati 0!
      • un fesso scrive:
        Re: Eh già... tu invece...
        - Scritto da: eccounaltro furbone
        - Scritto da: shezan74

        - Scritto da: SEIFURBOTU


        Bravo verro a ridere alla faccia tua quando il


        tuo datacenter virtualizzato (2 macchine) un


        giorno piu' lontano non funzioneranno


        piu'





        Certo, se i sistemisti dalle tue parti parlano

        con la tua stessa boria (ed evidente ignoranza
        in

        materia) non c'è da star tranquilli nemmeno con
        i

        tuoi 200

        server...

        Io intanto senza saper leggere ne scrivere come
        si dice sono sicuro che l'impatto sulla mia
        architettura quando e' decentrata posso gestirla
        meglio invece i furbi come te pensano che cosi'
        si risolve tutto, finche' una mattina quando hai
        su una prima macchina problemi di disco e sulla
        seconda problemi hardware sulla rete cominci a
        piangere come un
        turco.
        Vai vai sicuro, che io sto bene come sto' altro
        che virtualizzazione di
        questo...


        Tra le altre cose gli ESX server consentono di

        avere piena ridondanza e distribuzione del
        carico

        in tempo reale in una rete VMWare... Questo

        significa che, se fatto bene, non cade nemmeno
        un

        server su 200...

        ma dove vivi su marte con la marmottina che
        incarta la
        cioccolata?
        sveglia! una ridondanza software non assicura UNA
        BENEAMATA CIPPA! Senno' cluster hardware
        sarebbero una cosa
        inutile.
        Quando si brucia l'hw non c'e' esx E PUBBLICITA'
        CHE
        TENGA!
        COMPA' CLUSTER hardware e ti saluto io dormo
        tranquillo e tu puoi dormire altrettanto
        tranquillo?

        Tu invece che fai? accetti il

        rischio che il server che cade non sia quello

        fondamentale?

        il mio non cade perche' a tua differenza ho
        deciso di ridondare i miei servizi
        decentralizzando e clusterizzando in modo
        hardware rischio di perdita dati
        0!AGGIUNGO signor intelligentone virtualizzatore hai provato a recuperare dati da un filesystem virtualizzato? Prova e poi ne riparliamo ma vai vai... tu e la virtualizzazione!
  • Mmmss scrive:
    Te credo
    Te credo che ci buttino dentro i soldi, oramai sono tecologie consolidate per i server, e si stanno evolvendo anche per i desktop.Noi stiamo analizzando l'opportunità di virtualizzare tutti i pc in 2 datacenter (per avere full redundancy in caso uno cada), e con i thinclient gli utenti si collegano al loro pc virtualizzato.I costi: di sicuro il risparmio su hw (un thinclient costa spesso + che un pc) e licenze non lo si ha ancora (mi sto informando, ma sembra che Microsoft sui desktop virtualizzati non consenta l'uso di licenze OEM ma solo retail), si risparmia molto sui costi di gestione.
    • SEIFURBOTU scrive:
      Re: Te credo
      - Scritto da: Mmmss
      Te credo che ci buttino dentro i soldi, oramai
      sono tecologie consolidate per i server, e si
      stanno evolvendo anche per i
      desktop.
      Noi stiamo analizzando l'opportunità di
      virtualizzare tutti i pc in 2 datacenter (per
      avere full redundancy in caso uno cada), e con i
      thinclient gli utenti si collegano al loro pc
      virtualizzato.Sei proprio furbo, complimenti ti dovrebbero premiare per questa grandiosa idea cosi se le due macchine virtuali contemportaneamente hanno un problema il datacenter non funziona piu' SEI UN GENIO TU E CHI HA ACCETTATO QUESTA IDEONA.Sveglia ma le conosci le leggi della probabilita'se su 200 server uno non funziona il disservizio e limitatosu 2 macchine e queste non funzionano il DISSERVIZIO E TOTALEsolo chi una carenza base delle conoscenze delle infrastrutture IT puo' fare un discorso simile e purtroppo in parecchi.
      I costi: di sicuro il risparmio su hw (un
      thinclient costa spesso + che un pc) e licenze
      non lo si ha ancora (mi sto informando, ma sembra
      che Microsoft sui desktop virtualizzati non
      consenta l'uso di licenze OEM ma solo retail), si
      risparmia molto sui costi di
      gestione.Bravo verro a ridere alla faccia tua quando il tuo datacenter virtualizzato (2 macchine) un giorno piu' lontano non funzioneranno piu'
      • Sono arrivati scrive:
        Re: Te credo
        Sono arrivati i professionisti dell'IT a quanto pare..

        virtualizzato.

        Sei proprio furbo, complimenti ti dovrebbero
        premiare per questa grandiosa idea cosi se le due
        macchine virtuali contemportaneamente hanno un
        problema 2 macchine virtuali? intendi i due server che virtualizzano? perchè 2, si parla di 2 datacenter geograficamente dislocati, non di 2 server, i server che virtualizzano sono in clustering, se uno cade il carico viene distribuito in meno di un secondo sugli altriil datacenter non funziona piu' SEI UN
        GENIO TU E CHI HA ACCETTATO QUESTA
        IDEONA.Ok..
        Sveglia ma le conosci le leggi della probabilita'
        se su 200 server uno non funziona il disservizio
        e
        limitato
        su 2 macchine e queste non funzionano il
        DISSERVIZIO E
        TOTALE
        solo chi una carenza base delle conoscenze delle
        infrastrutture IT puo' fare un discorso simile e
        purtroppo in
        parecchi.Mi pare che le carenze siano altrove francamente

        I costi: di sicuro il risparmio su hw (un

        thinclient costa spesso + che un pc) e licenze

        non lo si ha ancora (mi sto informando, ma
        sembra

        che Microsoft sui desktop virtualizzati non

        consenta l'uso di licenze OEM ma solo retail),
        si

        risparmia molto sui costi di

        gestione.

        Bravo verro a ridere alla faccia tua quando il
        tuo datacenter virtualizzato (2 macchine) un
        giorno piu' lontano non funzioneranno
        piu'
    • un fesso scrive:
      Re: Te credo
      - Scritto da: Mmmss
      Te credo che ci buttino dentro i soldi, oramai
      sono tecologie consolidate per i server, e si
      stanno evolvendo anche per i
      desktop.
      Noi stiamo analizzando l'opportunità di
      virtualizzare tutti i pc in 2 datacenter (per
      avere full redundancy in caso uno cada), e con i
      thinclient gli utenti si collegano al loro pc
      virtualizzato.
      I costi: di sicuro il risparmio su hw (un
      thinclient costa spesso + che un pc) e licenze
      non lo si ha ancora (mi sto informando, ma sembra
      che Microsoft sui desktop virtualizzati non
      consenta l'uso di licenze OEM ma solo retail), si
      risparmia molto sui costi di
      gestione.senti un po' furbacchione hai provato a recuperare i dati da un filesystem sputtanato?Prova e poi vediamo...SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANON VIRTUALIZZARE IL CERVELLO!
      • Sono arrivati scrive:
        Re: Te credo


        senti un po' furbacchione hai provato a
        recuperare i dati da un filesystem
        sputtanato?
        Prova e poi vediamo...
        SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
        NON VIRTUALIZZARE IL CERVELLO!No, faccio i backup, e non ho mai avuto stima di chi si ritrova a dover recuperare i dati da un filesystem sputtananto, perchè significa che non ha organizzato la struttura in maniera affidabile se si è ridotto a quel punto.
        • ilfurbacchi onericomme nta scrive:
          Re: Te credo
          - Scritto da: Sono arrivati



          senti un po' furbacchione hai provato a

          recuperare i dati da un filesystem

          sputtanato?

          Prova e poi vediamo...

          SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

          NON VIRTUALIZZARE IL CERVELLO!

          No, faccio i backup, e non ho mai avuto stima di
          chi si ritrova a dover recuperare i dati da un
          filesystem sputtananto, perchè significa che non
          ha organizzato la struttura in maniera affidabile
          se si è ridotto a quel
          punto.si allora mi sa che non hai lavorato mai in un datacenter di quelli veri!Succede eccome se succede e una cosa e fare un backup con un agent dei dati una cosa e recuperare dati da un filesystem virtuale.Da che so io se disgraziatamente si sputtana il filesystem virtuale e lo snapshot non funziona sono azzi amari.Secondo me sei uno parecchio distintivo e chiacchere.ecco perche' parli di virtualizzazione, perche' non hai mai avuto a che fare con sla serie, dove 5 minuti di problemi significano denaro.Si ora vai a giocare con le macchinette virtualiciao scusa io ho da fare sul serio
          • Sono arrivati scrive:
            Re: Te credo


            si allora mi sa che non hai lavorato mai in un
            datacenter di quelli
            veri!
            Succede eccome se succede e una cosa e fare un
            backup con un agent dei dati una cosa e
            recuperare dati da un filesystem
            virtuale.
            Da che so io se disgraziatamente si sputtana il
            filesystem virtuale e lo snapshot non funziona
            sono azzi
            amari.
            Secondo me sei uno parecchio distintivo e
            chiacchere.
            ecco perche' parli di virtualizzazione, perche'
            non hai mai avuto a che fare con sla serie, dove
            5 minuti di problemi significano
            denaro.
            Si ora vai a giocare con le macchinette virtuali
            ciao scusa io ho da fare sul seriobah...sono "azzi amari""disgraziatamente"che significa?Dove lavori viene fatta un'analisi dei rischi dei vari disservizi possibili ed eventuali e la valutazione di alcuni di questi è "azzi amari"?Personalmente la gente che parla di "azzi amari" e di "se succede" non mi è mai piaciuta, perchè secondo me è la dimostrazione che lavora senza metodo, affidandosi solo sulla propria esperienza, i "se succede" non devono esistere, tutte le possibilità di failure sono possibili, vanno studiate, viene calcolato il probabile danno, vengono calcolati i costi e i metodi di mitigazione del rischio,viene ponderato con la probabilità dell'evento e attraverso metodologie di analisi del rischio che sono oramai vecchie come mia nonna ma che in Italia pochi usano si decide se procedere a mitigarle oppure no.A casa mia i "se succede sono azzi" non ci sonoci sono solo i "se succede, con una probabilita xx che possa succedere, la procedura pianificata è xyz, che porterà ad un disservizio zzz valutato sostenibile", se il disservizio non è sostenibile si cambia qualcosa finchè diventa sostenibile.
          • Sono arrivati scrive:
            Re: Te credo

            Perche'
            non sai nemmeno il concetto base che un CED
            e'dinamico!è per il fatto che sono dinamici che nel risk assesment si utilizza l'approccio Plan, Do, Check, Act.Poi non capisco dove vuoi arrivare, se il tuo metodo di lavoro è quello che citi almeno prova ad informarti su metodi di lavoro differenti, potresti trovare spunti interessanti.ti consiglio 2 letture.La prima è molto accademica, ma da una base sull'approccio da utilizzare.Andy Jones, Debi AshendenRisk Management for Computer Security: Protecting Your Network and Information Assets L'altra invece legata alla certificazione ISO17799 per la sicurezza nel trattamento delle informazioni.é una certificazione veramente molto ben fatta e molto dettagliata anche dal punto di vista organizzativo e procedurale, quindi una sua implementazione anche se non vuoi certificarti è utile per il mantenimento in sicurezza del datacenter.Anche se in realta oramai diversi grossi clienti richiedono che il trattamento delle informazioni da parte dei fornitori sia certificato bs7799 in uk , o ISO17799 all'estero (che è la stessa cosa), quindi se la implementi tanto vale che ti certifichi. Da questo manuale puoi imparare come valutare i rischi del tuo datacenter, ponderarli e mitigarli se necessario, e come implementare un "circolo virtuoso" per seguire un datacenter dinamico.Alan Calder, Steve WatkinsIT Governance: A Manager's Guide to Data Security and BS 7799/ IS0 17799ciao, e non impazzire troppo a recuperare filesystem rovinati, pensaci prima che si possono rovinare e organizzati di conseguenza;-)
          • clap clap clap! scrive:
            Re: Te credo
            - Scritto da: Sono arrivati

            Perche'

            non sai nemmeno il concetto base che un CED

            e'dinamico!

            è per il fatto che sono dinamici che nel risk
            assesment si utilizza l'approccio Plan, Do,
            Check,
            Act.no tu usi il plan BLAH BLAH BLAH BLAH!
            Poi non capisco dove vuoi arrivare, se il tuo
            metodo di lavoro è quello che citi almeno prova
            ad informarti su metodi di lavoro differenti,
            potresti trovare spunti
            interessanti.Spunti non e' una parola nel mio vocabolario io non trovo spunti io risolvo
            ti consiglio 2 letture.
            La prima è molto accademica, ma da una base
            sull'approccio da
            utilizzare.

            Andy Jones, Debi Ashenden
            Risk Management for Computer Security: Protecting
            Your Network and Information Assetsinteressante lettura al bagno

            L'altra invece legata alla certificazione
            ISO17799 per la sicurezza nel trattamento delle
            informazioni.
            é una certificazione veramente molto ben fatta e
            molto dettagliata anche dal punto di vista
            organizzativo e procedurale, quindi una sua
            implementazione anche se non vuoi certificarti è
            utile per il mantenimento in sicurezza del
            datacenter.
            Anche se in realta oramai diversi grossi clienti
            richiedono che il trattamento delle informazioni
            da parte dei fornitori sia certificato bs7799 in
            uk , o ISO17799 all'estero (che è la stessa
            cosa), quindi se la implementi tanto vale che ti
            certifichi.non c'entra niente con le problematiche inerenti alle situazioni che possono avvenire in un datacenter
            Da questo manuale puoi imparare come valutare i
            rischi del tuo datacenter, ponderarli e mitigarli
            se necessario, e come implementare un "circolo
            virtuoso" per seguire un datacenter
            dinamico.Parole su carta
            Alan Calder, Steve Watkins
            IT Governance: A Manager's Guide to Data Security
            and BS 7799/ IS0
            17799

            ciao, e non impazzire troppo a recuperare
            filesystem rovinati, pensaci prima che si possono
            rovinare e organizzati di
            conseguenza

            ;-)non mi preoccupo per nulla cluster funzionanti e agent al lavoro preoccupati tu invece con i sistemi virtualizzati che ne hai ben donde :D
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