Dell saluta Linux, Dell rilancia Linux

Perplessità tra i sostenitori dell'open source per l'apparente cambio di direzione del produttore statunitense. Dell abbandona i sistemi dotati di Ubuntu Linux, si dice. Intervengono dagli USA: tutto ok, proseguiamo col Pinguino

Roma – Tutto è partito dalla dichiarazione di un portavoce Dell consegnata a PC Pro : “Recentemente abbiamo fatto un sforzo di semplificazione della nostra offerta online” diceva il testo riportato, “focalizzandoci sui nostri brand e opzioni di configurazione più popolari”. Il risultato di questa rifocalizzazione è stato la scomparsa dei sistemi basati su Ubuntu Linux dal sito web della società , da quel momento in poi disponibili solo attraverso il canale di vendita telefonica.

Dunque, viene dedotto, Dell abbandona Linux e si vocifera che dietro la decisione di bistrattare il sistema operativo del Pinguino ci possa essere il solito zampino del “nemico” Microsoft, da sempre impegnato – con le buone o le cattive – affinché i suoi partner commerciali commercializzino PC dotati di Windows e di nient’altro.

Roba da autorità antitrust insomma, con cui Dell ha tra l’altro già avuto a che fare di recente per via del suo strano flusso di cassa proveniente da controversi accordi Intel che di fatto penalizzavano AMD. Ma altre fonti interne ed esterne alla società smentiscono l’idea dell’abbandono di Linux e anzi rilanciano la sinergia di mercato tra Dell e Canonical (sviluppatrice della distro Ubuntu).

E invece. Invece, la PR manager di Dell Anne Camden conferma che Dell è più che mai convinta della sua scelta in merito all’installazione dell’OS open source sulle macchine pre-assemblate, e anzi ha appena lanciato il sistema desktop Studio XPS 7100 basato su Ubuntu Desktop Edition 10.4 . Camden cita Mark Twain (o almeno l’aforisma da sempre a lui attribuito) e dice che “la chiacchierata morte di Ubuntu nei sistemi Dell è largamente esagerata”: chi vorrà potrà continuare ad acquistare nuove e vecchie soluzioni Linux messe in vendita dal produttore statunitense.

Alfonso Maruccia

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  • Zulio scrive:
    buon senso alla base del risparmio!
    con un pò di buon senso si possono evitare di spendere i soldi, e risparmiare di più... (visto che non devi comprare niente.)si inizia spegnendo le luci nelle stanze inutilizzate e riempendono al massimo carico lavatrici e lavastoviglie....sostituendo un pò alla volta le lampadine a incandescenza con quelle a risparmio....etc etc
    • kaihiwatari scrive:
      Re: buon senso alla base del risparmio!
      Heh, io direi che si inizia a risparmiare non spendendo 260 euro per 'sto coso :)E' un apparecchio tuttosommato interessante da avere, e te ne puoi vantare con gli amici (heh XD), ma quanto costa monitorare il proprio consumo energetico? Tra PC acceso e 'sti 260 euro, dov'è il risparmio? Ok, c'è chi tiene sempre acceso il PC... ma la mia domanda è "si possono risparmiare oltre 260 euro in consumo energetico con l'utilizzo di questo aggeggio?"In qualsiasi caso, non credo sia compatibile con i nuovi contatori Enel che ci stanno in Italia...
      • ninjaverde scrive:
        Re: buon senso alla base del risparmio!
        - Scritto da: kaihiwatari
        Heh, io direi che si inizia a risparmiare non
        spendendo 260 euro per 'sto coso
        :)Il solito gagget che alimenterà la corsa agli acquisti di un "coso" inutile.
        • kaihiwatari scrive:
          Re: buon senso alla base del risparmio!
          Però fa figo! :D Sai che bello fare lo sborone con gli amici mostrandogli 'sto coso? No, eh? XDQuando mi trasferii nel mio nuovo appartamento, v'erano tutte lampadine ad incandescenza da 60 W ognuna, fortuna che al supermercato c'erano delle lampadine a basso consumo classe A ad 1 euro: ne ho comprate 6! Questo lo chiamerei "risparmio energetico", non 260 euro per qualcosa che "controlla il tuo consumo", che non è la stessa cosa che "diminuirlo".Che bello essere cresciuti col padre che se non spegnevi la luce quando uscivi, erano guai.
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