Di social marketing e pubblicità fantasma

Tre utenti su 10 ignorerebbero completamente i banner. Secondo Comscore, il 15 per cento degli annunci finisce in aree geografiche sbagliate. Meglio i social network

Roma – A rivelarlo è stata una recente ricerca condotta dagli analisti di Comscore: il 31 per cento degli annunci pubblicitari online viene totalmente ignorato dagli utenti . Inserzioni regolarmente pagate dai vari brand, che si ritroverebbero tra le mani veri e propri banner fantasma.

Stando ai dettagli dello studio di Comscore, i netizen avrebbero la frequente abitudine di effettuare lo scrolling delle pagine prima dell’effettivo caricamento di un banner pubblicitario. A volte sarebbe invece un problema degli stessi annunci reindirizzati verso pagine web ignorate dagli utenti .

Ma i problemi non finiscono qui. Secondo Comscore, fino al 15 per cento delle inserzioni finirebbe nelle aree geografiche sbagliate . Come suggerire ad un netizen dell’Arizona di acquistare capi d’abbigliamento per la neve. Più del 70 per cento delle campagne pubblicitarie prevederebbe l’accostamento di un determinato banner a prodotti “non sicuri”.

C’è chi ha tuttavia consigliato di prendere lo studio con le classiche pinze. Comscore ha infatti sfruttato i dati per annunciare la sua soluzione Validated Campaign Essentials , un sistema di misurazione olistica per calcolare l’effettivo raggio d’azione di una campagna pubblicitaria online.

Pare comunque che i social network possano costituire un ecosistema più che efficace per i grandi signori dell’advertising. Uno studio condotto dagli analisti di Gigya ha sottolineato come gli utenti di Facebook, Twitter e compagnia restino il 50 per cento del tempo in più sui vari siti raggiunti a mezzo social network .

Mauro Vecchio

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  • Roberto Bortolotti scrive:
    MyFolder
    Salve a tutti. Il programma in oggetto, non riesco a capire come si deve fare per scaricarlo... Sarò poco capace ma anche il download non mi sembra tanto a portata di mano... Grazie
  • iome scrive:
    Ma poi...
    Se voglio aprire i files su un altro PC, questo deve avere il programma installato o mi viene semplicemente richiesta una password x aprire la cartella?
  • Nome e cognome scrive:
    depositfiles.com ?
    Ma è affidabile il download da depositfiles? un sito generico per l'hosting online di file? non sembra molto professionale o affidabile come metodo per pubblicare un software che dev'essere installato nel pc boh
  • panda rossa scrive:
    La sicurezza deve essere open source
    Se questo coso non e' open source, non serve a niente, come al solito.E comunque l'articolo dimentica di spiegare una cosa fondamentale: quando ho inserito la password per accedere alla cartella, i dati in chiaro dove li decripta? In ram? O in una cartella temporanea?Perche' se i dati sono criptati in origine, quando decripto devono essere resi accessibili in chiaro alle applicazini, ed e' quello il momento in cui si interviene per intercettarli.E' necessario sapere dove sono, quando sono in chiaro, per questo occorre avere i sorgenti, per verificare la bonta' dell'applicazione.
    • grubbolo scrive:
      Re: La sicurezza deve essere open source
      Alternative?
      • panda rossa scrive:
        Re: La sicurezza deve essere open source
        - Scritto da: grubbolo
        Alternative?gpg
        • grubbolo scrive:
          Re: La sicurezza deve essere open source
          Non fa la stessa cosa che fa questo software
          • cognome scrive:
            Re: La sicurezza deve essere open source
            TrueCrypt, con i container fa una cosa simile ma è 1000 volte più sicuro
          • grubbolo scrive:
            Re: La sicurezza deve essere open source
            - Scritto da: cognome
            TrueCrypt, con i container fa una cosa simile ma
            è 1000 volte più
            sicuroNon è la stessa cosa.Anche all'interno di container truecrypt potrei (anzi ce l'ho) aver bisogno di chiudere una particolare cartella con una password
          • panda rossa scrive:
            Re: La sicurezza deve essere open source
            - Scritto da: grubbolo
            Non fa la stessa cosa che fa questo softwareCripta files in modo sicuro e senza lasciare alone.Questo qua non si e' mica capito se l'alone lo lascia.Quindi effettivamente hai ragione gpg non fa la stessa cosa che fa questo software, la fa meglio.
          • grubbolo scrive:
            Re: La sicurezza deve essere open source
            - Scritto da: panda rossa
            Cripta files in modo sicuro e senza lasciare
            alone.
            Questo qua non si e' mica capito se l'alone lo
            lascia.
            Quindi effettivamente hai ragione gpg non fa la
            stessa cosa che fa questo software, la fa
            meglio.Dall'articolo"Questo applicativo gratuito, si installa in pochi secondi e permette di bloccare e cifrare tutti i dati presenti in una determinata cartella"Quindi questo, oltre a cifrare i dati (cosa che probabilmente altri software fanno meglio, anche solo per il fatto che questo software usa solo la Blowfish), li blocca con una password.Cosa che GPG non fa.Hai presente? una cosa tipo "provo a cliccare sulla cartella e prima di mostrarmi il contenuto il sistema operativo mi chiede una password"?
          • panda rossa scrive:
            Re: La sicurezza deve essere open source
            - Scritto da: grubbolo
            - Scritto da: panda rossa

            Cripta files in modo sicuro e senza lasciare

            alone.

            Questo qua non si e' mica capito se l'alone
            lo

            lascia.

            Quindi effettivamente hai ragione gpg non fa
            la

            stessa cosa che fa questo software, la fa

            meglio.

            Dall'articolo
            "Questo applicativo gratuito, si installa in
            pochi secondi e permette di bloccare e cifrare
            tutti i dati presenti in una determinata
            cartella"Gratuito != open source
            Quindi questo, oltre a cifrare i dati (cosa che
            probabilmente altri software fanno meglio, anche
            solo per il fatto che questo software usa solo la
            Blowfish), li blocca con una
            password.
            Cosa che GPG non fa.In che senso?Se tu hai un dato criptato, per poterlo decriptare ci vuole una chiave, chiamala password se preferisci, ma il concetto e' quello.
            Hai presente? una cosa tipo "provo a cliccare
            sulla cartella e prima di mostrarmi il contenuto
            il sistema operativo mi chiede una
            password"?Questa cosa che stai descrivendo si chiama "interfaccia" e non ha nulla a che vedere con la cifratura del dato. E' solo un modo per interagire col file e funziona con qualsiasi file, associandolo ad una applicazione che lo gestisce.
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