Electronic Arts, profitti digitali extra

Il publisher americano gongola sui numeri del proprio business digitale, un affare miliardario che garantisce profitti a costo (quasi) zero. Le microtransazioni valgono, e gli utenti sembrano ben contenti di spendere
Il publisher americano gongola sui numeri del proprio business digitale, un affare miliardario che garantisce profitti a costo (quasi) zero. Le microtransazioni valgono, e gli utenti sembrano ben contenti di spendere

Il publisher videoludico Electronic Arts, già dichiarato peggior azienda d’America da Consumerist per due anni di fila , guadagna denari grazie ad alcuni dei meccanismi di business più criticati e disprezzati dai giocatori hardcore. Almeno in teoria, perché nella pratica sono in molti a versare l’obolo.

Stando ai dati comunicati agli investitori dal CFO Blake Jorgensen, infatti, il business dei contenuti digitali “extra” vale per EA 1,3 miliardi di dollari: di questi, 650 milioni circa provengono dalla funzionalità “Ultimate Team” che il publisher infila oramai in tutte le nuove edizioni annuali dei suoi titoli sportivi più popolari.

La funzionalità Ultimate Team permette ai giocatori di acquistare “carte” in-game per potenziare la propria squadra a FIFA, Madden e quant’altro, e l’opzione sembra essere parecchio gradita agli utenti nonostante i suddetti titoli sportivi continuino a essere venduti a prezzo pieno.

Microtransazioni, contenuti aggiuntivi da scaricare, carte per “Ultimate Team”, le molte sfaccettature del business digitale di EA garantiscono – secondo le parole dell’azienda – quelle centinaia di milioni di dollari “extra” in grado di far andare in attivo i conti e di finanziare, almeno in teoria, anche i giochi individuali che non hanno lo stesso successo sugli store digitali o nei negozi.

Alfonso Maruccia

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09 03 2016
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