EMI: massì, masterizzatemi

La casa discografica dal primo dicembre apre nuovi spiragli online: consentirà anche la creazione di CD e la portabilità della musica su device mobili


San Francisco (USA) – EMI Recorded Music ha deciso di spingere sull’acceleratore dei servizi di distribuzione di musica a pagamento via Internet e dal primo dicembre ha deciso di aprire le porte ad una serie di novità che, pur mantenendo alcune importanti limitazioni all’uso, vanno sempre più incontro a quelle che vengono ritenute le richieste dell’utenza.

L’azienda, che distribuisce la propria musica attraverso i jukebox più noti, come Pressplay o Listen.com , consentirà ora all’utenza di masterizzare la musica scaricata a questo scopo (e prezzata di conseguenza) fino ad un massimo di tre volte su tre diversi CD. Inoltre consentirà di trasportare i brani anche su una serie di device digitali portatili.

Sebbene tutta la musica scaricata continuerà ad essere gestita con sistemi DRM, cioè di gestione dei diritti per evitare la duplicazione “ad oltranza”, la mossa dell’azienda sta attirando l’interesse degli altri grandi del settore.

Nelle stesse ore dell’annuncio di EMI, inoltre, Pressplay, jukebox voluto da Sony e Universal, ha affermato di aver stretto accordi anche con Warner Music Group: il sistemone di distribuzione è quindi ora in grado di offrire ai propri clienti cataloghi di brani provenienti da tutte le cinque grandi sorelle della discografia internazionale (oltre alle citate Sony, Universal e Warner anche EMI e BMG-Bertelsmann).

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  • Anonimo scrive:
    neanche un centesimo agli assassini
    la ricerca italiana costa UN MILIONE di animali uccisi ogni anni, finché questi signori non capiranno che si può e si deve usare metodi di ricerca alternativi, dalle mie tasche non vedranno mai un solo centesimo.
    • Anonimo scrive:
      Re: neanche un centesimo agli assassini
      Sarebbe meglio connettere il cervello prima di parlare. Il qualunquismo e l'ignoranza hanno avuto nel nostro paese gli effetti che tutti possiamo vedere.questo appello naturalmente non servirà a nulla, ma comunque firmatelo.
    • Anonimo scrive:
      Re: neanche un centesimo agli assassini
      - Scritto da: mel4tonin
      la ricerca italiana costa UN MILIONE di
      animali uccisi ogni anni, finché questiE io dico che la ricerca in italia chiede 2 animali uccisi all'anno.Da dove l'ho tirata fuori questa notizia ? Dalla mia fantasia,come credo tu abbia fatto ....
      signori non capiranno che si può e si deve
      usare metodi di ricerca alternativi, dalleMi ricordi un eurodeputato,che alla richiesta di poter andare avanti con la ricerca delle cellule staminali rispose: Gli scienziati devono trovare un'altro modo alternativo alle cellule staminali ....
      mie tasche non vedranno mai un solo
      centesimo.Pure evasore fiscale ....Comunque noi italiani non paghiamo la ricerca,paghiamo le manovre finanziarie delle FIAT ....In risposta a colui che ha detto che secondo lui la ricerca in italia se ne sta bella ricca vorrei ricordare che un solo centro non vuol dire che considera la situazione generale.Abbiamo laboratori di elevata ricerca, ma ne abbiamo pochi, questo intendo.
      • Anonimo scrive:
        Re: neanche un centesimo agli assassini
        - Scritto da: Claudio Ferronato
        - Scritto da: mel4tonin

        la ricerca italiana costa UN MILIONE di

        animali uccisi ogni anni, finché questi

        E io dico che la ricerca in italia chiede 2
        animali uccisi all'anno.
        Da dove l'ho tirata fuori questa notizia ?
        Dalla mia fantasia,come credo tu abbia fattoassolutamente il numero è ahimè esatto, oltretutto è esistita negli ultimi mesi una triste battaglia di numeri, in cui si è scoperto che i dati del ministero erano ribassate in alcune speci animali anche del 20%, e il ministero ha poi dovuto ammettere di aver fornito dati sbagliati
        ....


        signori non capiranno che si può e si deve

        usare metodi di ricerca alternativi, dalle

        Mi ricordi un eurodeputato,che alla
        richiesta di poter andare avanti con la
        ricerca delle cellule staminali rispose: Gli
        scienziati devono trovare un'altro modo
        alternativo alle cellule staminali ....
        la ricerca alternativa è una realtà, e l'etica e la scienza devono viaggiare a braccetto non essere uno da una parte e uno dall'altra.

        mie tasche non vedranno mai un solo

        centesimo.

        Pure evasore fiscale ....so perfettamente che coi soldi delle mie tasse viene finanziata la ricerca pubblica e vengono dati i finanziamenti a quella privata, io mi riferivo a soldi in più, che per altro già do a molte associazioni che non finanziano la vivisezione come la LISM (lega italiana sclerosi multipla) o l'anlaids, a chi fa una ricerca dannosa per gli animali e di dubbia beneficità per l'uomo non li do.non continuare ad ignorare che sempre più persone nel mondo della medicina alzano la propria voce contro la vivisezione, e l'antivivisezionismo scientifico è ormai una realtà uomini come berlan e tamino non possono continuare a non essere ascoltati dalla comunità scientifica.
        Abbiamo laboratori di elevata ricerca, ma ne
        abbiamo pochi, questo intendo.come l'rbm marxer di torino, uno dei migliori in italia, c'ho parlato più volte con chi ci lavora dentro, persone di un chiuso, e se la scienza è apertura....
    • Anonimo scrive:
      Re: neanche un centesimo agli assassini
      - Scritto da: mel4tonin
      la ricerca italiana costa UN MILIONE di
      animali uccisi ogni anni, finché questi
      signori non capiranno che si può e si deve
      usare metodi di ricerca alternativi, dalle
      mie tasche non vedranno mai un solo
      centesimo.
      Ti è mai passato per il cervello che la ricerca non è solo ricerca nel campo della biologia (in cui i soldi in parte sono spesi magari come dici tu)?E' un discorso così stupido che mi sento già un idiota a risponderti...
  • Anonimo scrive:
    Nemmeno un centesimo
    Non cascateci, prima di chiedere soldi dovrebberoimparare ad utilizzare bene quelli che hanno, p.es.smettendola con i congressi-vacanza e usandosoftware libero quando possibile.Ve lo dice uno che fa il ricercatore universitario.Ho lavorato anche all'INFN, hanno soldi a palate,un po' di magra non gli fara' male.
  • Anonimo scrive:
    Ma uffa....
    Possibile che anche il mondo accademico, che dovrebbe essere più aperto e di larghe vedute rispetto alla norma, pubblichi il testo della petizione in formato MS? Non si poteva scriverla come testo semplice?Marco
  • Anonimo scrive:
    punto DOC
    Forse avrei anche potuto firmarla, se avessi potuto leggerla. E' inutile pensare di poter diffondere documenti .doc solo perche' "tutti" possono leggerli. Lo standard e' pdf .. altrimenti anch'io mi metto a rendere disponibili delle informazioni soltanto in fike cwk o nel formato di openoffice.http://www.gnu.org/philosophy/no-word-attachments.htmlChe poi ok.. con un piccolo sforzo potrei anche aprire il file .doc ma non mi va anche perche' potevano mettere il testo della petizione on-line (hmm, ma forse avrebbero fatto Esporta in HTML da word .. :p)Ah ragazzi.. che poi cos'e' sta storia che Outlook non legge piu' i pdf ?? ..ho sentito parlare anche di XDocs che credo saranno dei file di 1 mega circa che conterranno una riga di testo e 2 righe di tabella excel .. (pensate all'innovazione: un foglio elettronico infinito in solo 1 mb!)Ma se anche fosse fatto bene e prendesse 6kb .. potevano risparmiare di farlo e di mascherarlo come se non fosse un concorrente del PDF ....ma ci tengono proprio tanto ad invadere la rete.mah.. qualcosa l'han imparato dalla sentenza del processo: che possono fare quello che vogliono facendo finta di rispettare le regole.
    • Anonimo scrive:
      Re: punto DOC
      Diciamo che lo standard NON e` WORD.Comunque e` demoralizzante che proprio un istituto di ricerca distribuisca informazione senza il giusto rispetto degli standard aperti.Speriamo sia soltanto (!) un problema di abitudine..
      • Anonimo scrive:
        Re: punto DOC
        - Scritto da: GOo
        Diciamo che lo standard NON e` WORD.

        Comunque e` demoralizzante che proprio un
        istituto di ricerca distribuisca
        informazione senza il giusto rispetto degli
        standard aperti.
        Speriamo sia soltanto (!) un problema di
        abitudine..Concordo pienamente, però non la farei cmq tanto lunga. Qui stiamo tutti a fare i galletti su cosa si deve e cosa non si deve fare. Però le cose non cambiano... questo vuol dire che poi alla fine nessuno vuole cambiarle oppure effettivamente che il sw opensource non è ancora alla portata di tutte le teste.Usare linux o software OS ora sta diventando una moda per dimostrare di essere più smart degli altri, ma non sempre il sw OS è usabile da persone "non appassionate" (e le persone dell'INFN sicuramente potrebbero esserlo, ma non è una cosa negativa il fatto che non lo siano).Più che mettere link e commenti in internet (che chi non è appassionato ovviamente non andrà a leggere) occorre molta più "evangelizzazione", nel piccolo, tra amici, parenti e conoscenti.
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