FreeAllMusic, per chi suona l'advertising

Un nuovo servizio web in attesa di debutto prova a sfruttare il discusso modello di contenuti in cambio di pubblicità. Con tanto di approvazione delle major. Nel mentre Vevo parte col botto

Roma – La musica online finanziata dall’advertising sembrava essersi estinta con la resa di SpiralFrog , il portale che avrebbe dovuto fare concorrenza al P2P libero e gratuito ed è invece finito gambe all’aria per eccesso di debiti. E invece il binomio musica e advertising torna prepotentemente di attualità grazie a FreeAllMusic.com , portale in fase di lancio che offrirà agli utenti la possibilità di scaricare brani MP3 dopo la visione obbligatoria di una réclame . Due delle quattro Grandi Sorelle sono già della partita, le altre sono attese al varco.

Diversamente da altri servizi simili, FreeAllMusic avrà la particolarità di permettere il download dei brani desiderati piuttosto che limitarne la fruizione al browser web: ogni mese gli utenti avranno diritto a scaricare un massimo di 20 brani (5 a settimana), e a ogni download sarà obbligatoria la visione di uno spot pubblicitario. La musica viene letteralmente data via gratis in formato libero, e ognuno potrà usare i suoi MP3 come preferisce.

A dimostrazione del fatto che non si tratta dell’ennesima autopromozione avventata senza basi legali sullo stile dell’oramai notorio Qtrax , FreeAllMusic può già vantare l’accordo (confermato dalle stesse società interessate) con Universal Music Group ed EMI , con la conseguente disponibilità del vasto catalogo di artisti in mano alle due etichette discografiche.

Se il modello di business scelto da FreeAllMusic è destinato a fallire ancora una volta solo il tempo potrà dirlo, ed è a questo punto interessante osservare cosa decideranno di fare Sony Music e Warner Music Group dopo l’avallo già concesso al servizio dalle altre due rappresentanti del blocco della musica commerciale internazionale. Il sito, neanche a dirlo, è attualmente irraggiungibile dal territorio telematico del Belpaese.

Pieno di promesse e belle speranze (delle major), è inoltre quel Vevo nato da una partnership tra Google e Universal e che col tempo dovrebbe prendersi in carico tutto il materiale musicale attualmente veicolato dai server di YouTube. Presentato a fine 2009 con squilli di trombe, tartine e presenzialismo di star e starlette del disco, Vevo sembra essere partito col piede giusto facendo registrare, in un solo mese di attività, oltre 35 milioni di visitatori unici secondo quanto sostiene comScore .

Alfonso Maruccia

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  • Funz scrive:
    La pubblicità non è un servizio
    "Se conosci maggiori cose sul tuo lettore medio, puoi naturalmente servirlo meglio con messaggi pubblicitari mirati" Schifosi: il mostrarci la pubblicità non è un "servizio" che fate a noi lettori.E' un servizio che fate agli inserzionisti, sarebbe ora di finirla con certe ipocrisie.
    • angros scrive:
      Re: La pubblicità non è un servizio
      Se la pubblicità mirata ti permette di pagarti il sito e mantenerlo in funzione (e quindi permette agli utenti di consultarlo gratis), per gli utenti può essere un servizio (quanti dei siti che visitiamo ogni giorno campano grazie ad AdSense? Senza di esso, probabilmente avremmo banner pià invasivi, dialer e altre schifezze simili). Ma se il sito è a pagamento, la pubblicità diventa un fastidio, non un servizio.
      • Funz scrive:
        Re: La pubblicità non è un servizio
        - Scritto da: angros
        Se la pubblicità mirata ti permette di pagarti il
        sito e mantenerlo in funzione (e quindi permette
        agli utenti di consultarlo gratis), per gli
        utenti può essere un servizio (quanti dei siti
        che visitiamo ogni giorno campano grazie ad
        AdSense? Senza di esso, probabilmente avremmo
        banner pià invasivi, dialer e altre schifezze
        simili). Ma se il sito è a pagamento, la
        pubblicità diventa un fastidio, non un
        servizio.No, tu non sei un cliente a cui vendere un servizio: sei un portatore di un paio di bulbi oculari da rivendere agli inserzionisti.E' alquanto diverso.
        • angros scrive:
          Re: La pubblicità non è un servizio
          Allora mettiamola così: la pubblicità è un modo per pagare il conto. Per te è un danno esattamente come è un danno dover sborsare dei soldi), ma se il sito ti piace, il guadagno che hai dalla visione del sito è superiore al danno dato dalla pubblicità.Sinceramente... tu preferisci Punto Informatico come è adesso (gratuito, ma con la pubblicità), o lo preferiresti con acXXXXX a pagamento, ma senza pubblicità? A queste condizioni, la pubblicità non mi dà fastidio.Di sicuro non la accetterei mai su un sito a pagamento, perchè vorrebbe dire che il gestore cerca di farsi pagare due volte; comunque, visto che per principio non uso nesun servizio internet a pagamento, il problema per me non si pone.
  • angros scrive:
    Come fanno a contare le visite?
    Se mettono i cookies, cancellarli è facile (e quindi posso rimettere a zero il conteggio delle mie visite mensili); se si basano sull' IP, basta spegnere e riaccendere il modem per cambiarlo. E se intendono richiedere la registrazione (il che già farebbe perdere loro alcuni utenti), come contano di fare per impedire che un utente si registri più volte, ad esempio?
    • Charlie Parker scrive:
      Re: Come fanno a contare le visite?
      semplice: ti chiedono un appoggio su carta di credito per accedere (vedi iTunes, con il quale potrebbero integrarsi, a sentire qualche rumor), fino a un tot di accessi non paghi, poi cominciano gil addebiti...
      • angros scrive:
        Re: Come fanno a contare le visite?
        I primi siti a luci rosse facevano una cosa del genere... ti chiedevano il numero di carta di credito per provare che eri maggiorenne, dicendoti che non c'era da pagare nulla, poi ogni mese ti addebitavano piccole cifre sul conto, finchè non te ne accorgevi e riuscivi a bloccarli (questa truffa è stata poi sostituita da quella con i dialer)Il settore "a luci rosse" è sempre stato all'avanguardia, per certe cose (è stato il primo ad usare il videonoleggio e la vendita di cassette, poi ad usare la formula dell'abbonamento mensile con acXXXXX illimitato, e nel frattempo ha sperimentato altri sistemi, come i dialer)
        • Charlie Parker scrive:
          Re: Come fanno a contare le visite?
          concordo che ci sia un elemento di rischio, ma in questo caso si tratta del NYT, non della "Mega Txtte e Cxli LTD"... un po' più affidabile...la stessa Apple ti chiede un appoggio su carta di credito per creare un account iTunes, ma non ha mai addebitato nulla a nessuno in assenza di acquisti.
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