Gates: la GPL è come Pac-Man

Il big boss di Microsoft riaccende la diatriba e accusa la GPL di essere simile ad un Pac-Man, capace di fare un sol boccone del business e del software commerciale. Che Gates aspiri a fare il fantasmino?
Il big boss di Microsoft riaccende la diatriba e accusa la GPL di essere simile ad un Pac-Man, capace di fare un sol boccone del business e del software commerciale. Che Gates aspiri a fare il fantasmino?


Atlanta (USA) – Che mondo sarebbe senza Microsoft.NET? Bill Gates lo ha spiegato in questi giorni ai numerosi sviluppatori e partner che hanno preso parte alla conferenza TechEd 2001, un palcoscenico da cui il fondatore e presidente di Microsoft, intervistato da Cnet, ha dato seguito alla campagna anti-Linux da lui stesso inaugurata lo scorso anno con la celebre frase: Linux non può competere .

Negli ultimi tempi il bersaglio prediletto di Microsoft, tirato in ballo prima da Craig Mundie e poi da Steve Ballmer , è stata la licenza GNU GPL , nata in seno al movimento Free Software fondato da Richard Stallman e considerata, fra le licenze open source, la più restrittiva in assoluto.

Gates ha ribadito che “ci sono dei problemi nell’utilizzo commerciale della licenza GPL, e noi vogliamo soltanto essere sicuri che la gente lo comprenda bene”.

Il suo collega Ballmer, CEO di Microsoft, proprio recentemente espresse parole molto dure in merito , dichiarando che “Linux (attraverso la licenza GPL, NdR) è un cancro che si attacca, nel senso della proprietà intellettuale, a tutto ciò che tocca”. Critiche rispedite al mittente da molti esponenti della comunità open source, i quali sostengono che non soltanto è possibile far girare software proprietario su codice open source (ed il database di Oracle ne sarebbe un esempio fra tanti), ma che accanto alla GPL vivono (e vegetano) molte altre licenze open source adatte anche al software proprietario: la più diffusa è la BSD, utilizzata dall’omonima famiglia di sistemi operativi e dal celebre Web server Apache.

Gates sostiene che se Microsoft ha scagliato frecce soprattutto nei confronti della licenza GPL, il motivo è da ricercarsi nel fatto che “quando la gente dice open source, spesso intende GPL”.

Non è della stessa opinione Eric S. Raymond, celebre membro della comunità open source e autore del libro “La Cattedrale e il Bazaar”, che al tempo delle accuse di Mundie sostenne che gli attacchi di Microsoft alla licenza GPL erano un modo astuto per “attaccare l’intero movimento open source concentrando il fuoco sulla sola licenza (la GPL, NdR) che per alcuni aspetti è politicamente controversa”.

E se per Ballmer la GPL è un cancro, per Gates è un Pac-Man.


Gates si è detto convinto che molte delle dichiarazioni rilasciate da dirigenti Microsoft in merito all’open source “siano state fraintese in diversi modi. Uno degli argomenti che più frequentemente saltano fuori è che Microsoft non produce software free. Ehi! Noi abbiamo software free, il mondo avrà sempre software free. Voglio dire, non è corretto ragionare in questi termini. Ma se voi chiedete alla gente “Voi conoscete bene la GPL?”, allora rimangono abbastanza sbalorditi nel comprendere come questa abbia una natura simile a Pac-Man”.

Gates ritiene che “la GPL rende impossibile per un’azienda commerciale l’utilizzo o la creazione di software protetto da questa licenza. In questo modo quello che si è visto per il TCP/IP o Sendmail o il browser non potrà mai avvenire. Noi pensiamo che dovrebbe esistere sia il software free sia il software commerciale e che dovrebbe esserci un ricco ecosistema che lavori attorno a questo”.

“L’ecosistema in cui software free e software commerciale coesistono, ed i clienti possano scegliere quali fra i due utilizzare – ha continuato Gates – è di fondamentale importanza che sia sano”. E secondo il boss di Microsoft, non può esistere un mercato sano finché ci sarà la GPL perché, a suo avviso, questa licenza è stata appositamente creata da chi voleva uccidere del tutto il software commerciale.

Da qualche tempo Microsoft ha lanciato un programma, già sperimentato ad esempio con Windows CE 3.0 , per la condivisione del codice sorgente con alcuni partner selezionati. Molti hanno accusato l’azienda di criticare l’open source ma di volerne timidamente scimmiottare il modello di sviluppo. Gates ora risponde sostenendo che “il nostro programma per la condivisione dei sorgenti soffre di molti degli stessi problemi (del software open source, NdR), e alcuni di questi sono spesso dannosi”.

Gates si riferisce in particolare al rischio di perdere il controllo sul codice e di ritrovarlo in prodotti concorrenti e al fatto che “una persona che ha preso visione di codice condiviso è probabile che ne venga particolarmente contaminata e che trovi poi davvero difficile lavorare su altri progetti”.

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20 06 2001
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