Giusto scriversi le password

Chi non lo fa rischia di utilizzare sempre la stessa e dunque di esporsi: lo dice un senior manager di Microsoft da sempre impegnato sul fronte della Sicurezza


Sidney (Australia) – L’uso della rete e del computing moltiplica la necessità di utilizzare password di accesso, ma la delicatezza dei dati protetti da password è tale, in molti casi, da rendere necessario un uso più consapevole di questo strumento. Molti, infatti, sono coloro che usano sempre la stessa password, o parole chiave scontate, facili da indovinare, e dunque altamente insicure.

A dirlo è stato nelle scorse ore Jesper Johansson, guru della Sicurezza e da anni program manager delle politiche della sicurezza di Microsoft , società da anni a caccia di un sistema di password per immagini . Secondo Jesper, intervenuto ad una importante conferenza australiana, l’industria di settore per anni ha sbagliato nel dire agli utenti che non c’è motivo di scriversi le password utilizzate.

Ad una audience di imprenditori e dirigenti, Jesper si è chiesto: “Quante persone adottano una policy sulle password per cui nemmeno sotto tortura riporterebbero le proprie password su carta? Io dico che questo è assolutamente sbagliato, dico che la politica sulle password dovrebbe sempre imporre di scriversi la password. Io ne uso 68 diverse: se non mi è concesso scriverle cosa finirò per fare? Evidentemente userò sempre la stessa password”.

L’uso di un’unica password per una molteplicità di servizi è dai più considerata una leggerezza che può costar cara. “Dal momento che non tutti i sistemi consentono di inserire buone password – ha aggiunto Jesper – mi capiterà di sceglierne una poco furba, di usarla ovunque e di non cambiarla mai. Se le scrivo e proteggo quel pezzo di carta – o il supporto dove le ho scritte – non c’è davvero nulla di male. Questo ci consente di ricordare più password e di scegliere password migliori”.

Va detto che se scrivere su carta le password può anche significare rischiare di perderle, sono molti i software studiati appositamente per archiviare un gran numero di password in sicurezza: gli stessi browser web più evoluti gestiscono in modo piuttosto sicuro le diverse password dell’utente.

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  • Anonimo scrive:
    Uè Dottori Zero del Cyberspazio!
    Avete rotto il caxxo con questi brevetti! :@ Ora il Wi-fi è mio : eh no cari signori siete arrivati troppo tardi ! :@
  • Anonimo scrive:
    DOVRANNO TUTTI MORIRE SOMMERSI DAI ...
    brevetti.Quando ero piccolo, ca 30anni fa, sentivo un detto:"Gira, gira e la freccia torna in c..o a chi la tira."Semplice, rapido ed intuitivo come concetto.Volete brevetti, DRM e quant'altro.Bene vuol dire che M$ & C. sono disposti a sottostare alle leggi e limitazioni che si sono inventati per salvaguardare loro interessi.PAGARE devono solo PAGARE.Sfogo delle 9.Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: DOVRANNO TUTTI MORIRE SOMMERSI DAI .
      - Scritto da: Anonimo
      Semplice, rapido ed intuitivo come concetto.
      Volete brevetti, DRM e quant'altro.
      Bene vuol dire che M$ & C. sono disposti a
      sottostare alle leggi e limitazioni che si sono
      inventati per salvaguardare loro interessi.
      PAGARE devono solo PAGARE.
      Sfogo delle 9.Si ma e' dura fare capire a questi babbaloni (aziende e utenti collusi) che i brevetti sono una piaga.Le aziende lo sanno, ma spingono lo stesso perche' tanto ormai e' una voce di budget fissa.La gente pero' se la prende in quel posto. Mancata innovazione, ritardi di vario genere ed incertezza per il futuro se lavori in un'azienda dell'IT.
      • Anonimo scrive:
        Re: DOVRANNO TUTTI MORIRE SOMMERSI DAI .
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        Semplice, rapido ed intuitivo come concetto.

        Volete brevetti, DRM e quant'altro.

        Bene vuol dire che M$ & C. sono disposti a

        sottostare alle leggi e limitazioni che si sono

        inventati per salvaguardare loro interessi.

        PAGARE devono solo PAGARE.

        Sfogo delle 9.

        Si ma e' dura fare capire a questi babbaloni
        (aziende e utenti collusi) che i brevetti sono
        una piaga.
        Le aziende lo sanno, ma spingono lo stesso
        perche' tanto ormai e' una voce di budget fissa.

        La gente pero' se la prende in quel posto.
        Mancata innovazione, ritardi di vario genere ed
        incertezza per il futuro se lavori in un'azienda
        dell'IT.
        Non sono i brevetti ad essere una piaga, ma il modo in cui sono rilasciati. Stesse regole per la multinazionale e il piccolo inventore. Come dire stesse regole per il JumboJet e la bicicletta di nonna.Non ha senso.Poi se gli americani la smettessero di rilasciare brevetti ovvi e scontati sarebbe un bene per tutti.Leggete cosa scrive un ingegnere americano (Robert Palmer), guru riconosciuto di un piccolo settore (la tecnologia dei barcode) nel suo libro Barcode book:"Assume that a US patent has just been issued on the incandescent light bulb. After 17 years this basic patent will expire, but now a cagey inventor gets a patent on the use of a light bulb mounted in a bathroom so that it is possible to shave before the sun comes up in the morning. He then gets other applications patent that cover a variety of applications which would otherwise make use of candles or lanterns. Even though the use of a light bulb in these different way seems obvious once the basic concept of the light bulb is understood, the current US patent system is perfectly capable of granting patents in this fictional scenario. This is clearly ludicrous!"
    • chef scrive:
      Re: DOVRANNO TUTTI MORIRE SOMMERSI DAI .
      - Scritto da: Anonimo
      brevetti.
      Quando ero piccolo, ca 30anni fa, sentivo un
      detto:
      "Gira, gira e la freccia torna in c..o a chi la
      tira."
      Semplice, rapido ed intuitivo come concetto.
      Volete brevetti, DRM e quant'altro.
      Bene vuol dire che M$ & C. sono disposti a
      sottostare alle leggi e limitazioni che si sono
      inventati per salvaguardare loro interessi.
      PAGARE devono solo PAGARE.
      Sfogo delle 9.
      SalutiIl fatto e' che loro non pagano. Semplicemente RICARICANO i costi delle royalties sugli utenti.
  • sh4d scrive:
    io mi chiedo....
    ma perchè questa gente non viene stroncata con tutta la forza possibile?Ogni volta che qualche tecnologia si afferma a livello globale, quando oramai è diffusa in milioni e milioni di unità c'è sempre la società del piffero semisconosciuta che rivendica miliardi di dollari di royalties...Ecco cosa significa brevettare ogni singola cazzata.Ancora mi domando perchè certa gente ha voce in capitolo? come mai non hanno rivendicato subito il loro brevetto prima che divenisse una tecnologia d'uso comune, cosicchè PER TEMPO ci si sarebbe potuti orientare verso tecnologie alternative?Furbi, e mo che pretendono, spero vivamente che questi dementi, assieme a quegli altri due pirla che hanno brevettato i toni telefonici facciamo una bruttissima fine.che nervi ogni volta a leggere ste cose..p.s. anche questi ultimi due sono australiani, coincidenza?
    • riddler scrive:
      Re: io mi chiedo....
      Amen...
    • Anonimo scrive:
      Re: io mi chiedo....
      Tra parentesi la semisconosciuta organizazione austrliana e' il corrispettivo del CNR italiano... ed parte del governo e re-investe tutti i proventi dei suoi brevetti in ricerca (e' quasi una no-profit).La domanda guista da farsi e': come mai queste grandi paladine dei brevetti (MS, dell, IBM) si sono messe tutte daccordo per fare la guerra al CSRO ? E' semplice. se i brevetti sono loro, tutti felici e contenti. se i brevetti sono di qualcun'altro, allora non va piu' bene e bisogna fargli causa, anche se questo significa fare causa al governo australiano...e la cosa simpatica ? l'australia ha appena firmato il Fair Trade Agreement con l'america per cui tutti i brevetti americano sono validi anche li...
      • Guybrush scrive:
        Re: io mi chiedo....
        - Scritto da: Anonimo[...]
        e la cosa simpatica ? l'australia ha appena
        firmato il Fair Trade Agreement con l'america per
        cui tutti i brevetti americano sono validi anche
        li...IL fair trade non e' un patto leonino ed e' valido anche il contrario: i brevetti australiani sono validi anche in america.Ecco il perche' della causa legale.Ora spero che qualcuno si decida che l'attuale regolamentazione dei brevetti vada, come minimo, revisionata.
        GT
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