Gli artigiani sperano in internet

Troppo elevato il costo della burocrazia, si conta sulla rete


Roma – Le imprese italiane hanno sulle proprie spalle un onere di 14 miliardi e 190 milioni di euro: un fardello enorme derivante dalla gestione della burocrazia e degli adempimenti che richiede alle attività commerciali italiane.

Secondo uno studio Abacus presentato in occasione di un convegno di Confartigianato, nell’Europa comunitaria l’Italia ha dietro di sé soltanto Grecia e Spagna in merito ai tempi burocratici necessari alla costituzione di un’impresa e ai costi che rappresenta la gestione di un’azienda.

A quanto pare sarebbe internet e le operazioni di trasparenza e assistenza amministrativa e burocratica online “la possibile soluzione” a questi problemi individuata dalle imprese.

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  • Anonimo scrive:
    Magna confusio
    Superabile: il portale per il mondo della disabilità.Un portale che si rivolge ai disabili che però può essere usato solo dai non-disabili?Quasi quasi lo segnalo a Striscia: un bel tapiro non glielo leva nessuno...
  • Anonimo scrive:
    Super... "de che?!?"
    Ho dato una controllatina al "portale della disabilità", soi-disant, con un classico validatore "verticale": Bobby (http://www.cast.org/bobby/)Bene, la homepage del sito NON SUPERA il test di accessibilità, e questo sia nella versione Web Accessibility Initiative (neanche il "tranquillo" livello 1) che nella più "indulgente" versione Section 508, quella che stabilisce i criteri minimi di accessibilità e usabilità per i siti "pubblici" americani.A che serve un portale della disabilità che non può essere fruito correttamente dai disabili?Sembrava male dare una controllatina al tutto prima della pubblicazione finale sul server?Non è la prima volta che, da "normodotato", mi ritrovo a navigare siti "per disabili" che tali risultano essere perlopiù solo nelle intenzioni: quando finirà questo malcostume? Perchè non prendere esempio dai siti americani, e più in generale anglosassoni?
    • Anonimo scrive:
      Re: Super...
      Credo che programmi automatici come Bobby mostrino solo quanto l'intelligenza artificiale sia ancora pura utopia...Anzi, no, dato che superano abbondantemente le capacità di giudizio dei loro creatori e utenti medi!- Scritto da: Giovanni Crescente
      Ho dato una controllatina al "portale della
      disabilità", soi-disant, con un classico
      validatore "verticale": Bobby
      (http://www.cast.org/bobby/)

      Bene, la homepage del sito NON SUPERA il
      test di accessibilità, e questo sia nella
      versione Web Accessibility Initiative
      (neanche il "tranquillo" livello 1) che
      nella più "indulgente" versione Section 508,
      quella che stabilisce i criteri minimi di
      accessibilità e usabilità per i siti
      "pubblici" americani.

      A che serve un portale della disabilità che
      non può essere fruito correttamente dai
      disabili?

      Sembrava male dare una controllatina al
      tutto prima della pubblicazione finale sul
      server?

      Non è la prima volta che, da "normodotato",
      mi ritrovo a navigare siti "per disabili"
      che tali risultano essere perlopiù solo
      nelle intenzioni: quando finirà questo
      malcostume? Perchè non prendere esempio dai
      siti americani, e più in generale
      anglosassoni?
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