Google, una nuova potatura

Continuano le dismissioni di servizi ritenuti ormai superflui: ora è il turno di Listen, Google Video per le aziende e il servizio Apps per i Team

Roma – Google continua a dismettere i servizi non ritenuti più coerenti o utili rispetto alle sue priorità: da ultimo finiscono tra gli epurati Listen, l’app per Android per la ricerca di podcast; le ultime vestigia di Google Video, il suo versante dedicato alle aziende e Google Apps for Teams , il servizio che permette ai possessori di email verificate di aziende o scuole di collaborare tramite Google Docs, Google Calendar e Google Talk,

Google Apps for Teams sembra non aver attirato abbastanza interesse, per cui sarà chiuso a partire dal prossimo 4 settembre .
Tutti gli account sottoscritti tramite di esso diventeranno semplici account personali per cui gli utenti non perderanno i dati caricati, ma dovranno cambiare il nome utente o aggiornando Gmail o cambiando il proprio indirizzo primario di riferimento ad un indirizzo non Gmail.

Con la chiusura di Video for Business i video che le aziende vi avevano caricato saranno trasferiti su Google Drive, senza che occupino lo spazio attualmente garantito per il servizio gratuito di storage.

L’app di ricerca di podcast per Android Listen, invece, chiuderà il prossimo primo novembre, essendo ormai stato sostituita dalle funzioni di Play Store.

Recentemente erano stati dismessi (data di scadenza novembre 2013) iGoogle, Google Talk Chatback, Google Video, le app di ricerca per Symbian, ma la lista vedeva già chiusi in soffitta PicNik , Social Graph API, Urchin, Google Message Continuity, Needlebase, l’app per Android Sky Map,Google Labs, Buzz , Code Search, Jaiku, Google Gears, Friend Connect, Bookmarks List e altri servizi minori .

Claudio Tamburrino

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  • Levantino scrive:
    Deviare l'attenzione dai veri problemi..
    "...la realizzazione di una Smart City è un proXXXXX molto complesso e di lungo periodo: è necessaria una profonda conoscenza della realtà locale, dei bisogni della collettività, delle criticità e dei servizi che devono essere gestiti e garantiti."Sarò pessimista, ma gli stolti che ci dovrebbero guidare, a tutti i livelli ed in ogni settore, in italia ed in europa, non hanno minimamente saputo prevedere una crisi della portata che stiamo vivendo (e vogliono ancora dire la loro); mi chiedo come possano gestire un progetto di questa portata.Solo un piccolo esempio di serietà e correttezza di un ente italiano: quando studiavo elettrotecnica, mi avevano detto che l'enel, per le dimensioni degli investimenti, doveva fare progetti per l'energia con anticipi di 10 ed anche di 30 anni; adesso ci stanno dicendo che consumiamo troppo e che questo non è giusto.Siamo noi gli sbagliati, non loro...Da quando siamo in europa, tutto (tranne la tecnologia) è peggiorato: pensioni, condizioni di lavoro, disoccupazione, strapotere delle multinazionali e loro influenza sulla politica, banche arraffone finanziate dalla bce a tassi risibili, dopo i danni combinati coi nostri soldi, e malgrado ciò mutui inaccessibili, ecc.Sono un po' schifato, altro che Smart City...
  • the day after Apple scrive:
    iCity
    Queste sono le conseguense dei nomi sottratti alla disponibilità della collettività con la forza del denaro...Sarebbe senz'altro più naturale parlare di iCity o eCity...
  • Sequoia scrive:
    La nuova bolla
    Scusate, non per finire a tarallucci e vino, ma qualcuno mi spiega per cortesia a cosa serve in PRATICA questa smart city?Perchè, giusto per essere pessimista, a me pare la nuova parola del momento, dopo la new economy e il web 2.0 adesso c'è la smart city, ma di fatto?vorrei capire gentilmente cosa c'è di rivoluzionario e utile per il cittadino, grazie
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