I DVD costano troppo? La UE indaga

Ma non intende limitarsi alla sola politica dei prezzi, perché l'indagine riguarderà anche la suddivisione geografica del mondo in mercati diversi per DVD uguali. Una suddivisione che non piace ad alcuno
Ma non intende limitarsi alla sola politica dei prezzi, perché l'indagine riguarderà anche la suddivisione geografica del mondo in mercati diversi per DVD uguali. Una suddivisione che non piace ad alcuno


Bruxelles – Chiunque abbia mai acquistato un DVD in un negozio on o off line sa che si tratta di prodotti che costano mediamente parecchio. Troppo, secondo la Commissione europea che ieri ha confermato l’apertura di una inchiesta ufficiale sui prezzi praticati dai produttori.

Stando a quanto pubblicato dal Financial Times, l’autorevole quotidiano finanziario londinese, il Commissario europeo per le garanzie sulla concorrenza, Mario Monti, si appresta a comunicare di aver inviato una richiesta formale di spiegazioni sulla politica dei prezzi agli studios di Hollywood.

A quanto pare, la Commissione non ha intenzione di limitare le proprie indagini alle strategie commerciali sui prezzi ma di estenderle anche a quelle relative alla suddivisione del mondo in aree geografiche per quanto riguarda la distribuzione di DVD. Come noto, infatti, i produttori hanno diviso i mercati internazionali in aree diverse in modo tale da controllare il mercato dei DVD nelle singole regioni. Ed è questo il motivo per il quale un DVD comprato negli Stati Uniti non si legge su un lettore DVD europeo, sebbene sia molto facile “craccare” il sistema di protezione.

I prezzi dei DVD nelle diverse regioni geografiche variano grandemente. Se negli Stati Uniti la media di prezzo per un DVD, stando alla Commissione europea, è compresa tra le 35 e le 55mila lire, in Gran Bretagna il prezzo oscilla più in alto, tra le 40 e le 65mila mire. In Italia un DVD può arrivare a costare anche 99mila lire.

La suddivisione geografica viene giustificata dai produttori come una necessità per limitare la pirateria sui film e facilitare la raccolta e la gestione delle royalty sui contenuti distribuiti. Ma lo stesso Mario Monti, ricorda FT, in precedenti dichiarazioni aveva spiegato che tra la protezione della proprietà intellettuale e l’abuso di posizione dominante la linea di confine è sottilissima.

L’azione della Commissione è scaturita dall’arrivo a Bruxelles di numerosissime lamentele sui prezzi e sulle difficoltà per i consumatori europei di recuperare DVD statunitensi, spesso non distribuiti sui mercati continentali.

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11 06 2001
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