IAB: fine del far west pubblicitario online

L'organismo che si occupa degli standard della pubblicità online il mese prossimo tenterà di imbrigliare il caos
L'organismo che si occupa degli standard della pubblicità online il mese prossimo tenterà di imbrigliare il caos


Web – Il mese prossimo l’Internet Advertising Bureau (IAB) dovrà cercare di mettere ordine nel “Far West” della pubblicità online, un passo ritenuto decisivo per poter offrire agli inserzionisti un mercato con regole e numeri chiari. In ballo c’è l’intero volume d’affari della pubblicità su internet, un argomento che riguarda una infinità di editori online.

Lo IAB deve superare alcuni dei problemi più importanti del settore, come la difficoltà di misurazione dell’effettiva “esposizione” della pubblicità piazzata sui siti dagli inserzionisti e la sua resa. E dovrà rilasciare una proposta di “linee guida” per avvicinare le esigenze delle imprese che intendono pubblicizzare servizi e prodotti online con quelle degli editori internet.

Per il momento, rappresentanti dello IAB si limitano a sostenere che lo sforzo potrebbe portare ad un rapporto molto più efficiente tra inserzionisti e siti e dunque ad una maggiore circolazione di advertising online.

Uno degli elementi più complessi sulla via ad una “soluzione” risiede nelle diverse tecnologie di gestione dell’advertising, diversità che si traducono anche in differenti misurazioni per le esposizioni della pubblicità.

Anche per questo lo IAB attende i risultati di uno studio che ha commissionato a PricewaterhouseCoopers proprio sugli aspetti tecnici della questione. Uno studio che si articola su 11 tra le principali net-companies. Lo studio tiene in considerazione le misure utilizzate per registrare le impression, per contare le pagine e i click e per verificare il numero di visite totale e quello degli “utenti unici”.

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22 10 2001
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