Il mercato IT è come l'IKEA

di Giuseppe Cubasia - La gente vuole soluzioni economiche, talmente economiche che se le monta da sola, magari male, consapevole che non è proprio quello che voleva, consapevole che tra pochi anni dovrà ricomprarle

Roma – Qualità nell’IT. Quando per la prima volta iniziai a sentir parlare di Qualità nell’IT erano gli inizi degli anni ’90. Un bel momento, ricco di fermento, nuove tecnologie (Oracle, Windows, Unix al posto dei MainFrame), e l’affermazione di nuovi modi di fare IT.

La Qualità era il laitmotiv di ogni attività, il nostro motto era: Noi le cose le facciamo bene fin dalla prima volta . Più avanti ebbi la fortuna di lavorare in una delle migliori aziende IT presenti in Italia, una delle prime ad essere certificata ISO 9000, ed a volere che anche le proprie persone fossero certificate secondo il famoso sistema.

Qualità era comprendere quello che il cliente voleva e realizzarlo nei giusti tempi e con il costo prestabilito. Si potrebbe dire una cosa ovvia e scontata, ma che nella realtà dei fatti risulta quasi mai vera, e perciò maggiormente apprezzata quando si riscontra. Qualità è capire che, a prescindere dal sofisticato ed accurato sistema di lavoro di cui l’azienda si era dotata, sono le persone che la compongono che rendono il tutto fattibile e fruibile.

In quell’azienda vi erano persone molto qualificate, scelte, selezionate per merito, abituate a lavorare in team e sottoposte ad un continuo aggiornamento formativo. La stessa azienda incentivava questo clima con progetti ad alto valore aggiunto, sia dal punto di vista tecnologico, sia umano, dove a tutti era richiesto impegno per ricoprire ruoli di sempre maggiore responsabilità e competenza, ed ovviamente ognuno aveva la giusta remunerazione.

Poi tutto questo finì.

Il perché è presto detto: il mercato era cambiato, cercava altro. L’innovazione non era più richiesta, i grandi progetti, quelli che dovevano dotare questo paese di strumenti ed infrastrutture tecnologiche portanti erano stati bloccati. Ancora oggi si naviga a vista, nessuno investe più, si vuole un ritorno immediato dell’investimento e si prediligono le soluzioni economiche, anche se tecnicamente discutibili.

Per semplificare, il mercato dell’IT è diventato come l’IKEA.
Ne aprono sempre di più e sono sempre di più affollate perché la gente vuole soluzioni economiche, talmente economiche che se le monta da sola, magari male, consapevole che non è proprio quello che voleva, consapevole che tra pochi anni dovrà ricomprarle, però sono soluzioni economiche e che fanno (quasi) al caso loro.

A questo punto ai bravi artigiani cosa rimane da fare?
Chi comprerà i loro lavori, qualitativamente perfetti, ma ovviamente economicamente onerosi? (Proprio perché per formare un bravo informatico occorre tempo ed investimento). Sono forse destinati a scomparire o a vedere le loro capacità mai messe veramente alla prova?

Non credo. Attualmente persone di Qualità nell’ambiente IT esistono, e ne conosco tanti sia di bravi informatici, ma di ancora più bravi manager, in possesso sia delle competenze (Hard Skill) sia delle capacità di comunicazione e relazione (Soft Skill) che hanno fatto la fortuna dei One minute manager (Chi era costui?) e di tutti coloro che sanno come addestrare e motivare le persone e rendere un ambiente stimolante.

Il ristagno del mercato fa si che le competenze delle persone di Qualità rimangono spesso inoperose e le persone stesse si demoralizzino e si sentano poco apprezzate. La Qualità parte dalla persona e talvolta, anche per il famoso HR (Risorse Umane), gestire persone valide (e non solo tecnicamente) è più un problema che un vantaggio aziendale, proprio perché anche nella stessa azienda non si sa più (ed in alcune non si è mai saputo) cosa sia Qualità.

Quando poi, perché di qualcosa bisogna pur vivere, si lavorava in progetti Man Power, detti finché dura (il progetto) fa verdura (ovvero si raccoglie senza investire nulla), ecco che addirittura il lavoro di Qualità è controproducente, è sentito come qualcosa d’originale, un libero pensare che come dice Nietzsche deriva dalla smania di farsi notare, o addirittura che lascia supporre azioni libere, azioni cioè incompatibili con la morale vincolata. Talvolta si dice altresì che questi o quei liberi principi siano da ricondurre a stravaganza o a ipertensione della mente.

Tutto questo per dire che lavorare in Qualità può farvi fare la figura del saputello e quindi dell’inviso, ma esistono ambiti di lavoro in cui le Vostre qualità non sono solo apprezzate, ma addirittura indispensabili. Quando vi è necessità di realizzare qualcosa di fortemente critico, oneroso, destinato a durare a lungo, allora è lì che la Qualità non solo è ricercata, ma si esige! Tradotto in gergo aziendale: quando il Business si dota di budget per progetti innovativi, grandi ed importanti, allora la Qualità e le persone che sanno lavorare bene diventano i loro idoli.

Le persone di Qualità hanno poi una caratteristica incredibile, sono fatte di materiale raro, più sono messe sotto pressione, più la loro capacità di concentrazione e di macinare lavoro aumenta. Ho visto team motivati lavorare 24 ore al giorno per raggiungere obiettivi incredibili, è gente con cui vorreste lavorare tutta la vita, sempre disponibile, pronta a supportare tutto e tutti solo per raggiungere il comune obiettivo.

Qualità è soprattutto avere un Team Leader di Qualità. Egli è già da solo il 66% del successo del progetto. È facile constatare nella realtà che la sola motivazione economica non basta per stimolare le persone, occorre molto di più.

E per finire un aneddoto personale.
Ricoprivo il ruolo di Team Leader, quando una persona del team mi chiese aiuto perché non riusciva ad andare avanti.

Gli chiesi:
Hai stampato il sorgente: SI.
Hai i dati di input: SI.
Hai il giusto algoritmo: SI
Hai accesso al database,ambiente ed altro al contorno: SI.
Bene dissi, hai tutto quello che ti serve per risolvere il problema, dammi la soluzione entro un’ora.
Dopo 20 minuti aveva la soluzione, mi complimentai con la persona.
Poi la persona mi prese da parte e mi chiese: ma perché non mi hai aiutato?
Risposi: perché sapevo che potevi riuscire da solo, perché sei bravo e perché cosi facendo ti davo la possibilità di dimostrami che sei pronto per maggiori e più importanti compiti.

Poco tempo dopo questa persona lasciò la società ed è ad oggi un affermato Team Leader.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

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  • Paura & Incertezza 6 scrive:
    Privoxy: la vera incognita
    Congratulazioni per il lavoro svolto! Non sono comuni le capacità di saper rendere fruibile alle masse un discorso così complesso come il progetto tor.Vorrei però spostare lattenzione su alcuni aspetti che potrebbero essere vitali per i meno esperti e quindi oggetto di approfondimento per chi sta dedicando il suo (prezioso non dimentichiamolo) tempo agli altri:Punto uno: non cè Tor senza Privoxy, questultima utilità è la più importante essendo quella di competenza di quella cosa misteriosa che connette la tastiera alla rete e va configurata a dovere sfruttandone tutte le potenzialità. Il progetto Tor non nasce solo per visionare in tutto anonimato, esso così soddisferebbe solo una parte degli utilizzatori (compresa quella parte marcia) esso nasce principalmente per evitare la censura e quindi permettere la pubblicazione la dove essa non è consentita, osteggiata, boicottata, oggetto di discriminazione sulla persona! Senza una conoscenza approfondita del sistema completo, la pubblicazione delle Libere Lettere di Marco Calamari apparirebbe una semplice curiosità per smanettoni e un potenziale pericolo per chi invece userebbe Tor per nobili scopi, ignorando i rischi tecnici ( e non mi riferisco a quelli legali perché dove esiste la legge esiste i diritto, esiste dunque la difesa, la replica! E proprio dove non esiste alcuna forma di diritto consumato che vi è più bisogno di Tor). Dunque è necessario , ma senza alcuna pretesa, approfondire, sviscerare tutta la programmazione fattibile con Tor.Punto secondo: non cè anonimato senza monitoraggio: è importante a mio avviso suggerire alla discussione lapprofondimento di metodo sulla gestione dellattività tramite Tor : ovvero come un utente normale può verificare che dal suo pc escano solo le informazioni instradate dal Tor, quale metodo e atteggiamento assumere dunque sul S.O. e gli altri programmi che girano, ormai troppo spesso a nostra insaputa, sul pc? No mi riferisco solo ai componenti di Firefox, spiegati con dovizia di particolari nelle precedenti Lettere, ma anche a tutti quei programmi del S.O ed altri installati che possono compromettere lattività eseguita con Tor. E drastico suggerire di chiudere tutte le porte tranne quelle in uso dal programma (e sopra di tutto è fattibile?).I sistemi nat e dhcp influiscono? Il router rilasciato dal provider ha codici che dialogano con il provider e associano dei marcatori allip in uscita/entrata? Mac? Come scopre un utente se è filtrato dal proprio provider? Come evitare ( se è possibile) gli exit-node sporchi? Essi hanno dei sintomi? Insomma superiamo il livello base e buttiamoci sulla sperimentazione! Passo dopo passo.
  • kairus scrive:
    chi ci guadagna da questa pubblicita'?
    Mi chiedo quale gruppo di persone puo' avvantaggiarsi da un uso così ambiguo e poco chiaro di non meglio precisate tecnologie di ano-nimizzazione....mi sorgono inquietanti interrogativi....
    • Nome e cognome scrive:
      Re: chi ci guadagna da questa pubblicita'?
      - Scritto da: kairus
      Mi chiedo quale gruppo di persone puo'
      avvantaggiarsi da un uso così ambiguo e poco
      chiaro di non meglio precisate tecnologie di
      ano-nimizzazione....

      mi sorgono inquietanti interrogativi....i terroristi di al-che-id[e]a?(anonimo)(anonimo) :|...ah, no! intendi alcuni nostri politici!!!!(idea) tanto si sa' già chi sono quelli che guardano i porno online....(rotfl)
  • Fedora 8 scrive:
    Tor: non è ancora la volta buona :-(
    un altro oggetto buono, che quì piace molto,poteva essere: Tor al Tappeto!Tratto da http://www.torproject.org/download.html.it
    5. Tor impedisce bla bla ..., ma pone dei rischi nuovi:
    un exit node ostile o male configurato può mostrarti
    una pagina sbagliata, o inviarti di nascosto delle applet
    Java come se provenissero da domini di cui ti fidi.Ossia: per evitare che si usi tor basta screditare la rete tor: ossia che qualcuno (a voi chi viene in mente?) tiri su alcuni exit node "male configurati" (farlocchi) che ti inviano quello che vogliono, tipo oggetti che ti loggano o installano sul tuo PC linux con FF (ma anche windows, più difficile ma possibile ;-) ) software malevolo spacciato per buono.(storia già vista vero? ... p2p?)In questo modo piano piano si smetterà di usare tor e si porrà il TorButton a off.... o sbaglio?Io.
  • Paola e Chiara scrive:
    Speranza
    Ora i server Tor italiani aumenteranno in modo esponenziale
  • Ignorante Informatic o scrive:
    OT: Browser già configurati
    Perdonate l' OT ( so che oggi si discute della gestione di un router TOR ), ma, sebbene ignorante in tal campo, ho letto qualcosa su pacchetti già pronti all'uso come JanusVM , xB Browser ( o Torpack ) ed OperaTor .A vostro avviso, la loro preconfigurazione può essere ritenuta alla stregua di quella consigliata da Marco Calamari ( sempre dettagliato e chiaro nei suoi articoli... lo comprendo pure io! :$) o potrebbe presentare qualche leak ( si dice così, no? ) tipo nei DNS e così via?Insomma, mi chiedo se possano essere una valida alternativa ( in versione portabile ).Grazie a Tutti :)
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: OT: Browser già configurati
      contenuto non disponibile
      • Ignorante Informatic o scrive:
        Re: OT: Browser già configurati
        - Scritto da: unaDuraLezione
        Torpack l'ho provato in passato ed era configurato correttamente (spetta comunque all'utilizzatore andare a verificare tutte le opzioni, non sono così numerose e ne vale la pena). Beh, allora dici che anche un Utonto come me potrebbe darci un'occhiata? :D
        Di Operator ho letto tutto sul sito ufficiale. Attualmente (o meglio l'ultima volta che ho controllato) è in bundle con una versione di Opera che però è vecchia e soffre di alcuni bug di sicurezza successivamente patchati. In effetti, guardando qualche screenshot , mi era parsa un po' obsoleta ( rispetto alla versione attuale ).
        Sul sito ufficiale però ci sono le istruzioni per creare un nuovo eseguibile di Operator partendo da eseguibili aggiornati dei tre software componenti.Quindi andrebbe usato quello. In poche parole, Opera garantirebbe un qualcosa in più?
        xB Browser, mai sentito :)Dovrebbe essere il nome nuovo dato a Torpack , credo :)
        Di JanusVM, ho letto tutta la FAQ ufficiale ma non l'ho mai provato.Fra tutti mi sembra quello che offre il servizio migliore perchè è tutto fatto in trasparenza con una VPN virtuale locale che esce solo con TOR.Nelle faq c'è anche scritto come verificare di averlo configurato correttamente per i DNS....L'unico fattore di rischio che vedo è che se, per qualsiasi ragione, la VPN virtuale locale si disconnettesse, tutti i programmi in esecuzione comincerebbero ad usare quella sottostante che non è anonimizzata. Perdona l'ignoranza, ma, in pratica, sarebbe come creare una connessione ( se non erro, in VMware ) all'interno di quella usata comunemente?Per il resto, unaDuraLezione , che dire..sei stato molto esaustivo e ti ringrazio! :)( ..e chiedo scusa per il ritardo nel risponderti )
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: OT: Browser già configurati
          contenuto non disponibile
          • Ignorante Informatic o scrive:
            Re: OT: Browser già configurati
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Ignorante Informatic o

            mhhh.. ho guardato un po' il sito ma non mi è
            chiaro (non c'è scritto molto)... parla di
            utilizzo di proxy ma non specifica
            quali.
            Secondo me sono i loro, il che significa che devi
            fidarti.
            E siccome loro sono solo un'organizzazione (cioè
            non sono distribuiti) non c'è molto da
            fidarsi.Beh, a naso, son d'accordo con te :)Descrivono, per linee molto generali, i loro servizi ( che, stando a quanto si legge, sarebbero interessanti ), ma non scendono ( almeno non abbastanza ) nei dettagli.
            VMware serve solo perchè il server che crea la
            connessione e la condivide è un server Linux
            progettato ad
            Hoc.
            Anche se il server è virtuale, i servizi di rete
            che offre (nle caso specifico solo al PC locale)
            sono
            reali.
            Quindi con qualsiasi OS puoi creare una VPN che
            sta al di sopra della tua connessione
            reale.
            Tale VPN punta al server Linux virtuale che esce
            solo attraverso TOR (che è già preconfigurato
            nell'immagine di
            VMWare).

            Rimane comunque la possibilità che i DNS vengano
            risolti a monte, ovvero nella tua connessione
            reale.
            Nel caso di JanusVM le istruzioni del sito
            spiegano come verificare e
            correggere.OK, adesso ho compreso come funziona.Grazie ancora ;)
          • cassandrina scrive:
            Re: OT: Browser già configurati
            sentite, se scarico firefox sono relativamente sicuro che sia quello giusto, tutti possono guardarlo e controllarlo.ma se scarico un firefox da un'altra parte, so che tutti possono anche modificarlo, e ciò vale per tutti i prodotti open liberamente scaricabili.ora, che sicurezza mi offre uno strumento prefigurato da una terza persona? sarebbe meglio spiegare come mettere insieme i vari programmi e poi lasciare all'utente il copia incolla e la configurazione degli stessi, ma scaricati dai siti originali, no? altrimenti non c'è controllo.aspetto rassicurazioni.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: OT: Browser già configurati
            contenuto non disponibile
          • Ignorante Informatic o scrive:
            Re: OT: Browser già configurati
            - Scritto da: cassandrina
            sentite, se scarico firefox sono relativamente
            sicuro che sia quello giusto, tutti possono
            guardarlo e
            controllarlo.
            ma se scarico un firefox da un'altra parte, so
            che tutti possono anche modificarlo, e ciò vale
            per tutti i prodotti open liberamente
            scaricabili.
            ora, che sicurezza mi offre uno strumento
            prefigurato da una terza persona?Per quanto riguarda xB Browser ( o Torpack , ossia un bundle comprendente Firefox + Tor ), il codice sorgente è visionabile ( da chi, beato Lui, ne è capace ).Questo, almeno in teoria, dovrebbe preservare da brutte sorprese .I dubbi permangono, però ( come fatto notare da unaDuraLezione ), sull'affidabilità dei Proxy usati ( spero di non fare un'altra figuraccia :$).Il fatto che MakeOperaTor consenta di assemblare ( perdonate eventuali termini poco appropriati ) il tutto, sfruttando i software scaricati dai siti ufficiali, è un bel vantaggio. @ unaDuraLezione :ho trovato questo :).. http://en.wikipedia.org/wiki/XeroBank_Browser
  • Cavallo GolOso scrive:
    Marco, ci parlerai anche di pgp e...
    ci parlerai anche di pgp e crittografia locale?alla luce di questo articolino:http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2116065
  • Dubbioso scrive:
    OK per tor ma i p2p anonimi?
    I p2p anonimi funzionano in maniera similare a tor, ossia rinviano i dati (cifrati) tra vari nodi prima di raggiungere il destinatario rendendo cosi la so9rgente e la destinazione abbastanza anonimi...a differenza di tor però questi programmi non interagiscono con la rete esterna e non possono fornire accesso anonimo al web...il dubbio è cosa rischio io utente di p2p anonimo se i dati incriminati vengono inviati da me ad un nodo non sicuro ?
    • Mariobusy scrive:
      Re: OK per tor ma i p2p anonimi?
      - Scritto da: vallespluga
      è inutile dire che i limiti di banda rendono tor
      inusabile per una normale navigazione con siti
      iperpesanti.Ovviamente, ma Tor e sistemi affini rimangono comunque di preziosissima utilità per quei paesi nel mondo dove non è garantita nemmeno la libertà di parola e l'informazione è censurata persino su internet.:'(
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