Il satellite globale spinto troppo innanzi

di A. Massucci - Teledesic è stata ufficialmente congelata. L'azienda che avrebbe dovuto dare al Pianeta Terra una infrastruttura TLC definitiva potrebbe presto chiudere i battenti. Ritirano gli impegni nomi del calibro di Bill Gates


Roma – C’era un tempo una visione dal sapore fantascientifico che aveva animato i portafogli dei grandi nomi del mondo dell’alta tecnologia, era la visione di uno dei padri della telefonia mobile, Craig McCaw, quella di una Terra circondata da satelliti ultramoderni capaci di veicolare su tutto il Pianeta pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, una infrastruttura che avrebbe dovuto rappresentare un ambiente TLC definitivo . Una visione che è crollata miseramente.

Nei giorni scorsi il management di Teledesic, un management in continua rotazione da 12 anni a questa parte, ha ufficialmente bloccato la costruzione e messa in orbita di due nuovi satelliti per la propria costellazione. Una mossa emblematica di una situazione ormai già chiarissima: il progetto Teledesic è ufficialmente congelato. E in queste ore i media di mezzo mondo ne stanno dando notizia. Il prossimo passo potrebbe essere la dismissione dell’azienda.

Dietro a Teledesic, oltre al miliardario McCaw, c’erano personaggi del calibro di Bill Gates, pronti a sborsare centinaia di milioni di dollari cash per acquisire una fetta importante nelle comunicazioni del futuro . Ma c’erano anche aziende, come la satellitare StarBand, condannate recentemente alla bancarotta. E c’erano contratti già pronti, accordi di licenza con le autorità TLC americane, avviati rapporti con le industrie del settore, fondamenta di un progetto che stanno ora sgretolandosi rapidamente.

“Internet-in-the-sky”. Si può leggere ancora questo sul sito web di Teledesic che, ancora una volta, come accaduto per una enorme quantità di realtà industriali negli ultimi due anni, fatica a star dietro agli eventi e anzi propone come nuovi e possibile sviluppi visionari, come se non fosse accaduto nulla, come se davvero fossimo all’alba di una nuova era della comunicazione.

C’è ora qualcuno che festeggia, perché se la visione di McCaw si fosse trasformata in realtà ci sarebbe stato il rischio dell’imporsi di un’azienda dalle infrastrutture uniche e quindi capace di agire come “monopolista” di un sistema di comunicazione avanzato e globale. Ma quanto sta accadendo non è tanto la fine di un nuovo “monopolio potenziale” quanto l’emblema di un mercato spompatissimo che non è in grado di reggere un salto di qualità delle tecnologie di comunicazione, internet compresa. E questo non si può festeggiare. Anzi, a riguardare quel sito, è giustificata persino la malinconia.

Alberigo Massucci

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  • Anonimo scrive:
    PAGARE OK, MA NON ANCHE LE SCEMENZE! un esempio...
    Sono d'accordo che i servizi si pagano, ok ma a volte si esagera!Sono andato sul sito di quattroruote per sapere il valore della mia macchina, mi hanno chiesto 2,53?!!! Io capisco che, se mettessero tabelle e schede tecniche on-line il giornale venderebbe meno,va bene. Ma per chi, come me aveva bisogno di simile inezia, chiedere di pagare un simile prezzo scade nel cattivo gusto. A volte far pagare tutto non paga.Un esempio? Avevo l'abitudine di leggere una rivista di scenze on-line, era fatta così bene, che, volendone sapere di +,ho finito per abbonarmi alla versione cartacea (+ completa).Io penso che internet sia un potente mezzo di promozione, tutto sta,però, nel saperlo usare bene.Se fanno tutti come 4ruote, internet diventerà come l'ospedale di fantozzi, in cui ogni volta che chiedeva qualcosa l'infermiere gridava "10.000 lire!!!"
    • Anonimo scrive:
      Re: PAGARE OK, MA NON ANCHE LE SCEMENZE! un esempio...
      hai ragione solo in parte io credo.La rivista di scienze è una cosa , le quotazioni delle auto usate sono un'altra cosa.Infatti mentre la rivista se ben fatta è meglio leggerla su supporto cartaceo invece che sul computer, e quindi il sito web risulta un valido strumento promozionale, per quattroruote invece e' diverso, un sacco di gente compra Quattroruote solo per avere le quotazioni dell'usato e si disinteressa completamente degli articoli ivi presenti. Poi una volta effettuato l'acquisto dell'auto magari sta 10 15 anni senza comprarne + una copia. Quello che ti dico e' esperienza diretta, vera, provata.Quindi a questo punto mi sembra giusto che Quattroruote faccia pagare questo servizio una giusta cifra corrispondente all'incirca alla meta' del costo della rivista stessa.
  • Anonimo scrive:
    se non si vuole pagare bisogna farsi ...profilare
    E' triste, ma è la realtà e, comunque, ci permetterebbe di riavere indietro la libertà che ci sarebbe "tolta" inizialmente: ciò ci permetterebbe infatti di veder nascere aziende che diversamente non nascerebbero, in quanto saprebbero bene sin dall'inizio che non avrebbero la forza economica per farsi conoscere attraverso i canali tradizionali.
  • Anonimo scrive:
    come pagare per internet?
    Internet gratis non sta in piedi, internet a pagamento nappure.Il problema e` come pagare, un mucchio di persone sarebbe disposto a pagare qualche cosa per usare internet, il problema e` come?Se si pagassero pochi centesimi per ogni sito visitato, a parte L'improponibilita` della cosa, miliadri di transazioni al giorno con il costo della transazione forse superiore alla cifra scambiata, l`utente non gradirebbe, l`impossibilita` di quantificare la cifra spesa ogni giorno ridurrebbe di molto l`uso della rete.Pagare un abbonamento per ogni sito visitato?Anche questo limiterebbe molto la navigazione e la liberta` di cercare le informazioni ovunque nella rete, si andrebbe sempre nei soliti 4 o 5 siti e basta.Finora non sono stati presentati modelli funzionali per il pagamento di internet, pagamento che permetta agli utenti di navigare in liberta` spendendo una cifra ragionevole e nel contempo permetta ai siti di avere una quantita` di soldi sufficente per garantire loro l`esistenza e anche un giusto guadagno
    • Anonimo scrive:
      SDP
      Concordo con l'analisi di Pietro e avanzo la seguente proposta:Un numero x di aziende editrici di siti web e da vita ad un supersito in grado presentare l'offerta complessiva di servizi di informazione e intrattenimento segmentata per categorie e sottocategorie (spettacolo
      cinema, teatro, etc; sport
      calcio, football, golf, etc.) quindi consente di sottoscrivere uno o più servizi pagando in quell'unico punto una cifra equa derivante non da una somma algebrica dei servizi sottoscritti bensì da qualcosa di più articolato (simile, ad esempio, ai vari "boquet" offerti dalle pay-tv). Il visitatore ha il vantaggio di pagare in un unico punto sottoscrivendo un abbonamento che gli consente una navigazione vasta e articolate senza dovere ogni volta mettere le mani nel portafogli.Ogni singolo editore che partecipa all'iniziativa avrebbe la sua quota parte che gli consentirebbe di finanziare le attività e lo sviluppo dei siti aderenti al network.Sempre a livello centralizzato verrebbero gestiti i dati sensibili delle persone fornendo all'utente maggiori garanzie di sicurezza e al network di siti una banca dati costantemente aggiornato per attività di email marketing in linea con le direttive dell'opt-in.Che ne dite?
      • Anonimo scrive:
        Re: SDP
        - Scritto da: Stefano Di Persio
        Concordo con l'analisi di Pietro e avanzo la
        seguente proposta:

        Un numero x di aziende editrici di siti web
        da' vita ad un supersito in grado
        presentare l'offerta complessiva di servizi
        di informazione e intrattenimento segmentata
        per categorie e sottocategorie Perfetto, era quello che avevo in mente anch`io, l`intervento di prima era un po` provocatorio, adesso sarebbe interessante vedere quanti sarebbero disposti a pagare per accedere a questo network.postate qui la vostra opinione
        • Anonimo scrive:
          Re: SDP
          Si creerebbe questo network che renderebbe internet come tutti gli altri mezzi, un luogo dove regna l'oligarchia. Ci sono moltissimi siti di media grandezza e fama utilissimi, che verrebbero esclusi da tutto in pratica.
          • Anonimo scrive:
            Re: SDP
            - Scritto da: giateno
            Si creerebbe questo network che renderebbe
            internet come tutti gli altri mezzi, un
            luogo dove regna l'oligarchia. Ci sono
            moltissimi siti di media grandezza e fama
            utilissimi, che verrebbero esclusi da tutto
            in pratica.no io la vedo cosi` ogni sito puo` essere diviso in due una parte gratis e a una parte si puo` accedere se si e` abbonati al network ( se hai pagato), al network possono partecipare tutti e i vari siti vengono pagati in proporzione agli accessi e ai Mb scaricati dagli utenti piu` un sito e` interessante piu` utenti ha e piu` soldi prende.Niente toglie al fatto che di network ce ne possono essere piu` di uno
          • Anonimo scrive:
            Re: SDP
            La soluzione sovra esposta è fattibilissima in termini tecnici , ma il fatto che non sia stata ancora adottata da nessuno significa che il livello di tanti siti di grandezza media e medio-piccola non e' abbastanza soddisfacente per il consumatore che invece preferisce ricorrere alle riviste specializzate.
  • Anonimo scrive:
    P2P
    Secondo me il futuro è il P2P o un suo clone... (letto in prima pagina che anche usa ci pensano??).Con questo mezzo, chi produce il sw può pubblicarlo direttamente a tutti.. anche non avendo un sito (sebbene ce ne siano di gratuiti).. ma direttamente dal suo disco di casa...Credo che il P2P sia ancora troppo grezzo: troppe reti che non convergono, scambio di soli file.... E legato a una filosofia più dell'arraffa arraffa (leggi musica, film, applicazioni), quando invece potrebbe avvicinare anche mondi di distribuzione di software free (o su licenza tipo sourceforge e tant'altri..), musica amatoriale (c'è una quantità di gruppi sconosciuti nel mondo che potrebbero con niente diffondere il loro verbo...).E' che l'interfaccia di oggi del p2p non permette di fare altro che digitare una parola chiave e vedere di ritorno un elenco...Non sarebbe più fiko vedersi ritornare anche commenti sui file? (ricordo audiogalaxy ..) o magari avere un mini browser che faccia vedere le paginette che il piccolo musicista si è fatto per presentare le sue opere???Ovvio... del piccolo musicista non interessa a molti...ma quest'infrastruttura magra di informazioni aggiuntive fa pensare che lo scopo non è accrescere la proprio conoscenza personale, ma occupare lo spazio su disco e risparmiare qualche lira di CD, biglietti cinema e quant'altro.Saluti,Roberto
  • Anonimo scrive:
    apt-get
    mycomputer$ apt-get updatemycomputer$ apt-get install quello-che-vuoiGo debian go! :)Perché cercare qualcosa di inferiore?gl :)PS: Sì, esiste anche debian/w32
  • Anonimo scrive:
    Siti Gratis
    Ogni sito, offre un servizio.Alcuni sono gratuiti ( vengono pagati dai banner )Altri sono a pagamento ( paga l'utente )Se a me, il sito di download software, mi piace e mi e' utile, pago il servizio che offre.Se il prezzo e' alto, forse non lo pago, cosi come non pago x una rivista che ritengo inutile.Non e' la fine di internet gratis o di internet.E' semplicemente, che il mercato pubblicitario in internet e' sceso ai minimi termini ( un payxview, ora non vale + di 3 cents.... ) e quindi, le spese, vengono ora addebitate all'utente.Chi ritiene interessante il sito...lo paga.Chi non lo ritiene interessante, ne cerca uno simile free.Se non ci sono abbastanza entrate, il sito chiude....cosi come tutte le altre cose che non sono internet.Byez
  • Anonimo scrive:
    Gratis OK ... ma cavolo bisogna ...
    Scusate se mi intrometto,io spero con tutto me stesso che il gratis "non" muoia mai su internet.Sto facendo i salti mortali per mantenere gratuite tutte le risorse che sui miei siti offro .. e credetemi è dura :-(Ciò che non aiuta inoltre è che la gente, oltre a volere tutto GRATIS, denigra POPUP (che per carità .. a volte sono eccessivi), denigra BANNER e pubblicità simile, oscurandola con appositi software.Vi dico come la penso .. basterebbe che ognuno di noi cliccasse sul banner posto in home page del sito web che si sta navigando, e il problema si risolverebbe in meno di un mese.Ora siamo sommersi di frame, banner, sky, javaspot, banner in mezzo agli articoli, e via discorrendo.Sono contento che le grandi aziende monopoliste siano mezze crollate (SE LO MERITANO!) ma almeno diamo una mano a siti minori.Comincio io va ... e clicco sul banner arancione qui sopra .. Overboost ..e viaaaaaaaaa :) :)
    • Anonimo scrive:
      il senso della pubblicità
      Ebbene credevo che la pubblicità servisse a:1) rendere un prodotto noto al target;2) delinearne pregi e caratteristiche;3) convincere della necessità del prodotto al potenziale cliente;Ora: se tu clicchi su Overboost Arancione così giusto per regalare quei 30cents a PI, aiuti di certo PI, ma alle spalle di chi fornisce (e crede ancora nei) banners.Un tipo in qualche post ha fatto una domanda intelligente: quante volte avete cliccato su di un banner? (se volete apriamo un OT con sondaggio incorporato)io ho Seriamente e Volontariamente cliccato su banners quelle POCHISSIME volte in cui mi sono trovato INTERESSATO all'offerta: nello specifico, ricordo molti banners di AudioGalaxy (rip) riguardo a schede audio e lettori mp3.Ergo: la colpa (sì c'è un colpevole anche stavolta) è di chi ha pensato che per convincere potenziali clienti all'utilizzo di tale servizio/tale bene... bastassero un paio di gif animate (o magari la grafica 3d, mai vista nel banner Casinò su Kazaa??).Non credo che se PI avesse riempito il suo sito di pubblicità di Calendari e Dialer telefonici, magari utilizzando tecniche più aggressive (e sicuramente più efficaci dunque!), riceverebbe gli stessi introiti..Sperando di avervi fatto riflettere, e di ricevere commenti, concludo qui il post.
      • Anonimo scrive:
        Re: il senso della pubblicità
        - Scritto da: avvelenato
        Ebbene credevo che la pubblicità servisse a:
        1) rendere un prodotto noto al target;
        2) delinearne pregi e caratteristiche;
        3) convincere della necessità del prodotto
        al potenziale cliente;Essenzialmente serve a generare una consapevolezza inconscia del marchio o del prodotto. Un cliente presta attenzione al prodotto solo se ne è già interessato. Ma in questo caso non aspetta di trovare il banner o la pubblicita, invece va lui in cerca del prodotto.I casi nei quali l'utente ha bisogno di un generico prodotto e un messaggio pubblicitario lo dirotta su un marchio o su un modello specifico che non conosceva sono relativamente rari.
        Ora: se tu clicchi su Overboost Arancione
        così giusto per regalare quei 30cents a PI,
        aiuti di certo PI, ma alle spalle di chi
        fornisce (e crede ancora nei) banners.Il banner (o il pop-up) equivale allo spot televisivo o all'inserzione su un quotidiano o su una rivista. Clickare sul banner equivale a seguire attentamente lo spot o leggere l'inserzione ed andare a cercare da altre parti ulteriori informazioni sul prodotto.A questo punto io mi chiedo perchè sui media tradizionali la pubblicità si paga in ogni caso, mentre su internet si paga solo se cattura l'attenzione del consumatore ?Il pagamento della pubblicità un tanto a click mi sembra MOOOOLTOOO comodo per chi la pubblicità la fa, visto che in pratica riesce a raggiungere lo scopo pagando poco o nulla.In ogni caso se una pubblicità non cattura l'attenzione la colpa non è del gestore del media, ma del pubblicitario.
        Un tipo in qualche post ha fatto una domanda
        intelligente: quante volte avete cliccato su
        di un banner? (se volete apriamo un OT con
        sondaggio incorporato)Aggiungiamo al sondaggio anche queste domande:- Quante volte avete letto un inserzione pubblicitaria ?- Quante volte avete seguito attentamente uno spot invece di cambiare canale o andare in bagno ? Il link NON è il messaggio pubblicitario. E' solo una facilitazione per l'utente che, se interessato, può reperire ulteriori informazioni con un semplice click.
        io ho Seriamente e Volontariamente cliccato
        su banners quelle POCHISSIME volte in cui mi
        sono trovato INTERESSATO all'offerta: nello
        specifico, ricordo molti banners di
        AudioGalaxy (rip) riguardo a schede audio e
        lettori mp3.Però molte più volte hai inconsciamente visto il messaggio. E se non ti sei soffermato è perchè non ti interessava. Certo che se si mette su P.I. la pubblicità di una marca di sci probabilmente si avrà meno successo che non mettendo la pubblicità di una nuova scheda grafica. Ma questo è di nuovo responsabilità del pubblicitario.
        Ergo: la colpa (sì c'è un colpevole anche
        stavolta) è di chi ha pensato che per
        convincere potenziali clienti all'utilizzo
        di tale servizio/tale bene... bastassero un
        paio di gif animate (o magari la grafica 3d,
        mai vista nel banner Casinò su Kazaa??).

        Non credo che se PI avesse riempito il suo
        sito di pubblicità di Calendari e Dialer
        telefonici, magari utilizzando tecniche più
        aggressive (e sicuramente più efficaci
        dunque!), riceverebbe gli stessi introiti..Perchè più efficaci ? Secondo me sono meno efficaci. Esattamente come uno spot ripetitivo, fastidioso e magari trasmesso a volume troppo alto: l'utente cambia subito canale ed associa al marchio un senso di fastidio.I pop-up ad esempio sono, secondo me, poco efficaci, infatti l'utente ne è infastidito ed associa al marchio un messaggio negativo. Inoltre spesso e volentieri l'utente blocca del tutto i pop-up e risolve il problema. Secondo me i problema è che i pubblicitari che operano su internet cercano di fare i furbi, pechè legano il pagamento solo al raggiungimento dell'obiettivo (cosa che non avviene su nessun altro media), ma allo stesso tempo sono impreparati ed inesperti, visto che non riescono a catturare l'attenzione dell'utente senza infastidirlo, cosa che invece riescono a fare i loro colleghi che operano sulla televisione o sulla carta stampata (tutti conoscono e ricordano gli spot un una certa marca di caffè, così come se dico "buonaseraaa" tutti sanno cosa intendo...).Quindi il fallimento del modello pubblicitario su internet è principalemte dei pubblicitari stessi.A questo si aggiunge il fallimento del modello dei grandi portali generici. Troppo costosi e quindi troppo farciti di pubblicità (che difficilmente raggiunge il target a causa della generalità del sito), che nessuno guarda, così come nessuno starebbe attento se in tv vedesse due o tre spot contemporaneamente.... Inoltre troppi banner in una stessa pagina raggiungono nel complesso il livello di fastidio per l'utente.Per concludere secondo me se un modello pubblicitario su internet può alla fine rilevarsi efficace è quello di PI: pochi banner discreti su prodotti in tema con il sito. Ma per arrivare a ciò i pubblicitari devono fare la loro parte.
        • Anonimo scrive:
          Re: il senso della pubblicità
          Il discorso che tu fai su internet, la pubblicità e i banner è molto interessante... :)Secondo me però ha un errore di fondo...o meglio accoglie una delle due posizioni che da tempo si fronteggiano nel mercato pubblicitario : Internet è un media come gli altri o no?Su internet la pubblicità può essere utilizzata come negli altri media o no? e ancora di più In ternet è veramente un media e basta ho è piuttosto una nuova realtà all'interno della quale esistono più media?Io francamente propendo per l'ultima ipotesi:Internet è un mondo nuovo dentro al quale esistono una pluralità di media differenti...Perchè non conviene a una grossa azienda (quella cioè che ha più soldi da investire) investire massicciamente in internet? ma perchè il suo nome l'aziennda se lo è già fatto, è per lui dunque è molto più facile, anzi direi indispensabile aprire un proprio sito, che diventa allora un investimneto pubblicitario alternativo ai banner...che francamente a mio parere hanno utilità molto misera.perchè? perchè proprio come dicevi tu oggigiorno la pubblicità ha lo scopo principale di veicolare simboli, marchi, stili di vita, emozioni, la semplice informazione sul prodotto non serve più a niente, in quanto, overinflazionati di alternative, una informazione esclusivamente tecnica verrebbe assorbita dal rumore di fondo, e in secondo luogo per i prodotti che necessitano di una informazione tecnica è il consumatore stesso che si muove alla ricerca di informazioni (quando compri una scheda video o un nuovo computer sei te che ti muovi alla ricerca del prodotto non viceversa).Tu dici :"I casi nei quali l'utente ha bisogno di un generico prodotto e un messaggio pubblicitario lo dirotta su un marchio o su un modello specifico che non conosceva sono relativamente rari."Questo è vero solo in parte, in particolari settori produttivi, per la maggior parte dei prodotti (o comunque quelli che garantiscono i guadagni più alti) non è così...Ad esempio nel settore dei detersivi la guerra è durissima e le formule sono pressochè identiche, studi hanno dimostrato che appena un concorrente cala di pressione pubblicitaria il prodotto perde quota...questo perchè in realtà Dash e Dixan lavano praticamente uguale ma la pressione pubblicitaria permette di trasformare la generica "necessità di un detersivo" (che sarebbe corrisposta da entrambi) in "necessità di tal prodotto"....e infatti non so se noti la pressione pubblicitaria che sta mettendo in campo la BOLT per entrare nel mercato (vorrei proprio sapere chi sono sti qua....ci vogliono un bel pò di soldi)...Altra cosa...lo sai che in un ipermercato i prodotti con il più alto margine sono spesso quelle cagate tipo : venti macchinine nella scatola, o televisore marca kazzu, perchè le grosse marche riescono a tenersi i guadagni per loro....e allora questi prodotti secondo te sono ricercati dai consumatori? o è piuttosto la pubblicità (in questo caso in loco) a spingere il consumatore all'acquisto di impulso?Tutto questo (spero di nn essere stato noioso) per dire che il banner non è lo strumento ideale per chi ha i veri soldi da spendere (molto più facile e utile farsi un sito per i cavoli propri...)...certo come dici te la politica di PI è ottima...il problema è quanto paga? quanti soldi riescono a incassare? bastano per coprire?Su internet il mito del tutto gratis aveva senso quando internet era esclusivamente un luogo di scambio di informazioni chi deteneva queste informazioni....nel momento che entrano in campo gli interessi commerciali come in tutte le cose chi ha già i soldi..purtroppo vince...a parte qualche eccezione...poi intendiamoci PI si può benissimo accontentare di quello che è (che è già tantissimo) il problema è che gente pensava che la pubblicità su internet avrebbe fornito quella valanga di soldi che ha coperto le tv private a suo tempo (e il suo proprietario...sigh...) il fatto cè che internet non è la TV....i costi di accesso sono bassissimo.....LA TIM non si può aprire una prorpia tv mentre si può aprire un proprio sito...il nome di marca non te lo fai su internet (a meno che non sei un'attività come PI che vive solo su internet) te lo fai sulla TV e sui giornali ma astraendo dalla materialità, te la fai sui media che ti permettono un contatto con più alta pressione col consumatore, più attenzione, più capacità comunicativa....Internet è come una grossa città...esistono luoghi diversi...fra l'altro dicevi te i grandi portali generalisti non sono il luogo migliore per i banner , il problema è che il grosso del traffico passa proprio da li.... va bhe...mi son dilungato troppo...ciao!!!
          • Anonimo scrive:
            Re: il senso della pubblicità
            - Scritto da: Già....
            Internet è un mondo nuovo dentro al quale
            esistono una pluralità di media
            differenti...Diciamo di si...Però mi riferivo ad uno solo di questi molteplici media...
            Perchè non conviene a una grossa azienda
            (quella cioè che ha più soldi da investire)
            investire massicciamente in internet? ma
            perchè il suo nome l'aziennda se lo è già
            fatto, è per lui dunque è molto più facile,
            anzi direi indispensabile aprire un proprio
            sito, che diventa allora un investimneto
            pubblicitario alternativo ai banner...cheAdesso stiamo parlando di un nuovo media...E' l'equivalente del catalogo. Se tu sei interessato ad una vettura di un certo marchio vai dal concessionario e ti fai dare il catalogo. O più facilmente vai da concessionari di amrchi diversi, ti fai dare i cataloghi e confronti.Anche questa è una forma di pubblicità ma che non ha nulla a che vedere con spot televisivi o informatici (banner). Diciamo che è una pubblicità di secondo livello, quella che su internet raggiungi clickando sul banner.Sugli altri media i pubblicitari pagano la pubblicità di primo livello e fanno quasi gratis (il costo della stampa dei cataloghi) quella che ho definito di secondo livello. Non capisco perchè su internet pretendano il contrario...
            francamente a mio parere hanno utilità molto
            misera.perchè? perchè proprio come dicevi tu
            oggigiorno la pubblicità ha lo scopo
            principale di veicolare simboli, marchi,
            stili di vita, emozioni, la semplice
            informazione sul prodotto non serve più a
            niente, in quanto, overinflazionati di
            alternative, una informazione esclusivamente
            tecnica verrebbe assorbita dal rumore di
            fondo, e in secondo luogo per i prodotti che
            necessitano di una informazione tecnica è il
            consumatore stesso che si muove alla ricerca
            di informazioni (quando compri una scheda
            video o un nuovo computer sei te che ti
            muovi alla ricerca del prodotto non
            viceversa).Appunto per questo serve il banner: non per dare informazioni tecniche (quelle te le cerchi) ma per dare un imprinting inconscio (usare una certa scheda grafica o viaggiare su una certa macchina fa figo...).
            Tu dici :
            "I casi nei quali l'utente ha bisogno di un
            generico prodotto e un messaggio
            pubblicitario lo dirotta su un marchio o su
            un modello specifico che non conosceva sono
            relativamente rari."

            Questo è vero solo in parte, in particolari
            settori produttivi, per la maggior parte dei
            prodotti (o comunque quelli che garantiscono
            i guadagni più alti) non è così...Ad esempio
            nel settore dei detersivi la guerra è....Nel settore dei detersivi il consumatore conosce praticamente tutti i marchi. Io parlavo di marchi o prodotti non conosciuti. Ti faccio un esempio reale, io prima o poi vorrei comprarmi una macchina fotografica digitale. La scelta potrebbe ricadere sugli n marchi noti della fotografia digitale di oggi. Proprio l'altro giorno ho scoperto però che un noto e molto prestigioso marchio della fotografia tradizionale ha deciso, in collaborazione con un marchio di prodotti elettronici, di fare una macchina digitale di ottime prestazioni, buon prezzo ed una filosofia tradizionale (ad esempio la possibilità di escludere gli automatismi). In effetti una tale macchina potrebbe fare al caso mio, ma fino a poco tempo fa mai avrei immaginato che quel marchio avrebbe fatto macchine digitali a prezzo accessibile (è noto per fare macchine molto tradizionali e molto costose) e quindi mai avrei cercato ulteriori informazioni. Ma, ripeto, sono casi relativamente rari.....
            Tutto questo (spero di nn essere stato
            noioso) per dire che il banner non è lo
            strumento ideale per chi ha i veri soldi daBeh, anche chi ha pochi soldi può voler fare pubblicità... il banner oltre ad essere economico può anche essere inserito in siti tematici, migliorando così l'efficacia del banner stesso.
            spendere (molto più facile e utile farsi un
            sito per i cavoli propri...)...certo come
            dici te la politica di PI è ottima...ilNon ho detto che è ottima. Ho detto che è l'unica forma di pubblicità che potrà, in futuro, rilevarsi efficace.....
            città...esistono luoghi diversi...fra
            l'altro dicevi te i grandi portali
            generalisti non sono il luogo migliore per i
            banner , il problema è che il grosso del
            traffico passa proprio da li.... Appunto...
            va bhe...mi son dilungato troppo...ciao!!!ciao
  • Anonimo scrive:
    io scarico giga di software da Internet...
    e sempre di piu'.Ottimo, sicuro, utilissimo.che SO uso ?;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: io scarico giga di software da Internet...
      ..posso diventare il tuo fornitore di hard disk,cd rom da masterizzare,masterizzatori...etc ...dato il tuo alto consumo dei predetti ???.Ciao !Enrico
      • Anonimo scrive:
        Re: io scarico giga di software da Internet...
        - Scritto da: Enrico
        ..posso diventare il tuo fornitore di hard
        disk,cd rom da
        masterizzare,masterizzatori...etc ...dato il
        tuo alto consumo dei predetti ???.

        Ciao !
        EnricoVolentieri se sei a MI
  • Anonimo scrive:
    perchè crisi del tuttogratis?
    cosa c'è da pagare in internet?i siti più interessanti sono quelli di hobbisti di nicchia, che parlano di ciò che conoscono di prima mano e solo se hanno qualcosa da dire, che ti rispondono quando gli mandi una mail e che non superano le 100 visite al giorno, è un po come andarli a trovare, è una cosa piacevole e umanacosti? una linea del telefono, uno spazio su un provider scalcagnato da qualche decina di euro l'anno per 10-50 MB e dominio, un po di tempo libero per pubblicare e bona!i siti più utili sono (o saranno) quelli che ti consentono di pagare le tasse, aggiornarti sulle leggi, insomma, quelli pubblici che sono un srvizio delle amministrazioni al cittadino, che paghiamo già con le tasse!poi ci saranno i siti aziendali, a volte interessanti, altre meno, comunque pagati dalle aziende per presentarsi e farsi pubblicità: non voglio dare servizi sul sito del mio network a? bene, la gente andrà a visitare il sito di tele b o di radio c perchè danno quei servizi e io potevo anche risparmiarmi di fare il mio mezzosito!insomma, l'utente può e deve andare in internet gratis e vedere un sacco di cose interessanti a gratis, in primis quello che riguarda la vita pubblica, poi i passatempi, infine un po di informazione pubblicitaria abbellita da qualch servizio nei siti aziendali.Chi sente la mancanza di siti a pagamento, e cosa offrono in sostanza?A parte quelli porno, sono quasi tutti siti contenitore, che cosa danno in realtà all'utente?Niente che non troverebbe altrove e con la stessa facilità.Ragazzi, parliamoci chiaro,se volete vivere sul branding "supersito cool xyz" e fare pagare inserzioni pubblicitarie, mail e altri servizi e per giunta fare spamming solo perchè ha una bella grafica innflash, ci mettete due notizie top del giorno, quattro guide tematiche e due calndarietti di donne nude, be non è crisi di internet, è che vandete fumo! Non potete aspettare di essere commercialmente competitivi e di vivere di questo.Internet non è in crisi, è in crisi il vostro modello di marketing perchè è insostenibile fin dalla base.See you, non in the net!
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè crisi del tuttogratis?
      - Scritto da: webb
      A parte quelli porno, sono quasi tutti siti
      contenitore, che cosa danno in realtà
      all'utente?
      Niente che non troverebbe altrove e con la
      stessa facilità.
      [...] be non è crisi di internet, è
      che vandete fumo!Se parli di portali generalisti ti do ragione. Troppa roba perche' possa anche essere buona (o utile).Ma nel caso specifico (siti di download) non puoi dire che sono inutili o che vendano fumo. Dici che le stesse cose si potrebbero trovare anche altrove, magari direttamente sul sito dell'autore.Dimentichi pero' che un sito importante ha una visibilita' maggiore, (solitamente) e' organizzato meglio e non ti devi rompere le scatole ogni volta che il sito amatoriale cambia indirizzo, o non si collega per mancanza di banda.Insomma, il successo che hanno dimostra che a qualcosa servono...bye, Andrea
      • Anonimo scrive:
        Re: perchè crisi del tuttogratis?

        Dimentichi pero' che un sito importante ha
        una visibilita' maggiore, (solitamente) e'
        organizzato meglio e non ti devi rompere le
        scatole ogni volta che il sito amatoriale
        cambia indirizzo, o non si collega per
        mancanza di banda.?1) cerca con google e ti tira fuori più software di qualunque sito di download... e se anche devi scartare qualche link proposto perchè non pertinente al download, be, la ricerca è infinitamente più veloce che la navigazione in questi siti2) i maggiori siti di download offrono mirror solo per software importanti e molto richiesti, nel caso in cui uno abbia un sito amatoriale da cui distribuire il suo software (con ovvi problemi di disponibilità e banda) di solito questi siti non ti offrono di uploadare ma solo di linkare la sorgente dei file!3) di solito l'aggiornamento di questi siti per quanto riguarda i piccoli software è abb. lento, se cambi sito ti conviene segnalarlo direttamente ai motori di ricerca e te lo indicizzano più rapidamente
        Insomma, il successo che hanno dimostra che
        a qualcosa servono...si, sono presi d'assalto da chi non sa usare i motori di ricerca (il 90% dei naviganti!)be, in fondo il mio giudizio non è del tutto negativo, i siti di download sono utili per i mirror ai sw più richiesti e carini per la leggibilità delle recensioni e dei commenti del sw, ovviamente sui siti dei produttori ognuno organizza le informazioni a suo modo e non si può sperare di avere recensioni imparziali...diciamo, sono utili ma non indispensabili, quindi non possono onestmente sperare di fare affari. Anzi, non fosse per la scarsa autonomia degli utenti nel fare proprie ricerche avrebbero ben poco da proporre per, non dico guadagnare abbastanza da fare utili, dico guadgnare abbastanza da esistere. Non c'è da stupirsene se si esamina bene cosa offrono, e NB, tornando al mio discorso iniziale ci sono tante cose in Internet che offrono ben di meno se non addirittura palesi truffe e fumo!Quindi non c'è da stupirsi che quando si tratta di dare dati e muovere soldi, fossero anche poci cent la gente e le aziende stiano diventando abbastanza scettiche riguardo ad internet. Dovranno continuare ad esserlo fino a che internt non sarà stato sufficientemente assimilato come media dai potenziali clienti e soprattutto investitori e bonificato dgli avventurieri che stanno ancora oggi vendendo perline come diamanti, o perlomeno ad un prezzo ben diverso da quello reale, piangendo poi lacrime di coccodrillo e gridando alla crisi perchè nessuno gliele compra.La crisi non c'è, sono loro che non hanno niente da offrire (ad un prezzo equo) e facendo così discreditano chi invece ha da offrire, rallentano il mercato e provocano scivoloni in borsa.Ripeto, i siti di download della notizia non sono certo tra i peggiori e di sicuro non sono venditori di fumo, ma credo che quello che fanno non valga quanto chiedono in pubblicità agli sponsor o eventuali abbonamenti, quindi non c'è da stupirsi se non ce la fanno a coprire le spese e dovrebbero semplicemnte farlo in maniera più economica o non farlo dato che non sono affatto indispensabili.
        • Anonimo scrive:
          Re: perchè crisi del tuttogratis?
          - Scritto da: webb
          1) cerca con google e ti tira fuori più
          software di qualunque sito di download... e
          se anche devi scartare qualche link proposto
          perchè non pertinente al download, be, la
          ricerca è infinitamente più veloce che la
          navigazione in questi sitiNon e' vero... anche la maggior parte dei siti di download ha un motore di ricerca interno, spesso molto ben fatto.
          2) i maggiori siti di download offrono
          mirror solo per software importanti e molto
          richiesti, nel caso in cui uno abbia un sito
          amatoriale da cui distribuire il suo
          software (con ovvi problemi di disponibilità
          e banda) di solito questi siti non ti
          offrono di uploadare ma solo di linkare la
          sorgente dei file!Questo non lo so. Ma se il software non e' molto richiesto allora il link al sito amatoriale puo' essere sufficiente, mentre se la richiesta aumenta c'e' la possibilita' che il sito consideri di ospitarlo sui propri server... anche se ammetto che come meccanismo non mi da' l'idea di essere molto efficiente.
          3) di solito l'aggiornamento di questi siti
          per quanto riguarda i piccoli software è
          abb. lento, se cambi sito ti conviene
          segnalarlo direttamente ai motori di ricerca
          e te lo indicizzano più rapidamenteAnche qui, bisognerebbe avere un'esperienza diretta: non penso sia cosi' difficile per un sito "serio" organizzare un sistema di segnalazione automatico utilizzabile direttamente dall'autore...

          a qualcosa servono...
          si, sono presi d'assalto da chi non sa usare
          i motori di ricerca (il 90% dei naviganti!)Statistica inventata ma tuttosommato verosimile (io sarei un pochino meno catastrofico... diciamo l'85% :-).E comunque, visto che forniscono un servizio utile alla maggior parte degli utenti (sia pure per "incapacita'" degli stessi - senza offesa) non vedo perche' non dovrebbero riuscire a sostenersi in qualche modo.
          be, in fondo il mio giudizio non è del tutto
          negativo, i siti di download sono utili per
          i mirror ai sw più richiesti e carini per la
          leggibilità delle recensioni e dei commenti
          del swQuesto forse e' il vantaggio piu' evidente: avere un parere sui programmi, e spesso uno screenshot o anche la possibilita' di confrontare programmi simili: tutto con uno stile uniforme e coerente, cosa molto utile perche' fa risparmiare tempo.Anch'io tendo ad usare google per trovare quello che mi serve, ma a volte per avere una panoramica generale trovo piu' efficace servirmi di uno di questi siti.
          diciamo, sono utili ma non indispensabili,
          quindi non possono onestmente sperare di
          fare affari. Anzi, non fosse per la scarsa
          autonomia degli utenti nel fare proprie
          ricerche avrebbero ben poco da proporre per,
          non dico guadagnare abbastanza da fare
          utili, dico guadgnare abbastanza da
          esistere.
          [...]
          Ripeto, i siti di download della notizia non
          sono certo tra i peggiori e di sicuro non
          sono venditori di fumo, ma credo che quello
          che fanno non valga quanto chiedono in
          pubblicità agli sponsor o eventuali
          abbonamenti, quindi non c'è da stupirsi se
          non ce la fanno a coprire le spese e
          dovrebbero semplicemnte farlo in maniera più
          economica o non farlo dato che non sono
          affatto indispensabili.Qui fai un discorso di "etica": non saranno indispensabili ma offrono un servizio, nella maggior parte dei casi utile, aggiornato e in grado di far risparmiare tempo alla maggioranza degli utenti. Perche' quindi chi ne usufruisce non dovrebbe pagare qualche cosa? Sul "quanto", pero', ci si potrebbe fare una tesi di economia...Tu *credi* che cio' che fanno non valga quanto chiedono, e, attualmente, i fatti sembrano darti ragione... vedremo!bye, Andrea
  • Anonimo scrive:
    La Sindrome Del Ciuccio
    ...e io l avevo scritto un anno e mezzo fa che ci sono le vittime della Sindome del Ciuccio! ;)http://punto-informatico.it/p.asp?i=35556chi vuole puo andarselo a rileggere, ed era solo all'inizio della "crisi del cosiddetto gratis" ..:Pciao!LucaS
    • Anonimo scrive:
      Re: La Sindrome Del Ciuccio
      - Scritto da: LucaSchiavoni
      ...e io l avevo scritto un anno e mezzo fa
      che ci sono le vittime della Sindome del
      Ciuccio! ;)

      http://punto-informatico.it/p.asp?i=35556

      chi vuole puo andarselo a rileggere, ed era
      solo all'inizio della "crisi del cosiddetto
      gratis" ..

      :P
      ciao!
      LucaSDirei che la crisi c'è sempre stata latente in tal casi e più palese in altri.La crisi è nata nel momento in cui, ad esempio e operatori presi a caso, il macellaio tra una salsiccia e una bistecca si era messo a fare reti mentre il ragioniere tra una contabilità e l'altra si metteva a vendere i software e computer e nel frattempo l'avvocato, amico del ragioniere, si metteva a fare siti web e l'ingegnere, fratello dell'avvocato, dall'alto del suo pulpito (o meglio subdorando un business ma questo mai lo confermerà), iniziava opera cattedratica in campi che prima manco voleva saperne ad esclusione di De Crescenzo che capito come andavano le cose, quatto quatto, giustamente ha preferito cambiare rotta scivolando sempre più verso il classico.Questo, come detto sopra, era il preannuncio di una crisi latente.E nel 2001 il settore della ICT era già crisi da ben più di un anno onde per cui il tuo articolo, con tutto il rispetto, era un post e non veggenza.Come a sua volta è in crisi il panettiere che credendo, o adeguandosi, al mito della rapida produzione si è oggi accorto che il "buon pane", per essere tale, deve necessariamente avere i suoi tempi naturali di lievitazione ma ... ora è tardi.E ora? Bhè ora siamo tutti a cercare, a costi umani, un ristorante che realmente si mangi bene ma invece ci troviamo sempre e ovunque forme simil plasificate tutte uguali, servizi carenti e così via.Ora, come d'altronde fin dai tempi per taluni era voluto progettato e premeditato, siamo tutti ad accorgersi che dobbiamo spendere cifre per soddisfare quello che ai tempi dei ns. nonni era considerato piatto popolare, esempio, per una minestra casareccia.Abbiamo perso un'occasione che difficilmente potrà ripresentarsi. Prima tanto fumo e niente arrosto, oggi neppure il fumo.Qualcuno è rimasto e giustamente si fa pagare.by Ron
      • Anonimo scrive:
        Re: La Sindrome Del Ciuccio

        Come a sua volta è in crisi il panettiere
        che credendo, o adeguandosi, al mito della
        rapida produzione si è oggi accorto che il
        "buon pane", per essere tale, deve
        necessariamente avere i suoi tempi naturali
        di lievitazione ma ... ora è tardi.

        E ora? Bhè ora siamo tutti a cercare, a
        costi umani, un ristorante che realmente si
        mangi bene ma invece ci troviamo sempre e
        ovunque forme simil plasificate tutte
        uguali, servizi carenti e così via.

        Ora, come d'altronde fin dai tempi per
        taluni era voluto progettato e premeditato,
        siamo tutti ad accorgersi che dobbiamo
        spendere cifre per soddisfare quello che ai
        tempi dei ns. nonni era considerato piatto
        popolare, esempio, per una minestra
        casareccia.

        Abbiamo perso un'occasione che difficilmente
        potrà ripresentarsi. Oggi quando voglio qualcosa, me la faccio.Sono tornato a pensare che se voglio del buon pane, ovvero i piatti popolari eccetera, faccio "open source" e apro il libro di ricette scritto a mano da qualcuno, fotocopiato da qualcun altro; la conoscenza tramandata.E il pane viene buono assai, dura parecchio.Certo le spese non mancano (la corrente, il forno, la farina, l'acqua, il lievito e la mia fatica) ma costa MOLTO meno e vale MOLTO di più.Preferirei poter anche avere una farina di cui sono sicuro ... ma non è sotto il mio controllo purtroppo.E così il p2p può permettere la circolazione del free software, per esempio; lui stesso è free.Dalle DSL possiamo passare a qualcosa di più e i siti free saranno le nostre case.E perché?Perché c'è sempre stato qualcuno che faceva programmini free e li distribuiva free.I BBS erano solo roba da appassionati. Oggi credo che dopo la fiammata di internet, ci sarebbe almeno un 30% di persone che non sarebbero disposte a dimenticare di avere avuto un modem.Il mondo non è fatto solo di commercio; come la gente spende per divertirsi, dando qualcosa di gratuito agli altri nella RL, così può darsi che lo faccia per interessi e passioni nella RV. La differenza è che una volta creato, un free software, è gratis all'infinito, mentre se io ti invito a cena e spendo per comprare e fare, tu mangi una volta sola.Una volta creato GZIP può essere utile all'infinito.
  • Anonimo scrive:
    Conseguenze del fallimento di un modello economico
    Avevamo creduto di potercela cavare col gratis...Avevamo creduto che qualche banner pagato 30 lire a clic ci avrebbe fatto tirare avanti...Ma lo avevamo VERAMENTE creduto?...Quanti di voi hanno mai cliccato su un banner? Io, in 7 anni, forse una volta l'anno, 2 contando gli errori...Chiamatemi come vi pare ma i banner non mi hanno mai attratto... del resto è pubblicità, e quando si può si cambia canale...E ADESSO ci si rende conto che così non si può andare avanti?...Adesso?...Ci sono siti bellissimi, utilissimi, fatti con passione che non rendono una lira...Chi ha pensato, scommesso di guadagnarci, beh... non so che dire, mi spiace, e basta...Se io avessi un sito amatoriale cercherei d'impegnarmi per farlo andare avanti con la pura passione e il tempo libero la sera, perchè il tempo di credere di poter guadagnare da un clic è finito...Ma perchè questi non possono sopravvivere con meno impegno?...Magari aggiornarli meno d frequente... starci meno dietro... lo so che sono come i figlioli in fondo, ma uno deve pur portare a casa la pagnotta, e ormai tutti hanno capito che i siti portano a casa ben poco...Perplessamente, amaramente, saluto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Conseguenze del fallimento di un modello economico
      Tutto giusto, pero' mi sembra che a te e ad altri sfugga l'unico punto veramente fondamentale.Dietro al contenuto di un sito puo' anche esserci solo la passione di un hobbysta: il problema e' che se il sito ha successo consuma "bandwidth", larghezza di banda, e risorse di sistema del server su cui e' ospitato; entrambe le cose costano, e non poco. I siti per lo scaricamento di shareware e freeware consumano tantissima banda, percio' o trovano il modo di pagarla o chiudono.Tutto qui.
    • Anonimo scrive:
      Re: Conseguenze del fallimento di un modello econo
      USATE SOFTWARE LIBERO! :)GNU/LINUX RULEZ
      • Anonimo scrive:
        Re: Conseguenze del fallimento di un modello econo
        Della serie: hai capito qualcosa di quello che e' stato scritto dalla redazione e nei forum e ora vuoi sintetizzare quello che hai capito.Un argomento interessante, il tuo, del tutto attinente con questo tema. Me ne compiaccio.
  • Anonimo scrive:
    E' la legge delle reti di telecomunicazione...
    Quando si arriva alla saturazione della banda il tempo di soddisfacimento di una richiesta tende ad OO...E' un modo cervellotico per dire che più le connessioni sono veloci e c'è sempre meno differenza tra la portata delle dorsali e la banda gestita da un singolo utente (e la cosa è ancora + grave se viene paragonata alla portata dei server).Se le portate di server e dorsali aumentassero proporzionalmente all'aumento di banda dell'utente medio (sempre + sbilanciato versi connessioni DSL), non ci sarebbero questi problemi (sempre che anche i prezzi si adattassero di conseguenza). Al momento i problemi sono molteplici, dalla carenza di linee in grado di gestire milioni di utenti affamati di download (sempre + spesso i megaserver per il download e le ricerche sono ipermegaultra clusterizzati, in svariate migliaia di macchine sparse a volte per tutto il pianeta, nel vano tentativo di frammentare un traffico sempre + ingombrante per una sola dorsale), alla spiccata asimmetricità delle linee degli utenti (questo sta generando fastidiosi effetti collaterali specie sulle linee peer to peer serverless (ma anche in alcuni network server based senza cap sulle utenze), dove in presenza di file popolari si giunge in poche ore alla saturazione delle richieste sui download effettivi). Insomma, se io pretendo di scaricare a 20 e posso fornire solo a 10 è ovvio che si crea uno sbilanciamento nella diffusione dei file dell'ordine della metà, senza contare che molta della mia banda in UL e DL se ne va nell'accontentare centinaia di richieste di file che passano per il mio nodo della serverless network (o di una quasi-serverless network)...Pensiamo quanto possa essere catastrofico per i server web (che sono passivi e non si appoggiano alla banda degli utenti)! Un'altro esempio: se ad un sito con una connessione da 1 Mbit si collegano contemporaneamente 5 persone con una connessione da 250Kbit almeno uno riceve un messaggio di errore (non è completamente vero, però rende l'idea delle proporzioni). Con dei modem 56K solo il 18esimo potrebbe avere problemi di accesso (1Mbit/56K = 17.8). Pensate che in due anni le dorsali e le portate dei server sono cresciute senza incidere molto sui costi extra con la stessa rapidità con cui sono aumentate le bande degli utenti? (ovvero + del triplo?) Io non penso al max qualche grosso network si è adattato alla domanda, ma penso che abbia dovuto investire almeno 4-5 volte quando faceva qualche anno fa...
    • Anonimo scrive:
      Paradosso
      non so se quello che dici è vero, io posso dire che lavoro in una ditta che fa impianti di TLC per dorsali (reti di trasporti) e siamo in crisi nera, ma non noi, tutto il settore, con le telco di tutto il mondo che hanno ridotto del 50-70% gli investimenti in reti perchè quelle che hanno sono poco sfruttate, ovvero hanno molto più banda di quello che passainfatti siamo tutti a fare il tifo per l'ADSL, i telefonini MMS etc sperando creino richiesta di banda, che al momento non c'è
      • Anonimo scrive:
        Re: Paradosso
        - Scritto da: ishitawa
        lavoro in una ditta che fa impianti
        di TLC per dorsali (reti di trasporti) e
        siamo in crisi nera, ma non noi, tutto il
        settore, con le telco di tutto il mondo che
        hanno ridotto del 50-70% gli investimentimmmm... mi mancano 4 esami alla laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni e sento gia' un leggero frizzino al posteriore....
  • Anonimo scrive:
    Bello tutto gratis, eh?
    Le persone che la pensano come lo scrittore della lettera che e' stata pubblicata mi lasciano proprio interdetto...Ma come e' possibile che la gente si aspetti che su internet sia tutto gratis?Ma non si sono accorti come gira il mondo?Quando la mattina vanno a comprare il latte il lattaio non vuole essere pagato?Quando vanno a comprare il giornale in edicola che fanno, lo prendono e scappano?Internet permette di ottimizzare costi e distribuzione grazie alla centralizzazione delle risorse, ma, server, banda, sistemisti, sviluppatori e redattori costano, quindi perche' non e' giusto pagarli come per tutto il resto?La pubblicita' su internet non rende come quella in TV, quindi e' normale che si cerchi di trovare altre forme di introito.Questo non vuol dire che tutti i siti diventeranno a pagamento, perche' in alcuni casi si riescono ad ammortizzare i costi in altro modo, pero' non c'e' da stupirsi se qualche sito chieda dei (piccoli) contributi, e mi sembra anche giusto ricompensare chi svolge un servizio in modo efficiente e puntuale.Saluti a tutti,Cristoforo
    • Anonimo scrive:
      Re: Bello tutto gratis, eh?
      - Scritto da: Cristoforo
      Le persone che la pensano come lo scrittore
      della lettera che e' stata pubblicata mi
      lasciano proprio interdetto...Approvo e sottoscrivo. Anche io rimango stupito... Sarebbe ora di svegliarsi: il vero gratis su Internet è durato solo fino a che Internet è rimasto affare di pochi eletti. Il problema è che la gente si è "viziata", e spesso non è disposta nemmeno a sborsare 1 Euro perchè "prima era gratis". L'anomalia era prima, non ora.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bello tutto gratis, eh?
        L'autore della lettera si riferiva ai siti che offrono il download di programmi shareware o freeware o cmq try&buy. Questi non sono a pagamento, perchè una terza società dovrebbe far pagare per scaricarli?E' come se vado dal giornalaio e mi fa pagare 1 euro per darmi una pubblicazione gratuita.
        • Anonimo scrive:
          Re: Bello tutto gratis, eh?

          shareware o freeware o cmq try&buy. Questi
          non sono a pagamento, perchè una terza
          società dovrebbe far pagare per scaricarli?
          E' come se vado dal giornalaio e mi fa
          pagare 1 euro per darmi una pubblicazione
          gratuita.Facciamo che allora il sito lo gestisci TU, cosi' almeno abbiamo trovato uno che lo gestisce GRATIS.P.S. Per mangiare c'e' sempre la mensa dei poveri.
          • Anonimo scrive:
            Re: Bello tutto gratis, eh?
            Il problema è che spesso dietro a tali servizi non ci sono aziende ma "amatori"
    • Anonimo scrive:
      Re: Bello tutto gratis, eh?

      Ma come e' possibile che la gente si aspetti
      che su internet sia tutto gratis?Non è tutto gratis...La pubblicità è una risorsa ingentissima e purtroppo in questo periodo di crisi le società tendono a spendere il meno possibile.Vedrete che una volta superata questa crisi molti servizi torneranno gratuiti..
      Ma non si sono accorti come gira il mondo?
      Quando la mattina vanno a comprare il latte
      il lattaio non vuole essere pagato?Confalonieri allora fa beneficenza?Stai attento a distinguere i beni dai servizi...
    • Anonimo scrive:
      Re: Bello tutto gratis, eh?

      Ma come e' possibile che la gente si aspetti
      che su internet sia tutto gratis?Non tutto, il software pero' si': DEVE essere gratuito e soprattutto libero.
      Quando vanno a comprare il giornale in
      edicola che fanno, lo prendono e scappano?Mai sentito parlare di quotidiani gratuiti?
      • Anonimo scrive:
        Re: Bello tutto gratis, eh?
        beh diciamo libero o sorgente aperto, ma non gratis.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bello tutto gratis, eh?
        E chi come me vive facendo software?Ci devo andare io alla mensa dei poveri?????Mavaff......- Scritto da: Garak

        Ma come e' possibile che la gente si
        aspetti

        che su internet sia tutto gratis?

        Non tutto, il software pero' si': DEVE
        essere gratuito e soprattutto libero.


        Quando vanno a comprare il giornale in

        edicola che fanno, lo prendono e scappano?

        Mai sentito parlare di quotidiani gratuiti?
      • Anonimo scrive:
        Re: Bello tutto gratis, eh?
        Garak .... sei l'UTONTO di turno o cosa?Il software deve essere gratis?? :D :lolPoi ci pensi te a sfamare chi ti fa funzionare il pc come vuoi tu? :Dma almeno statti zitto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bello tutto gratis, eh?
        - Scritto da: Garak
        Non tutto, il software pero' si': DEVE
        essere gratuito e soprattutto libero.Mi spieghi qual è la differenza per te tra gratuito e libero?

        Quando vanno a comprare il giornale in

        edicola che fanno, lo prendono e scappano?

        Mai sentito parlare di quotidiani gratuiti?Si, ma quella roba la leggono solo i semianalfabeti o chi non sa che altro fare durante il viaggio in metropolitana. Sarebbe come avere un programma che FORSE una volta ogni tre funziona come è previsto funzioni.E poi, ma questa è morale e non so se interessi, la freepress si regge su spese minime (e si vede), sulla pubblicità di entreneuses varie, e sul fatto che è un grosso strumento di "orientamento" (sono buono oggi) dell'opinione pubblica... infatti sono tutti gestiti da grossi gruppi...
        • Anonimo scrive:
          semianalfabeti??
          - Scritto da: PdP


          Si ma quella roba la leggono solo i
          semianalfabeti o chi non sa che altro fare
          durante il viaggio in metropolitana. Sarebbe
          come avere un programma che FORSE una volta
          ogni tre funziona come è previsto funzioni.

          E poi, ma questa è morale e non so se
          interessi, la freepress si regge su spese
          minime (e si vede), sulla pubblicità di
          entreneuses varie, e sul fatto che è un
          grosso strumento di "orientamento" (sono
          buono oggi) dell'opinione pubblica...
          infatti sono tutti gestiti da grossi
          gruppi...I freepress,a parer mio sono, I MIGLIORI giornali che ci sono in circolazione, perchè si limitano a riportare le notizie e non i pareri di costosissimi pseudo-giornalisti asserviti al potere politico.
          • Anonimo scrive:
            Re: semianalfabeti??
            A prescindere da ciò, in casa mia entrano solo quelli, eppure ne' io ne' i miei genitori possiamo essere considerati analfabeti. Un'uscita abbastanza infelice, quella della persona di cui sopra.
  • Anonimo scrive:
    risvegli
    ci eravamo abituati che fosse tutto gratis, che tutto ci fosse dovuto... almeno su internet. beh non e' cosi'. c'e' gente che ci campa con internet e se non prende abbastanza soldi con la pubblicita' non possiamo aspettarci che ci perdano per farci un favore, e' logico che chiudano o cambino modo di fare affari.sembra cosi' strano?
    • Anonimo scrive:
      Re: risvegli
      oppure bastera' pagare una ventina di euro all'anno per usufruire di questi servizi, mica è poi una cosa cosi' grave !
      • Anonimo scrive:
        Re: risvegli
        O anche, riempiamo il granaio finchè siamo in tempo :)
        • Anonimo scrive:
          Re: risvegli
          ma ke dici ... i siti di download sono stati tra i primi ad aprire su internet e saranno gli ultimi a chiudere o a trasformarsi in siti a pagamento eventualmente.Tieni conto che adesso mediamente un buon programma pesa dai 2 ai 20 megabyte e lo si scarica una volta sola l'anno in media, ma allora come faremo a scaricarci le centinaia e centinaia di megabyte di audio video e filmati vari ?Come faremo a scaricarci i 2 gigabyte di dati necessari per vedere un film ? Dovremo forse fare un mutuo decennale per permetterci questo ?No sinceramente non credo. Non credo che un sito che offra il download dei programmi sia tra quelli che abbiano bisogno di maggiori risorse.
          • Anonimo scrive:
            Re: risvegliati
            pu_pazzo o sei pazzo veramente o vivi in un mondo tutto tuo.2-20 mb a programma una volta l'anno?Ma se una qualsiasi demo di un gioco è dagli 80 ai 160mb e ne esce quasi una al giorno. Io almeno 3-4 al mese le scarico. Io forse sono un pò paranoico, ma se esce una nuova versione di un programma la scarico, oppure scarico la patch... quindi sicuramente non una volta all'anno.I siti che offrono download hanno bisogno di ingentissime risorse. La banda è una pesantissima risosrsa. Lo dimostra il fatto che ogni giorno sbucano registrazioni (download.com) o limitazioni (ngi.it).
          • Anonimo scrive:
            Re: risvegliati
            senti maiki programmi che servono veramente sono in genere molto compatti.Chesso' un utilissimo Apache server oppure un Database MySql pesano pochissimo (meno di 5 MB tutti e due).Se poi vogliamo scaricare anche il superfluo e' tutto un altro discorso, giochi, MP3, e films.Io poi ho una connessione lentissima perche' qui non c'e' l'ADSL quindi non ho mai scaricato programmi oltre i 15 megabyte.
  • Anonimo scrive:
    devi ancora vedere...
    Internet farà la fine dei C.B. rimarrà in piedi qualche radioamatore... in una cantina...
    • Anonimo scrive:
      Re: devi ancora vedere...
      hahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahhahahahaahahahahahahahahahahahBravo, mi hai fatto ridere
    • Anonimo scrive:
      Re: devi ancora vedere...

      Internet farà la fine dei C.B. rimarrà in
      piedi qualche radioamatore... in una
      cantina...Io non lo credo, per i radioamatori mi dispiacecomunque io non desisto, la radio ha sempre il suofascino indipendentista ;-)73+51
    • Anonimo scrive:
      Re: devi ancora vedere...
      Bellissima questa, mi ha fatto veramente ridere
    • Anonimo scrive:
      Re: devi ancora vedere...
      e' vero solo in parte io credo.Probabilmente il paragone lo si puo' fare con le radio e tv private, negli annni settanta primi ottanta ce n'erano migliaia e migliaia poi la situazione si e' normalizzata , la maggior parte di esse ha chiuso i battenti e ne sono rimaste poche. Per quanto riguarda internet probabilmente succedera' qualcosa di simile, ma io credo in misura molto minore, poiche' il costo di un piccolo sito è veramente ridicolo, con 50 euro l'anno puoi affittare lo spazio e registrare il dominio e gestire cosi' qualche migliaio di utenti occasionali.Io credo che i piccolissimi siti personali resisteranno e che anzi andranno aumentando, quelli che sono a rischio sono quelli di livello semi-professionale quelli che necessitano di un certo lavoro costante di aggiornamento per garantirsi una certa utenza.Questa fascia di siti dovra' necessariamente decidere se cercare di sopravvivere aumentando la qualita' dell'informazione e dei servizi proposti agli utenti e trasformarsi in siti a pagamento oppure rinunciare ad un lavoro serio scadendo cosi' nella fascia dei siti hobbistici ed amatoriali per i quali nessuno e' disposto a pagare.
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