Il satellite globale spinto troppo innanzi

di A. Massucci - Teledesic è stata ufficialmente congelata. L'azienda che avrebbe dovuto dare al Pianeta Terra una infrastruttura TLC definitiva potrebbe presto chiudere i battenti. Ritirano gli impegni nomi del calibro di Bill Gates
di A. Massucci - Teledesic è stata ufficialmente congelata. L'azienda che avrebbe dovuto dare al Pianeta Terra una infrastruttura TLC definitiva potrebbe presto chiudere i battenti. Ritirano gli impegni nomi del calibro di Bill Gates


Roma – C’era un tempo una visione dal sapore fantascientifico che aveva animato i portafogli dei grandi nomi del mondo dell’alta tecnologia, era la visione di uno dei padri della telefonia mobile, Craig McCaw, quella di una Terra circondata da satelliti ultramoderni capaci di veicolare su tutto il Pianeta pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, una infrastruttura che avrebbe dovuto rappresentare un ambiente TLC definitivo . Una visione che è crollata miseramente.

Nei giorni scorsi il management di Teledesic, un management in continua rotazione da 12 anni a questa parte, ha ufficialmente bloccato la costruzione e messa in orbita di due nuovi satelliti per la propria costellazione. Una mossa emblematica di una situazione ormai già chiarissima: il progetto Teledesic è ufficialmente congelato. E in queste ore i media di mezzo mondo ne stanno dando notizia. Il prossimo passo potrebbe essere la dismissione dell’azienda.

Dietro a Teledesic, oltre al miliardario McCaw, c’erano personaggi del calibro di Bill Gates, pronti a sborsare centinaia di milioni di dollari cash per acquisire una fetta importante nelle comunicazioni del futuro . Ma c’erano anche aziende, come la satellitare StarBand, condannate recentemente alla bancarotta. E c’erano contratti già pronti, accordi di licenza con le autorità TLC americane, avviati rapporti con le industrie del settore, fondamenta di un progetto che stanno ora sgretolandosi rapidamente.

“Internet-in-the-sky”. Si può leggere ancora questo sul sito web di Teledesic che, ancora una volta, come accaduto per una enorme quantità di realtà industriali negli ultimi due anni, fatica a star dietro agli eventi e anzi propone come nuovi e possibile sviluppi visionari, come se non fosse accaduto nulla, come se davvero fossimo all’alba di una nuova era della comunicazione.

C’è ora qualcuno che festeggia, perché se la visione di McCaw si fosse trasformata in realtà ci sarebbe stato il rischio dell’imporsi di un’azienda dalle infrastrutture uniche e quindi capace di agire come “monopolista” di un sistema di comunicazione avanzato e globale. Ma quanto sta accadendo non è tanto la fine di un nuovo “monopolio potenziale” quanto l’emblema di un mercato spompatissimo che non è in grado di reggere un salto di qualità delle tecnologie di comunicazione, internet compresa. E questo non si può festeggiare. Anzi, a riguardare quel sito, è giustificata persino la malinconia.

Alberigo Massucci

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

03 10 2002
Link copiato negli appunti