Imprese italiane, langue l'e-commerce

Tra difficoltà e lentezze le imprese italiane si muovono verso le attività di vendita online. Ma il processo è più lento di quanto impongano le necessità di sviluppo. Lo afferma una ricerca presentata al Forum sull'e-comm


Roma – Tra le imprese italiane che dispongono di un sito Internet, il 73.6 per cento si limitano ad esporre una “vetrina elettronica” mentre il 38,7 per cento mette in rete il proprio catalogo. Solo il 20,9 per cento è attrezzato per ricevere ordini mentre per quanto riguarda il pagamento online, questo è previsto soltanto nel 13,2 per cento delle iniziative online delle aziende nostrane.

Questi sono i numeri più significativi che emergono da una indagine sullo sviluppo dell’e-commerce in Italia presentata a Milano in occasione del 6° Forum Italiano sul Commercio Elettronico da Assintel e FED . La ricerca, sviluppata da Sirmi , è stata condotta su un campione di 1.000 imprese con almeno 10 dipendenti e operanti in tutti i principali settori economici.

Stando al rapporto, i principali vantaggi derivanti dall’implementazione di un sito aziendale sono la maggior visibilità dell’azienda e la maggiore fidelizzazione dei clienti. L’indagine ha inoltre messo in luce una stretta correlazione tra la realizzazione di iniziative di commercio elettronico e l’utilizzo di pubblicità online: le aziende che offrono i servizi di commercio elettronico più avanzati (quelle con pagamento online) sono tra le aziende che più sfruttano la pubblicità on line, nel complesso il 47,2%.

L’investimento medio di un’azienda per un proprio sito si aggira mediamente tra gli 11 e i 50 milioni di lire, secondo l’indagine però la tendenza è quella di investire di più con orientamento verso progetti complessi di commercio elettronico.

Al Forum è stato messo anche il dito nella piaga del deludente risultato delle iniziative di e-commerce in Rete. I fattori determinanti sono sempre gli stessi: scarsa sicurezza dei dati e dei pagamenti, scarsa diffusione di Internet, mancanza di cultura dell’e-business e preferenza per gli acquisti tradizionali.

Gli strumenti di pagamento on line maggiormente diffusi fra le aziende che hanno dichiarato di offrirne sono: carta di credito con protocollo SSL 54,5%, bonifico bancario on line 34,5%, carta di credito con protocollo SET 9,1% e Pagobancomat on line 9,1%.

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  • Anonimo scrive:
    Una precisazione
    A prescindere dalla correttezza o meno di quanto riportato su ECN, forse è il caso di dire che il Caradonna non è più deputato da circa una decina d'anni....
  • Anonimo scrive:
    Libertà sì, ma...
    La libertà di espressione è sacrosanta, così come quella d'opinione. Bisogna, però, assumersi anche la responsabilità di quello che si dice. Se, e sottolineo se, qualcuno diffama è giusto che venga punito dalla competente Autorità. Non mi pare, d'altronde, che il suddetto Caradonna abbia preso a martellate il server di Isole nella Rete. Si è solo rivolto alla Giustizia. Se Isole nella Rete è cosciente di aver scritto la verità di cosa si preoccupa?
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà sì, ma...
      Si preoccupa di dover trovare un avvocato...., uno studio legale....., per poter far fronte in tribunale ad un ONOREVOLE che non vuole pubblicato in rete il suo passato STORICO!.- Scritto da: Nubifer!
      La libertà di espressione è sacrosanta, così
      come quella d'opinione. Bisogna, però,
      assumersi anche la responsabilità di quello
      che si dice. Se, e sottolineo se, qualcuno
      diffama è giusto che venga punito dalla
      competente Autorità. Non mi pare,
      d'altronde, che il suddetto Caradonna abbia
      preso a martellate il server di Isole nella
      Rete. Si è solo rivolto alla Giustizia. Se
      Isole nella Rete è cosciente di aver scritto
      la verità di cosa si preoccupa?
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà sì, ma...
      - Scritto da: Nubifer!
      La libertà di espressione è sacrosanta, così
      come quella d'opinione. Bisogna, però,
      assumersi anche la responsabilità di quello
      che si dice. Se, e sottolineo se, qualcuno
      diffama è giusto che venga punito dalla
      competente Autorità. Non mi pare,
      d'altronde, che il suddetto Caradonna abbia
      preso a martellate il server di Isole nella
      Rete. Si è solo rivolto alla Giustizia. Se
      Isole nella Rete è cosciente di aver scritto
      la verità di cosa si preoccupa?Se segui i link si INL trovi i documenti, compreso l'atto di denuncia degli avvocati.Ci sono una serie di punti che possono essere così riassunti in questo documento redatto dagli avvocati del signore:1) Tutto quello scritto non corrisponde al vero2) Se anche fosse vero, non potrebbe essere scritto in quanto successo molti anni fa e quindi andrebbe contro una legge (e già articoli numeri vari) che non so quale sia, ma ad occhio, sembra che se diffami una persona per cose successe trent'anni fa, non fai cronaca e quiandi non puoi pubblicarle (IMHO).3) La metà dei punti riporta che l'Attore (c'è scritto così, cioè chi ha presentato denuncia) è stato parlamentare lì, sindaco là, presidente di quello, consigliere di quell'altro.Quindi: A parte il primo punto con cui sono d'accordo, nel senso che ognuno ha diritto a pensare di essere innocente, è lo è fino a prova contraria, e di contestare le accusa, i successivi punti mostrano che:Se il fatto è successo molto tempo fa, sembra che non si possa dire. Non so se è diffamazione, ma comunque se fosse irregolare, L'"attore" avrebbe ragione davanti ai giudici forte di questa legge, a prescindere che i fatti corrispondano a realtà.Il terzo punto è molto importante. Cioè:Che cacchio centra, di fronte alla legge, ribadire su 5 punti (li ho riassunti in uno) il peso politico dell'unomo?Come voler dire: Nella valutazione dei fatti tenete conto che sono importante. Oppure: Tenete il caso nella dovuta considerazione, in quanto sono importante.Visto che la lettera è stata scritta da avvocati, che sanno il fatto loro, se insistono a sottolineare l'importanza della persona, molto probabilmente sanno che probabilmente può influenzare i fatti........e questo la dice lunga sul fatto che la legge sia uguale per tutti.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Libertà sì, ma...
        Col mio intervento volevo solo far presente che la libertà di espressione non è in pericolo perchè qualcuno "adisce alle vie legali". I giudici sono lì apposta. Se quel qualcuno ha ragione, che vengano rispettati i suoi diritti, se ha torto paghi le spese processuali e i danni morali. Il problema nasce quando qualcuno che si dice democratico, per manifestare le sue idee va in giro a spaccare le vetrine delle città, invece che aprire un dibattito civile (e non ce l'ho con INR).
        • Anonimo scrive:
          Re: Libertà sì, ma...

          Col mio intervento volevo solo far presente
          che la libertà di espressione non è in
          pericolo perchè qualcuno "adisce alle vie
          legali". I giudici sono lì apposta. Se quel
          qualcuno ha ragione, che vengano rispettati
          i suoi diritti, se ha torto paghi le spese
          processuali e i danni morali. Il problema
          nasce quando qualcuno che si dice
          democratico, per manifestare le sue idee va
          in giro a spaccare le vetrine delle città,
          invece che aprire un dibattito civile (e non
          ce l'ho con INR).Concordo totalmente.
  • Anonimo scrive:
    Ci dobbiamo fare il ....callo!
    La novita' consiste nella vittoria della casa delle LIBERTA'!!Anche Berlusconi si sta vendicando del giornalista Santoro.........E per la RETE, la NORMALITA' dovra soddisfare gli ONOREVOLI... eletti in parlamento. Quelli che ereno repressi dal regime comunista che finalmente hanno sconfitto.Si tratta forse di...... CENSURA!!!! (quella vera).
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