Vigasio, in Veneto, per l'impianto di Intel in Italia

Vigasio, in Veneto, per l'impianto di Intel in Italia

L'impianto di Intel in Italia sorgerà a Vigasio: il colosso statunitense dei chip e il governo uscente hanno selezionato il comune veneto.
L'impianto di Intel in Italia sorgerà a Vigasio: il colosso statunitense dei chip e il governo uscente hanno selezionato il comune veneto.

Poco più di 10.000 abitanti, in provincia di Verona, è Vigasio la location scelta da Intel per la realizzazione del suo impianto in Italia. A renderlo noto è in esclusiva la redazione di Reuters. Si tratta della fabbrica destinata alla produzione di semiconduttori, il risultato di un investimento quantificato in 4.5 miliardi di dollari, per il 40% circa finanziato da risorse pubbliche.

Intel a Vigasio (Veneto) per la fabbrica dei chip

La nuova fabbrica dei chip prenderà vita come parte di un progetto più ampio, dalla portata continentale e addirittura globale, messo in campo dal gigante statunitense a fronte di un impegno economico stimato complessivamente in circa 80 miliardi di dollari.

Va precisato che ancora manca un comunicato ufficiale inerente alla decisione. È atteso a breve. Stando a quanto rivelato da fonti ritenute a conoscenza dei fatti, l’accorso sarebbe stato siglato dall’azienda e dall’uscente governo Draghi a inizio settembre, con l’intenzione di non far però trapelare alcun dettaglio prima dell’appuntamento con le Elezioni Politiche andate in scena ieri.

La previsione è quella che punta alla creazione di 1.500 posti di lavoro, ai quali se ne aggiungeranno 3.500 considerando fornitori e partner. Le tempistiche necessarie per l’allestimento dell’impianto non saranno comunque brevi: entrerà in funzione in un periodo compreso tra il 2025 e il 2027.

La scelta di Vigasio è da attribuire a fattori quali la vicinanza con la A22 (Brennero), una delle principali arterie stradali del paese. Un dettaglio non di poco conto, che semplificherà la connessione con Magdeburgo, città tedesca dove Intel dovrebbe realizzare altre due fabbriche. Tra le alternative valutate e infine scartate, il Piemonte, la Lombardia, la Puglia e la Sicilia.

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Fonte: Reuters
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Pubblicato il 26 set 2022
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