IT, quegli italiani che lavorano per i big USA

Ci sono anche giovanissimi smanettoni che forti della loro professionalità danno vita ad attività nell'IT che attirano i grandi player americani del settore. Ecco una di queste storie raccontata a Punto Informatico

Roma – Come nelle più trite favole tecnologiche in principio erano due ragazzi. DomainsBot , che si occupava di vendere liste di domini liberi precedentemente già registrati, viene rilevata nel 1999 da due diciottenni, che decidono di unirsi a FairSoft Phatsoft, una software house romana indipendente, costituita da poco da altri tre ragazzi. In cinque danno vita ad un software innovativo per suggerire nomi di domini liberi (semanticamente il più coerenti possibile) a chi richiede la registrazione di un dominio ma trova che è già stato registrato. La soluzione vince la prova del mercato fino ad arrivare a collaborare con GoDaddy e Google .

Loro si definiscono Fornitori di valore aggiunto per società che lavorano nel campo dei domini, avendo come riferimento principale grossi registrar del mercato americano e sono l’esempio forte di una società tutta italiana che riesce ad entrare in un mercato globale altamente competitivo. e quasi tutto statunitense. e ad imporsi come standard presso i più grandi player.

A raccontarlo a Punto Informatico è Luca Martinetti, CTO di DomainsBot.

Punto Informatico: Quando vi siete resi conto che stavate facendo qualcosa di innovativo?
Luca Martinetti: Ce ne siamo resi conto dal fatto che, da quando me lo ricordi io, siamo stati copiati almeno due volte. Addirittura due anni fa, quando eravamo ancora in cinque (ora sono sette, ndr), abbiamo avuto una visita di alcuni membri di una grande compagnia americana del settore, di cui intenzionalmente non faccio il nome, che in tre giorni ci hanno copiato l’idea e l’anno dopo hanno lanciato un prodotto “molto” simile al nostro. Al momento, per fortuna,
abbiamo ancora la maggioranza di quote di mercato, ma per me quello è stato il segnale più grande che aveva senso continuare a fare ciò che stavamo facendo. Se addirittura un’enorme compagnia quotata tra le prime 100 sul Nasdaq manda 3 persone a farci visita nel nostro ufficio di Roma per copiare l’idea e poi uscire con una soluzione simile alla nostra….

PI: Quindi vi hanno truffato?
LM: Beh truffati… È la tipica situazione di quando il governo ti viene a cercare, che non è mai una cosa buona! Sono venuti dicendo che erano interessati e facendo il tipico discorso di make or buy, ma poi devono aver deciso che, data la nostra situazione, per loro era più economico riscrivere un prodotto antagonista piuttosto che comprarci. Più che truffati ci sentiamo divertiti dal fatto che, nonostante tutto, siamo avanti a tutti. È bello essere Davide contro Golia e ricevere i complimenti da tutti (Golia incluso!).

PI: Qual è stata la logica dietro la creazione del vostro software per la generazione di alternative semanticamente valide?
LM: Prima di tutto volevamo un sistema che comprendesse le parole che compongono un dominio e poi abbiamo applicato una serie di logiche statistiche dal punto di vista dei campi semantici, realizzando aree di sinonimia dei termini e un sistema abbastanza più complesso di parole correlate per realizzare alternative rilevanti. Così ci siamo immessi nel mercato e rispetto alla concorrenza abbiamo innovato molto, introducendo per primi diversi tipi di migliorie a livello globale.

PI: Tutto questo con quale formazione l’avete raggiunto?
LM: Ecco… Noi tecnici abbiamo cominciato la formazione universitaria, due di noi a fisica ed uno ad ingegneria, poi le cose sono andate così velocemente che non abbiamo potuto continuare. Dal punto di vista professionale quindi siamo tutti autodidatti che passano molto tempo su internet, sui forum e sui libroni da nerd.

PI: Ora una delle collaborazioni più importanti che avete è con GoDaddy, il primo registrar al mondo, come ci siete arrivati?
LM: A GoDaddy ci siamo arrivati per gradi. Il primo contatto che abbiamo avuto è stato con la canadese Tucows che comunque è uno dei primi 5 registrar al mondo. Lì ci siamo arrivati grazie ad Anthony Vancouvering, un membro autorevole dell’Icann (ora nostro socio), che abbiamo conosciuto ad un Icann Meeting (le conferenze che si tengono ogni 6 mesi in una parte diversa del mondo, ndr).

PI: Con chi avete parlato? Vi siete sentiti per email, telefono, video conferenza?
LM: In genere i nostri contatti partono nelle conferenze, poi segue il follow up telefonico il giorno dopo, gli scambi di mail e l’intesa economica. Fatto quello, entro in gioco io perchè contatto i tecnici dell’altra società e ci continuiamo a scrivere finché la nostra soluzione non combacia con la loro.

PI: E ora che tipo di contatti avete?
LM: Abbiamo collaborato praticamente con tutte le grandi società del settore (oltre a Tucows e GoDaddy anche Enom, Registrar.com etc..) e oggi scambiamo anche 5-10 mail al giorno con i nostri clienti. Ci sentiamo via telefono e soprattutto tramite instant messenger o in videoconferenza tramite Skype.

PI: Poi ora c’è anche Google…
LM: Si perché Google ha fatto un deal con i primi due registrar americani per vendere domini tramite il suo Google Apps For Domains e quindi portandosi dietro l’infrastruttura di questi registrar ha preso anche il nostro servizio che ora è erogato dalle loro pagine. Praticamente non abbiamo dovuto fare nulla!
PI: Secondo te perché il primo registrar al mondo ha voluto proprio il vostro software?
LM: Per due motivi. Primo perché credo avesse problemi con i competitor che c’erano prima del nostro ingresso, per una serie di faccende a noi estranee. E poi perché quando cercavano servizi a valore aggiunto noi eravamo quelli tecnologicamente più avanzati. L’anno scorso siamo stati raggiunti dalla concorrenza e, ora che abbiamo rilasciato la seconda versione, secondo me siamo di nuovo i primi del settore.

PI: Come pensate di star davanti alla concorrenza?
LM: Il nostro vantaggio è che investiamo molto in progetti creativi e ci gestiamo in maniera molto collegiale. Prendiamo tutte le decisioni democraticamente, dal livello minimo di comprensibilità tecnica fino al marketing. Perché tutti quelli che lavorano in DomainsBot fanno parte del board of director, cioè la direzione. Lavoriamo in maniera molto cooperativa, ognuno è libero di gestire il proprio tempo. Così sono nati la maggior parte dei nostri prodotti. Ed è questo che più mi piace di quello che facciamo, il fatto che non sono un programmatore in batteria, ma gestisco i miei progetti senza grande formalizzazione. Puoi fare quello che ti piace all’interno di un progetto condiviso, insomma con libertà di movimento.

PI: In più ci sono i costi ridotti di una struttura piccola rispetto a quelle più grandi
LM: Molti player americani non hanno paura di quanto pagheranno, perché per questo c’è l’India. Vogliono più che altro soluzioni gestite da qualcun’altro che gli diano l’idea di innovazione, di aver scovato una perla da qualche parte e di aver così acquisito un piccolo vantaggio sugli altri. Ma spesso all’inizio non si fidano e vogliono che ti dimostri affidabile.
Dal punto di vista legale vogliono contratti (SLA) che gli diano la possibilità di pagar poco le nostre sviste tecniche. Così si tutelano. Una volta che nei primi mesi gli dimostriamo serietà, poi da una cosa piccola ne nasce una più grossa. Con GoDaddy abbiamo fatto 6 mesi di testing su una pagina secondaria e poi siamo passati sulla loro pagina principale che ha un traffico decisamente maggiore. Credo che ora siano il 50esimo sito al mondo per traffico.

PI: Adesso quanto vi frutta la sola collaborazione con GoDaddy?
LM: Il nostro pricing model è per richiesta, più richieste vengono fatte al nostro engine semantico (quello che cerca le alternative) più il cliente paga. Genericamente ha delle fasce di traffico facendo previsioni sui possibili visitatori e ci si mette daccordo sui prezzi. Succede che prendiamo circa 6 dollari CPM cioè ogni mille richieste. Poi ogni cliente ha il suo prezzo. Da quando è arrivato Google abbiamo aumentato il traffico del 20%.

PI: E ora su cosa vi volete buttare?
LM: Il mercato cerca di creare domini con valore commerciale integrando logiche di PPC (Pay-Per-Click) con gli AdWords, la parte degli AdSense per chi pubblica. Cioè trovi delle keyword che pensi possano avere valore per il tuo business, ci punti sopra, ci scommetti un po’ di soldi per click e poi paghi il traffico che ricevi, cioè il traffico pagato a Google. Esistono molti servizi collaterali per questo, gente che cerca di ottimizzare il traffico che riceve trovando le parole giuste che portino ad un sito il traffico giusto e che siano di valore per singolo click e che infine non abbiano concorrenza.
Questo ci interessa perché è vicino a ciò che già facciamo e poi in generale l’advertising su internet è dove il mercato sta andando. Per la nostra nicchia poi è un’area di interesse perché esistono moltissime pagine di pubblicità, cioè persone che comprano un dominio non lo sviluppano come un sito web ma lo parcheggiano presso dei servizi che danno advertising sulle loro pagine.
Noi in sostanza cerchiamo di massimizzare il ritorno d’investimento del singolo dominio con l’advertising, mischiandolo a contenuti in modo innovativo. Vogliamo portare added value in questo mercato del parking. Più di questo non posso dire adesso.

PI: E chi intendete contattare che possa essere interessato a questo?
LM: Stiamo lavorando ad accordi con un gruppi europei abbastanza importanti ed una società di parking, che prende domini già registrati e li rivende.

a cura di Gabriele Niola

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  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    Dal mio umile punto di vista confermo che c'è ignoranza da una parte dell'utenza. Le tecniche che riporta, seppur a mio avviso interessanti, non risultano presenti/documentate nemmeno dalle homepage di diversi ISP.Le volte che ci sono vengono sì e no dette le principali funzionalità. A titolo personale mi documenterò sugli aspetti che ha esposto e che non ho avuto modo di conoscere.Però leggendo il suo post mi è venuto qualche dubbio...- Scritto da: Anlan
    [...]
    Ma ... c'è un ma. Noi siamo un piccolo provider
    di servizi Internet e, per forza di cose,
    qualcosa ne capiamo.
    Voi mettete delle guide ed approfondimenti sulle tecnologie che usate al fine di documentazione minimale?
    [...]
    Diventa una lotta fargli capire che l'IP del
    mittente era in una black-list, è praticamente
    impossibile combattere con chi ti dice vuole la
    protezione da Black-List attiva e poi si lamenta
    perchè la sua fidanzata che gli manda le foto
    della vacanza da una classe di rete di un noto
    provider (interamente bannata per spam) non
    riesce a
    raggiungerlo.
    Una cosa che non riesco a capire è il perché si debba bannare un blocco di IP di qualche provider solo perché fornisce IP dinamici: con questa scelta tutti i mittenti di quell'ISP sarebbero potenziali spammer. Non sembra esagerare un po' troppo? In pratica se le scrivesse un utente che ha un IP bannato già lo accuserebbe come potenziale spammer? Per quanto riguarda gli allegati concordo sul fatto che ci sia un certo abuso con quelli di dimensione eccessiva.Personalmente cerco di fare l'upload su una porzione di server e mandare semplicemente il link al destinatario dove poterlo scaricare.Se ci fossero metodi (o servizi gratuiti) migliori pregherei cortesemente chi ne conoscesse di riportarli.IMHO è meglio cercare soluzioni migliori ma che per vari motivi non è sempre facile trovare. Sbaglio?
    • Anlan scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da:
      Voi mettete delle guide ed approfondimenti sulle
      tecnologie che usate al fine di documentazione
      minimale?Non pubblichiamo nulla on-line ma in allegato ad ogni contratto di fornitura forniamo un manuale che descrive per filo e per segno quello che facciamo per combattere lo spam e cosa fare in caso di dubbi sulla mancata ricezione dei messaggi
      Una cosa che non riesco a capire è il perché si
      debba bannare un blocco di IP di qualche provider
      solo perché fornisce IP dinamici: con questa
      scelta tutti i mittenti di quell'ISP sarebbero
      potenziali spammer. Non sembra esagerare un po'
      troppo? In pratica se le scrivesse un utente che
      ha un IP bannato già lo accuserebbe come
      potenziale spammer?La cosa ha un senso: utilizzare un proprio SMTP server locale (ovvero inviare direttamente email dal proprio pc) non è cosa buona.Le regole RFC, infatti, prevedono che il server di mittenza debba essere identificato da un ip fisso, che abbia un puntamento inverso (PTR) e, se possibile un record SPF associato al dominio che indichi da quali server potrebbe arrivare la posta.Con un indirizzo dinamico tutto questo non è possibile.Quando un provider fornisce un servizio di connettività deve anche indicare il server SMTP da usare per l'invio della posta e, se il provider è serio, questo server deve rispettare questi criteri.
      Se ci fossero metodi (o servizi gratuiti)
      migliori pregherei cortesemente chi ne conoscesse
      di
      riportarli.
      IMHO è meglio cercare soluzioni migliori ma che
      per vari motivi non è sempre facile trovare.
      Sbaglio?Vede, Lei è un'eccellente eccezione alla regola: almeno si chiede cosa è possibile fare ed è alla ricerca di soluzioni efficaci.Tenga comunque presente che se la sua casella email è abbinata a server di dominio globali (es. alice, tiscali, msn ecc) non può fare nulla di più di quanto già loro hanno messo in atto (le tecniche di cui ho parlato infatti riguardano dispositivi da installare sul server di posta o sul percorso per raggiungerlo).
  • Anonimo scrive:
    tutta colpa dei provider
    ma forse ci vorrebbe una legge che senza togliere niente a nessuno stabilisca pochi punti.1) ogni ip deve possedere il relativo PTR2) ogni PTR deve iniziare per host.quello che vuoi.3) ogni server abilitato all'invio deve iniziare con mail.quello che vuoi.4) si apre la porta 25 solo a chi ne fa richiesta e sia in regola con il punto 3.a questo punto le RBL avrebbero a che fare solamente con i server regolarmente mantenuti e gli sforzi si concentrerebbero nel proteggere gli altri dai propri utenti.insomma ci ritroveremmo a battagliare 1 contro mille al posto di 1 contro milioni.non credo che questi suggerimenti si possano configurare come reali restrizioni.se le cose stessero cosi una sola regola si potrebbe eliminare il 90% dello spam e infettare i pc diventerebbe meno interessante./^host..*/ REJECT e poi si comincia a ragionare sul rimanente spam.
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    Boh, una volta ho spiegato alla mia ex professoressa d'inglese l'uso dei campi CC e BCC, e continuo a ricevere messaggi con una sfilza di indirizzi nel campo TO.
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    Forse il problema sta nel fatto che i messaggi di posta elettronica sono gratis... provate a pensarci!
    • MeX scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da:
      Forse il problema sta nel fatto che i messaggi di
      posta elettronica sono gratis... provate a
      pensarci!guarda... se grazie a questo post iniziaranno ad essere a pagamento... i sarà tanta tanta tanta gente che vorrà conoscerti... :)cmq... è gratis fino ad un certo punto... se mandi grandi quantitativi... devi appunto attrezzarti con computer zoombie... sennò il gioco non varrebbe la candela... poi se fossero a pagamento... sarebbe solo peggio perchè per ogni email che manda il tuo PC zoombie paghi pure :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da:
      Forse il problema sta nel fatto che i messaggi di
      posta elettronica sono gratis... provate a pensarci!i messaggi sono anche ANONIMI... pensate anche a questo!tempo fa zio bill aveva proposto il francobollo alle email...ma io propongo 3 alternative, da far funzionare contemporaneamente, e dopo saranno gli utenti a scegliere quale usare:- email gratis e anonime (come sono adesso)- col francobollo (a pagamento)- coi dati del mittente (tipo l'attuale PEC)naturalmente tutto senza alcuna imposizione, l'alternativa voncente diventerà quella più usata fino a far scomparire le altre. 8)
  • reXistenZ scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...

    Preferisco usare un proxy SMTP (nello specifico
    ASSP ma ce ne sono altri) per limitare il
    traffico SMTP in ingresso: con tutte le regole di
    convalida attivate (check SPF, Black List,
    penalty BOX, Missing MX/A, Missing PTR, Forged
    Helos, domain harvesting etc etc) arriviamo a
    bloccare (prima che entri nel server), senza
    falsi positivi, l'88% della posta che sarebbe
    inevitabilmente da
    cestinare.
    Ma ... c'è un ma. Noi siamo un piccolo provider
    di servizi Internet e, per forza di cose,
    qualcosa ne capiamo. I nostri clienti ne
    capiscono meno (eufemismo) anzi, non ne vogliono
    sapere proprio per niente: diventa quindi
    piuttosto difficile fargli capire perchè la mail
    da tal-dei-tali non gli arrivata mentre
    tal-dei-tali dice che l'ha
    spedita.
    Diventa una lotta fargli capire che l'IP del
    mittente era in una black-list, Qui non capisco: l'email marchiata come spam, anzi, eliminata prima che arrivasse al server di destinazione, era buona: ergo un falso positivo. Forse non ci intendiamo sulle definizioni: che intendi duqnue per falsi positivi? Il cliente che si lamenta poi non ha tutti i torti: lui aspetta una email di lavoro, non si deve preoccupare se il client o il server che l'ha spedita fa anche spam.Su tutto il resto che non ho quotato (richieste contraddittorie del cliente, mailireader spazzatura come incredimail, ignoranza e negligenza degli utenti) sono d'accordo con te.
  • Anonimo scrive:
    Backscatter
    Il fenomeno del ritorno indesiderati dei messaggi ad utenti ignari si chiama backscatter.I server di mail dovrebbero rifiutare subito i messaggi destinati ad utenti inesistenti con un errore 5xx in fase edi connessione (durante il RCPT TO), senza generare NonDeliveryReport (NDR).Per la cronaca, non appena ho iniziato a controllare i destinatari sul mio relay esterno (anziché inoltrare tutto alla cieca al server Exchange interno), ho bloccato il 50% del traffico indesiderato e impedito la generazione di un numero corrispondente di NDR.
    • Anonimo scrive:
      Re: Backscatter
      Molto interessante, non conoscevo il nome del fenomeno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Backscatter
      - Scritto da:
      ..non appena ho iniziato a
      controllare i destinatari sul mio relay esterno
      (anziché inoltrare tutto alla cieca al server
      Exchange interno), ho bloccato il 50% del
      traffico indesiderato e impedito la generazione
      di un numero corrispondente di
      NDR.interessante, ma come hai fatto a far riconoscere la validità del destinatario al server di relay ?
    • AnyFile scrive:
      Re: Backscatter
      Forse la cosa migliore sarebbe che l'SMTP che riceve, controlli da dove provenga realmente la connessione e che controlli che questo indirizzo corrisponda a quello dell'enveloper e in caso di errore sia utilizzato, come destinatario del messaggio d'errore, non il From del messaggio ma il from dell'enveloper.
    • Anonimo scrive:
      Re: Backscatter
      - Scritto da:
      Il fenomeno del ritorno indesiderati dei messaggi
      ad utenti ignari si chiama
      backscatter.
      I server di mail dovrebbero rifiutare subito i
      messaggi destinati ad utenti inesistenti con un
      errore 5xx in fase edi connessione (durante il
      RCPT TO), senza generare NonDeliveryReport
      (NDR).

      Per la cronaca, non appena ho iniziato a
      controllare i destinatari sul mio relay esterno
      (anziché inoltrare tutto alla cieca al server
      Exchange interno), ho bloccato il 50% del
      traffico indesiderato e impedito la generazione
      di un numero corrispondente di
      NDR.qual'è il risultato per chi sbaglia indirizzo normalmente?non se ne accorgerà mai?(domanda seria!)
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    - Scritto da: Anlan
    I nostri clienti ne
    capiscono meno (eufemismo) anzi, non ne vogliono
    sapere proprio per niente: diventa quindi
    piuttosto difficile fargli capire perchè la mail
    da tal-dei-tali non gli arrivata mentre
    tal-dei-tali dice che l'ha spedita.
    Diventa una lotta fargli capire che l'IP del
    mittente era in una black-list, è praticamente
    impossibile combattere con chi ti dice vuole la
    protezione da Black-List attiva e poi si lamenta
    perchè la sua fidanzata che gli manda le foto
    della vacanza da una classe di rete di un noto
    provider (interamente bannata per spam) non
    riesce a raggiungerlo.Su questo non concordo. Non si tratta di ignoranza.Un filtro che funzioni correttamente dovrebbe automaticamente inoltrare al mittente il messaggio originale aggiungendo una SPIEGAZIONE del rifiuto + una soluzione ALTERNATIVA, invece di cancellare tutto e basta!!I clienti hanno ragione a protestare! :(
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da:
      Su questo non concordo. Non si tratta di
      ignoranza.
      Un filtro che funzioni correttamente dovrebbe
      automaticamente inoltrare al mittente il
      messaggio originale aggiungendo una SPIEGAZIONE
      del rifiuto + una soluzione ALTERNATIVA, invece
      di cancellare tutto e
      basta!!
      I clienti hanno ragione a protestare!
      :(così se il mittente invece fosse un fake, si genera altro traffico inutile.Ne ho ricevute a centinaia di email di risposta inutili, sempre a causa di virus che usavano un mio indirizzo come mittente, e sistemi antivirus malconfigurati che rispondevano al mittente "ATTENZIONE: HAI UN VIRUS!!!" (rigorosamente in maiuscolo).
      • Anonimo scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...
        - Scritto da:

        - Scritto da:


        Su questo non concordo. Non si tratta di

        ignoranza.

        Un filtro che funzioni correttamente dovrebbe

        automaticamente inoltrare al mittente il

        messaggio originale aggiungendo una SPIEGAZIONE

        del rifiuto + una soluzione ALTERNATIVA, invece

        di cancellare tutto e

        basta!!

        I clienti hanno ragione a protestare!

        :(

        così se il mittente invece fosse un fake, si
        genera altro traffico
        inutile.

        Ne ho ricevute a centinaia di email di risposta
        inutili, sempre a causa di virus che usavano un
        mio indirizzo come mittente, e sistemi antivirus
        malconfigurati che rispondevano al mittente
        "ATTENZIONE: HAI UN VIRUS!!!" (rigorosamente in maiuscolo).http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1901016&id=1900189.
  • Anonimo scrive:
    mai sentito parlare di SPF?
    http://www.openspf.org/iniziare a rigettare per direttissima le email che non provengono da ip listanti nell'spf (anche se assente.. :D ) potrebbe sistemare molte cose :D...
    • Anonimo scrive:
      Re: mai sentito parlare di SPF?
      - Scritto da:
      http://www.openspf.org/

      iniziare a rigettare per direttissima le email
      che non provengono da ip listanti nell'spf (anche
      se assente.. :D ) potrebbe sistemare molte cose
      :D

      ...Il punto e' che la stessa procedura utilizzata da chi apre un nuovo indirizzo e-mail, puo' essere utilizzata da chi crea un nuovo indirizzo e-mail per spam (come si fa a distinguere, a priori, gli scopi di chi manda un e-mail).Questi sistemi valgono fino a quando non si scopre come aggirarli.Ed infatti e' da un po' di tempo che negli account di gmail un po' di e-mail spazzatura non mi vengono bloccati, proprio perche' hanno SPF passed
  • Anonimo scrive:
    fatal error
    Fatal error: Call to undefined function: fetchrow() in /home/.sites/39/site17/web/nospam.php on line 30
    • Anonimo scrive:
      Re: fatal error
      Sorry per l'errore, come si suol dire una bella tabella corrotta fa primavera!DatiSpam repair info Wrong bytesec: 0-0-0 at 176324; SkippedDatiSpam repair warning Number of rows changed from 3135 to 3132DatiSpam repair status OK
  • MeX scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    non concordo con la tua visione.L'utente è libero di usare la mail che preferisce... e non è tenuto a sapere che il suo provider appartiene ad una "black list" e mi sembra ovvio che i tuoi clienti si lamentino perchè non gli arriva una email.Le mail in HTML potranno essere inutili, Incredimail è un obrobrio... ma se un utente vuole usarlo non sei tu a dover decidere se fa bene o male...Non mi piace "la prepotenza" nell'educare l'utente a usare il PC e la rete come un sistemista... l'utente è una persona normale, che sa che per accendere quella cosa che gli fa mandare le email deve premere quel bottone rotondo e poi cliccare su quell'icona con la busta [PUNTO]Per inviare ricevere email sei tenuto a saper fare solo una cosa: LEGGERE e SCRIVERE.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da: MeX
      non concordo con la tua visione.
      L'utente è libero di usare la mail che
      preferisce... e non è tenuto a sapere che il suo
      provider appartiene ad una "black list" e mi
      sembra ovvio che i tuoi clienti si lamentino
      perchè non gli arriva una
      email.E fin qua tutto fila...

      Le mail in HTML potranno essere inutili,
      Incredimail è un obrobrio... ma se un utente
      vuole usarlo non sei tu a dover decidere se fa
      bene o
      male...No, mi spiace, la mail in html E' male. Punto e basta. L'html usato nelle email è una forzatura e non serve assolutamente a nulla. Ma sai quanti messaggi email in html che arrivano malformati e non sono leggibili e possono essere veicoli di virus o quant'altro? Probabilmente no.

      Non mi piace "la prepotenza" nell'educare
      l'utente a usare il PC e la rete come un
      sistemista... l'utente è una persona normale, che
      sa che per accendere quella cosa che gli fa
      mandare le email deve premere quel bottone
      rotondo e poi cliccare su quell'icona con la
      busta
      [PUNTO]Non è prepotenza, è fare qualcosa per debellare l'ignoranza informatica che dilaga. Volendo tu potresti usare la tua auto allo stesso modo col quale utilizzi l'email, senza occuparti della manutenzione ecc... Però se poi ti lascia a piedi non ti lamentare!

      Per inviare ricevere email sei tenuto a saper
      fare solo una cosa: LEGGERE e
      SCRIVERE.
      • MeX scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...

        No, mi spiace, la mail in html E' male. Punto e
        basta. L'html usato nelle email è una forzatura e
        non serve assolutamente a nulla. beh... che non serva a nulla è una forzatura :)Può essere superfluo... ma ad esempio chessò... la fattura di iTunes è una mail pronta da stampare così com'è... se invece ti mandassi la mail con l'allegato... dovrei mandare un PDF o DOC... ed essere sicuro che il mio utente sia in grado di aprirlo... in un caso del genere è utile...
        Ma sai quanti
        messaggi email in html che arrivano malformati e
        non sono leggibili e possono essere veicoli di
        virus o quant'altro? Probabilmente
        no.certo che lo so!Anche le email in formato testo con un link ad un sito di phishing sono veicolo di frodi informatiche e veicolano VIRUS... il problema non è l'HTML o il non HTML ma i Virus writers :)
        Non è prepotenza, è fare qualcosa per debellare
        l'ignoranza informatica che dilaga. Volendo tu
        potresti usare la tua auto allo stesso modo col
        quale utilizzi l'email, senza occuparti della
        manutenzione ecc... Però se poi ti lascia a piedi
        non ti lamentare!infatti io posso guidare la macchina senza sapere cos'è la marmitta o la cinghia o le candele... e poi non devo sapere far manutenzione... devo andare ogni tot mesi all'officina come c'è scritto sul librettino che mi danno al momento dell'acquisto...
        • Anonimo scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          - Scritto da: MeX
          infatti io posso guidare la macchina senza sapere
          cos'è la marmitta o la cinghia o le candele... e
          poi non devo sapere far manutenzione... devo
          andare ogni tot mesi all'officina come c'è
          scritto sul librettino che mi danno al momento
          dell'acquisto...E infatti i risultati si vedono per le strade.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            la differenza è che molto spesso un automobilista è cosciente della violazione del codice della strada... un utente PC con n trojan nel suo PC no. :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX
            la differenza è che molto spesso un automobilista
            è cosciente della violazione del codice della
            strada... un utente PC con n trojan nel suo PC
            no.
            :)A me non pare proprio che tutti sti automobilisti siano coscienti delle boiate che fanno
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            - Scritto da: MeX

            la differenza è che molto spesso un
            automobilista

            è cosciente della violazione del codice della

            strada... un utente PC con n trojan nel suo PC

            no.

            :)

            A me non pare proprio che tutti sti automobilisti
            siano coscienti delle boiate che
            fanno
            davvero non lo sai che il limite in città è di 50km/h che se qualcuno passa sulle strisce devi fermarti? che non si passa con il rosso?Ok... magari uno sbaglia una svolta a sinistra... o non mette una freccia... ci stà mica ci sono robot al volante...
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...

            davvero non lo sai che il limite in città è di
            50km/h che se qualcuno passa sulle strisce devi
            fermarti? che non si passa con il
            rosso?
            Ok... magari uno sbaglia una svolta a sinistra...
            o non mette una freccia... ci stà mica ci sono
            robot al
            volante...OK, ma il signore con la tutina blu ti mette a novanta, e ti rispiega le regole... :D Fai quello che ti pare, ma non lamentarti se non mi arrivano le tue mail html!
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            davvero non lo sai che il limite in città è di

            50km/h che se qualcuno passa sulle strisce devi

            fermarti? che non si passa con il

            rosso?

            Ok... magari uno sbaglia una svolta a
            sinistra...

            o non mette una freccia... ci stà mica ci sono

            robot al

            volante...
            OK, ma il signore con la tutina blu ti mette a
            novanta, e ti rispiega le regole... :D

            Fai quello che ti pare, ma non lamentarti se non
            mi arrivano le tue mail
            html!a meno che sul contratto con il mio provider non ci sia scritto che "non puoi inviare mail HTML perchè al nostro sistemista non piacciono" se non arrivano e non le ricevo... mi metto la tutina blu...(rotfl)
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX
            a meno che sul contratto con il mio provider non
            ci sia scritto che "non puoi inviare mail HTML
            perchè al nostro sistemista non piacciono" se non
            arrivano e non le ricevo... mi metto la tutina
            blu...(rotfl)Non si tratta di contratto o meno, ma di buona educazione. Non mettere la freccia una volta per svoltare puo' anche starci (nessuno e' un robot) ma farlo *sempre* e' male (come oramai avviene sulle strade italiane).Basta vedere come la gente manda le mail per vedere il menefreghismo che impera: mail quotate all'inverosimile che per trovare il testo che a te interessa devi perderci 30 minuti, mail enormi (html) per dirti tre parole e tante piccole cose che ti fanno girare i cosidetti. C'e' la netiquette ma nessuno la rispetta, non si tratta, ripeto, di contratti ma di regole per la convivenza (visto che nessuno e' su internet da solo).Semplice educazione.Pier
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            - Scritto da: MeX

            a meno che sul contratto con il mio provider non

            ci sia scritto che "non puoi inviare mail HTML

            perchè al nostro sistemista non piacciono" se
            non

            arrivano e non le ricevo... mi metto la tutina

            blu...(rotfl)

            Non si tratta di contratto o meno, ma di buona
            educazione. Non mettere la freccia una volta per
            svoltare puo' anche starci (nessuno e' un robot)
            ma farlo *sempre* e' male (come oramai avviene
            sulle strade
            italiane).
            Basta vedere come la gente manda le mail per
            vedere il menefreghismo che impera: mail quotate
            all'inverosimile che per trovare il testo che a
            te interessa devi perderci 30 minuti, mail enormi
            (html) per dirti tre parole e tante piccole cose
            che ti fanno girare i cosidetti.

            C'e' la netiquette ma nessuno la rispetta, non si
            tratta, ripeto, di contratti ma di regole per la
            convivenza (visto che nessuno e' su internet da
            solo).
            Semplice educazione.

            Pierqui si parla di SPAM non di educazione!
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...


            C'e' la netiquette ma nessuno la rispetta, non
            si

            tratta, ripeto, di contratti ma di regole per
            la

            convivenza (visto che nessuno e' su internet da

            solo).

            Semplice educazione.



            Pier

            qui si parla di SPAM non di educazione!No, di UTONTI :D
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX

            - Scritto da:



            - Scritto da: MeX


            la differenza è che molto spesso un

            automobilista


            è cosciente della violazione del codice della


            strada... un utente PC con n trojan nel suo PC


            no.


            :)



            A me non pare proprio che tutti sti
            automobilisti

            siano coscienti delle boiate che

            fanno



            davvero non lo sai che il limite in città è di
            50km/h che se qualcuno passa sulle strisce devi
            fermarti? che non si passa con il
            rosso?
            Ok... magari uno sbaglia una svolta a sinistra...
            o non mette una freccia... ci stà mica ci sono
            robot al
            volante...No, non parlo di chi corre o passa col rosso pur sapendo che non si può.E neppure di chi qualche volta è distratto.Parlo di gente che è davvero convinta di avere la precedenza entrando in rotonda (l'ultimo era un ciclista convinto che le precedenze non si applicassero a lui), oppure quelli che non hanno capito che i fari vanno tenuti accesi praticamente sempre, o quelli che pensano ancora che la prima corsia sia riservata ai camion.
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...

            Parlo di gente che è davvero convinta di avere la
            precedenza entrando in rotonda (l'ultimo era un
            ciclista convinto che le precedenze non si
            applicassero a lui), oppure quelli che non hanno
            capito che i fari vanno tenuti accesi
            praticamente sempre, o quelli che pensano ancora
            che la prima corsia sia riservata ai
            camion.Io li tengo spenti di proposito. E meno male che poi si vorrebbe rispettare gli accordi di Kyoto.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            Parlo di gente che è davvero convinta di avere
            la

            precedenza entrando in rotonda (l'ultimo era un

            ciclista convinto che le precedenze non si

            applicassero a lui), oppure quelli che non hanno

            capito che i fari vanno tenuti accesi

            praticamente sempre, o quelli che pensano ancora

            che la prima corsia sia riservata ai

            camion.

            Io li tengo spenti di proposito. E meno male che
            poi si vorrebbe rispettare gli accordi di
            Kyoto.beh ma se poi provochi un incidente perchè eri poco visibile... sai quanto inquina l'ambulanza che viene a prenderti? l'auto dei vigili... ... :) almeno di notte accendili eh!
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da: MeX
      non concordo con la tua visione.
      L'utente è libero di usare la mail che
      preferisce... e non è tenuto a sapere che il suo
      provider appartiene ad una "black list" e mi
      sembra ovvio che i tuoi clienti si lamentino
      perchè non gli arriva una
      email.

      Le mail in HTML potranno essere inutili,
      Incredimail è un obrobrio... ma se un utente
      vuole usarlo non sei tu a dover decidere se fa
      bene o
      male...

      Non mi piace "la prepotenza" nell'educare
      l'utente a usare il PC e la rete come un
      sistemista... l'utente è una persona normale , che
      sa che per accendere quella cosa che gli fa
      mandare le email deve premere quel bottone
      rotondo e poi cliccare su quell'icona con la
      busta
      [PUNTO]

      Per inviare ricevere email sei tenuto a saper
      fare solo una cosa: LEGGERE e
      SCRIVERE.Definisci "persona normale".La mia definizione prevede, fra le tante cose, che una persona normale si preoccupi di ciò che sta utilizzando e di come lo sta utilizzando, quando quest'uso prevede la condivisione di risorse di qualunque tipo assieme ad altri utenti, in modo da non precludere l'utilizzo di queste risorse ad altri utenti, e da non danneggiare nessuno.Per analogia (visto che il paragone con l'automobile sembra andare di moda), chi guida a 100Km/h in pieno centro urbano con una macchina a cui non viene fatta una revisione da 20 anni, emanando gas di scarico degni di appartenere ad una centrale termo-nucleare, con l'autoradio a tutto volume e travolgendo tutto quello (cose o persone) che gli si para a di fronte, non è vista come una persona normale.
      • MeX scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...

        Definisci "persona normale".persona le cui conoscenze informatiche si limitano all'accensione PC, utilizzo Browser e Client di posta, ascolto di MP3, CD-Audio, visualizzazione DVD, spegnere il PC
        La mia definizione prevede, fra le tante cose,
        che una persona normale si preoccupi di ciò che
        sta utilizzando e di come lo sta utilizzando,
        quando quest'uso prevede la condivisione di
        risorse di qualunque tipo assieme ad altri
        utenti, in modo da non precludere l'utilizzo di
        queste risorse ad altri utenti, e da non
        danneggiare
        nessuno.una persona normale non si preoccupa di come lo usa... segue le istruzioni che gli sono state date per usarlo.
        Per analogia (visto che il paragone con
        l'automobile sembra andare di moda), chi guida a
        100Km/h in pieno centro urbano con una macchina a
        cui non viene fatta una revisione da 20 anni,
        emanando gas di scarico degni di appartenere ad
        una centrale termo-nucleare, con l'autoradio a
        tutto volume e travolgendo tutto quello (cose o
        persone) che gli si para a di fronte, non è vista
        come una persona
        normale.non è una persona normale è un folle!Inoltre viola il codice della strada, non ha effettuato la revisione (cosa per cui non ci vuole nessuna competenza tecnica)Altro esempio:tu sai come funzionano le microonde? magari si, magari no... però sai scongelare un po' di carne nel forno da 80.Se metti il tuo gatto nel forno è muore, non è colpa del forno, e c'è scritto sul manuale che non lo devi fare... ma non ti spiegano PERCHÊ semplicemente tu sai che non devi farlo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          - Scritto da: MeX



          Definisci "persona normale".

          persona le cui conoscenze informatiche si
          limitano all'accensione PC, utilizzo Browser e
          Client di posta, ascolto di MP3, CD-Audio,
          visualizzazione DVD, spegnere il
          PC


          La mia definizione prevede, fra le tante cose,

          che una persona normale si preoccupi di ciò che

          sta utilizzando e di come lo sta utilizzando,

          quando quest'uso prevede la condivisione di

          risorse di qualunque tipo assieme ad altri

          utenti, in modo da non precludere l'utilizzo di

          queste risorse ad altri utenti, e da non

          danneggiare

          nessuno.

          una persona normale non si preoccupa di come lo
          usa... segue le istruzioni che gli sono state
          date per
          usarlo.


          Per analogia (visto che il paragone con

          l'automobile sembra andare di moda), chi guida a

          100Km/h in pieno centro urbano con una macchina
          a

          cui non viene fatta una revisione da 20 anni,

          emanando gas di scarico degni di appartenere ad

          una centrale termo-nucleare, con l'autoradio a

          tutto volume e travolgendo tutto quello (cose o

          persone) che gli si para a di fronte, non è
          vista

          come una persona

          normale.

          non è una persona normale è un folle!
          Inoltre viola il codice della strada, non ha
          effettuato la revisione (cosa per cui non ci
          vuole nessuna competenza
          tecnica)

          Altro esempio:
          tu sai come funzionano le microonde? magari si,
          magari no... però sai scongelare un po' di carne
          nel forno da
          80.

          Se metti il tuo gatto nel forno è muore, non è
          colpa del forno, e c'è scritto sul manuale che
          non lo devi fare... ma non ti spiegano PERCHÊ
          semplicemente tu sai che non devi
          farlo.Non ci siamo ancora.Internet è una risorsa (la strada), il PC è un mezzo (l'automobile), l'utente è una persona (l'automobilista).Una persona normale che guida un'automobile su una strada, deve rispettare delle regole, perché la strada non è tutta sua, perché si trova a dover interagire con altre automobili e con i pedoni, e benché alla maggior parte freghi poco o nulla è anche tenuto a non inquinare più del dovuto, perché anche l'aria è di tutti.Allo stesso modo un utente che naviga, utilizza una rete che dispone di una banda e si trova ad interagire con altri utenti e altri PC. Esistono delle regole anche per usare un PC e per navigare su internet. Il fatto che la loro conoscenza e il loro rispetto non sia stata reso obbligatorio per legge, non significa che non esistano, significa solo che la maggioranza dell'utenza le ignora o se le conosce se ne infischia.Io non la vedo come una scusante per l'ignoranza o il menefreghismo dell'utenza media, ma la vedo come una pratica malsana a cui porre rimedio al più presto, così come quando ancora si andava sui carri trainati a cavalli e si vedevano in giro le prime automobili, si è reso necessario stilare e rendere legge il codice della strada. Si chiama progresso. Anche gli animali sono in grado di darsi delle regole e di rispettarle per il bene comune (volenti o nolenti). Solo l'uomo pensa che sia l'unica forma di vita sulla terra a poter fare un po' come diamine gli pare passeggiando con i tacchi a spillo sui coXlioni dell'universo.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...

            Non ci siamo ancora.mmmmm ok :) ci riproviamo!
            Internet è una risorsa (la strada), il PC è un
            mezzo (l'automobile), l'utente è una persona
            (l'automobilista).Internet è una rete come la rete stradale, la rete stradale è mantenuta da chi di competenza.sul resto mi sembra non ci sia nulla da aggiungere.
            Una persona normale che guida un'automobile su
            una strada, deve rispettare delle regole, perché
            la strada non è tutta sua, perché si trova a
            dover interagire con altre automobili e con i
            pedoni, e benché alla maggior parte freghi poco o
            nulla è anche tenuto a non inquinare più del
            dovuto, perché anche l'aria è di
            tutti.lui non è tenuto ad inquinare il meno possibile, ma deve seguire delle leggi per essere in regola (vedi la revisione)
            Allo stesso modo un utente che naviga, utilizza
            una rete che dispone di una banda e si trova ad
            interagire con altri utenti e altri PC. la banda (come la strada) è un servizio offerto dagli ISP, ed è loro la responsabilità dello stato di utilizzo, ad esempio... se in una città ad un incrocio ci sono tanti incidenti, o tanto traffico tolgono il semaforo e mettono una rotonda...
            Esistono
            delle regole anche per usare un PC e per navigare su internet. mmm le uniche REGOLE sono non scaricare materiale illegale, o utilizzare il tuo PC (consapevolmente) per scopi illegali.
            Il fatto che la loro conoscenza e il
            loro rispetto non sia stata reso obbligatorio per
            legge, non significa che non esistano, no ma nella pratica non hanno nessun incentivo ad impararle, anche mettere il tuo gatto nel forno non viola nessuna legge...
            significa
            solo che la maggioranza dell'utenza le ignora o
            se le conosce se ne
            infischia.non proprio leggi più avanti.
            Io non la vedo come una scusante per l'ignoranza
            o il menefreghismo dell'utenza media, ma la vedo
            come una pratica malsana a cui porre rimedio al
            più presto, così come quando ancora si andava sui
            carri trainati a cavalli e si vedevano in giro le
            prime automobili, si è reso necessario stilare e
            rendere legge il codice della strada. Si chiama
            progresso. e qui sta il punto... se tu guidi l'auto io ti do delle regole per usarla al meglio.se io mi collego con un PC ad internet, con un sistema operativo legalmente pagato, e navigo su siti legali e mi becco un trojan senza che io faccia nulla... siamo sicuri che è colpa del poveraccio che è andato su internet?Sarrebbe come se tu sali sulla tua macchina... il semaforo diventa verde passi e per poco non ammazzi uno in motorino che è passato anche lui con il verde (i semafori non funzionano!), ti riprendi e continui ad usare la strada (internet) ti fermi ad uno STOP diligentemente... ed ecco che un losco figuro (l'hacker) ti intalla sul posteriore della tua macchina un congegno (trojan) che quando arrivi davanti ad una banca fa esplodere la macchina (così l'hacker deruba la banca)ora tu sei sicuro che è colpa mia che guidavo la macchina???
            Anche gli animali sono in grado di
            darsi delle regole e di rispettarle per il bene
            comune (volenti o nolenti). si chiama istinto, e segue semplicemente delle leggi... come la mela segue la legge di gravità
            Solo l'uomo pensa che
            sia l'unica forma di vita sulla terra a poter
            fare un po' come diamine gli pare passeggiando
            con i tacchi a spillo sui coXlioni
            dell'universo.l'istinto di conservazione è più forte dell'istinto dell'avvantaggiarsi IMHO
    • Anlan scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      Ho letto tutte le tue risposte e, e concorderei con te se fossimo in un mondo ideale.Purtroppo NON conoscere (almeno parzialmente) i meccanismi che stanno dietro all'utilizzo di uno strumento ci espone a dei rischi.E questo vale per tutto: dal forno a microonde, all'automobile (dove sicuramente tutti conoscono come far funzionare il navigatore satellitare e sicuramente non lo seguono se, nel mezzo di una statale ad alta percorrenza si sentono dire "... prego appena possibile fare inversione a U").Tutti, pur non conoscendo i principi del motore a scoppio, sanno che mettere il Gasolio in un motore a benzina è dannoso.Tutti sanno spippolare con complicatissimi telefoni cellulari per farsi la foto da mandare alla fidanzata o scaricare i giochini java.Il problema è che la rincorsa allo user-friendly fa perdere coscienza della complessità di quello che ci sta dietro: nel nostro lavoro oltretutto diventa difficile poi far comprendere il "valore" anche economico delle soluzioni realizzate. Sai quanti clienti ti dicono "... e che ci vuole ? ... basta mettere un bottone qui e fare clic per vedere i dati di affidabilità di tizio." Prova poi tu a spiegargli : "i dati dove sono ? come sono immessi ? a quando sono aggiornati ? quali criteri vuoi adottare per gli indici ?" ecc. ecc. ecc. Ma questo è un altro discorso.Tornando alle email il concetto "scrivo e invio" non è sufficiente: si è mai chiesto, chi lavora in azienda, cosa costa al suo datore di lavoro sopportare l'invio delle sue foto del compleanno ? Si chiede mai chi blocca un server di posta (causa invio a 14milioni di amici del giochino in flash) quanto è costato il sistemista che pulisce le code e ripristina il tutto magari sentendosi i cristi del direttore di turno che urla "NON FUNZIONA LA POSTAAA NON RICEVO LA MAIL DELLA CONFERMA DELL'ORDINE".Come fai a spiegare ad una masnada di ottusi che il tal-file, già condiviso su apposito server di rete, è perfettamente INUTILE e DANNOSO che venga inoltrato per email a tutti i colleghi del team di lavoro creando automaticamente dozzine di copie delle quali poi non si sa più quale sia l'ultima aggiornata e occupando spazio in eccesso pari a 100 volte le dimensioni del file originale ?Come riesci a spiegare che i sistemi antivirus che devono effettuare la scansione dei messaggi a livello di server fanno "un po' fatica" ad estrarre e scansionare uno ZIP da 600Mega.Senza questa coscienza ... sarà sempre peggio.
      • MeX scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...
        - Scritto da: Anlan
        Ho letto tutte le tue risposte e, e concorderei
        con te se fossimo in un mondo
        ideale.

        Purtroppo NON conoscere (almeno parzialmente) i
        meccanismi che stanno dietro all'utilizzo di uno
        strumento ci espone a dei
        rischi.
        E questo vale per tutto: dal forno a microonde,
        all'automobile (dove sicuramente tutti conoscono
        come far funzionare il navigatore satellitare e
        sicuramente non lo seguono se, nel mezzo di una
        statale ad alta percorrenza si sentono dire "...
        prego appena possibile fare inversione a
        U").
        Tutti, pur non conoscendo i principi del motore a
        scoppio, sanno che mettere il Gasolio in un
        motore a benzina è
        dannoso.
        Tutti sanno spippolare con complicatissimi
        telefoni cellulari per farsi la foto da mandare
        alla fidanzata o scaricare i giochini
        java.

        Il problema è che la rincorsa allo user-friendly
        fa perdere coscienza della complessità di quello
        che ci sta dietro: nel nostro lavoro oltretutto
        diventa difficile poi far comprendere il "valore"
        anche economico delle soluzioni realizzate. Sai
        quanti clienti ti dicono "... e che ci vuole ?
        ... basta mettere un bottone qui e fare clic per
        vedere i dati di affidabilità di tizio." Prova
        poi tu a spiegargli : "i dati dove sono ? come
        sono immessi ? a quando sono aggiornati ? quali
        criteri vuoi adottare per gli indici ?" ecc. ecc.
        ecc. Ma questo è un altro
        discorso.

        Tornando alle email il concetto "scrivo e invio"
        non è sufficiente: si è mai chiesto, chi lavora
        in azienda, cosa costa al suo datore di lavoro
        sopportare l'invio delle sue foto del compleanno
        ? Si chiede mai chi blocca un server di posta
        (causa invio a 14milioni di amici del giochino in
        flash) quanto è costato il sistemista che pulisce
        le code e ripristina il tutto magari sentendosi i
        cristi del direttore di turno che urla "NON
        FUNZIONA LA POSTAAA NON RICEVO LA MAIL DELLA
        CONFERMA
        DELL'ORDINE".

        Come fai a spiegare ad una masnada di ottusi che
        il tal-file, già condiviso su apposito server di
        rete, è perfettamente INUTILE e DANNOSO che venga
        inoltrato per email a tutti i colleghi del team
        di lavoro creando automaticamente dozzine di
        copie delle quali poi non si sa più quale sia
        l'ultima aggiornata e occupando spazio in eccesso
        pari a 100 volte le dimensioni del file originale
        ?
        Come riesci a spiegare che i sistemi antivirus
        che devono effettuare la scansione dei messaggi a
        livello di server fanno "un po' fatica" ad
        estrarre e scansionare uno ZIP da
        600Mega.

        Senza questa coscienza ... sarà sempre peggio.specifico che il mio discorso è al di fuori del discorso di una gestione di rete aziendale, in cui l'utente non è "un utente" ma "un dipendente" quindi non è da considerarsi un disservizio se non può inviare le foto del suo bimbo al mare nell'ultimo weekend, io parlo di utenti casalinghi.Cmq... il problema non sono gli utenti ma sono i sitemi informatici più diffusi... (non faccio nomi :) ) che sono pieni di falle.Tu prova... a prendere uno di qui computer carini senza window sopra ma con sopra quell'altro sistema operativo la ( (apple) ) facci lavorare per 1 mese il dipendente più UTONTO che hai... e dimmi dopo un mese se è venuto a piangere perhcè il suo "PC" ha problemi...Ripeto... non sono gli utenti il problema... almeno, non possiamo dargli il 100% di colpa!
        • Anonimo scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          avete ragione entrambi e fare antispam a livello aziendale o come ISP e' molto diverso.
        • Anonimo scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          - Scritto da: MeX...

          Tu prova... a prendere uno di qui computer carini
          senza window sopra ma con sopra quell'altro
          sistema operativo la ( (apple) ) facci lavorare
          per 1 mese il dipendente più UTONTO che hai... e
          dimmi dopo un mese se è venuto a piangere perhcè
          il suo "PC" ha
          problemi...

          Ripeto... non sono gli utenti il problema...
          almeno, non possiamo dargli il 100% di
          colpa!Secondo me, se di UTONTO si tratta, verrà a lamentarsi che non riesce ad aprire l'animazione o lo screensaver carinissimo che gli ha mandato l'amico, e che a casa dell'amico funziona perfettamente.L'utonto è tale con qualunque sistema, anche se alcuni sistemi generano più utontaggine di altri.Visto che il paragone con le automobili è parecchio utilizzato ti faccio un altro esempio.Hai presente la pubblicità coi tizi che tagliano le macchine per risolvere il problema del posteggio? Quella che poi arrivano le tipe con la citycar di turno che "si posteggia in un attimo".Mi fa sorridere, perché la realtà che vedo è ben diversa, ed è fatta di gente che è incapace di posteggiare la Smart in uno spazio di 6 metri.Non ci sono dimensioni, né servosterzo o sensori che tengano.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            - Scritto da: MeX
            ...



            Tu prova... a prendere uno di qui computer
            carini

            senza window sopra ma con sopra quell'altro

            sistema operativo la ( (apple) ) facci lavorare

            per 1 mese il dipendente più UTONTO che hai... e

            dimmi dopo un mese se è venuto a piangere perhcè

            il suo "PC" ha

            problemi...



            Ripeto... non sono gli utenti il problema...

            almeno, non possiamo dargli il 100% di

            colpa!

            Secondo me, se di UTONTO si tratta, verrà a
            lamentarsi che non riesce ad aprire l'animazione
            o lo screensaver carinissimo che gli ha mandato
            l'amico, e che a casa dell'amico funziona
            perfettamente.


            L'utonto è tale con qualunque sistema, anche se
            alcuni sistemi generano più utontaggine di
            altri.

            Visto che il paragone con le automobili è
            parecchio utilizzato ti faccio un altro
            esempio.

            Hai presente la pubblicità coi tizi che tagliano
            le macchine per risolvere il problema del
            posteggio? Quella che poi arrivano le tipe con la
            citycar di turno che "si posteggia in un
            attimo".
            Mi fa sorridere, perché la realtà che vedo è ben
            diversa, ed è fatta di gente che è incapace di
            posteggiare la Smart in uno spazio di 6
            metri.

            Non ci sono dimensioni, né servosterzo o sensori
            che
            tengano.se mi trovi in Torino un parcheggio di 6 metri ti do il mio stipendio per un anno!Il problema non è la gente che sa o non sa parcheggiare, il problema è che ci sono troppe macchine :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX

            se mi trovi in Torino un parcheggio di 6 metri ti
            do il mio stipendio per un
            anno!Anche a Milano.Comunque basta togliere una Smart, e viene fuori il posto per una station wagon :D
            Il problema non è la gente che sa o non sa
            parcheggiare, il problema è che ci sono troppe
            macchineGente che non sa posteggiare occupa più spazio con una scatoletta, di quanto ne occupi una grossa berlina guidata da chi la sa posteggiare correttamente.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...

            Gente che non sa posteggiare occupa più spazio
            con una scatoletta, di quanto ne occupi una
            grossa berlina guidata da chi la sa posteggiare
            correttamente.sai quanta geste conosco con una grossa berlina che fa i 260 sulla Torino Milano... perchè "loro sanno guidare"... dai... ok... ci sarà quello con la SMART che parcheggia male... ma è cmq meno fastidioso del tipo con il transatlantico messo in doppia fila di tre quarti a un metro dalla fermata del pullman no? :)
        • Anlan scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          - Scritto da: MeX
          Tu prova... a prendere uno di qui computer carini
          senza window sopra ma con sopra quell'altro
          sistema operativo la ( (apple) ) facci lavorare
          per 1 mese il dipendente più UTONTO che hai... e
          dimmi dopo un mese se è venuto a piangere perhcè
          il suo "PC" ha
          problemi...

          Ripeto... non sono gli utenti il problema...
          almeno, non possiamo dargli il 100% di
          colpa!Qui casca l'asino. Personalmente non mi ritengo un utente alle prime armi, anzi, eppure quando lavoro su Linux il mio livello di attenzione è molto più elevato di quanto non sia in analoghe operazioni su Windows. Perchè, oggettivamente, è meno facile (vabbè dai diciamo meno immediato prima che si offenda qualcuno) fare le stesse cose.Poi possiamo disquisire mille anni sul fatto che è colpa dei sistemi fallati, oppure più usati, oppure meno testati oppure etc etc.Sta di fatto che mentre i privilegi di root con Linux te li devi guadagnare almeno con una password, con Windows te li trovi già belli e pronti (il 99.9% dell'utenza windows domestica usa il buon profilo di Administrator per default).Alla fine però vedi bene anche tu che se la coscienza non c'è allora ci deve essere un sistema che te la IMPONE. Tornando poi all'argomento SPAM ... io non so a priori quale os ci sia dietro la tua casella email ma se trovo in giro il tuo indirizzo e ti bombardo non mi cambia nulla. Fare guerra agli spammatori pensando di distruggere zombie e relayer non ha senso (quanti open relay sono macchine *nix ? e quante di queste lo sono a causa di tecnici improvvisati o disattenti ? Anche qui ... coscienza di quello che si fa).Probabilmente sono più utopista di te ma l'unico mezzo per combatterlo non è fermarlo all'origine ma renderlo inutile alla destinazione: e questo passa dalla presa di coscienza di cosa sia lo strumento e-mail.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            si ma togliere di mezzo i PC zoombie ridurebbe di TANTISSIMO il traffico generato!Poi... certo che se installo un SMTP server con il relay aperto.. beh... allora è colpa mia... e sto facendo qualcosa di cui DEVO aver coscenza (non si parla di utente, ma di "sistemista") però.. se almeno le mail che arrivano non arrivasero al 90% di PC che possono diventare a loro volta dei "manda spam"... sarebbe tutto più roseo cmq!:)
  • Anonimo scrive:
    Lo script non funziona
    Risultato:Fatal error: Call to undefined function: fetchrow() in /home/.sites/39/site17/web/nospam.php on line 30
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    Concordo al 200%Una sola cosa vorrei aggiungere: gli utenti che spediscono da posta aziendale gigabyte di email si vede quasi solo in Italia. All'estero (dove ho avuto qualche esperienza) non si sognano nemmeno di usare la posta aziendale per cacchi propri. Ecco che allora il lavoro del sistemista diventa molto ma molto piu' semplice.P.
    • MeX scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da:
      Concordo al 200%
      Una sola cosa vorrei aggiungere: gli utenti che
      spediscono da posta aziendale gigabyte di email
      si vede quasi solo in Italia. All'estero (dove ho
      avuto qualche esperienza) non si sognano nemmeno
      di usare la posta aziendale per cacchi propri.
      Ecco che allora il lavoro del sistemista diventa
      molto ma molto piu'
      semplice.

      P.sarà che in Italia molti possono usare la email solo al lavoro perchè a casa non gli arriva l'ADSL o gli costa troppo? :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...
        - Scritto da: MeX
        sarà che in Italia molti possono usare la email
        solo al lavoro perchè a casa non gli arriva
        l'ADSL o gli costa troppo?
        :)Un conto e' scrivere qualche mail...un conto e' mandare/farsi mandare su account aziendali tonnellate di email personali.P.
        • MeX scrive:
          Re: Le soluzioni ci sono ...
          - Scritto da:

          - Scritto da: MeX

          sarà che in Italia molti possono usare la email

          solo al lavoro perchè a casa non gli arriva

          l'ADSL o gli costa troppo?

          :)

          Un conto e' scrivere qualche mail...un conto e'
          mandare/farsi mandare su account aziendali
          tonnellate di email
          personali.

          P.certo! se fatto volontariamente si!Se poi invece è perchè ho un trojan sul PC allora è colpa di chi si occupa del mantenimento delle macchine!
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...

            Se poi invece è perchè ho un trojan sul PC allora
            è colpa di chi si occupa del mantenimento delle
            macchine!Che non TU sostieni NON può vietarti nulla :@
          • Anlan scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX
            Se poi invece è perchè ho un trojan sul PC allora
            è colpa di chi si occupa del mantenimento delle
            macchine!Scusa ma non regge. Prima di tutto dovresti sapere che prima che possa essere disponibile un qualsiasi software di protezione è necessario che il trojan si sia diffuso (anche solo minimamente) per poterlo studiare.Quindi è impossibile che "chi si occupa della sicurezza delle macchine" si possa addossare tutte le colpe. Come minimo c'è un concorso di colpa con l'utente del pc che, appunto perchè è ignorante, clicca su tutto quello che vede, vuole che si aprano le porte dei firewall perchè vuole chattare via MSN con la morosa o la fidanzata, scrive allegramente in chiaro il proprio indirizzo email su forum di caccia e pesca o di hobbistica varia (manna per i grabber) e contribuisce alla crescita di quella popolazione che è bersagliata dallo spam e potenziale vittima di nuovi virus.Se non sai quello che fai ... fai danni.
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: Anlan

            - Scritto da: MeX

            Se poi invece è perchè ho un trojan sul PC
            allora

            è colpa di chi si occupa del mantenimento delle

            macchine!

            Scusa ma non regge. Prima di tutto dovresti
            sapere che prima che possa essere disponibile un
            qualsiasi software di protezione è necessario che
            il trojan si sia diffuso (anche solo minimamente)
            per poterlo
            studiare.
            Quindi è impossibile che "chi si occupa della
            sicurezza delle macchine" si possa addossare
            tutte le colpe. Come minimo c'è un concorso di
            colpa con l'utente del pc che, appunto perchè è
            ignorante, clicca su tutto quello che vede, vuole
            che si aprano le porte dei firewall perchè vuole
            chattare via MSN con la morosa o la fidanzata,
            scrive allegramente in chiaro il proprio
            indirizzo email su forum di caccia e pesca o di
            hobbistica varia (manna per i grabber) e
            contribuisce alla crescita di quella popolazione
            che è bersagliata dallo spam e potenziale vittima
            di nuovi
            virus.

            Se non sai quello che fai ... fai danni.in ambito aziendale puoi essere cattivo quanto vuoi! quindi chiuse le porte di MSN, proxy che blacklista tutta una serie di siti web...Se poi tu sei il sistemista... è sempre ANCHE colpa tua se qualche PC si infetta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da: MeX
            in ambito aziendale puoi essere cattivo quanto
            vuoi! quindi chiuse le porte di MSN, proxy che
            blacklista tutta una serie di siti
            web...Ah si? Dov'e' che mando il cv subito.
            Se poi tu sei il sistemista... è sempre ANCHE
            colpa tua se qualche PC si
            infetta.AH beh...allora gli antivirus che ci stanno a fare? Il sistemista si deve prendere pure le colpe degli antivirus che non fanno il loro dovere? Mi sembra che stai dando le colpe a tutto e tutti tranne che agli utonti.Pier
          • MeX scrive:
            Re: Le soluzioni ci sono ...
            - Scritto da:

            - Scritto da: MeX

            in ambito aziendale puoi essere cattivo quanto

            vuoi! quindi chiuse le porte di MSN, proxy che

            blacklista tutta una serie di siti

            web...
            Ah si? Dov'e' che mando il cv subito.


            Se poi tu sei il sistemista... è sempre ANCHE

            colpa tua se qualche PC si

            infetta.
            AH beh...allora gli antivirus che ci stanno a
            fare? Il sistemista si deve prendere pure le
            colpe degli antivirus che non fanno il loro
            dovere? Mi sembra che stai dando le colpe a tutto
            e tutti tranne che agli
            utonti.

            Pierl'UTONTO è come un BAMBINO, il SISTEMISTA è il suo PAPA'Se tuo figlio di 4 anni cade dal balcone e si ammazza ai caribinieri che dici? Che in fondo è oclpa sua che poteva anche evitare di passare tra la ringhiera?:)
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    [CUT]
    Buona notte e buona fortuna.... non so se è più forte la sensazione di deja-vu o l'attacco di orticaria che mi hai appena fatto venire per avermi ricordato questa serie di cose che detesto con tutto me stesso...
  • Anonimo scrive:
    Per l'utenza secondo me il problema non
    esiste.Le aziende e chi gestisce un dominio hanno i loro grattacapi, ok. Pero' l'unteza "normale" e' altra faccenda.Personalmente mi e' bastato mettere un semplicissimo filtro whitelist con gli indirizzi che voglio ricevere.Per il resto, mi possono arrivare anche 10000 mail al giorno, semplicemente quando lo spazio stabilito dalla cartella spam e' pieno oppure quando mi loggo, con un unico click ripulisco tutto.10 decimi di secondo e la casella e' lustra come un cesso di caserma (lucidato a spazzolino e lingua, come si diceva da spine)Quindi...
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Per l'utenza secondo me il problema
      - Scritto da:
      esiste.

      ...
      Personalmente mi e' bastato mettere un
      semplicissimo filtro whitelist con gli indirizzi
      che voglio
      ricevere.
      ...Non mi pare tanto pratica come soluzione.Può esserlo per casi limitati, solamente quando sai a priori chi ti scriverà.La norma però è quella di dover ricevere posta anche da gente che ancora non si conosce.
    • AnyFile scrive:
      Re: Per l'utenza secondo me il problema
      E se una persona che tu conosci e da cui vorresti ricevere messaggi, per sbaglio non r' stata inserita nella white list, cosa succede?E se una persona da te "fidate" (cioe' da te inserite in white list), cambia indirizzo, cosa succede?Perdi le e-mail.Questo sistema funziona (ma forse solo fino ad un certo punto), per sapere che quello che e' passato dal filtro sia buono, ma non e' detto che quello che e' stato rigettato dal filtro siano tutte cose da scartare.L'efficienza di un filtro (non solo nel caso di un filtro per e-mail) non puo' essere giudicato soltanto guardando cosa passa dal filtro.Un indice del rendimento del filto sara' piuttosto dato da R1 = 0.5* (EBP / EB) + 0.5 * (ECF /EC)dove EBP=numero email buone lasciate passare, EB=numero email buone, ECF=numero email cattive fermate, EC=numero email cattive. Al posto di 0.5 si possono usare altri parametri, oppure si possono usare funzioni piu' raffinate (a seconda su cosa si volgiea porre l'attenzione e a cosa dare priorita')ma l'efficienza non puo' essere certo data dalla formulaR2 = 1 - (ECP/EP)dove ECP=numero email cattive lasciate passare, EP=numero e-mail alsciate passare(nota ho usato gli aggettivi buone e cattive in senso lato, non intendo assegnare un giudizio etico)
      • Anonimo scrive:
        Re: Per l'utenza secondo me il problema
        - Scritto da: AnyFile
        E se una persona che tu conosci e da cui vorresti
        ricevere messaggi, per sbaglio non r' stata
        inserita nella white list, cosa
        succede?
        Succede che la persona in oggetto riceve un messaggio di "inoltro non avvenuto" e me lo fa sapere.Se la conosco ci possiamo sentire anche su skype o via sms, non ci sono problemi.
        E se una persona da te "fidate" (cioe' da te
        inserite in white list), cambia indirizzo, cosa
        succede?Me lo fa sapere.In ogni caso non vedo questo grande problema.
        Questo sistema funziona (ma forse solo fino ad un
        certo punto), per sapere che quello che e'
        passato dal filtro sia buono, ma non e' detto che
        quello che e' stato rigettato dal filtro siano
        tutte cose da
        scartare.Chi vuole scrivermi sa il mio indirizzo, il resto e' spam oppure gente rompimaroni che non ho necessita' di sentire.
        (nota ho usato gli aggettivi buone e cattive in
        senso lato, non intendo assegnare un giudizio
        etico)Ok, niente giudizi etici.Interessante la formula matematica, ma in pratica l'equazione si riduce a :-Mail che voglio ricevere.-Mail che non voglio ricevere.Mi basta mettere in lista quelle che voglio ricevere, tutto qui.Se ci pensi su un attimo, ti renderai conto che messaggi da gente "nuova e mai vista" ti arrivano praticamente mai su di una casella adibita allo scambio mail con contatti fidati.Viceversa l'arrivo di posta non fidata su una casella di questo genere e' una vera piaga e potenzialmente pericolosa.Concludendo :se proprio ci tieni a ricevere mail "generiche" dai tuoi contatti, metti in whitelist i mailer piu' noti (*@libero.it, *@tiscali.it, etc...) compresi quelli che non vengono mai usati dagli spammer (i mailer dei forum che si occupano di sicurezza per esempio...)Io ho la mia listina da 1 anno e mezzo, e mi trovo da dio sull'indirizzo di mail personale.Gli altri indirizzi invece (quelli che uso per l'iscrizione ai forum etc...) sono appestati, ma me ne puo' fregar di meno ;)
        • Gatto Selvaggio scrive:
          Re: Per l'utenza secondo me il problema

          Chi vuole scrivermi sa il mio indirizzo, il resto
          e' spam oppure gente rompimaroni che non ho
          necessita' di sentire.Oppure potenziali clienti che resteranno per sempre 'potenziali'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Per l'utenza secondo me il problema
            - Scritto da: Gatto Selvaggio

            Chi vuole scrivermi sa il mio indirizzo, il
            resto

            e' spam oppure gente rompimaroni che non ho

            necessita' di sentire.

            Oppure potenziali clienti che resteranno per
            sempre
            'potenziali'.Visto che nel primo post ho specificato che parlo di mail "home" e non mail di aziende o comunque adibite a contatti lavorativi, l'obbiezione in oggetto e' senza senso ;)
          • Anlan scrive:
            Re: Per l'utenza secondo me il problema
            - Scritto da:
            Visto che nel primo post ho specificato che parlo
            di mail "home" e non mail di aziende o comunque
            adibite a contatti lavorativi, l'obbiezione in
            oggetto e' senza senso
            ;)Purtroppo il problema sta nel fatto che questa differenza è molto labile.Non pensare che le "aziende" hanno sempre il loro dominio, la loro rete locale ed il loro mail-server con annesso sistemista dedicato.Il mondo dei contatti commerciali è fatto anche di miriadi di microimprese o aziende unipersonali che utilizzano per scopi lavorativi gli stessi servizi dedicati ad un'utenza domestica. Commercianti, officine, elettrauto, carrozzieri, liberi professionisti appena avviati, piccoli studi professionali.E per queste persone con scarse conoscenze informatiche perdere un contatto commerciale è molto più pericoloso e dannoso di una grande azienda che comunque ha altri strumenti per farsi trovare (es. sito internet con numeri di telefono pubblicati).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 febbraio 2007 17.01-----------------------------------------------------------
          • Gatto Selvaggio scrive:
            Re: Per l'utenza secondo me il problema
            Boh, hai già risposto tu. Mi hai rubato le parole di bocca. :)
  • Edo78 scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    Solo un appunto: i maiali non si crogliolano nella loro cacca (rotfl)Per il resto sono d'accordo al 100% io leggo e spedisco solo mail in testo semplice.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni ci sono ...
      - Scritto da: Edo78
      Solo un appunto: i maiali non si crogliolano
      nella loro caccaQuoto questo e aggiungo: i maledetti disclaimer delle $grandissime_aziende$ che sono sempre in Html (e che non ce lo vuoi mettere un grassetto qua e là) e pesano un paio di KB solo loro!
      • Edo78 scrive:
        Re: Le soluzioni ci sono ...
        - Scritto da:

        - Scritto da: Edo78

        Solo un appunto: i maiali non si crogliolano

        nella loro cacca

        Quoto questo e aggiungo: i maledetti disclaimer
        delle $grandissime_aziende$ che sono sempre in
        Html (e che non ce lo vuoi mettere un grassetto
        qua e là) e pesano un paio di KB solo
        loro!
        Io adoro gmail anche per questo ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    hai ragioneperòil footer all'emailmi sembra quasi necessario per far rimanere gratuito qualche servizio internet..stapoi all'utente deciderese accettare.
  • Masque scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...
    - Scritto da: Anlan
    Ho visto server di posta collassare di fronte a
    carichi di lavoro impossibili da sostenere e
    generati per il 70% da roba inutile. Ho visto
    responsabili (con la R maiuscola) che tentano di
    bloccare l'invio di allegati di tal formato o che
    superano determinate dimensioni, che subiscono le
    reprimende e le insurrezioni di decine di utenti
    che si lamentano di non poter mandare quello che
    gli pareeccomi qua. cosa provata sulla mia stessa pelle. gli utenti che si lamentano perché non arrivano più mail (motivazione: mailbox overquota), ma al contempo non riescono a rinunciare di mandarsi le cagate in powerpoint... blocchi i tipi di file ed imposti un limite di 2,5MB sull'smtp.gli utenti iniziano ad insorgere. resisti per un paio di settimane (durante le quali, chissà perché, le mailbox non si intasano più), continuamente assediato dalle lamentele di non poter più spedire le loro cazzate, dopodiché, sfinito, gli sblocchi tutto lasci solo un controllo un po' più permissivo sulla dimensione. ultime parole verso gli utenti: "ok. io vi lascio passare tutto, ma se vi intasate ancora le caselle di posta, non venite a lamentarvi da me".tutto questo, ovviamente, in azienda
  • Anonimo scrive:
    Re: Le soluzioni ci sono ...

    che si crede "etico": " ... ai sensi dell'art ...
    della legge ... le chiediamo il permesso di
    inviarle informazioni commerciali (fin qui
    scritto in piccolo) DEL MAGNIFICO GRATTACULO IN
    VIMINI SOLO PER IL MESE DI FEBBRAIO A 9,99 +
    IVA (quest'ultima parte in genere è a caratteri
    cubitali)".

    Ma andate affan...(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Tutto vero e triste ma queste uscite mettono subito di buon umore, guai a farsi prendere per l'ucc...il collo dall'incapacità altrui, c'è solo da starci male.
  • Anonimo scrive:
    Disabilitare la catchall no ?
    come da titolo
    • Anonimo scrive:
      Re: Disabilitare la catchall no ?
      - Scritto da:
      come da titoloCredo che fosse curioso di vedere il traffico.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disabilitare la catchall no ?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        come da titolo

        Credo che fosse curioso di vedere il traffico.cioè l'articolo è di 4 righe e non leggete manco quelle.lo ha fatto APPOSTA di lasciarla la catchall.altrimenti come si sarebbe accorto della triangolazione?lo spammer si spaccia per lui e tutti i delivery statuso notification arrivano a lui, comprese forse le rotture di scatole, in caso che oltre a spamming partano viruspochi verificano gli header.
        • Anonimo scrive:
          Re: Disabilitare la catchall no ?
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          come da titolo



          Credo che fosse curioso di vedere il traffico.

          cioè l'articolo è di 4 righe e non leggete manco
          quelle.

          lo ha fatto APPOSTA di lasciarla la catchall.Ehm... la mia risposta è una riga e non la leggi manco? :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Disabilitare la catchall no ?
      Sì infatti le catchall sono disabilitate di solito ma se guardi i log del server di posta sicuramente noterai che comunque sono aperture di socket e contenuti inviati del tutto inutili.Io mi sono solo chiesto "ma quanti ne arrivano" ?
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Disabilitare la catchall no ?
      - Scritto da:
      come da titoloIl problema non è la catchall, che tra l'altro l'autore dell'articolo ha attivato di proposito proprio per esaminare cosa arriva.Il problema è la quantità di traffico inutile generato per colpa di questi idioti.E quello non lo risolvi disabilitando catchall.
      • Anonimo scrive:
        Re: Disabilitare la catchall no ?
        - Scritto da: Fulmy(nato)

        - Scritto da:

        come da titolo

        Il problema non è la catchall, che tra l'altro
        l'autore dell'articolo ha attivato di proposito
        proprio per esaminare cosa
        arriva.

        Il problema è la quantità di traffico inutile
        generato per colpa di questi
        idioti.
        E quello non lo risolvi disabilitando catchall.si ma come lo risolvi? il messaggio di ritorno lo devi pur dare per tutti quelli che sbagliano indirizzo, no? :-|
        • Fulmy(nato) scrive:
          Re: Disabilitare la catchall no ?
          - Scritto da:

          - Scritto da: Fulmy(nato)



          - Scritto da:


          come da titolo



          Il problema non è la catchall, che tra l'altro

          l'autore dell'articolo ha attivato di proposito

          proprio per esaminare cosa

          arriva.



          Il problema è la quantità di traffico inutile

          generato per colpa di questi

          idioti.

          E quello non lo risolvi disabilitando catchall.

          si ma come lo risolvi? il messaggio di ritorno lo
          devi pur dare per tutti quelli che sbagliano
          indirizzo, no?
          :-|Infatti ho solo fatto notare che disabilitare catchall non è una soluzione al problema, perché quest'ultimo è altrove.Tra l'altro, se proprio vogliamo essere pignoli, disabilitare catchall significa aumentare i messaggi di errore per mailbox inesistente.
  • Anonimo scrive:
    Ma ancora?
    L'UNICA e sottolinea UNICA cura plausibile contro spam, e contro tutto lo schifo che ormai gira in rete (worm, trojan, virus, ...) è obbligare gli ISP a scollegare tutti i PC infetti che appestano Internet, finché il proprietario del PC infetto non provvede a metterci una pezza. E sta cosa va decisa prima nei grandi paesi spara monezza, e quindi USA in testa (che sono i maggiori produttori al mondo), e poi dagli altri paesi "civilizzati", e quindi Italia e Unione Europea a seguire, per poi procedere con Russia e Cina e tutti gli altri. Ma già solo con gli USA si dimezzerebbe il fenomeno.Chissà quanto ancora ce la meneranno con le solite manfrine. L'antivirus, l'antispam, l'antiquellochevolete, non servono a un ciufolo perché tanto il traffico viene comunque generato e soprattutto la rete italiana (ve ne sarete certamente accorti) è vicina al collasso.Appena si faranno quattro conticini in tasca, su quanto gli costa una soluzione del genere e quanto gli sta costando MANTENERE tutti sti zombie in giro per il globo, vedrete che prenderanno rapidamente UNA decisione. Fino ad allora continueranno a sperare di rigirare la frittata come meglio credono.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma ancora?
      - Scritto da:
      L'UNICA e sottolinea UNICA cura plausibile contro
      spam, e contro tutto lo schifo che ormai gira in
      rete (worm, trojan, virus, ...) è obbligare gli
      ISP a scollegare tutti i PC infetti che appestano
      Internet, finché il proprietario del PC infetto
      non provvede a metterci una pezza.Mica tanto vero... ci sono fior di Paesi del terzo mondo da dove lo spam potrebbe partireA mio avviso le migliori soluzioni sono DNS-BL e GreyListing.bye
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma ancora?
      - Scritto da:
      L'UNICA e sottolinea UNICA cura plausibile contro
      spam, e contro tutto lo schifo che ormai gira in
      rete (worm, trojan, virus, ...) è obbligare gli
      ISP a scollegare tutti i PC infettiE come li obblighi?Prepari una leggina e la proponi a tutti i capi di governo?Non e' una cura plausibile, e' un tuo sogno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma ancora?
        - Scritto da:

        E come li obblighi?
        Prepari una leggina e la proponi a tutti i capi
        di
        governo?ZITTO!!! non dirlo troppo forte altrimenti qualche politico "rampante" potrebbe prenderti in parola. imporre una "imposta sul possesso" di una connessione a internet (come quella sulla TV o sull'auto o sulla casa) non è difficile da realizzare, servirebbe a un beato c...o ma porterebbe un mucchio di quattrini nelle casse di qualcuno. sssssssssttt...
    • Edo78 scrive:
      Re: Ma ancora?
      Non la vedo come molto plausibile, significherebbe tagliar fuori da internet milioni di utenti ...Se già oggi la gente si lamenta di non poter condividere liberamente a sbafo qualche film figurati i movimenti popolari se gli impedissi di collegarsi a internet fino a quando non imparano tutti a usare il pc.Per la maggior parte significherebbe restare tagliati fuori da internet per il resto della loro vita.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma ancora?
        - Scritto da: Edo78
        Non la vedo come molto plausibile,
        significherebbe tagliar fuori da internet milioni
        di utenti
        ...

        Se già oggi la gente si lamenta di non poter
        condividere liberamente a sbafo qualche film
        figurati i movimenti popolari se gli impedissi di
        collegarsi a internet fino a quando non imparano
        tutti a usare il
        pc.

        Per la maggior parte significherebbe restare
        tagliati fuori da internet per il resto della
        loro
        vita.Quello che per loro sarebbe un incubo da utonti, per me e non solo per me sarebbe un sogno.
        • Edo78 scrive:
          Re: Ma ancora?
          - Scritto da:
          Quello che per loro sarebbe un incubo da utonti,
          per me e non solo per me sarebbe un
          sogno.Anche per me sarebbe un sogno, in ufficio a volte mi ostracizzano perché uso linux ma ho la mia rivalsa quando a loro tocca aggiornare l'antivirus a causa del nuovo worm che inizia a diffondersi in azienda (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma ancora?
      Ci vai tu dai provider taiwanesi?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma ancora?
        - Scritto da:
        Ci vai tu dai provider taiwanesi?No, mandiamo Bush a bombardarli (parole sue).
      • Fulmy(nato) scrive:
        Re: Ma ancora?
        - Scritto da:
        Ci vai tu dai provider taiwanesi?Guarda, non so Taiwan come sia messa...però so che da maggio 2006 ricevo periodicamente, sempre dallo stesso IP, tutte le settimane lo stesso virus.Si tratta di un IP di Interbusiness, e da allora ne avrò ricevute una ottantina, l'ultima un paio di giorni fa.Per non parlare della fuffa che arriva ogni settimana da IP di Fastweb, la cui casella "abuse" è notoriamente equivalente a /dev/null Forse se iniziassero i provider nostrani sarebbe già cosa buona e giusta.
  • ateicos scrive:
    spam da e verso domini
    anche a me succede la stessa cosa con i domini che gestisco.ho il dubbio che chi venda protezioni faccia anche questi sistemi di spam.ovviamente non scarico nulla (al momento) sul pcreggo la situazione (2000 email a settimana su 4-5 indirizzi) solo grazie a gmail, senza sarei perso.
    • Anonimo scrive:
      Re: spam da e verso domini
      ci hai fatto caso che raramente arriva spam da caselle che hanno come dominio mittente @gmail ?strano vero? quasi come se qualcuno volesse convincerci che i domini "secondari" sono tutti vittima e generatori di spam, per farci migrare verso gmail (rendendo di fatto piu' semplice a qualsiasi autorita' voglia controllarci, di vedere tutta la nostra posta visto che su gmail raramente la cancelliamo)
      • ateicos scrive:
        Re: spam da e verso domini
        - Scritto da:
        ci hai fatto caso che raramente arriva spam da
        caselle che hanno come dominio mittente @gmail
        ?
        strano vero?
        quasi come se qualcuno volesse convincerci che i
        domini "secondari" sono tutti vittima e
        generatori di spam, per farci migrare verso gmail
        (rendendo di fatto piu' semplice a qualsiasi
        autorita' voglia controllarci, di vedere tutta la
        nostra posta visto che su gmail raramente la
        cancelliamo)non dire boiate.lo spam è iniziato ben prima che venisse presentato gmail.ricordo quando scaricavo e spostavo come spam alcuni anni fa, su questo versante thunderbird era parecchio utile.il problema è insito nel protocollo smtp.per l'invio la quasi totalità dei server non richiede autenticazione.se conosci i comandi telnet per la connessione smtp puoi inviare messaggi anche con mittente il presidente della repubblica.
        • teddybear scrive:
          Re: spam da e verso domini
          - Scritto da: ateicos
          se conosci i comandi telnet per la connessione
          smtp puoi inviare messaggi anche con mittente il
          presidente della
          repubblica.Anche se non li conosci. Basta configurare in modo opportuno qualsiasi mailreader.Da questo punto di vista, usare Outlook (BRRRRR) con il protocollo exchange (esclusivamente con quello) ti mette al riparo.Oppure, tanto meglio, usare una bella autenticazione SMTP, come facciamo sui mailserver aziendali.
      • Anonimo scrive:
        Re: spam da e verso domini
        - Scritto da:
        ci hai fatto caso che raramente arriva spam da
        caselle che hanno come dominio mittente @gmail
        ?
        strano vero?
        quasi come se qualcuno volesse convincerci che i
        domini "secondari" sono tutti vittima e
        generatori di spam, per farci migrare verso gmail
        (rendendo di fatto piu' semplice a qualsiasi
        autorita' voglia controllarci, di vedere tutta la
        nostra posta visto che su gmail raramente la
        cancelliamo)e questo non è tutto, pare che la CIA stia preparando un complotto prorio contro di te...
        • Anonimo scrive:
          Re: spam da e verso domini
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          ci hai fatto caso che raramente arriva spam da

          caselle che hanno come dominio mittente @gmail

          ?

          strano vero?

          quasi come se qualcuno volesse convincerci che i

          domini "secondari" sono tutti vittima e

          generatori di spam, per farci migrare verso
          gmail

          (rendendo di fatto piu' semplice a qualsiasi

          autorita' voglia controllarci, di vedere tutta
          la

          nostra posta visto che su gmail raramente la

          cancelliamo)


          e questo non è tutto, pare che la CIA stia
          preparando un complotto prorio contro di
          te...Magari, così ce lo tolgono dalle spese :@
      • uibbs2 scrive:
        Re: spam da e verso domini
        - Scritto da:
        ci hai fatto caso che raramente arriva spam da
        caselle che hanno come dominio mittente @gmail
        ?Non e' vero, il mio fido Thunderbird mi trita almeno una falsa casella @gmail o @yahoo o @msn al giorno.Il mittente e' del tutto virtuale, basta solo che esista il dominio (oddio, con qualche server smtp openrelay, anzi diciamo sfondedrelay :D manco quello) e l'e-mail parte.L'anno scorso per convincere il mio socio di cio', che non ci credeva, dal mio portatile gli ho inviato un messaggio come presidente@quirinale.it 8) e si e' convinto-- http://www.g-sr.eu/
        • Anonimo scrive:
          Re: spam da e verso domini
          come tutte le cose, se c'e' un solo fornitore non e' bene... e il fatto che in forum meno evoluti di quello di PI si inizi a leggere "basta che digiti su internet la parola..." (tradotto per i normodotati: basta che cerchi con google il termine...), non e' un bel segnale.ma non so se vi siete accorti che la moda, perche' di questo si tratta, sta cambiando. google e' stata fino a qualche mese fa l'azienda piu' messianica della rete. non elegante, professionalmente parlando, come in effetti e'; messianica, cristologica.ora si sta trasformando, nell'immaginario di un numero sempre piu' alto di persone, in un grande fratello diabolico.mah... le vie di mezzo, no? un'azienda che fa i suoi interessi e che se non e' contrastata commercialmente se ne approfitta come farebbe chiunque altro?
  • Anonimo scrive:
    Si quindi?
    E 'st'articolo che vor di?
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