Italia, la sharing economy vale 3,5 miliardi

Un giro di affari enorme, secondo quanto riporta una ricerca condotta dall'Università di Pavia: nel 2025 potrebbe superare i 25 miliardi di euro. Anche nel resto d'Europa il settore è promettente

Il giro d’affari per il 2015 dell’economia cosiddetta partecipativa ammonta, solo nel Bel Paese, a ben 3,5 miliardi di euro, pari a circa lo 0,2 per cento del PIL . Non solo. Le previsioni di crescita per il futuro sono decisamente confortanti. A seconda degli scenari ipotizzati, si stima un incremento che va da da 8,8 a 10,5 miliardi di euro entro il 2020, e dai 14,1 ai 25,2 miliardi di euro entro il 2025. Sono alcuni numeri estratti da uno studio commissionato al Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Pavia dall’agenzia italiana di comunicazione e marketing PHD Italia e curato dai docenti Stefania Migliavacca e Luciano Canova.

Per circoscrivere in modo congruo e rigoroso il fenomeno dell’economia collaborativa Canova e Migliavacca hanno fatto riferimento alle indicazioni della Commissione Europea, che in buona sostanza qualifica come sharing economy l’impiego di tecnologie digitali nell’ambito di attività commerciali basate sul noleggio di beni e servizi.

Se sotto analisi è stata messa soprattutto l’utenza maggiorenne, considerata dall’ultimo rapporto ISTAT quella più attiva e determinante nell’economia della Rete, a fare da ago della bilancia è la capacità della sharing economy di fare breccia nel cuore degli utenti d’ età sopra i 34 anni (35-54) e over 55 , nella nomenclatura dello studio letteralmente Sharing Boost , scenario che fa prospettare incrementi significativi. Ma la migliore delle ipotesi, nome in codice Digital Disruption , prevede un allargamento dell’utenza presso tutte le fasce d’età e il superamento dei 25 miliardi di euro da qui ai prossimi 10 anni .

Ma all’orizzonte non mancano gli scenari negativi. In particolare si ipotizza anche un effetto bolla , ossia un forte incremento, nella fattispecie fino al 2019, cui potrebbe seguire una decrescita altrettanto importante. A questo proposito, secondo lo studio, potrebbe essere significativo l’atteggiamento ostativo o meno da parte delle istituzioni dei singoli paesi alla diffusione di questo nuovo modello di business.

E nel resto d’ Europa ? Secondo uno studio condotto dall’istituto di ricerca PwC , la crescita della sharing economy nel Vecchio Continente sarà inarrestabile, con una stima di oltre 570 miliardi di euro entro il 2025 . Diversi i settori chiave: alloggi, trasporti, servizi domestici e servizi professionali on-demand. Ma anche in questo caso gli esperti avvertono: perché l’economia condivisa prenda piede e si diffonda in modo capillare occorre un atteggiamento propositivo da parte delle autorità dei singoli stati, che deve concretizzarsi in norme e regolamentazioni omogenee e soprattutto chiare.

Da questo punto di vista, sul fronte italiano al momento è al vaglio delle commissioni Trasporti e Attività Produttive della Camera, il primo progetto di legge sulla normazione dell’economia della condivisione, presentato lo scorso marzo. Sullo sfondo ci sono anche le linee guida per la regolamentazione dei servizi di economia partecipativa nei singoli stati rilasciate dalla Commissione Europea circa un mese fa. Il messaggio di Bruxelles è chiaro: nessuno tocchi la sharing economy, sì alle misure restrittive, ma soltanto ove ricorrano esigenze di pubblica utilità per salvaguardare interessi di carattere generale.

Luca Barbieri

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  • Francesco scrive:
    Articolo molto impreciso
    Chi usa windows è very competent ed expert. Fan WindowsChi usa linux è sfigato, loser, total fail.Forse, forse non sei capace ad usare il tuo computer : continua ad ingurgitare virus con il tuo Windows ;-)
  • jjj scrive:
    DES???
    ad oggi nessuna distro usa DES di default, come algoritmo di checksum per le password
  • dente di leone scrive:
    non c'è la firma
    chi ha scritto l'articolo?
  • Tamburo da Bologna scrive:
    Re: Articolo molto impreciso
    - Scritto da: Claudio Tamburrino
    Microsoft, your potenscial our pescion. 8)Moh sciocmel!(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • Glottologo scrive:
    "wireshark"
    Francamente caruccio con la brava gui e tutto il resto per niubbi ....ma in realtà è più flessibile (e assai più diffuso dato che esiste dal 1988) il sempreverde "tcpdump" (coltellino svizzero per vedere cosa c'è nei pacchetti in transito su qualunque interfaccia sia fisica che logica).ma forse detto così fa meno "impressione" se lo chiami "deep packet inspection" suona più "enterprais".(rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • lorenzo scrive:
    La criptografia
    E'un neologismo o un refuso ? :D
    • panda rossa scrive:
      Re: La criptografia
      - Scritto da: lorenzo
      E'un neologismo o un refuso ? :DNessuna delle due.Si suggerisce una lettura della Treccani, prima dei post.http://tinyurl.com/gl9l4u6-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 settembre 2016 11.31-----------------------------------------------------------
      • Nome e dove scrive:
        Re: La criptografia
        Eccolo... ci mancava solo questo troll incompetente che si basa sulla treccani per argomenti scientifici.Crittografia è il termine corretto mentre criptografia è sbagliato in questo caso.Una "cripta" è nascosta, ma non cifrata. Nascondere un testo (criptografarlo) non significa cifrarlo. Ciò che è nascosto, si può scoprire/trovare. Il testo cifrato è al contrario solitamente pubblico e trasmesso per via insicure perchè senza la chiave non si può decifrare anche se si riesce a scoprirlo/ottenerlo/vederlo.Nascondere (criptare) e cifrare non sono la stessa cosa. Il primo termine è più simile alla security through obfuscation, con la differenza che non c'è nemmeno niente di offuscato. E' semplicemente nascosto.Tutte queste parole hanno un significato diverso: Codificare, Cifrare, Criptare, Stenografare.Puoi avere un file codificato. Per esempio un file .flac (Free Lossless Audio Codec). Puoi decodificarlo facilmente perché basta conoscere l'algoritmo per farlo. Usando il decodificatore appropriato puoi ottenere l'informazione decodificata. Invece se il file è cifrato per ottenere il file decifrato serve (oltre alla conoscenza dell'algoritmo che serve) anche una informazione mancante: la chiave. Solo con la chiave corretta si riesce a ricostruire il file originario.
        • panda rossa scrive:
          Re: La criptografia
          - Scritto da: Nome e dove
          Eccolo... ci mancava solo questo troll
          incompetente che si basa sulla treccani per
          argomenti
          scientifici.Perche' ti rivolgi allo specchio?

          Crittografia è il termine corretto mentre
          criptografia è sbagliato in questo
          caso.Sono sinonimi.Ogni insistenza da parte tua a sostenere il contrario verra' considerata figura di XXXXX!
          Una "cripta" è nascosta, ma non cifrata.Un dato cifrato e' nascosto! Niubbo!
          Nascondere un testo (criptografarlo) non
          significa cifrarlo. Ciò che è nascosto, si può
          scoprire/trovare. Il testo cifrato è al contrario
          solitamente pubblico e trasmesso per via insicure
          perchè senza la chiave non si può decifrare anche
          se si riesce a
          scoprirlo/ottenerlo/vederlo.
          Nascondere (criptare) e cifrare non sono la
          stessa cosa. Il primo termine è più simile alla
          security through obfuscation, con la differenza
          che non c'è nemmeno niente di offuscato. E'
          semplicemente
          nascosto.

          Tutte queste parole hanno un significato diverso:
          Codificare, Cifrare, Criptare,
          Stenografare.
          Puoi avere un file codificato. Per esempio un
          file .flac (Free Lossless Audio Codec). Puoi
          decodificarlo facilmente perché basta conoscere
          l'algoritmo per farlo. Usando il decodificatore
          appropriato puoi ottenere l'informazione
          decodificata. Invece se il file è cifrato per
          ottenere il file decifrato serve (oltre alla
          conoscenza dell'algoritmo che serve) anche una
          informazione mancante: la chiave. Solo con la
          chiave corretta si riesce a ricostruire il file
          originario.Quindi fino a che non lo hai ricostruito con la chiave, il testo in chiaro e' nascosto.Forse alle elementari queste cose ancora non le spiegano. Faresti bene a lasciar perdere l'argomento fino a che non ti avranno promosso alle medie, tra una decina d'anni se tutto va bene.
          • webwizard scrive:
            Re: La criptografia
            Vero, tantopiù che sia criptografia che crittografia derivano dal greco cryptos e grafein. Anche cifratura ha lo stesso significato. Deriva dall'arabo cifr, vuoto, inteso inizialmente come zero e poi esteso a tutti i numeri. Per metafora, indica anche la "scrittura non intesa se non da coloro tra i quali si sia convenuto il modo di scomporla" (cit. diz. etim. O. Pianigiani). Cosa diversa la stenografia (da steno, stretto, e graphia, scrivere), un modo di prendere appunti velocemente, e codificare, dal latino codex inteso come libro contenente leggi e regole, quindi per estensione regolamentare, ma non necessariamente nascondere.Insomma, basta guardare le etimologie per capire cosa significano i termini. Ah, e che Panda Rossa ha straragione... :) :) :)
          • Nome e dove scrive:
            Re: La criptografia

            Quindi fino a che non lo hai ricostruito con la
            chiave, il testo in chiaro e'
            nascosto.Ecco l'ennesima caxxata sparata dal solito. Il testo in chiaro (plaintext) non è nascosto sotto al tappeto, ma è appunto CIFRATO e l'azione del "cifrare" produce il testo cifrato (ciphertext) e non testo nascosto (hiddentext?). Il plaintext è cifrato e NON è nascosto come dici tu coccobello.Se il ciphertext fosse nascosto dovresti solo trovarlo, ovunque esso sia. Ma sai benissimo dove sta'. Sotto ai tuoi occhi. Solo che per ricostruire il plaintext ti serve sapere quale cifrario (cipher) e quale la chiave (key) sono stati usati per crearlo.Un concetto che per te è sicuramente inarrivabile da concepire... è che ogni chiave è giusta. Un cifrario è una funzione di permutazione che cifra basandosi su due input: una chiave e il plaintext. Se hai mai letto un libro saprai che è la funzione Ek(P) ..come viene descritta. Quindi nella <i
            funzione inversa di Ek(P) </i
            (chissà se capisci che significa "decifrare") ogni chiave è giusta con ogni tipo di ciphertext di input, solo che l'output potrebbe non essere ciò che ti aspetti. Qualunque chiave usi è sempre un output valido relativamente ai suoi input. Il plaintext non è "nascosto" dalla chiave, ma è permutato in base ad essa. Ti potrebbe capitare di ottenere due ciphertext uguali che però decifrati con la rispettiva chiave "corretta" diano due plaintext come output che sono diversi ma entrambi corretti. Come faceva lo stesso ciphertext a "nascondere" due plaintext diversi ma entrambi corretti? Facile: non "nascondeva" niente. Anche la chiave non "nasconde" niente, è solo un pezzo di informazione mancante che determina il funzionamento delle permutazioni. Sebbene entrambe le informazioni (key, ciphertext) siano richieste, è la prima che decide come funzionerà la permutazione e che quindi decide come è <s
            "nascosto"LOL </s
            permutato il plaintext all'interno del ciphertext. Non c'è niente di nascosto nella crittografia. Solo la chiave deve essere tenuta criptata (cioè "tenuta nascosta", altrimenti non serve a niente... sarebbe come codificare in base64 dove chiunque può decodificare il testo codificato conoscendo l'algoritmo). Che poi alcuni dicano "questo documento è importate ed è da tenere sotto chiave/nascosto" (nascosto=criptato... e ovviamente la chiave del baule non è pubblicamente disponibile) e abbiano erroneamente tradotto il concetto in "un testo sotto chiave è criptato" è possibile, ma SBAGLIATO. Il testo non è criptato, il testo non è nascosto, ma cifrato.
          • panda rossa scrive:
            Re: La criptografia
            - Scritto da: Nome e dove
            Il testo non
            è criptato, il testo non è nascosto, ma
            cifrato. :-o :-o :-o :-oOk hai ragione.Stai meglio adesso?Un mare di inutili parole per sviare il punto focale del discorso.SICUREZZA = LINUXINSICUREZZA = ALTRI SISTEMI
          • Glottologo scrive:
            Re: La criptografia
            - Scritto da: panda rossa
            Ok hai ragione.No non ha ragione ma chissenefrega!
            Un mare di inutili parole Appunto e stai pure a rispondergli?
      • lorenzo scrive:
        Re: La criptografia
        Lo dici come se quell'encicplodia fosse una fonte a prova di errore e/o l'unica fonte del sapere disponibile ( anche se in questo caso probabilmente ha ragione ) .Nei libri che ho a disposizione sugli algoritmi crittografici essi sono appunto chiamati crittografici , su nessuno sono definiti criptografici , anche se ammetto che a volte viene usato criptato (mai criptografato ) come sinonimo di crittografato , per questo criptografia per quanto possa essere corretta mi suona come un refuso .
        • panda rossa scrive:
          Re: La criptografia
          - Scritto da: lorenzo
          Lo dici come se quell'encicplodia fosse una fonte
          a prova di errore e/o l'unica fonte del sapere
          disponibile ( anche se in questo caso
          probabilmente ha ragione )
          .Trattasi della Treccani.Ma posso citare anche:http://www.pc-facile.com/glossario/criptografia/http://dizionari.repubblica.it/Italiano/C/criptografia.phphttp://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/c/criptografia.aspx?query=criptografiahttp://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/C/criptografia.shtmlTi bastano?
          Nei libri che ho a disposizione sugli algoritmi
          crittografici essi sono appunto chiamati
          crittografici , su nessuno sono definiti
          criptografici , anche se ammetto che a volte
          viene usato criptato (mai criptografato ) come
          sinonimo di crittografato , per questo
          criptografia per quanto possa essere corretta mi
          suona come un refuso.Puo' suonarti anche sbagliato, ma sono sinonimi.
          • lorenzo scrive:
            Re: La criptografia
            Visto che ci sei ... mi metti un link ad un testo scientifico/ingegneristico che usi il termine ?
          • Glottologo scrive:
            Re: La criptografia
            che discussione del menga!Il punto è che etimologicamente deriva da "kryptos" (cioè κρυπτός in greco) che significa ne più ne meno che "nascosto" e "segreto" in senso lato.Quindi dire criptografia è esattamente come dire crittografia.La "t" per motivazioni puramente foniche ha sostituito la "p" col passare del tempo ma sono sinonimi (e nessuno dei due è errore).Mi pare assai semplice e mi pare assai poco utile farci sopra una discussione che non porta da nessuna parte.
          • rockroll scrive:
            Re: La criptografia
            Quindi dire criptografia è esattamente come dire crittografia.La 't' per motivazioni puramente foniche ha sostituito la 'p' col passare del tempo ma sono sinonimi (e nessuno dei due è errore). Quindi secondo te dire "porta aperta" o "XXXXX apetta" come comunemente si pronuncia in Trinacria per una motivazione puramente fonica sarebbe esattamente la stessa cosa?Veramente XXXXX è l'apertura anteriore dei pantaloni da uomo, e apetta è il diminuitivo di ape.
          • panda rossa scrive:
            Re: La criptografia
            - Scritto da: rockroll
            <i
            Quindi dire criptografia è esattamente come
            dire
            crittografia.
            La 't' per motivazioni puramente foniche ha
            sostituito la 'p' col passare del tempo ma sono
            sinonimi (e nessuno dei due è
            errore). </i


            Quindi secondo te dire "porta aperta" o "XXXXX
            apetta" come comunemente si pronuncia in
            Trinacria per una motivazione puramente fonica
            sarebbe esattamente la stessa
            cosa?Lo hai detto tu: "si pronuncia".Qui non stiamo mica discutendo la pronuncia, ma la scrittura.Vai in trinacria a leggere come scrivono "XXXXX apetta" e vedrai spuntare come per magia delle erre nella parola scritta.
          • panda rossa scrive:
            Re: La criptografia
            - Scritto da: lorenzo
            Visto che ci sei ... mi metti un link ad un testo
            scientifico/ingegneristico che usi il termine
            ?I testi scientifico/ingegneristici, per definizione, sono in inglese.Puoi trovare qualcosa per esempio qua:https://www.khanacademy.org/computing/computer-science/cryptography
          • lorenzo scrive:
            Re: La criptografia
            :) In realta' parecchi testi scientifici sono in tedesco e per alcune branche molti sono in giapponese , certo poi si trovano le traduzioni di quasi tutti ( quasi ) .Ora pero' che sia corretto o no il termine , fare riferimento a testi in una lingua diversa da quella di cui si discuteva che senso ha ?
          • panda rossa scrive:
            Re: La criptografia
            - Scritto da: lorenzo
            :) In realta' parecchi testi scientifici sono in
            tedesco e per alcune branche molti sono in
            giapponese , certo poi si trovano le traduzioni
            di quasi tutti ( quasi )
            .
            Ora pero' che sia corretto o no il termine , fare
            riferimento a testi in una lingua diversa da
            quella di cui si discuteva che senso ha
            ?Nessuno.La questione e' di lana caprina.Una volta verificato da dozzine di dizionari che i due termini sono sinonimi, non ha alcun senso andare a cercare quale delle forme e' maggiormente usata nei documenti tecnici, visto che i documenti tecnici sono scritti in altre lingue.
          • lorenzo scrive:
            Re: La criptografia
            Quindi non esistono i documenti tecnici in italiano :) buono a sapersi , quelli che ho in biblioteca devono essere esemplari unici rarissimi di valore immenso .
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