IWA/HWG in EuroAccessibility

Ufficiale


Venezia – L’International Webmasters Association / HTML Writers’ Guild (IWA/HWG) ha sottoscritto oggi la lettera d’intenti di EuroAccessibility, compiendo l’ultimo passo per l’ingresso nel consorzio EuroAccessibility attraverso IWA Italy , dove risiede anche il coordinamento Europeo, Medio Oriente ed Africa per IWA/HWG.

“IWA/HWG – si legge in una nota – porta all’interno del consorzio EuroAccessibility la sua presenza in rappresentanza di decine di migliaia di sviluppatori del web, l’esperienza nel campo dei corsi online utilizzati per accrescere conoscenza e competenza dei soci su argomenti come l’accessibilità, nonché l’esperienza acquisita come W3C Member operante in diverse aree, come ad esempio lo sviluppo delle generazioni future del linguaggio HTML e la creazione delle linee guida WAI. IWA/HWG è rappresentata formalmente nel consorzio da IWA Italy, ospitante il coordinamento per l’Europa, Medio Oriente ed Africa, che tra gli altri successi ha partecipato alla stesura delle proposte normative che riconoscono il lavoro del W3C/WAI come base su cui fondare i requisiti di accessibilità italiana, come tra l’altro richiesto dal programma e-Europe”.

“I rappresentanti di IWA/HWG – continua la nota – parteciperanno a EuroAccessibility in diversi settori di attività, supportando l’obiettivo di armonizzazione delle normative, accertandosi che il lavoro di EuroAccessibility e del W3C/WAI venga ampiamente riconosciuto a tutti i livelli in Europa”.

Il Consorzio EuroAccessibility , nato nell’aprile del 2003, ora conta 25 organizzazioni di nazionalità europea.

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  • Anonimo scrive:
    E i dati in transito?
    Se voglio informazioni su un soggetto gli intercetto semplicemente i dati trasmessi e ricevuti in Internet.Ora mi leggero' la legge completa, voglio vedere se hanno messo le modalita' di gettare documenti con contenuti sensibili. Dopo tutte queste imposizioni, alcune assurde alcune giuste, devono aver necessariamente regolato anche il metodo di distruzione documenti.Paranoie a parte, nella legge si richiede competenza e professionalita'. Il paradosso e' che la legge sembra scritta da incompetenti. O fa parte, come paiono le ultime leggi da un po' di tempo a questa parte, di un progetto che mira a togliere di mezzo le aziende piu' piccole ed economicamente meno dotate in favore delle grandi, obbligandole ad adeguarsi in tempi velocissimi a regole che comportano ingenti spese.
  • Anonimo scrive:
    Outlook
    cioè tutti quelli che usano outlook express con una rubrica di email non potranno più collegarsi ad internet.(sarebbe anche una buona cosa)
  • Anonimo scrive:
    Di cosa stiamo parlando? codice privacy
    mi sembra che le idee siano piuttosto confuse e pertanto, prima di tutto vi consiglio di fare un salto qui http://www.studiocelentano.it/codici/privacy/1.htmdove trovate il codice commentato e spiegato. le regole devono servire a garantire i diritti/doveri delle persone e in questo caso i diritti sono la tutela di informazioni (sensibili) che riguardano la persona; i doveri sono le misure minime che devono essere adottate da chi tratta quelle informazioni, per garantirne la riservatezza, disponibilita', integrita'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Di cosa stiamo parlando? codice priv
      cicciose non argomenti la tua sembra solo pubblicita'
    • Anonimo scrive:
      Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
      ciccio, guarda che qui nessuno è fesso: se vuoi farti pubblicità gratis, ci sono tanti altri modi per farlo, e soprattutto lo puoi fare senza coprirti di ridicolo.Le problematiche toccate nell'articolo riguardano per il 99% l'ALLEGATO B, il disciplinare tecnico: peccato che riguardo all'allegato B) tu non abbia fatto nemmeno un nemmeno un commento. E perchè ? Dimenticanza ? Ignoranza ? Quindi prima di farti portatore del Verbo, rileggiti meglio l'articolo, commenta l'allegato B) e poi ne riparliamo. Il fatto che in sede di prima applicazione di una legge ci siano dubbi interpretativi e punti di vista differenti, è ovvio e giusto, e nessuno ha il diritto di bollare come poco preparati o "con poca chiarezza" i partecipanti a questa discussione. Per cortesia cerchiamo di non far ridere i polli, che accà nisciuno è fesso.Un cordiale saluto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Di cosa stiamo parlando? codice priv
        cosa sarebbe coda di paglia la tua risposta ???non ho niente a che vedere con il link che ho scritto e il motivo per cui l'ho segnalato, e' perche' mi sembrava che in diversi thread che si facesse confusione sulle tematiche di discussione e pertanto, ho ritenuto opportuno segnalare questo link !se ne hai di meglio fatti sotto, segnalali e potranno contribuire alla discussione !se stai cercando di fare censura alle opinioni, visto che oggi va molto di moda in italia ad iniziare dai nostri politici/tv pubblica direi di farti indietro e di andare in mozambico (con tutto il rispetto) !
        • Anonimo scrive:
          Re: Di cosa stiamo parlando? codice priv
          Come ti ho già detto, il fatto che ci sia una certa confusione alla vigilia dell'andata in onda di una nuova legge è una cosa assolutamente ovvia e comprensibile.Nessun problema a segnalare link, basta però che i link siano in tema: se l'articolo verte tutto sull'allegato B), mi spieghi che senso ha segnalare un sito che non fornisce nessun commento all'allegato B) ? Ce lo puoi spiegare, per cortesia ?Se poi l'hai fatto in buona fede e non sai che cosa rispondere, questo scambio di opinioni non è stato vano: almeno è servito a evidenziare che il sito segnalato non c'entra un piffero con il tema dell'articolo.Stammi bene
          • Anonimo scrive:
            Re: Di cosa stiamo parlando? codice priv
            evidentemente quello confuso sei proprio tu, in quanto l'articolo fa riferimento a (proprio vicino a dove ci sono i forum):Titolo V: SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMICAPO I: MISURE DI SICUREZZAda art. 31 a 36 compresie il link era diretto a questa parte di articolo ben commentato come vedi !poi ad articolo inoltrato si cita anche il "disciplinare tecnico allegato". e con questo direi che da parte mia, il thread e' consluso ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
      ma qui siamo alla follia pura !! Ho cliccato sul commento realtivo all'articolo 32, e mi è apparsa una finestra alla fine della quale c'è un banner che mi ha portato a un sito di modelle e transessuali, con tanto di dialer allegato. Roba da denuncia e reclusione perpetua.Cose da pazzi ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
        E come se non bastasse poi ti si riempie il video di banner pubblicitari !!!!!! Da ridere per non piangere
        • Anonimo scrive:
          Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
          MI sa che chi è prevenuto con studiocelentano sei proprio tu, caro utente non registrato! ...l'hai letto almeno l'articolo di Iaselli? Hai visto che è effettivamente relativo alle misure di sicurezza o no? e adesso per favore l'intelligenza ti dovrebbe portare a chiedere scusa, senza andare in giro a guardare siti pornografici! :)A me sia quello della Frediani sia quello del Iaselli sembrano articoli scritti bene e ovviamente di prima lettura della normativa...nulla di più... poi criticare criticare urlare urlare fa ormai parte del costume della nostra società e forse aiuta a sentirsi più bravi...chissà...o sarà solo invidia?bye! Andrea
          • Anonimo scrive:
            Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
            E chi ha mai detto che l'articolo della Frediani è scritto male ? Che cosa ti fa pensare che abbia detto o implicato qualcosa di simile ? Nelle mie osservazioni sono sempre stato molto preciso e circostanziato.Okkio a no fare di ogni erba un fascio.Buona serata
          • Anonimo scrive:
            Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
            a me iaselli piace. seguo anche studiocelentano.it e per me il commento di iaselli è fatto bene. per chi non seguisse quegli aggiornamenti ricordo che che il commento al codice è diviso in parti (articoli). a fine anno dovrebbe esserci tutto: ed il giorno dopo entra in vigore il codice. premessa l'idoneità della,,, operazione, se mi è consentito, *commerciale*, non vedo che ca**o c'entrano i banner eros. intendo dire, onde evitare ogni dubbio, che cacchio c'entra ogni disquisizione IN MERITO alla opportunità, o meno, di promuovere banner che puntano a siti eros o dialer (per restare in tema, diceva brass,,, cosi fan tutti: msn, virgilio, yahoo, excite, altavista, supereva,,, ovvero un sito si discrimina da che banner espone? dai, non diciamo ca**ate anche in questa sede. c'è una discussione annosa e polemica in tema su questo forum dai tempi dei 709. ben vengano commenti in merito al codice della privacy, dunque ed agli scritti degli autori al commento. ma non continuiamo con la solita menata dei dialer. appare prima facie ben più promozionale la crociata anti dialer qui pubblicata che non i dialer stessi e tutte le povere vittime di bollette astronomiche iscritte al club mille seg*e. cà nisciun è fess. ed io manco.
      • Anonimo scrive:
        Re: Di cosa stiamo parlando? codice privacy
        - Scritto da: Anonimo
        ma qui siamo alla follia pura !! Ho cliccato
        sul commento realtivo all'articolo 32, e mi
        è apparsa una finestra alla fine della quale
        c'è un banner che mi ha portato a un sito di
        modelle e transessuali, con tanto di dialer
        allegato. Roba da denuncia e reclusione
        perpetua.
        Cose da pazzi ...denuncia a chi (garante?) e reclusione per cosa (le stron*ate che scrivi?) . bleah
  • Anonimo scrive:
    E con i dati in locale come la mettiamo
    E con i dati in locale come la mettiamo ?Un caso molto frequente è costituito da dati pesonali e/o sensibili memorizzati in locale, sull'hard disk di un singolo PC, che magari è stand-alone (non in rete).Se sul PC in questione gira Windows 95 o 98 (e ce ne sono ancora in giro a migliaia), il meccanismo di autenticazione è facilmente bypassabile, nel senso che posso accedere ai dati locali senza dover inserire una user-id (e tantomeno una password).Quindi strettamente parlando è possibile accedere ai dati senza doversi autenticare. Quindi strettamente parlando tale modalità di accesso è fuorilegge.Vorrei sapere dall'autrice dell'articolo se tale interpretazione è corretta o meno, ed eventualmente quali sono le opzioni percorribili, da un punto di vista tecnologico e/o organizzativo, per sanare la situazione.Grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: E con i dati in locale come la metti
      direi che hai sostanzialmente ragione quando dici che l'uso di win95/98 e' illegale per la custodia di dati sensibili in locale, ma forse la custodia in locale (su una macchina client) non e' contemplata neppure per altri sistemi operativi. infatti, ad esempio, deve essere limitata anche la possibilita' di accedere fisicamente alla macchina che custodisce i dati.
      • Anonimo scrive:
        Re: E con i dati in locale come la metti
        non ho trovato nessun punto del D.Lgs. 196/2003 dove si faccia distinzione tra server e client, quindi direi che la memorizzazione in locale non risulta esclusa. Tanto più che la distinzione tra "locale" e "remoto", tra client e server è abbastanza labile e sfuggente. Ti faccio un esempio: inizialmente memorizzo dei dati personali sul mio hard disk, quindi i dati sono in locale. Poi però condivido la directory dove sono contenuti i dati personali con un mio collega: quello che per me è locale, per lui è remoto; quello che per me è su client, per lui risulta su "server" (si può sempre essere "server" di qualcuno). Per farla breve, posto che non ho trovato da nessuna parte il divieto di memorizzare i dati su client, mi chiedo quanto segue: se il PC client lo chiudo sotto chiave in una stanzetta, e con una policy di sicurezza dico che alla stanzetta e al PC ivi contenuto può accedere solo Valentina Frediani, a me sembra un accettabile livello di sicurezza, tuttavia applicando alla lettera la legge, non sono in regola. Quindi la mia domanda é: nello scenario che ho appena ipotizzato, sono in regola oppure no non con le prescrizioni del D.Lgs. 196/2003 ???Grazie in anticipo.
        • Anonimo scrive:
          Re: E con i dati in locale come la metti
          ovviamente quello che dici di locale e remoto e' vero ! forse mi sono espresso in modo troppo sintetico. quando parlo di server e di client intendo ad esempio la centralizzazione dei servizi oppure l'autonomia del personale nel gestire ad esempio il backup delle informazioni, la formazione degli operatori che devono trattare i dati sensibili (rispettando le misure minime), dove per misure minime del trattamento si intendono tutte le misure necessarie (organizzative, legali, tecnologiche). in un'architettura client/server si possono introdurre ad esempio:1) policy per la gestione degli utenti attraverso dei profili (autenticazione) che permettano la condivisione delle informazioni anche sensibili a incaricati (con lettera)2) centralizzazione del backup e verifica delle informazioni salvate da parte dell'amministratore di sistema (ad esempio)in ogni caso, tutte queste regole devono essere descritte e implementate nel DPS.
          • Anonimo scrive:
            Re: E con i dati in locale come la metti
            Ti ringrazio delle considerazioni di carattere generale. Tuttavia la mia domanda era (e rimane) molto specifica:se il PC client con su Windows 98 e la password del BIOS attivata lo chiudo sotto chiave in una stanzetta, e con una policy di sicurezza dico che alla stanzetta e al PC ivi contenuto può accedere solo Valentina Frediani, a me sembra un accettabile livello di sicurezza, tuttavia applicando alla lettera la legge, non sono in regola. Quindi la mia domanda é: nello scenario che ho appena ipotizzato, sono in regola oppure no non con le prescrizioni del D.Lgs. 196/2003 ??? Sono in regola oppure no ? A domanda specifica, chi è in grado, please risposta specifica. Grazie anticipatamente
          • warrior666 scrive:
            Re: E con i dati in locale come la metti
            Per me la regola generale per verificare la validità è semplice, applicando tutte le misure di sicurezza che hai predisposto è possibile per qualcuno non autorizzato accedere ai dati in qualche modo, se la risposta è no sei a posto. Se esistono casistiche che ti portano a rispondere di no allora devi definirle ed implementare un ulteriore livello di sicurezza integrativo dei precedenti. ps. ma se il computer nella stanzetta è isolato dal resto del mondo di chi è client? se è in rete ha delle risorse condivise? Sono protette da un'accesso non autorizzato?
  • KCM scrive:
    Mancano troppe cose!!!
    Manca l'educazione alla sicurezza!Manca personale preparato!Mancano soldi!Manca tempo!Manca voglia!Mancano aziende in grado di fornire consulenze a prezzi ragionevoli!Manca la sensibilità per capire la necessità di investimenti a lungo termine nel campo della produzione .... figuriamoci in quello della sicurezza dei dati!Mancano i controllori delle norme!Manca la capacità giudiziaria di infliggere sanzioni!Manca la capacità di fare leggi chiare e precise!Mancano la preparazione e l'intelligenza necessarie a capire come affrontare il problema tutela dei dati!Manca la volontà di affrontare realmente il problema!Il risultato sarà:soldi e tempo buttati, quasi nessun effetto pratico, molti faranno quello che vorranno, qualche sfortunato finirà (forse) sul banco degli imputati ..... in attesa di nuove norme più intelligenti e più applicabili ..... FORSE!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Mancano troppe cose!!!
      Che manchino tante cose mi sembra fuori di dubbio. Che le misure di sicurezza prescritte siano poco intelligenti e poco applicabili, non ne sarei così sicuro. Tieni presente che i controlli sono e saranno sempre più capillari (aiutati dalla Guardia di Finanza e dall Polizia Postale) e approfonditi, e le sanzioni hanno cominciato a fioccare sia per il pubblico che per il privato, e vedrai che quando la gente viene toccata nel portafoglio o nella credibilità personale, magicamente come per incanto tante cose cominceranno ad essere a disposizione: budget, persone, progetti, interesse aziendale, corsi di formazione. Magicamente, come per incanto.
      • KCM scrive:
        Re: Mancano troppe cose!!!
        - Scritto da: Anonimo
        Che manchino tante cose mi sembra fuori di
        dubbio. Che le misure di sicurezza
        prescritte siano poco intelligenti e poco
        applicabili, non ne sarei così sicuro.

        Tieni presente che i controlli sono e
        saranno sempre più capillari (aiutati dalla
        Guardia di Finanza e dall Polizia Postale) e
        approfonditi, e le sanzioni hanno cominciato
        a fioccare sia per il pubblico che per il
        privato, e vedrai che quando la gente viene
        toccata nel portafoglio o nella credibilità
        personale, magicamente come per incanto
        tante cose cominceranno ad essere a
        disposizione: budget, persone, progetti,
        interesse aziendale, corsi di formazione.
        Magicamente, come per incanto.Sicuramente in caso di sanzioni molte cose son destinate a modificarsi nel cervello di chi amministra un'azienda, cmq, io che per lavoro mi occupo di PC non ho ancora visto nulla di multe e controlli. Quando avverto un cliente sui rischi e sulle responsabilità inerenti privacy e tutele varie la risposta è sempre la solita..."costa troppo e poi non controllano mai nessuno!".Mi auguro quindi che tu abbia ragione sul futuro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Mancano troppe cose!!!

        disposizione: budget, persone, progetti,
        interesse aziendale, corsi di formazione.ottimista quindi
  • Anonimo scrive:
    Re: saranno anche oneri ma si DEVE fare
    E infatti non è IMPOSTA nessuna piattaforma e nessuna soluzione tecnica. L'utilizzo di smartcard e affini è una POSSIBILITA' che viene data, non un obbligo; se vuoi puoi andare avanti con la cara vecchia user-id e password, e sei perfettamente in regola con la legge. Chiaro ?
  • Anonimo scrive:
    Non vi pare di essere un po' esagerati?
    Voglio dire... tutti quei siti costruiti su php-nuke o roba simile dovranno chiudere?A me questa legge sembra follia pura.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non vi pare di essere un po' esagerati?
      E' la solita immensa stupidaggine all'europea: mi va anche bene usare autenticazione, password etc (che fa bene alle persone e alla salute), ma qui sembra che tutti i dati riservati siano pubblici in internet. Io non capisco perche' tutte queste manie di riservatezza, quando basterebbe punirte l'abuso di dati riservati e la divulgazione volontaria. Io personalmente sono contrario alla privacy perche' e' utopica. L'unico modo per essere riservati e' non avere contatti con nessuno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non vi pare di essere un po' esagerati?
      scusa ma perché i siti costruiti con php-nuke dovrebbero chiudere ? Non ho capito che cosa c'entra. Mi fai capire ?Grazie e saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Non vi pare di essere un po' esagera
        i siti costruiti con php-nuke NON c'entrano un bel niente !! a meno che non servano a gestire dati sensibili, ma questo e' indipendente dalla tecnologia che si usa......la legge sulla privacy detta delle linee guida su come trattare i dati sensibili e per dati sensibili si intende quelli che sono definiti dalla legge: art. 4 TUP:d) ?dati sensibili?, i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche' i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale; esempio:se lavorate come dipendenti presso l'azienda A che e' un'azienda di produzione, questa vi potrebbe mandare periodicamente a fare delle analisi mediche ...... queste informazioni devono essere trattate con la riservatezza del caso, o volete far sapere a tutti i risultati delle vostre analisi??
        • Anonimo scrive:
          Re: Non vi pare di essere un po' esagera
          E infatti, mi sembrava che non c'entrasse un accidente, e la tua osservazione mi conforta. Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: Non vi pare di essere un po' esagera
          - Scritto da: Anonimo
          i siti costruiti con php-nuke NON c'entrano
          un bel niente !! a meno che non servano a
          gestire dati sensibili, ma questo e'
          indipendente dalla tecnologia che si
          usa......

          la legge sulla privacy detta delle linee
          guida su come trattare i dati sensibili e
          per dati sensibili si intende quelli che
          sono definiti dalla legge:

          art. 4 TUP:
          d) ?dati sensibili?, i dati personali idonei
          a rivelare l'origine razziale ed etnica, le
          convinzioni religiose, filosofiche o di
          altro genere, le opinioni politiche,
          l'adesione a partiti, sindacati,
          associazioni od organizzazioni a carattere
          religioso, filosofico, politico o sindacale,
          nonche' i dati personali idonei a rivelare
          lo stato di salute e la vita sessuale;
          .....Non è proprio cosìArt. 4.1a)"trattamento", qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l'ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, la consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati;Art. 4.1.b) "dato personale", qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale;Art. 4.1.c)"dati identificativi", i dati personali che permettono l'identificazione diretta dell'interessato;Si intendono con questa accezione i dati che consentono di correlare i ?Dati Personali? alle Persone ed Enti cui sono relativi; ad esempio, il numero di codice che permette di associare una determinata fattura al relativo Cliente. Art. 4.1.d)come da post precedente
  • Anonimo scrive:
    e chi non ha telecom?
    la domanda sorge spontanea! :o
  • Anonimo scrive:
    bureaucrazia/inutile
    semo in italia quindi
    • Anonimo scrive:
      Re: bureaucrazia/inutile
      Che si tratti SOLO di burocrazia non lo penso.E' una buona occasione per tutti d'iniziare (finalmente) a pensare in termini di sicurezza.Redigere il DPSS è un buon esercizio per familiarizzare con i sistemi di gestione dell'infosecurity.
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