La battaglia della genealogia online

In due si contendono i clienti


Roma – Una riesce a finire sui media e l’altra a suon di email non richieste si fa largo. Sono due delle più note attività online dedicate alle ricerche genealogiche.

La prima è quella dei Volontari della Chiesa di Jesus Christ of Latter-day Saints, che si occupano di tutto questo da tempo e che sostengono di disporre di 50 milioni di record, in pratica un mega-censimento realizzato in 17 anni di lavoro. E il loro sito è qui .

Ma tra i siti più attivi nel settore c’è anche Ancestry.org, accusato in queste ore di farsi pubblicità via spam. Se non è spam è sicuramente pop-up, molti pop-up… Chi vincerà tra i due contendenti?

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  • Anonimo scrive:
    Quanto è utile internet sul posto di lavoro?
    Ho lavorato per un breve tempo in una ditta della mia città in cui curavo il sito web.Ammetto che la distrazione (specie per chi *deve* lavorare su internet) sia tanta, però onestamente considero che sia giusto porre un limite.Dovrebbe essere consentito l'accesso ad alcuni siti, veramente utili, mentre gli altri possono essere disponibili solo durante la pausa. D'altronde se mi porto un giornale al lavoro e mi metto a leggerlo, come la prenderebbe il mio capo? Non posso certo lamentarmi perché mi controlla mentre svolgo (o dovrei svolgere) il mio lavoro!Quindi o si impongono dei filtri oppure dei sistemi di monitoraggio. Propenderei più per questa scelta, onestamente: talvolta capita che a metà giornata, fuori dalla pausa pranzo, ci sia bisogno di distrarsi una decina di minuti, quindi una navigazione *molto* salutaria in un sito può essere più che legittima, ma ovviamente entro certi limiti.Piuttosto: la scoperta del secolo che ha fatto Datamonitor, quanto diavolo sarà costata? :)Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto è utile internet sul posto di lavoro?
      - Scritto da: MaurizioB
      Dovrebbe essere consentito l'accesso ad
      alcuni siti, veramente utili...Non è detto che si possa stabilire a priori quali siano i siti veramente utili.
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanto è utile internet sul posto di lavoro?
        L'azienda (pubblica) per la quale lavoravo fino all'anno scorso ha una blacklist piuttosto efficiente, e l'accesso a molti siti "sconvenienti" e' efficacemente interdetto. Ma altri, altrettanto sconvenienti o anche di piu', sono comunque accessibili, e poi ci sono i web proxy anonimi. Mi chiedo quanto possa essere impermeabile qualunque sistema di controllo e limitazione di accesso.Personalmente trovo il moralismo sull'uso improprio di Internet abbastanza insopportabile, specialmente se viene non da dirigenti, ma da impiegati (gli stessi moralisti che magari usano il telefono aziendale per scopi privati non solo per emergenze e si mettono in malattia senza troppi scrupoli). C'e' gente che passa in ufficio 12 ore al giorno: non ci credo che lavori per tutte quelle ore neanche se lo vedo. Sicuramente una parte di quel tempo lo passano a ca@@eggiare o a farsi gli affari propri. Se molti usano Internet impropriamente, e' perche' in questa societa' malata e politicamente corretta la gente e' costretta a stare al lavoro per troppe ore (a volte del tutto inutilmente) solo per fare carriera o per non farsi notare da colleghi e capi come "lavativi". Quindi a un certo punto, non sapendo piu' che fare per riempire lo smisurato tempo che spendono in ufficio, vanno a vedersi un sito porno o programmano un viaggio prenotando treni e aerei. Non dico che sia commendevole, dico che e' umano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quanto è utile internet sul posto di lavoro?
      - Scritto da: MaurizioB
      Ho lavorato per un breve tempo in una ditta
      della mia città in cui curavo il sito web.
      Ammetto che la distrazione (specie per chi
      *deve* lavorare su internet) sia tanta, però
      onestamente considero che sia giusto porre
      un limite.Sbagliatissimo. La forza di internet è la sua libertà.
      Dovrebbe essere consentito l'accesso ad
      alcuni siti, veramente utili, mentre gli
      altri possono essere disponibili solo
      durante la pausa.E chi la stabilisce l'utilità ??? E' la serietà del lavoratore stesso, che dovrebbe imporgsi delle regole, quello che conta. Se un lavoratore, invece di svolgere i propri compiti si distrae gironzolando per i siti... sicuramente troverà un'altra forma di distrazione quando troverà dei limiti nell'uso di internet.
      D'altronde se mi porto un
      giornale al lavoro e mi metto a leggerlo,
      come la prenderebbe il mio capo?Ecco infatti un esempio.
      Quindi o si impongono dei filtri oppure dei
      sistemi di monitoraggio.I filtri proprio no... non stiamo trattando con i bambini, ma con persone responsabili che sanno quello che fanno. Comunque anche nel monitoraggio ci sono dei lati negativi e delicati, come la gestione della privacy.
      Propenderei più per
      questa scelta, onestamente: talvolta capita
      che a metà giornata, fuori dalla pausa
      pranzo, ci sia bisogno di distrarsi una
      decina di minuti, quindi una navigazione
      *molto* salutaria in un sito può essere più
      che legittima, ma ovviamente entro certi
      limiti.Si, ma non regolati elettronicamente: dovrebbe esistere il buon senso.Ciaooooo
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