Lavorare a Google, oltre il mito di Google

La maggior parte dei laureati in economia e ingegneria busserebbero alle porte di Google. Entrate - dicono i "sedotti e delusi" - e scoprirete che lavorarci è un'altra cosa

Roma – Un’indagine di Universum ha raccolto le preferenze di 160mila studenti formatisi in discipline economiche o ingegneristiche e in cerca di lavoro, creando una classifica delle aziende più agognate . Più desiderato è un posto di lavoro, più chi offre quel posto di lavoro può permettersi di migliorare la selezione, circondandosi dei migliori talenti disponibili sul mercato mondiale e, potenzialmente, accrescendo la propria influenza sul mondo di domani.

Leggendo i risultati, nessuna sorpresa: Google conquista il primo posto per entrambi i settori. Dal secondo posto in poi i due comparti mostrano, invece, un diverso rapporto col mondo del lavoro IT: gli “economisti” inseriscono nella top ten solo Microsoft e Apple (sesto e nono posto), mentre i colleghi ingegneri manifestano una spiccata preferenza per il settore tecnologico (IBM, Microsoft, Intel, Sony, Apple). Le cose sembrano essere molto diverse da come si presentavano solo tre anni fa : se saranno diverse realmente è ancora tutto da verificare, mentre resta intatta quella sorta di “aura soprannaturale” che caratterizza l’immaginario del lavoro per Google.

Oltre ai commenti affascinati ed entusiasti di chi ha avuto la possibilità di visitare la sede di Mountain View, il Web è invaso di dichiarazioni d’amore senza riserve da parte di Googler ( alcune più oggettive , altre pervase da un entusiasmo senza limiti, che va dal menù della mensa ai campi di pallavolo, fino all’attenzione riservata all’ecosostenibilità) che lo descrivono come un luogo a metà tra il nostrano Paese dei Balocchi e il più celebre Paese delle Meraviglie di Alice (quella di Lewis Carroll), dove poter dare libero sfogo alla propria creatività e al proprio talento, dove poter fare nuove amicizie, dove poter avere a disposizione ottimo cibo gratuitamente, dove poter sperimentare diversi tipi di sport, dal nuoto al tennis e dove, incidentalmente, ogni tanto lavorare e produrre output.

Techcrunch permette di riportare un po’ tutti sul pianeta Terra e la discussione su argomenti più vicini alla realtà: esistono – ebbene sì – persone che si sono licenziate da Google , esistono persone che raccontano i problemi a Google, che sono problemi diffusi e comuni a moltissime altre aziende, come una retribuzione non adeguata al ruolo o al lavoro svolto o, ancora, un processo di selezione eccessivamente lungo.

Visto da qui, Google non assomiglia al paradiso e neanche all’inferno . Aveva sicuramente ragione Luca De Biase : “un mito che prima o poi diventa un posto di lavoro”.

Elsa Pili

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