Lindows: il passato condannerà Microsoft

Lindows farà leva sulla sentenza di una vecchia causa fra Apple e Microsoft per dimostrare con più forza la genericità del termine Windows. A metà tra rivendicazione, boutade e tattica processuale
Lindows farà leva sulla sentenza di una vecchia causa fra Apple e Microsoft per dimostrare con più forza la genericità del termine Windows. A metà tra rivendicazione, boutade e tattica processuale


Seattle (USA) – La disputa legale sul marchio “windows” che vede contrapposte Lindows e Microsoft sembra destinata a protrarsi per un periodo di tempo ben più lungo del previsto. Dopo che lo scorso mese Microsoft è riuscita a far respingere dal giudice federale l’istanza di giudizio sommario chiesto da Lindows, e ottenere così un posticipo del processo al 7 aprile, la Corte Distrettuale di Seattle ha ora fissato un nuovo rinvio al primo di dicembre.

Il tribunale ha infatti ritenuto necessario concedere a entrambe le parti in causa il tempo sufficiente per presentare ed esaminare nuova documentazione oltre a quella, già sostanziosa, presentata agli atti nelle scorse settimane.

Lindows, in particolare, ha espresso l’intenzione di presentare come prove a carico i documenti di un vecchio caso, risalente al 1992, in cui Apple accusò Microsoft di aver “scopiazzato”, nel suo Windows, le finestre ed altri elementi dell’interfaccia grafica del Mac OS su cui la casa della mela rivendicava la proprietà intellettuale. Il colosso di Bill Gates riuscì a difendersi con successo sostenendo che questi elementi erano già stati utilizzati da altre aziende prima di Apple, fra cui Xerox.

Una vittoria, quella di 11 anni fa, che per Microsoft rischia ora di trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Lindows tenterà infatti di utilizzare gli argomenti che Microsoft presentò all’epoca in propria difesa per rafforzare la tesi secondo cui “windows” è un termine generico e di uso comune e, di conseguenza, non rivendicabile come marchio.

“Noi ci aspettiamo che questi documenti includano le dichiarazioni di dozzine di testimoni, trascrizioni del processo ed altre prove che Microsoft presentò per dimostrare che lo sviluppo dei sistemi a finestre iniziò fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, prima che Apple e Microsoft sviluppassero i propri”, ha affermato Daniel Harris, consulente legale di Lindows. “Ci aspettiamo anche di ricevere altri documenti che facciano luce su come Microsoft abbia ottenuto il marchio “windows” dopo che l’United States Patent and Trademark Office ha ripetutamente rifiutato la registrazione perché riteneva il termine troppo generico”.

La causa legale fra Lindows e Microsoft ha avuto inizio nel dicembre del 2001, quando il big di Redmond accusò la piccola start-up di San Diego di infrangere, con il nome “Lindows”, il copyright sul marchio “windows”. Due sentenze successive diedero ragione a Lindows e respinsero la richiesta d’ingiunzione avanzata da Microsoft. Forte delle due recenti vittorie, e armata delle argomentazioni del giudice John C. Coughenour sulla “debolezza” del marchio di Microsoft, lo scorso anno l’azienda californiana è passata all’attacco con l’intento di dimostrare, una volta per tutte, che nessuno può rivendicare l’esclusiva proprietà del termine “windows”. Una guerra.

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05 03 2003
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