Lindows: il passato condannerà Microsoft

Lindows farà leva sulla sentenza di una vecchia causa fra Apple e Microsoft per dimostrare con più forza la genericità del termine Windows. A metà tra rivendicazione, boutade e tattica processuale


Seattle (USA) – La disputa legale sul marchio “windows” che vede contrapposte Lindows e Microsoft sembra destinata a protrarsi per un periodo di tempo ben più lungo del previsto. Dopo che lo scorso mese Microsoft è riuscita a far respingere dal giudice federale l’istanza di giudizio sommario chiesto da Lindows, e ottenere così un posticipo del processo al 7 aprile, la Corte Distrettuale di Seattle ha ora fissato un nuovo rinvio al primo di dicembre.

Il tribunale ha infatti ritenuto necessario concedere a entrambe le parti in causa il tempo sufficiente per presentare ed esaminare nuova documentazione oltre a quella, già sostanziosa, presentata agli atti nelle scorse settimane.

Lindows, in particolare, ha espresso l’intenzione di presentare come prove a carico i documenti di un vecchio caso, risalente al 1992, in cui Apple accusò Microsoft di aver “scopiazzato”, nel suo Windows, le finestre ed altri elementi dell’interfaccia grafica del Mac OS su cui la casa della mela rivendicava la proprietà intellettuale. Il colosso di Bill Gates riuscì a difendersi con successo sostenendo che questi elementi erano già stati utilizzati da altre aziende prima di Apple, fra cui Xerox.

Una vittoria, quella di 11 anni fa, che per Microsoft rischia ora di trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Lindows tenterà infatti di utilizzare gli argomenti che Microsoft presentò all’epoca in propria difesa per rafforzare la tesi secondo cui “windows” è un termine generico e di uso comune e, di conseguenza, non rivendicabile come marchio.

“Noi ci aspettiamo che questi documenti includano le dichiarazioni di dozzine di testimoni, trascrizioni del processo ed altre prove che Microsoft presentò per dimostrare che lo sviluppo dei sistemi a finestre iniziò fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, prima che Apple e Microsoft sviluppassero i propri”, ha affermato Daniel Harris, consulente legale di Lindows. “Ci aspettiamo anche di ricevere altri documenti che facciano luce su come Microsoft abbia ottenuto il marchio “windows” dopo che l’United States Patent and Trademark Office ha ripetutamente rifiutato la registrazione perché riteneva il termine troppo generico”.

La causa legale fra Lindows e Microsoft ha avuto inizio nel dicembre del 2001, quando il big di Redmond accusò la piccola start-up di San Diego di infrangere, con il nome “Lindows”, il copyright sul marchio “windows”. Due sentenze successive diedero ragione a Lindows e respinsero la richiesta d’ingiunzione avanzata da Microsoft. Forte delle due recenti vittorie, e armata delle argomentazioni del giudice John C. Coughenour sulla “debolezza” del marchio di Microsoft, lo scorso anno l’azienda californiana è passata all’attacco con l’intento di dimostrare, una volta per tutte, che nessuno può rivendicare l’esclusiva proprietà del termine “windows”. Una guerra.

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  • Anonimo scrive:
    Le buone vecchie pile
    A decidere il successo di questa tecnologia saranno probabilmente le considerazioni di usabilità, fatte dai compratori dei primi modelli. Proviamo allora a pensare a come si useranno queste fuel cell.Posso sbagliarmi, ma dal punto di vista dell'utilizzo dovrebbero essere pressoché indistinguibili dalle vecchie pile usa e getta con cui alimentiamo ad esempio i walkman o le radioline portatili.La novità di avere dei PC a pila ci dà sia vantaggi che svantaggi. Un vantaggio è che si potrà stare in giro con il portatile per parecchio tempo lontano dalla presa di corrente. Basterà portarci dietro abbastanza batterie di ricambio (speriamo siano piccole!). Per contro ora non si può essere mobili per più di 4 o 5 ore.Uno svantaggio è che avendo finito le batterie di scorta e trovandomi in un luogo dove non posso comprarne altre, potrò usare il portatile solo attaccato alla rete elettrica, di fatto immobilizzandolo.Sarebbe utile una soluzione ibrida, in cui possa decidere se alimentare il PC a pila (lasciatemi chiamare così le fuel cell) o con la batteria ricaricabile. Se i contatti dei due dispositivi fossero compatibili, il gioco sarebbe fatto.Dovendo scegliere, dopo anni d'uso del portatile, opterei comunque per la soluzione tradizionale della batteria ricaricabile, visto che solo raramente mi è capitato di rimanere a secco in situazioni dove mi sarebbe stato necessario continuare a lavorare. Inoltre è un po' una scocciatura doversi preoccupare di avere abbastanza batterie di scorta.Però se l'opzione di avere sia la batteria ricaricabile sia la pila non costasse troppo, allora la prenderei decisamente in considerazione. Bye!
    • avvelenato scrive:
      Re: Le buone vecchie pile
      a quanto ho capito io la fuel cell è incorporata e pesa 900grammi (forse è come una batteria abbastanza pesa) e le ricariche pesano 60 o 120 grammi
  • Anonimo scrive:
    Non avete capito niente!
    Primo: le celle a combustibile sono la fonte di energia del futuro. Le famose auto all'idrogeno sarebbero auto elettriche mosse da una cella a combustibile, che, nel trasformare l'idrogeno o un suo composto in energia elettrica+calore+acqua, inquina pochissimo rispetto ad un motore a scoppio.Secondo: Le auto elettriche mai e poi mai si ricaricherebbero attaccandole alla presa di casa: le batterie sono costosissime e ingombranti, l'autonomia e' ridicola.Terzo: Da anni si fa ricerca sulle celle a combustibile per sostituirle alle batterie convenzionali. Infatti hanno rendimenti molto superiori, mentre la tecnologia delle batterie ormai sembra arivata al capolinea. Abbiamo milioni di congegni elettrici o elettronici che hanno bisogno di batterie pesantissime che si scaricano in fretta, e non si riesce a fare di meglio per quella via.Quarto: Finora il problema era nelle dimensioni delle celle, quindi bisognerebbe essere felici del fatto che si sia riusciti per la prima volta a metterle in un portatile. La tecnologia delle celle e' quella che dovrebbe portarci fuori dagli angusti spazi di autonomia delle batterie convenzionali, che mi pare assicurino per un portatile gia' minore autonomia di queste prime fuel cells.Certo, per ora il mercato saraì' magari ristretto ad una nicchia... pero' forse non e' lontano il giorno in cui i portatili avranno lunghe autonomie, le auto saranno ad idrogeno, la macchina fotografica digitale non si scarichera' ogni venti minuti, Aibo potra' trotterellare per piu' di mezz'ora, ecc. ecc.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Non avete capito niente!
      Parole sante, la dipendenza dal pretrolio passa proprio da qua.Le pile a combustibile sono il futuro, non è una frase fatta. Il problema è che ci sono interessi ENORMI che hanno sempre prevenuto il loro sviluppo (la ricerca costa), pensate che c'è chi vuole fare delle guerre pur di mantenere il dominio delle "sette sorelle".- Scritto da: Anonimo
      Primo: le celle a combustibile sono la fonte
      di energia del futuro. Le famose auto
      all'idrogeno sarebbero auto elettriche mosse
      da una cella a combustibile, che, nel
      trasformare l'idrogeno o un suo composto in
      energia elettrica+calore+acqua, inquina
      pochissimo rispetto ad un motore a scoppio.

      Secondo: Le auto elettriche mai e poi mai si
      ricaricherebbero attaccandole alla presa di
      casa: le batterie sono costosissime e
      ingombranti, l'autonomia e' ridicola.

      Terzo: Da anni si fa ricerca sulle celle a
      combustibile per sostituirle alle batterie
      convenzionali. Infatti hanno rendimenti
      molto superiori, mentre la tecnologia delle
      batterie ormai sembra arivata al capolinea.
      Abbiamo milioni di congegni elettrici o
      elettronici che hanno bisogno di batterie
      pesantissime che si scaricano in fretta, e
      non si riesce a fare di meglio per quella
      via.

      Quarto: Finora il problema era nelle
      dimensioni delle celle, quindi bisognerebbe
      essere felici del fatto che si sia riusciti
      per la prima volta a metterle in un
      portatile. La tecnologia delle celle e'
      quella che dovrebbe portarci fuori dagli
      angusti spazi di autonomia delle batterie
      convenzionali, che mi pare assicurino per un
      portatile gia' minore autonomia di queste
      prime fuel cells.

      Certo, per ora il mercato saraì' magari
      ristretto ad una nicchia... pero' forse non
      e' lontano il giorno in cui i portatili
      avranno lunghe autonomie, le auto saranno ad
      idrogeno, la macchina fotografica digitale
      non si scarichera' ogni venti minuti, Aibo
      potra' trotterellare per piu' di mezz'ora,
      ecc. ecc.

      Ciao
    • Attila Xihar scrive:
      Re: Non avete capito niente!
      - Scritto da: Anonimo
      Aibo
      potra' trotterellare per piu' di mezz'ora,
      ecc. ecc.E per far correre Rivaldo per più di un quarto d'ora non esiste nulla...?:-D
    • NeutrinoPesante scrive:
      Re: Non avete capito niente!
      - Scritto da: Anonimo
      Primo: le celle a combustibile sono la fonte
      di energia del futuro. Le famose auto
      all'idrogeno sarebbero auto elettriche mosse
      da una cella a combustibile, che, nel
      trasformare l'idrogeno o un suo composto in
      energia elettrica+calore+acqua, inquina
      pochissimo rispetto ad un motore a scoppio.
      Puo' darsi, ma potrebbe anche darsi che sia complessivamente piu' conveniente (come bilancio energetico) alimentare con l'idrogeno un motore a combustione interna molto efficiente (tipo una turbina), che forse puo' essere costruita usando meno energia e con materiali meno inquinanti e piu' duraturi di un gruppo di fuel cell (a parita' di potenza).
      Secondo: Le auto elettriche mai e poi mai si
      ricaricherebbero attaccandole alla presa di
      casa: le batterie sono costosissime e
      ingombranti, l'autonomia e' ridicola.
      Perfettamente d'accordo: le batterie non riescono a immagazzinare abbastanza energia in spazi e pesi ragionevoli per il trasporto privato, e sarebbe necessaria troppa potenza elettrica rispetto a quanta ne puo' essere fornita ad un impianto domestico con le infrastrutture esistenti.
      Terzo: Da anni si fa ricerca sulle celle a
      combustibile per sostituirle alle batterie
      convenzionali. Infatti hanno rendimenti
      molto superiori, mentre la tecnologia delle
      batterie ormai sembra arivata al capolinea.
      Abbiamo milioni di congegni elettrici o
      elettronici che hanno bisogno di batterie
      pesantissime che si scaricano in fretta, e
      non si riesce a fare di meglio per quella
      via.
      Attenzione: come confronti il rendimento di una fuel cell con quello di una batteria (ricaricabile)?Il rendimento complessivo della catena e' il prodotto dei rendimenti delle singole trasformazioni.Nel caso della batteria, potremmo stimare: 0.4 (per la produzione dell'energia termoelettrica) * 0.6 (per il trasporto via elettrodotto) * 0.9 (circuiteria/trasformatori per la ricarica) * il rendimento effettivo della batteria (cioe' quanta dell'energia immagazzinata e' in grado di restituire), che onestamente non so quantificare.Nel caso delle fuel cell, va stimato il rendimento del processo di creazione del metanolo (che parte da energia termoelettrica, quindi anche qui 0.4 per la generazione e forse < 0.6 per il trasporto, visto che immagino gli impianti per la generazione di metanolo sarebbero ubicati vicino alle centrali elettriche) * il rendimento effettivo delle fuel cell stesse; inoltre va aggiunto il carburante speso per il trasporto fisico del metanolo dalla produzione agli utilizzatori, che contribuisce anch'esso a ridurre il rendimento complessivo.In definitiva: finche tutti questi numeri non sono stati chiariti, mi sembra difficile dare un giudizio definitivo sul bilancio energetico complessivo delle due tecnologie.Tu hai qualche dato in piu'?
      Certo, per ora il mercato saraì' magari
      ristretto ad una nicchia... pero' forse non
      e' lontano il giorno in cui i portatili
      avranno lunghe autonomie, le auto saranno ad
      idrogeno, la macchina fotografica digitale
      non si scarichera' ogni venti minuti, Aibo
      potra' trotterellare per piu' di mezz'ora,
      ecc. ecc.

      CiaoSperiamo!Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Non avete capito niente!
        - Scritto da: NeutrinoPesante
        Puo' darsi, ma potrebbe anche darsi che sia
        complessivamente piu' conveniente (come
        bilancio energetico) alimentare con
        l'idrogeno un motore a combustione interna
        molto efficiente (tipo una turbina), Mi sembri molto piu' ferrato di me in materia, ma mi sembra di ricordare che la turbina e' un motore a combustione esterna e che il suo rendimento e' piuttosto basso, almeno per piccole potenze.. Sbaglio?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non avete capito niente!


        Terzo: Da anni si fa ricerca sulle celle a

        combustibile per sostituirle alle batterie

        convenzionali. Infatti hanno rendimenti

        molto superiori,
        Attenzione: come confronti il rendimento di
        una fuel cell con quello di una batteria
        (ricaricabile)?[CUT]Errata corrige: sostituire "rendimento" con "prestazioni" :))Ciao!
  • Attila Xihar scrive:
    [Semi-OT] http://www.eoloauto.it/
    http://www.eoloauto.it/Qualcuno sa se davvero il progetto sta andando avanti?Avremo anche dei notebook con alimentazione ad aria compressa? :-)
  • biffuz scrive:
    La compro
    Spero che la Compaq produrrà batterie simili anche per i modelli già in commercio, ma forse chiedo troppo :-)(e dico Compaq perché ho un notebook Compaq...)
  • Anonimo scrive:
    I Costi?
    Quanto costa un'ora di utilizzo confrontato con le batterie tradizionali (ricaricabili)?Credo molto vantaggioso per loro poco per chi deve pagare.
  • NeutrinoPesante scrive:
    Bilancio energetico/ecologico
    La notizia mi pare interessante, ma mi piacerebbe trovare risposta alle seguenti domande.1) Qual'e' il bilnacio energetico complessivo rispetto all'uso di batterie ricaricabili? (Cioe' la somma di tutta l'energia che viene spesa per fornire, diciamo, 1000 ricariche ad un portatile nel suo ciclo di vita?) Questo bilancio include tutto, dall'energia usata per produrre fisicamente le batteria Li-ion (oppure i contenitori delle ricariche delle fuel-cell), a quella spesa per ricaricare le batterie (oppure generare il metanolo con cui riempire le ricariche usate).2) Qual'e' il bilancio "ecologico" complessivo? In altre parole, qual'e' l'inquinamento totale prodotto nei processi di produzione/gestione/smaltimento rispetto alle batterie ricaricabili?So che e' difficile fare questi bilanci, ma e' l'unico modo di scegliere razionalmente una tecnologia piuttosto che un'altra.Purtroppo invece raramente trovo stime di questo tipo a supporto dell'introduzione di nuove tecnologie, specialmente quando si tratta di cose nate sull'onda dell'ecologismo.Qualcuno ha dati/link a riguardo?Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Bilancio energetico/ecologico
      Una delle poche persone intelligenti di questo forum...
    • Marlenus scrive:
      Re: Bilancio energetico/ecologico
      Al di la' del bilancio energetico (che ritengo certamente peggiorativo, pur mancando di dati precisi, rispetto al presente per una semplice ragione: portare in giro per il mondo cartucce non ricaricabili (plastica da buttare!) brucia certamente più energia in camion e navi di quanto se ne perde nelle condutture elettriche per ricaricare una batteria) vorrei aggiungere una domanda a quelle di NeutrinoPesante:Non sarà che anche questi vogliono applicare il mitico (nelle Business School di tutto il mondo) modello di business Gillette? ("Regala il rasoio e vendi le lamette, che si comprano più spesso, quindi si può guadagnare di più").Per la cronaca, è il famigerato modello di business delle cartucce inkjet, notoriamente vendute per la modica cifra di due milioni al litro (dividere per credere).Qualcuno vorrà forse introdurre lo stesso modello di business anche per le batterie, magari spacciando i vantaggi di autonomia?- Scritto da: NeutrinoPesante
      La notizia mi pare interessante, ma mi
      piacerebbe trovare risposta alle seguenti
      domande.

      1) Qual'e' il bilnacio energetico
      complessivo rispetto all'uso di batterie
      ricaricabili? (Cioe' la somma di tutta
      l'energia che viene spesa per fornire,
      diciamo, 1000 ricariche ad un portatile nel
      suo ciclo di vita?) Questo bilancio include
      tutto, dall'energia usata per produrre
      fisicamente le batteria Li-ion (oppure i
      contenitori delle ricariche delle
      fuel-cell), a quella spesa per ricaricare le
      batterie (oppure generare il metanolo con
      cui riempire le ricariche usate).

      2) Qual'e' il bilancio "ecologico"
      complessivo? In altre parole, qual'e'
      l'inquinamento totale prodotto nei processi
      di produzione/gestione/smaltimento rispetto
      alle batterie ricaricabili?

      So che e' difficile fare questi bilanci, ma
      e' l'unico modo di scegliere razionalmente
      una tecnologia piuttosto che un'altra.

      Purtroppo invece raramente trovo stime di
      questo tipo a supporto dell'introduzione di
      nuove tecnologie, specialmente quando si
      tratta di cose nate sull'onda
      dell'ecologismo.

      Qualcuno ha dati/link a riguardo?

      Saluti
  • Anonimo scrive:
    Manipolazione a scala atomica
    Aspettate e vedrete.
  • Anonimo scrive:
    Grande presa per i fondelli.
    Toshiba ci sta a provare, magari qualche fesso abbocca. Si tratta di creare un mercato di ricariche molto lucroso, come quello delle stampanti inkjet in cui una ricarica costa ormai come l'intera stampante.E' ovvio che non c'è niente di più pratico di un "distributore" elettrico, disponibile ovunque vi sia vita umana civilizzata.Se proprio uno deve farsi una settimana nella jungla si porti un adeguato numero di batterie Li-ion sostitutive e un generatore fotovoltaico. Piuttosto che pensino a sviluppare queste batterie per il mercato automotive, nella direzione di un'auto elettrica a metanolo ad emissione zero.Tamerlano
    • Anonimo scrive:
      Re: Grande presa per i fondelli.
      BRAVO !!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Grande presa per i fondelli.

      Toshiba ci sta a provare, magari qualche
      fesso abbocca. Si tratta di creare un
      mercato di ricariche molto lucroso, come
      quello delle stampanti inkjet in cui una
      ricarica costa ormai come l'intera
      stampante.Concordo parzialmente. Per quanto ne so le stampanti vengono vendute sottocosto. Le cartucce si' hanno prezzi folli. In ogni caso i mercati paralleli della ricarica-riempimento consentono di risparimiare. Se la teconologia fuel cell si afferma, prevedo il fiorire di un mercato simile.
      Se proprio uno deve farsi una settimana
      nella jungla si porti un adeguato numero di
      batterie Li-ion sostitutive e un generatore
      fotovoltaico. Proprio per questa nicchia di mercato, sarebbe invece conveniente avere pile a combustibile. Fatti due conti...
      Piuttosto che pensino a sviluppare queste
      batterie per il mercato automotive, nella
      direzione di un'auto elettrica a metanolo ad
      emissione zero.L'emissione zero si ottiene andando in biciletta o con i pannelli solari o con le vele. Non e' qualunquismo. Al massimo a emissioni inquinanti "ridotte". CO2 e' da tempo considerato un inquinante...cordialmentearzigogolo
      • Anonimo scrive:
        Re: Grande presa per i fondelli.

        L'emissione zero si ottiene andando in
        biciletta o con i pannelli solari o con le
        vele. Non e' qualunquismo. Al massimo a
        emissioni inquinanti "ridotte". CO2 e' da
        tempo considerato un inquinante...e allora smetti di respirare, che pedalando emetti troppa CO2.l'emissione zero non esiste.raist
      • Anonimo scrive:
        Re: Grande presa per i fondelli.


        Se proprio uno deve farsi una settimana

        nella jungla si porti un adeguato numero
        di batterie Li-ion sostitutive e un generatore

        fotovoltaico.
        Proprio per questa nicchia di mercato,
        sarebbe invece conveniente avere pile a
        combustibile. Fatti due conti...dipende quante missioni devi fare, una volta ammortato il costo del generatore fotovoltaico e delle 3-4 batterie Li-ion di scorta hai energia per tutto il tempo che ti occorre a costo zero. Con le pile a combustibile ogni ricarica giornaliera è una mazzata per il cliente e un gran godimento per Toshiba....
        L'emissione zero si ottiene andando in
        biciletta o con i pannelli solari o con le
        vele. Non e' qualunquismo. Al massimo a
        emissioni inquinanti "ridotte". CO2 e' da
        tempo considerato un inquinante...
        cordialmente
        arzigogolosarebbe già un bel salto di qualità rispetto all'appestamento odierno delle città.Se non cambiano le politiche industriali siamo destinati a ridurci come Bangkok, una delle metropoli in cui se non giri con una bombola di ossigeno in spalla rischi la vita.... In generale la questione ecologica andrebbe affrontata non tanto facendo la sommatoria matematica del contributo inquinante di tutti i processi che portano al combustibile finale quanto puntando piuttosto ad avere l'inquinamento concentrato in pochi grandi processi più facilmente delocalizzabili e controllabili in termini di emissioni inquinanti.Tamerlano
  • Anonimo scrive:
    Ma secondo voi...?
    Un colosso come Toshiba sviluppa una tecnologia per farsi smontare da considerazioni banali come quelle di qs forum?Ovvio che le batterie a combustibile potranno essere trasportate in aereo. Se il metanolo e' esposivo (grande immaginazione), le attuali batterie agli ioni di litio sovraccaricate sono bombe atomiche...Ovvio che le batterie a combustibile saranno sempre piu' raffinate, alleggerite, migliorate nella resaOvvio che al momento l'utilizzatore delle celle a combustibile rappresenta una nicchia. Ma non e' necessaria un'intelligenza einsteiniana per capire che alcuni non vedono l'ora di utilizzare il portatile senza dipendere da una presa di corrente - su un ghiacciaio, su una nave, in una foresta, in Antartide, in una spedizione di speleologia - magari senza portarsi dietro 20 chili di batterie di ricambio (con 20 chili di miscela al metanolo si assicurerebbero il funzionamento per settimane).Ovvio che non sono solo i PC portatili a poter impiegare una pila a combustibile. Telecamere, macchine fotografiche digitali, palmari, telefoni cellulari e satellitari...Ovvio... o no? invece di fare considerazioni da avanspettacolo, magari (tentare di) usare il cervello...cordialmentearzigogolo
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma secondo voi...?
      Secondo me lavori per Toshiba.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma secondo voi...?

        Secondo me lavori per Toshiba.Mi piacerebbe... :-/In realta' sono un utilizzatore che si e' trovato a "corto" in situazioni disagiate e senza presa (o senza convertitore all'estero).Dal momento che la chimica energetica e' il mio "campo", ti posso poi assicurare che una pila al metanolo (e acqua) non sarebbe piu' "esplosiva" della bottiglia di rum comprata al duty-free prima di rientrare da Cuba (con il vantaggio che non sarebbe sicuramente in un contenitore di vetro, per motivi di peso, e quindi molto meno fragile).Voglio ricordare poi che almeno il 70% dell'energia elettrica in Italia e' prodotto bruciando petrolio/gasolio. Quindi le considerazioni sull'inquinamento da metanolo o l'elettricita' "pulita" sono poco appropriate.Siccome Toshiba (come tante multinazionali) finanzia ricerche e se da una parte vuole un ritorno economico, dall'altra non si puo' permettere di fare buchi nell'acqua immettendo sul mercato "pile con il tubo di scappamento" o "pile usa-getta-e-inquina", suppongo che il produttore al mondo dei notebook piu' compatti sappia quello che sta promettendo ai suoi clienti, o almeno ci sia vicino. Suppongo...cordialmentearzigogolo
        • Attila Xihar scrive:
          Re: Ma secondo voi...?
          - Scritto da: Anonimo
          Siccome Toshiba (come tante multinazionali)
          finanzia ricerche e se da una parte vuole un
          ritorno economico, dall'altra non si puo'
          permettere di fare buchi nell'acqua
          immettendo sul mercato "pile con il tubo di
          scappamento" o "pile usa-getta-e-inquina",
          suppongo che il produttore al mondo dei
          notebook piu' compatti sappia quello che sta
          promettendo ai suoi clienti, o almeno ci sia
          vicino.E perchè no? Se economicamente le conviene produrre qualcosa, che magari ha un buon rapporto prezzo/prestazioni, cosa frega a Toshiba se questo qualcosa è anche inquinante? Quello è un problema della collettività e dei governi, semmai.(La considerazione è generale; non sto affermando che queste celle siano certamente inquinanti, non ne so abbastanza x dirlo!) :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma secondo voi...?

            E perchè no? Se economicamente le conviene
            produrre qualcosa, che magari ha un buon
            rapporto prezzo/prestazioni, cosa frega a
            Toshiba se questo qualcosa è anche
            inquinante?Conoscendo (un poco) il settore, posso affermare che l'attenzione per l'abiente sta diventando uno dei punti caldi delle (di alcune) moderne multinazionali, a cominciare proprio dai produttori di hardware piu' esposti (quelli che hanno sede in USA, Giappone ed Europa). Ritengo improbabile che "caschino sull'uccello" con il lancio di una tecnologia di questo genere.Infatti la certificazione ISO 14000 va alla grande.Ti cito l'esempio di un'altra grande (quella che fa le stampanti... quella che si e' mangiata la compaq...):sotto una forte pressione dell'opinione pubblica e per migliorare l'immagine aziendale, ha costruito un impianto di smaltimento delle cartucce delle stampanti laser. Non solo. Ha messo in piedi un'organizzazione mondiale di raccolta delle cartucce usate e trasferimento in Sudafrica (dove c'e' lo stabilimento).Forse non hai idea di quanto costi una struttura del genere. E non e' vero che i costi sono bilanciati dal fatto che le cartucce in questo modo non vengono rigenerate da aziende terze. Operazione tutta in perdita.Non vivo in un mondo perfetto ma qualche segnale positivo posso anche trovarlo, suvvia...cordialmentearzigogolo
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma secondo voi...?
      - Scritto da: Anonimo
      Ovvio che non sono solo i PC portatili a
      poter impiegare una pila a combustibile.Le hanno dal 1969. Perchè solo ora e non prima?
      • Parliamone scrive:
        Re: Ma secondo voi...?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Le hanno dal 1969. Perchè solo ora e non
        prima?Perché erano roba grossa, ingombrante e scomoda. Ok, c'erano pile a combustibile sull'Apollo, ma quanto erano grosse? La tecnologia permette solo ora di avere pile a combustibile con un rapporto peso/energia erogata accettabileMy 2 cents
    • Attila Xihar scrive:
      Re: Ma secondo voi...?
      - Scritto da: Anonimo
      Un colosso come Toshiba sviluppa una
      tecnologia per farsi smontare da
      considerazioni banali come quelle di qs
      forum?Quante volte han tentato di propinarci delle cagate solenni spacciandole per l'invenzione del secolo?Alla luce delle esperienze passate, io ci andrei piano con tutto questo ottimismo.
      Ovvio che al momento l'utilizzatore delle
      celle a combustibile rappresenta una
      nicchia. Ma non e' necessaria
      un'intelligenza einsteiniana per capire che
      alcuni non vedono l'ora di utilizzare il
      portatile senza dipendere da una presa di
      corrente - su un ghiacciaio, su una nave, in
      una foresta, in Antartide, in una spedizione
      di speleologia - magari senza portarsi
      dietro 20 chili di batterie di ricambio (con
      20 chili di miscela al metanolo si
      assicurerebbero il funzionamento per
      settimane).Folle sterminate di persone... :-)Quello che dici è vero, ma una cosa del genere x avere un ritorno economico devi riuscire ad imporla alla massa.
      Ovvio... o no? invece di fare considerazioni
      da avanspettacolo, magari (tentare di) usare
      il cervello...
      cordialmente
      arzigogoloSempre fatto.Se poi non funziona con gli stessi meccanismi del tuo, non ci vedo nulla di male :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma secondo voi...?

        Quante volte han tentato di propinarci delle
        cagate solenni spacciandole per l'invenzione
        del secolo?
        Alla luce delle esperienze passate, io ci
        andrei piano con tutto questo ottimismo.Non e' polemica, ho la memoria corta... parlando di Toshiba... esempi?
        Sempre fatto.
        Se poi non funziona con gli stessi
        meccanismi del tuo, non ci vedo nulla di
        male :-)il mio non e' che fosse un commento proprio gratuito. chi immagina metanolo esplosivo semplicemente sbaglia, chi vede scenari apocalittici di cartucce superinquinanti, di bombolette costosissime, insomma dell'ennesima fregatura, magari riflettendoci meglio o leggendo i post di chi non si fa prendere dal disastrosismo emotivo magari cambia idea.Resto in attesa degli esempicordialmentearzigogolo
        • Attila Xihar scrive:
          Re: Ma secondo voi...?
          - Scritto da: Anonimo

          Quante volte han tentato di propinarci
          delle

          cagate solenni spacciandole per
          l'invenzione

          del secolo?

          Alla luce delle esperienze passate, io ci

          andrei piano con tutto questo ottimismo.
          Non e' polemica, ho la memoria corta...
          parlando di Toshiba... esempi?La mia è una considerazione generale sul mondo delle "invenzioni rivoluzionarie", non era rivolta nello specifico a Toshiba (verso la quale la tua deferenza, peraltro, è un po' "sospetta") :-p
          il mio non e' che fosse un commento proprio
          gratuito. chi immagina metanolo esplosivo
          semplicemente sbaglia, chi vede scenari
          apocalittici di cartucce superinquinanti, di
          bombolette costosissime, insomma
          dell'ennesima fregatura, magari
          riflettendoci meglio o leggendo i post di
          chi non si fa prendere dal disastrosismo
          emotivo magari cambia idea.Non sono di quelli che temono montagne di cartucce vuote o esplosioni interplanetarie, ma la logica mi dice che qualsiasi cosa bruci (combustibile) emette scarichi inquinanti, mentre il problema 'involucri e imballaggi' in generale è una delle peggiori piaghe del mondo contemporaneo.Non ignoro, del resto, che anche per produrre elettricità si inquina non poco, ma resta almeno la maggior comodità nell'approvvigionamento.
          Resto in attesa degli esempiLeggi sopra :-)Ciao
          • Parliamone scrive:
            Re: Ma secondo voi...?
            - Scritto da: Attila Xihar

            Non sono di quelli che temono montagne di
            cartucce vuote o esplosioni interplanetarie,
            ma la logica mi dice che qualsiasi cosa
            bruci (combustibile) emette scarichi
            inquinanti, mentre il problema 'involucri e
            imballaggi' in generale è una delle peggiori
            piaghe del mondo contemporaneo.per quanto riguarda gli scarichi, una pila a combustibile non *brucia* niente: è una semplice reazione elettrochimica: nel caso di una pila a idrogeno, ad esempio, non hai fiamme, ma il semplice "combinarsi" elettroliticamente di idrogeno e ossigeno per formare acqua. Nel caso dell'idrogeno, combustione e reazione chimica dànno lo stesso sottoprodotto, ma non sono sicuro che questo avvenga anche per la miscela di metanolo utilizzata in queste fuel cell. In ogni caso, i prodotti di scarto rimangono chiusi nella cartuccia stessa. Per quello che riguarda le cartucce vuote, beh, lì bisogna starci attenti: se usassero plastiche organiche, ad esempio (fermo restando che la reazione chimica non dia origine a sottoprodotti nocivi), potrebbe perfino essere una buona ideaStill, my 2 cents
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma secondo voi...?
      Qualcuno meno esoso ha pensato alternative.Ricordate la radio che evita le pile (pensata per il mercato africano dove una pila corrisponde a una giornata di stipendio, se va bene) che si alimenta con qualche giro di manovella ogni ora?Ecco. Si può fare anche con telefonini, telecamere, portatili.Provare per credere http://www.aladdinpower.com/(a quanto mi hanno raccontato (non garantisco la correttezza, sono voci), hanno allo studio anche modelli di maggiore potenza, per chi vuole dimagrire alla cyclette e anche alimentarsi la casa!)Ciao.- Scritto da: Anonimo
      Un colosso come Toshiba sviluppa una
      tecnologia per farsi smontare da
      considerazioni banali come quelle di qs
      forum?
      Ovvio che le batterie a combustibile
      potranno essere trasportate in aereo. Se il
      metanolo e' esposivo (grande immaginazione),
      le attuali batterie agli ioni di litio
      sovraccaricate sono bombe atomiche...
      Ovvio che le batterie a combustibile saranno
      sempre piu' raffinate, alleggerite,
      migliorate nella resa
      Ovvio che al momento l'utilizzatore delle
      celle a combustibile rappresenta una
      nicchia. Ma non e' necessaria
      un'intelligenza einsteiniana per capire che
      alcuni non vedono l'ora di utilizzare il
      portatile senza dipendere da una presa di
      corrente - su un ghiacciaio, su una nave, in
      una foresta, in Antartide, in una spedizione
      di speleologia - magari senza portarsi
      dietro 20 chili di batterie di ricambio (con
      20 chili di miscela al metanolo si
      assicurerebbero il funzionamento per
      settimane).
      Ovvio che non sono solo i PC portatili a
      poter impiegare una pila a combustibile.
      Telecamere, macchine fotografiche digitali,
      palmari, telefoni cellulari e satellitari...
      Ovvio... o no? invece di fare considerazioni
      da avanspettacolo, magari (tentare di) usare
      il cervello...
      cordialmente
      arzigogolo
  • Anonimo scrive:
    Non concordo con i commenti.
    Gran parte dei commenti confrontano questa tecnologia con il campo automobilistico: motori a scoppio! Altri che toccano l'argomento rifiuti tossici... credo di aver capito che i rifiuti prodotti altro non sono che i contenitori del combustibile vuoti; paragonati alle batterie ricaricabili non sono nulla! Sarà sicuramente scomodo e costoso ma è un'inizio che probabilmente sconfinerà anche in altri settori (purtroppo il settore militare sarà già più che preparato); nel frattempo apprezzo l'aspetto tecnologico-scientifico della questione.Staremo a vedere...
  • Anonimo scrive:
    E luce fu..
    Se questi grossi produttori investissero in maniera piu' decisa nella ricerca legata alle fonti di energia rinnovabili (la piu' pratica potrebbe essere la luce, ad esempio) forse troveremmo una soluzione definitiva. Anche ammettendo di far funzionare qualche milione di portatili ad acqua, non arriveremo forse al paradosso che per alimentare il mio portatile sto levando da bere a qualcuno ?Bella la tecnologia, solo quando e' veramente innovativa e non ingenera altri sprechi !
  • Anonimo scrive:
    Carburante alternativo 2
    Piscio.Praticamente un'autonomia infinita.
  • Anonimo scrive:
    Carburante alternativo....
    rche' non fanno delle fuel cell a sperma?Conosco gente che, coi siti che frequentano, potrebberotenere il PC acceso perennemente.......almeno fino a che non diventano cechi.... :-)
  • Anonimo scrive:
    Combustibile a vino?
    Potremo usare un buon novello come combustibile? Di più facile reperibilità e, se il notebook non serve, possiamo sempre sfruttare l'alcool in altro modo...slurp...inoltre nessuno potrà più addidarti come ubriacone se vai in giro col tuo bel litrozzo di Barbera...P.S. boiata terribile...le celle a combustibile con sole 10 ore di autonomia...fossero 100 sarebbe un atro discorso...
  • X-CASH scrive:
    Che vaccata
    La scomodita' assoluta.L'nica applicabilita' potrebbe essere quella di poter portare ilnotebook anche in quelle zone inaccessibili alla corrente elettrica... quindi una cosa riservata a casio estremi.E poi le cartdrige chi le produce? E dove si trovano? Ci si lega al produttore in modo esasperante.Imho e' una vaccata per il mercato "comune" ma forse utile per il mercato estremo in situazioni particolari.
  • Anonimo scrive:
    metanolo?
    In Italia è quasi impossibile acquistare liberamente il metanolo a causa del "vino al metanolo" che qualche anno orsono provocò decine di morti.Romeo
    • Anonimo scrive:
      Re: metanolo?
      - Scritto da: Anonimo
      In Italia è quasi impossibile acquistare
      liberamente il metanolo a causa del "vino al
      metanolo" che qualche anno orsono provocò
      decine di morti.
      RomeoSi potrebbe risolvere il problema con l'aggiunta di un denaturante, come per l'alcol etilico.zeta
      • Anonimo scrive:
        Re: metanolo?
        - Scritto da: Anonimo
        Si potrebbe risolvere il problema con
        l'aggiunta di un denaturante, come per
        l'alcol etilico.Resta comunque una sostanza piuttosto pericolosa (anche se viene comunemente utilizzata come combustibile in motori da competizione)
        • Anonimo scrive:
          Re: metanolo?
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Si potrebbe risolvere il problema con

          l'aggiunta di un denaturante, come per

          l'alcol etilico.

          Resta comunque una sostanza piuttosto
          pericolosaE' pericoloso quanto l'alcool denaturato se non cerchi di bertelo.
          • Anonimo scrive:
            Re: metanolo?
            - Scritto da: Anonimo

            Resta comunque una sostanza piuttosto

            pericolosa

            E' pericoloso quanto l'alcool denaturato se
            non cerchi di bertelo.Respirare i vapori puo' provocare cecita' (se non ricordo male). Inoltre brucia senza fiamma visibile, che non e' carino..
  • Attila Xihar scrive:
    Le auto vanno nella direzione inversa...
    Bah.In campo automobilistico il progresso consiste nell'auto elettrica, che ha emissioni zero e si ricarica dalla presa del box... Qui provano a convincerci che in campo informatico può valere l'opposto.Usciranno anche i notebook catalizzati e li potremo usare a giorni alterni? :-)
    • Funz scrive:
      Re: Le auto vanno nella direzione invers
      - Scritto da: Attila Xihar
      Bah.
      In campo automobilistico il progresso
      consiste nell'auto elettrica, che ha
      emissioni zero e si ricarica dalla presa del
      box... Qui provano a convincerci che in
      campo informatico può valere l'opposto.
      Ti sbagli, la tecnologia a celle di combustibile (che bruciano idrogeno, metanolo, metano o altro) e' quella attualmente allo studio nelle case automobilistiche. Cio' per ovviare agli irrisolvibili problemi dell'alimentazione elettrica: scarsissima autonomia, grossi ingombri e costi delle batterie.ciao!
    • Anonimo scrive:
      Re: Le auto vanno nella direzione inversa...
      Sono d'accordo e inoltre riempiremmo ulteriormente il mondo di rifiuti. Dovremmo pensare a riciclare e riutilizzare e qui ci propongono materiali che vanno buttati via ogni 10 ore.
    • Fulmy(nato) scrive:
      Re: Le auto vanno nella direzione invers
      - Scritto da: Attila Xihar
      Bah.
      In campo automobilistico il progresso
      consiste nell'auto elettrica, che ha
      emissioni zero e si ricarica dalla presa del
      box... Qui provano a convincerci che in
      campo informatico può valere l'opposto.L'auto elettrica è solo una presa per i fondelli.Tralasciando l'autonomia scarsissima in rapporto ale dimensioni e al peso delle batterie, cosa credi che succederebbe se tutti avessero l'auto elettrica?Quante centrali termoelettriche in più si dovrebbero costruire per soddisfare le richieste di tutti quelli che ricaricano l'auto dalla "presa del box"?
      • Molok scrive:
        Re: Le auto vanno nella direzione invers
        (FORSE E' UN PO' OT)La questione, comunque, è il rendimento delle fonti di energia, e non QUALI si usano.Faccio un esempio:un motore a scoppio, mi pare, renda meno del 30% dell'energia contenuta nella benzina (o gasolio) che usa;se lo stesso combustibile viene bruciato con attenzione (combustione esterna, celle di combustibile, centrali elettriche, ecc.) e con attenzione si converte il calore in altra energia (in una turbina per esempio: resa del 90% e più) abbiamo molta più energia a disposizione (un motore elettrico può avere anch'esso rese dell'ordine del 90%)!! capito !!
  • Anonimo scrive:
    Dipende dai costi
    Se queste cartridge avessero un costo limitato e fossero in vendita anche dal tabacchino, potrebbero essere un'idea, ma devono convenire rispetto all'attaccare la spina ad una presa e aspettare la ricarica.Cmq 1 kg solo di batterie...
  • Anonimo scrive:
    Scomodo e costoso
    Non vedo perchè debba sobbrcarmi un'latra spesa per fruire del mio notebook. La corrente la pago ed è disponibile ovunque. Le cartridge no. E poi cosa sarebbe? Un Pay x Use ?Toshiba vuole mettersi a produrre energia in modo autonomo e costringere gli utenti ad approvvigionarsi da lei? E perchè? perchè non sono in grado di sfruttare al meglio de fonti energetiche già disponibili?A me sembrano soluzioni PALLIATIVE finalizzate a FAR CASSETTA !!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Mi sembra un po' scomodo...
    dover andare a "far benzina" al PC. Sinceramente, ricaricare le batterie collegando il portatile alla rete elettrica mi sembra ancora la soluzione più pratica. Che ne pensate?
    • Attila Xihar scrive:
      Re: Mi sembra un po' scomodo...
      - Scritto da: Anonimo
      dover andare a "far benzina" al PC.
      Sinceramente, ricaricare le batterie
      collegando il portatile alla rete elettrica
      mi sembra ancora la soluzione più pratica.
      Che ne pensate?Non solo concordo, ma faccio anche notare che ci sarebbe il problema della produzione e smaltimento di ulteriori rifiuti, vale a dire gli involucri delle cartucce.Per quel che mi riguarda, almeno per ora, pollice verso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Mi sembra un po' scomodo...
        - Scritto da: Attila Xihar
        - Scritto da: Anonimo

        dover andare a "far benzina" al PC.

        Sinceramente, ricaricare le batterie

        collegando il portatile alla rete
        elettrica

        mi sembra ancora la soluzione più pratica.

        Che ne pensate?

        Non solo concordo, ma faccio anche notare
        che ci sarebbe il problema della produzione
        e smaltimento di ulteriori rifiuti, vale a
        dire gli involucri delle cartucce.

        Per quel che mi riguarda, almeno per ora,
        pollice verso.direi non solo per ora..poi non si domandera' piu' quanto ti dura la batteria, ma quanto fa il tuo pc? 1.6GHz al litro..mi tocchera' comprare una valigetta supplementare per le ricariche, poi in aereo non lo potrai usare/portare in quanto e' infiammabile/esplosivo..certe volte mi domando se la gente proprio non tiene un cz2o (formula chimica..) da fare per pensare a ste cose..A.
        • eymerich scrive:
          Re: Mi sembra un po' scomodo...


          e smaltimento di ulteriori rifiuti, vale a

          dire gli involucri delle cartucce.Se è per questo lo smaltimento delle batterie giunte al termine del loro ciclo vitale non è cosa da poco.
          mi tocchera' comprare una valigetta
          supplementare per le ricaricheDipende da durata e reperibilità. Le fule cell potrebbero essere anche ricaricate col gas butano degli accendini, almeno in linea teorica.
          non lo potrai usare/portare in quanto e'
          infiammabile/esplosivo..Il portatile già non lo puoi usare in aereo, per quanto riguarda il portarlo penso dipenda dalla quantità di gas presente ... gli accendini per uso personale li puoi portare tranquillamente.
    • avvelenato scrive:
      ragionate...
      magari potranno non interessare a tutti... però...sono 10 ore dieci (!) ogni 120 grammi di ricarica che vi portate in giro.. l'ideale sarebbe se si potesse ricaricare a notebook acceso...360grammi di ricarica=30oreavvelenato che comunque non credo possa essere interessato (poi dipende tutto dal prezzo delle ricariche..)
      • Anonimo scrive:
        eh, no!
        Credo che, se sono presenti le celle a combustibile, non ci siano le batterie ricaricabili quindi o rete elettrica o celle.Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: ragionate...
        Siamo solo agli inizi di queste tecnologie, probabilmente nei prossimi anni diverranno migliori... più leggere, meno ingombranti ecc... utilizzeranno dei liquidi diversi o magari il "carburante" sarà addirittura solido, tipo pasticca... Ne vedremo delle belle cmq! Come vantaggio c'è che la batteria una volta scarica si può ricaricare immediatamente ed in qualunque luogo!Quello che mi incuriosisce è il tipo di scarto che hanno queste "batterie" e dove finisce (si disperde, resta nella cartuccia...)Ciao Luca - Scritto da: avvelenato
        magari potranno non interessare a tutti...
        però...

        sono 10 ore dieci (!) ogni 120 grammi di
        ricarica che vi portate in giro.. l'ideale
        sarebbe se si potesse ricaricare a notebook
        acceso...

        360grammi di ricarica=30ore

        avvelenato che comunque non credo possa
        essere interessato (poi dipende tutto dal
        prezzo delle ricariche..)
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sembra un po' scomodo...
      Credo che svitare il tappo e aggiungere carburante sia più pratico di dover mettere in carica le batterie per delle ore. Solo che se si è costretti a comprare dei serbatoi usa-e-getta, allora è comodo solo per la Toshiba.
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