Linux ora ha le sue quattro colonne

Linux al centro di una santa alleanza fra quattro colossi del mercato giapponese. Obiettivo comune quello di favorire l'ascesa del Pinguino nel mercato enterprise attraverso lo sviluppo congiunto di progetti open source


Tokyo (Giappone) – E ‘ una santa alleanza con gli occhi a mandorla quella che vedrà gli sforzi congiunti di Fujitsu, Hitachi, NEC e della divisione asiatica di IBM per velocizzare la penetrazione di Linux sul mercato enterprise.

La partnership, secondo il comunicato stampa rilasciato congiuntamente dalle quattro aziende, “capitalizzerà le risorse globali delle partner per perfezionare le funzionalità necessarie per guidare e favorire Linux sul mercato enterprise”.

L’obiettivo comune è quindi quello di “aiutare Linux a maturare” e sviluppare progetti open source, fra cui applicativi e piattaforme per il mondo aziendale.

“Linux sta rapidamente divenendo un’opportunità per l’e-business”, ha affermato Daniel Frye, direttore dell’IBM Linux Technology Center. “Questa mossa oggi ci aiuterà a garantire che Linux guadagni in funzionalità e, infine, fornisca agli IT manager la scelta migliore per i loro ambienti server”.

I quattro colossi risultano già fra i membri fondatori dell’ Open Source Development Lab (OSDL), il primo laboratorio indipendente e no-profit per lo sviluppo di applicazioni per Linux, con particolare riguardo a quelle orientate al business.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Prime evoluzioni...
    E fu così, che anche per gli ottimi Radeon iniziarono a sbucare fuori schede buone e schede meno buone (vedi Hercules vs Creative in ambito GeForce2MX).Speriamo almeno che in ambito driver la Ati sviluppi driver adatti a tutte le schede con i suoi chipset (come i Detonator) mantenendo almeno una parvenza di coerenza a livello driver, altrimenti la vedo brutta.Spero solo che la Ati continui a produrre schede con il proprio marchio invece di limitarsi a cedere i chipset.
Chiudi i commenti