L'IT risolva l'IT

di Giuseppe Cubasia - Le capacità dei bravi informatici nel problem solving dovrebbero aiutare tutti i lavoratori IT ad uscire dall'empasse, a far valere i propri diritti. E persino a trovare un modus vivendi con le imprese

Roma – In basso alla mia firma digitale vi è la frase “If you can image, we can realize it”; un tale biglietto da visita può anche essere inteso come un invito ad essere messo alla prova, ma io lo ritengo solo un invito a fare ogni giorno il mio lavoro di bravo informatico al massimo di quello che posso. Dopo un po’ di tempo e tanti tanti progetti realizzati con successo mi accorgo che sono gli stessi utenti/clienti/committenti che arrivano a propormi i loro problemi mostrando una fiducia assoluta che il loro problema sarà risolto. Quando gli chiedo: “Ma chi ti fa credere che saremo in grado di risolvere il tuo problema?”, mi rispondono, tu stesso, è quello che tu dici e quello che tu fai sempre.
È cosi. L’IT è quello che risolve.

Se l’azienda fosse un’auto, l’IT sarebbe di sicuro la parte elettrica ed elettronica, ma spesso la sua funzione travalica gli aspetti prettamente elettromeccanici per assumere carattere di controllo di stabilità, di trazione, e di sicurezza. Penso all’ABS, all’ECS, al controllo per la trazione, ed agli ammortizzatori intelligenti.

Quando il Business si trova in difficoltà, spesso ricorre con fiducia all’IT per risolvere problemi organizzativi e di comunicazione, o per prevenire o controllare fenomeni o gestire situazioni complesse. La capacità di risolvere problemi è insita nella natura stessa dell’IT e deriva dalla specifica preparazione professionale delle persone che ci lavorano, seri professionisti che sanno che occorre concentrarsi prima sul problema per capire quale soluzione adottare.

Tutti coloro che fanno questo lavoro si sono sentiti dire dal loro utente/Cliente “a me serve un sistema che…”, oppure “voglio un DB”, od un sito e cosi via. Lasciate parlare i vostri utenti/clienti, ascoltateli con attenzione e poi concentratevi sul loro problema. Se sono lì è perché hanno un problema, ed è su quel problema che l’IT deve confrontarsi.

Le soluzioni trovate ai problemi non sono mai né facili, né economiche. Alcune lo sono più di altre, certo, ma tutte hanno bisogno di tempo e professionalità per realizzarle. Per risolvere un problema occorre avere la capacità di comprenderlo, di esaminare la situazione da più punti di vista e di saper realizzare i calcoli e le analisi necessarie per individuare la strategia vincente.

E questo noi dell’IT lo sappiamo fare bene, è il nostro lavoro progettare la soluzione vincente, anche quando si tratta d’innovare e proporre qualcosa di nuovo, mai visto prima, qualcosa che cambierà il modo in cui lavoriamo od addirittura viviamo.

Siamo produttori d’idee, idee che costruiscono e che risolvono.
Le idee sono cosi, più potenti delle spade, corrono e si diffondono, attecchiscono e crescono nelle altre menti da dove nascono altre idee, sempre più potenti e così via, in un processo continuo che porta il nome di progresso.

È così che sono nate le cose migliori, dall’idea di qualcuno e con il contributo di tutti.
Credo lo stesso pensiero lo avesse chi prima di noi ha cercato di capire i processi che ci sono alla base dell’economia e del lavoro.

Ho provato a fare un po’ di problem solving sulla questione lavoro mentre ripensavo al discorso del nostro già citato imprenditore , e alla sua scelta “furba” di pagare il meno possibile le persone o di spostare la produzione all’estero.

Certo, oggi spostare la produzione dove “costa” meno sembra una scelta azzeccata,
ma sono scettico sul fatto che la rivoluzione del lavoro passi attraverso la precarietà, per il semplice motivo che togliendo il lavoro alle persone e rendendole precarie, la gente perde la possibilità di acquistare. A che pro produrre dei prodotti sempre più economici se la gente non può acquistarli?

La prova è il calo dei consumi degli ultimi mesi (tra le altre cose già previsto). Per me la soluzione è un’altra e va ricercata esaminando le cose da un altro punto di vista.
L’articolo 1 della Costituzione dice: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
Sul lavoro, il lavoro di tutti. Lavoro che ha diritti, ma anche doveri.
Questo i datori di lavoro lo sanno bene e sanno anche che il miglior modo per far valere i propri diritti è unirsi. Per questo esistono organismi come la Confindustria, l’ABI ed altro, che riuniscono in un’unica sola forza i diritti di tutti.

Assurdamente invece i diritti dei lavoratori sono rappresentati da molte anime, che a loro volta sono stati eletti da rappresentanti di solo una parte dei lavoratori. Insomma i rappresentanti dei rappresentanti di una parte dei lavoratori.

Questa è la prima cosa che mi suona male: i datori di lavoro sono tutti riuniti, a fronte compatto, ed i rappresentanti dei lavoratori no. Direi che questo è già il primo sintomo che il problema è mal posto.

Da quando è stato abolito lo schiavismo ed è necessario retribuire le persone per il proprio lavoro, queste due forze sono in lotta. Coloro che pagano per una prestazione, ed i prestatori d’opera, ed in mezzo una terza forza (lo Stato) che succhia loro il sangue e se la ride, senza nessun dovere alcuno. Più lo Stato pretende, più le imprese devono fare economia per affrontare le spese e di conseguenza più i lavoratori sono in lotta con le imprese per avere maggiori risorse per affrontare il costo della vita. Insomma sembra davvero una diatriba infinita.

Ma cosa succederebbe se queste due forze cessassero di farsi la lotta? Se si fermassero ed unissero le forze pretendendo il rispetto degli accordi sociali? Un’idea assurda? Pura follia? Certo, ma la storia è piena di queste follie, di nemici secolari che hanno unito le forze in una situazione particolarmente disperata, o semplicemente perché si erano resi conti che la distruzione di uno significava anche la distruzione dell’altro.

Se siamo risolutori di problemi, siamo anche coloro che danno le idee per risolverli, certo questo è solo poco più di un gioco, ma di certo è un gioco che genera consapevolezza. Ed è importante partire da un base forte di coscienza, da un fatto certo, cioè che oggi chiunque si siede al tavolo degli accordi è solo.

Chi si muove è indicato come un sobillatore, chi ha un’idea è un pazzo, ma Dio deve amare i folli, perché ce ne sono così tanti.

30 anni fa moriva Aldo Moro, morto a causa delle sue idee “pazze”, uno degli ultimi statisti. Sognava un governo unito con i comunisti per superare le difficoltà e mandare avanti il paese, adesso questo è (quasi) realtà.

If you imagine, you can realize it.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

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  • alvo liquido scrive:
    tramezzini
    " forse i movimenti no global sono finiti sullo sfondo perché" si possono comprare con un vassoio di tramezzini?
  • Sandro Perlomeno scrive:
    Il direttore dell'azienda si siede...
    ... e sorride benevolo alla Blogger Aggressiva Esperta e Temibile. Sul tavolo stanno tre vassoi di pasticcini e champagne e sfogliatine che la Blogger Aggressiva Esperta e Temibile ha saccheggiato a più riprese parlando di Wi Max o di Wi-Fi o di Wii con altri blogger pari suoi, altrettanto affamati. Il direttore dell'azienda non sembra particolarmente impressionato. Eppure... DOVREBBE. La blogger si chiede: forse questo tizio non ha capito con chi ha a che fare? Adesso lo rimetto a posto io. "Lei deve fare marketing così e cosà" gli dice la blogger mentre è seduta su una sedia che appartiene all'azienda, dentro una stanza che appartiene all'azienda e sgranocchiando croccantini pagati dall'azienda. "Lei deve fare questo, questo, questo, questo e quell'altro. Altrimenti scriverò che non capisce nulla di marketing" continua la Esperta Temibile Agguerrita e Potente. "Non mi va bene quello che ha fatto in questa, questa, questa e quell'altra occasione" insiste la blogger con piglio deciso e inarcando il fremente e sdegnato sopracciglio. "Si guardi bene dal rifare questa e quest'altra cosa, io non tollererò simili offese ai consumatori e scatenerò l'ira della blogosfera contro di lei se non mi da retta!" si infervora la blogger. Il direttore ascolta tutto, impassibile. Con un mezzo sorriso benevolo, e senza contraddire in nulla la Magnifica Esperta Nobel Blogger Dea del Marketing. Più di una volta, anzi, il direttore fa "sì" con la testa, come per mostrare che condivide quanto la così autorevole esperta sta pontificando. A un certo punto si apre la porta, entra una segretaria che dice al direttore che è ora della riunione settimanale con gli azionisti. La Blogger Santa e Guerriera non ha ancora finito di parlare ma lui la ignora completamente, si alza, si gira e fa per uscire dalla stanza. Sulla porta incontra il suo Direttore della Comunicazione, gli sorride e gli dice in un orecchio, sottovoce: "mi raccomando, faccia portare via le bottiglie vuote, i tovaglioli usati, le carte dei pasticcini, le briciole e i blogger".
  • Sandro Perlomeno scrive:
    Dotto' ce sta mezz'etto de prosciutto..
    ... in più, e un blogger. Er blogger glie lo regalo, omaggio della ditta. Che faccio, incarto?
    • Fabio Metitieri scrive:
      Re: Dotto' ce sta mezz'etto de prosciutto..
      No, Sandro, er bloggher, no, dai. Con tutti i Tramezzini che gle danno ha troppi grassi insaturi, poi me sale er colesterolo. Non c'hai qualcosa de piu' viral?Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
  • MeX scrive:
    quindi...
    la Loreal ti ha fatto la marketta e adesso con questo articolo hai adempito al tuo dovere? :)
  • Fabio Metitieri scrive:
    Alice nel Paese delle Meraviglie.....
    Mafe:"Per una volta sono rimasta sorpresa dall'apertura, la trasparenza, la sincera voglia di ascoltare e di capire e soprattutto dalla capacità di ammettere i propri errori".Wowwww.... No comment.Ancora Mafe:"Per saperlo sono dovuta andare un sabato pomeriggio in una multinazionale, perché le multinazionali non sanno più come raccontarci quando hanno ragione, tanti torti hanno accumulato",Vero, Mafe, nessuna multinazionale ha ancora usato l'ecosostenibilita' per il marketing. Giuro.Ancora Mafe-Alice:"e stanno prendendo la strada lunga: identificare le persone attive in rete (non solo sui blog, ma anche sui forum)"Vero. Con i giornalisti non parlano piu'. Da anni.Sempre Mafe:"parlare con loro, non chiedere niente".Infatti. Lo ripetete cosi' spesso, che le aziende non vi chiedono nulla, che sono straordinariamente buone e che vogliono solo parlare un po' con voi, perche' altrimenti proprio non sanno piu' a chi rivolgersi, che forse prima o poi ci crederemo pure.Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
  • Daniele scrive:
    Ottimo articolo! Ma..
    ..si può fare a meno dei test su animali! Basta utilizzare come ingredienti i principi attivi già conosciuti e testati. Come fa già la Helan, l'Erbolario, la Coop, etc.. La legge obbliga al test su animali, infatti, soltanto per i NUOVI principi attivi, utili solo per farsi pubblicità e dei quali di solito nessuno sente il bisogno (tipo la minchiogenina, che rende i tuoi capelli più turgidi, e così via..)
    • Icarus scrive:
      Re: Ottimo articolo! Ma..
      - Scritto da: Daniele
      ..si può fare a meno dei test su animali! Basta
      utilizzare come ingredienti i principi attivi già
      conosciuti e testati. Come fa già la Helan,
      l'Erbolario, la Coop, etc..

      La legge obbliga al test su animali, infatti,
      soltanto per i NUOVI principi attivi, utili solo
      per farsi pubblicità e dei quali di solito
      nessuno sente il bisogno (tipo la minchiogenina,
      che rende i tuoi capelli più turgidi, e così
      via..)Assolutamente vero, e mi sorprende leggere che non fanno più test sugli animali quando invece la realtà è che la vivisezione per scopi cosmetici è in continuo aumento.
  • santo california scrive:
    offrite quattro stuzzichini ai blogger..
    ... e questi faranno una bella pubblicità alle vostre aziende. Magari contornandola di paroloni altisonanti e di grande dichiarazoni di principio contro il mondo brutto e cattivo ECCETTO quelli che offrono gli stuzzichini: loro sì che sono illuminati e responsabili.
  • quasi anonimo scrive:
    I P.R. delle multinazionali sono ...
    ... proprio bravi se riescono a convincere un'attivista no global a fare pubblicità per loro, perchè "poverini" ormai sono attaccati da "tutti" (in pubblico) e sostenuti (da tutti quelli che contano in privato).ma per favore...
    • CCC scrive:
      Re: I P.R. delle multinazionali sono ...
      - Scritto da: quasi anonimo
      ... proprio bravi se riescono a convincere
      un'attivista no global a fare pubblicità per
      loro, perchè "poverini" ormai sono attaccati da
      "tutti" (in pubblico) e sostenuti (da tutti
      quelli che contano in
      privato).
      ma per favore...mah... da quelle che ho letto, non mi sembra che Mafe abbia fatto una buona pubblicità alle multinazionali...
  • monetina scrive:
    Effettivamente, niente di nuovo
    Come facevano saggiamente notare nel documentario "The Corporation", le aziende, le multinazionali non hanno un'anima, non sono ne' buone, ne' cattive: fanno il loro interesse. Se per avere un riscontro economico prima risparmiavano attuando comportamenti non etici, ora - vista la grande attenzione che il movimento no global ha portato su questi temi e lo scarso amore del mondo occidentale per gli asiatici - quelle piu' avanti tendono a mostrare al consumatore la loro faccia etica. Niente di nuovo, perche' lo rendeva noto la Klein qualche anno fa.Della Klein non condivido i toni apocalittici, ma effettivamente anche questo attegiamento rientra nell'inglobare la protesta per spingere il marchio nelle tasche dei consumatori.Questo non e' un male, perche' e' il consumatore etico che vince, metaforicamente, facendo si' che l'azienda si comporti come lui vorrebbe.Bisogna solo ricordarsi che, appunto, le aziende non sono ne' buone ne' cattive. Mia madre dice sempre che nessuno ti regala niente ed e' una piccola, importantissima verita': non sono le aziende ad essere buone o etiche - o la realta' a essere vista da una parte sola, siamo noi a spingerle a mostrarsi tali (e alle volte anche a comportarsi come tali).Non ci fanno nessun favore, non sono disposte ad ascoltare perche' improvvisamente i CEO e il reparto marketing e pr si sono accorti che oh-come-siamo-stati-ingiusti. Si sono svegliati perche' una fetta di mercato stava cercando altro e loro questo altro vogliono darcelo per riconquistare quegli introiti spariti.Non e' una cosa da ammirare, perdiana, e' una cosa da pretendere - quella della eticita'. Non ci stanno facendo un favore... e' domanda e offerta. Ancora, niente di nuovo.
  • supergino scrive:
    bah
    niente di nuovo sotto il sole
  • CSOE scrive:
    Si però
    E pure più facile fare gli etici quando vendi prodotti emozionali, come saponette che ti costano 10 centesimi e che vendi a 5 euro.Qualche anno fa il prezzo era legato al costo e tu potevi anche protestare, ma se il poi il prodotto costava meno ed era di qualità vendeva lo stesso. Oggi che la qualità si è uniformata e la produzione spostata in cina contano di più ste michiatine ecologico buoniste.PS: Minchiatine si può dire ?
    • nononloso scrive:
      Re: Si però
      - Scritto da: CSOE
      E pure più facile fare gli etici quando vendi
      prodotti emozionali, come saponette che ti
      costano 10 centesimi e che vendi a 5
      euro.

      Qualche anno fa il prezzo era legato al costo e
      tu potevi anche protestare, ma se il poi il
      prodotto costava meno ed era di qualità vendeva
      lo stesso.


      Oggi che la qualità si è uniformata e la
      produzione spostata in cina contano di più ste
      michiatine ecologico
      buoniste.

      PS: Minchiatine si può dire ?Quoto
    • CCC scrive:
      Re: Si però
      - Scritto da: CSOE
      E pure più facile fare gli etici quando vendi
      prodotti emozionali, come saponette che ti
      costano 10 centesimi e che vendi a 5
      euro.

      Qualche anno fa il prezzo era legato al costo e
      tu potevi anche protestare, ma se il poi il
      prodotto costava meno ed era di qualità vendeva
      lo stesso.mi sa che sei un po' confuso...nell'economia capitalista il prezzo non è MAI STATO LEGATO AL COSTOesempi: - prodotti venduti sottocosto per entrare in un mercato o per monopolizzarlo...- prodotti a costo praticamente zero venduti prezzi folli sfruttando brevetti di 50 anni fa
      Oggi che la qualità si è uniformata e la
      produzione spostata in cina contano di più ste
      michiatine ecologico
      buoniste.dal p.d.v del marketing sono in effetti "minchiatine" che contano...per il resto sono "minchiatine" molto molto molto serie
      PS: Minchiatine si può dire ?e "stupidotto" si può dire?
  • asd scrive:
    ma?

    la scelta è stata di mettere in luce i comportamenti positivi delle
    aziende quando li troviamo, tanto quelli negativi sono sotto gli
    occhi di tutti.? non e' forse l'incontrario ? :) gli aspetti negati vengono nascosti e quelli positivi esaltati il piu' possibile ( vedi google ), daltronde se fosse l'incontrario dovrebbero licenziare in blocco il loro reparto di pubbliche relazioni.
    Difficile non essere scettici, ma in questa mia versione di No Logo,
    dedicata al marketing digitalededicata al marketing digitale nel senso che adesso non si fanno piu' articoli ma si fa marketing ?
  • Larry scrive:
    La Naomi Klein
    fa[img]http://i.somethingawful.com/forumsystem/emoticons/emot-barf.gif[/img]
    • nononloso scrive:
      Re: La Naomi Klein
      - Scritto da: Larry
      fa
      [img]http://i.somethingawful.com/forumsystem/emotiè solo una pessima scrittrice, quel libro poteva essere scritto in un terzo delle pagine. Meglio i saggi di Chomsky.
    • Gonzo the Great scrive:
      Re: La Naomi Klein
      A me invece piace...
    • CCC scrive:
      Re: La Naomi Klein
      - Scritto da: Larry
      fa
      [img]http://i.somethingawful.com/forumsystem/emotipuò darsi...ma le tue argomentazioni mi sembra siano un tantino più deboli delle sue...
  • picchiatello scrive:
    Oddio...
    In questo momento , cose che avvengono ciclicamente, molte multinazionali sono in crisi o brand di multinazionali sono in crisi e quindi le provano tutte , anche quello di rifarsi una "verginità" mai avuta e che mai si pensa di avere; e' una strada battuta dal manager markettaro di turno, buona come quella di scontare il prodotto del 50% o dare il 100% di prodotto in piu'...o di vendere il prodotto con sopra le faccine dei disperati di turno pensando ( ed alcune volte avendo ragione) che il compratore impietosi pensi che i soldi che spende andranno veramente a quei poveri. Oramai il mondo della produzione e della commercializzazione ( a quei livelli) ha imboccato la strada della non-eticità in tutti i settori ed in tutti i livelli per cui queste attività di p.r. lasciano piu' un senso di ilarità che di riflessione.
    • nononloso scrive:
      Re: Oddio...
      - Scritto da: picchiatello
      In questo momento , cose che avvengono
      ciclicamente, molte multinazionali sono in crisi
      o brand di multinazionali sono in crisi e quindi
      le provano tutte , anche quello di rifarsi una
      "verginità" mai avuta e che mai si pensa di
      avere; e' una strada battuta dal manager
      markettaro di turno, buona come quella di
      scontare il prodotto del 50% o dare il 100% di
      prodotto in piu'...o di vendere il prodotto con
      sopra le faccine dei disperati di turno pensando
      ( ed alcune volte avendo ragione) che il
      compratore impietosi pensi che i soldi che spende
      andranno veramente a quei poveri.

      Oramai il mondo della produzione e della
      commercializzazione ( a quei livelli) ha
      imboccato la strada della non-eticità in tutti i
      settori ed in tutti i livelli per cui queste
      attività di p.r. lasciano piu' un senso di
      ilarità che di
      riflessione.Sono daccordo. A che server invocare una legge che proibisce i test sugli animali IN ITALIA quando si può andare tranquillamente in un qualunque paese dove o non c'è una legge simile, o semplicemente non viene fatta rispettare? Ma di cosa stiamo parlando?
      • ... scrive:
        Re: Oddio...
        Condivido!
        • Ricky scrive:
          Re: Oddio...
          Ce ne raccontano sempre una...prima del periodo CINESE se ne guardavano bene di discutere di etica,poi hanno scoperto che spostando le industrie laggiu' e sfruttando quei poveracci coem schiavi potevano ANCHE preoccuparsi di affrontare certi discorsi cercando di fare qualche cosa,daltronde con il margine centuplicato possono permetterselo.Ovviamente,nel fare tanti discorsi inquinano in Cina,sfruttano i cinesi e distruggono il loro paese conferendogli pero' un potere immenso.Pero' non si fermano qui, questi benefattori, importano cinesi per rinchiuderli in magazzini da cui escono solo morti...senza che nessuno li veda.Bhe,come etica non c'e' che dire, vanno alla grande!
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