Longhorn, tresca con Itanium

Microsoft si muove per promuovere Itanium sul mercato dei server. Lo farà includendone il supporto in Longhorn Server e acquistando oltre un migliaio di sistemi basati sul chippotto Intel
Microsoft si muove per promuovere Itanium sul mercato dei server. Lo farà includendone il supporto in Longhorn Server e acquistando oltre un migliaio di sistemi basati sul chippotto Intel


Redmond (USA) – Intel sembra aver trovato in una propria partner di vecchia data, Microsoft , un importante alleato con cui tentare di risollevare le sorti del proprio chippone Itanium. Il big di Redmond si è infatti impegnata ad introdurre in Longhorn Server il supporto nativo all’architettura IA-64 di Intel e HP , una mossa particolarmente importante per incoraggiarne la diffusione sul mercato.

La decisione di Microsoft presuppone che il rilascio di Longhorn Server per Itanium avverrà in contemporanea a quella per i processori x86, prevista per il 2007. La versione desktop del nuovo sistema operativo, come noto, è invece attesa per il 2006 : quest’ultima, almeno inizialmente, girerà esclusivamente sulle piattaforme x86.

Il gigante del software prevede anche di promuovere Itanium e i processori x86-64 in una serie di workshop, inseriti nel tour Route64 , in cui spiegherà alle aziende i vantaggi forniti dalle versioni a 64 bit di Windows. Microsoft ha inoltre stipulato un contratto con HP per l’acquisto di 1.600 server basati su Itanium.

L’appoggio di Microsoft al processore hi-end di Intel si è concretizzato nel 2003 con il rilascio della prima versione per Itanium di Windows Server, ma da allora il big di Redmond ha mostrato ben poco entusiasmo verso questa piattaforma: lo scorso anno, per esempio, ha abbandonato il progetto di sviluppo che avrebbe dovuto dare alla luce un sistema operativo per le workstation basate su Itanium, e pochi mesi fa ha annunciato che la prima release di Windows Server 2003 Compute Cluster Edition (CCE) supporterà esclusivamente i processori x86-64 . Scelte comprensibili viste le difficoltà incontrate da Itanium nel guadagnare spazi di mercato: su stessa ammissione di Intel, lo scorso anno le vendite di Itanium si sono fermate ben sotto le aspettative.

Itanium è stato progettato come alternativa economica alle CPU RISC, oggi dominatrici della fascia medio-alta del mercato, ma ci sono almeno due fattori che oggi giocano a suo sfavore: l’arrivo dei processori x86 a 64 bit, ora in grado di indirizzare oltre 4 GB di memoria e di fornire maggiori performance, e l’affermarsi di nuove generazioni di processori RISC più economici e flessibili, come i giovani Power5 di IBM.

Intel si prepara però a contrattaccare con il lancio, verso la fine dell’anno, di una versione dual-core di Itanium nota con il nome in codice Montecito : quest’ultimo dovrebbe migliorare il rapporto prezzo/prestazioni e ridurre i consumi energetici.

Intel, HP e Microsoft sperano di far leva sull’accoppiata Itanium/Longhorn per penetrare più a fondo sul mercato dei grossi server, i cosiddetti big iron , oggi ancora in larga parte dominato dalle piattaforme Unix/RISC. In tale prospettiva Microsoft sta sviluppando versioni per Itanium di alcuni dei suoi software più importanti, tra cui SQL Server, MS.NET Framework e Visual Studio.

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11 04 2005
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