Ma chi pagherà per Napster?

di Massimo Mantellini. Tutte le majors del disco avvertono di avere pronti i loro jukebox a pagamento. E mentre i ritardi si accumulano prospera il free-for-all, vera irrinunciabile hit della rete con cui i grandi devono fare i conti


Roma – Per le cinque major del disco riunite nel consorzio Musicnet il sogno di una notte di mezza estate era quello di una grande nuova Napster, animata da migliaia di navigatori della rete disposti a scaricare file musicali a pagamento dalla rete Internet. Lo stesso bellissimo sogno sognato anche dalle altre due case discografiche rimaste fuori da Musicnet, Sony e Universal, si dovrebbe concretizzare attraverso una iniziativa analoga chiamata Pressplay nel giro di poco tempo. A differenza di Musicnet, che indica tuttora sul suo sito web per la fine estate l’apertura del servizio, più prudentemente Pressplay usa tempi meno precisi coniugati al futuro per annunciare il prossimo esordio del servizio. In molti ci siamo chiesti ultimamente se l’e-commerce travestito da file sharing della grande industria musicale (compreso il progetto di Bertelsmann sulla conversione di Napster, anch’esso in grave ritardo rispetto ai tempi previsti) partirà davvero e soprattutto se funzionerà.

Ha preso forma in questi giorni una divertente contrapposizione fra alcuni di questi grandi protagonisti dell’intrattenimento musicale su scala planetaria. Come sapete – PI ne ha dato notizia più volte – molti editori musicali stanno incorporando nei loro CD tecnologie antipirateria che vanno sotto il nome di DRMT (Digital Right Management Technology). Esse sono una altra faccia – meno nota – della lotta alla pirateria musicale su Internet. Da un lato si cerca di limitare il passaggio online di musica estratta da CD regolarmente acquistati, dall’altra si rendono disponibili in rete i medesimi brani a pagamento. Dentro questa manovra di aggiramento sono però rimasti impigliati alcuni grandi attori dell’intrattenimento online come Microsoft e Real Networks (che tra l’altro partecipano anche ai consorzi appena citati) i quali, nella loro veste di produttori di software che consentono la gestione e la riproduzione di CD audio su PC, vedono le tecnologie DRM come fumo negli occhi. Così in questi giorni sono in corso tentativi di composizione degli interessi di tutti, anche se qualcuno potrebbe sottolineare come, proprio le case di software appena citate, che oggi lamentano la messa in atto di meccanismi anticopia, siano fra i maggiori alfieri di tecnologie di streaming proprietarie che impediscono la la duplicazione abusiva dei contenuti digitali.

La tarda estate di Musicnet sta comunque diventando inverno pieno e benché sia Musicnet che Pressplay non perdano occasione per dichiarare che le loro piattaforme di vendita di file musicali su Internet sono pronte e a prova di intrusione, non c’è davvero la sensazione che una svolta epocale sia alle porte. Sarà per le statistiche che, sebbene mostrino una certo interesse dei navigatori della rete per i sistemi di distribuzione musicale delle major del disco, continuano a indicare nei sistemi aperti di file sharing la principale fonte di approvvigionamento di musica online (e piattaforme come Morpheus hanno avuto in questi mesi un incremento di utilizzatori davvero impressionante), sarà per una certa incertezza sui costi che l’utente di Musicnet e Pressplay dovrà accollarsi per singolo download (circolano cifre non confermate di prezzi di poco inferiori a 1 dollaro per brano) ma la sensazione è che la tanto attesa discesa online della industria discografica non inciderà troppo nel quadro generale della circolazione di musica su Internet.

Questo nella migliore delle ipotesi, perchè talvolta il sogno può anche trasformarsi in un incubo, specie se certe alleanze fra editori puri e software house tardano, come in questo caso, a mostrare i loro frutti. Wired scrive proprio in questi giorni che sia Yahoo che Microsoft che AOL stanno aggiungendo ai loro utilizzatissimi software di instant messaging nuove e più efficaci funzioni di file sharing.

Sarà quindi in futuro più semplice condividere con altri utenti i propri file, compresi ovviamente quelli musicali. Dopo un lungo periodo di incertezza legale (legata alla vicenda che opponeva Aimster alla RIAA) oggi i produttori di sistemi di messaggeria si sentono sufficientemente coperti per poter aggiungere tali opzioni di sharing senza rischiare beghe legali da parte dei detentori dei diritti di copyright.

Nella più classica schizofrenia dell’epoca digitale, i medesimi soggetti partecipano ad iniziative di segno del tutto opposto quasi che una unica morale non sia oggi più possibile ne conveniente in un mondo dove tutto si interseca e tutto è collegato a qualcosa d’altro. Certo, nel panorama digitale attuale esiste un abisso fra quante cose può fare un produttore di software come Microsoft AOL o Real Networks (gestire formati proprietari, partecipare ad e-commerce di contenuti esterni fornendone la base tecnologica, offrire piattaforme di condivisione digitale aperte per i propri clienti) e quanto può proporre invece un editore puro come una casa discografica o un editore di libri.

Questi ultimi soggetti sono nella poco invidiabile condizione di doversi appoggiare a chi possiede i contenuti tecnologici che consentano loro di vendere online quanto fino ad oggi stava appoggiato sugli scaffali dei negozi di dischi e libri. Nel momento in cui tali progetti non dovessero avere il successo sperato (ipotesi tutt’altro che remota) essi si troveranno in mano le solite vecchie e spuntate armi di un tempo: il ricorso alle vie legali per la tutela del propri diritti di copyright o la messa in opera di sistemi di protezione dei propri contenuti. La caducità di simili “contromisure” è sotto gli occhi di tutti da un paio d’anni a questa parte.

Anche una volta liberati dall’abbraccio di Morpheus e soci, il risveglio degli intermediari su Internet promette così di continuare ad essere un’esperienza tutt’altro che piacevole.

Massimo Mantellini

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  • Anonimo scrive:
    Tassa sui masterizzatori = Diritto di copiare
    Se voglio imporre una tassa sui masterizzatori/supporti OK. Se ritengono di avere il diritto di essere risarciti delle copie pirate vabene.Ma a questo punto mi sembra giusto ribadire un principio:Io pago una tassa sul CDR per ripagare gli autori di un'eventuale copia di materiale protetto da copyright, di conseguenza la mia copia non è più illegale in quanto gli autori sono già stati ripagati in anticipo.Cosa ne pensate?Renato
    • Anonimo scrive:
      Re: Tassa sui masterizzatori = Diritto di copiare
      E' giustissimo quanto tu dici.......ma sai che non è così..... è solo un'altra scusa per svenarci. Viva la pirateria quando questa punta a colpire le lobby discografiche... uno che mi ruba tanti soldi per vendermi un cd non è meno disonesto di me che me lo copio!Ultima cosa: chi non usa tutti i sistemi in modo illegale, perchè dovrebbe pagare le colpe di chi lo fa sistematicamente?Adios...
  • Anonimo scrive:
    E gli MP3?
    Se io mi scarico gli MP3 dalla rete, metteranno una tassa antipirateria sul modem perchè lo uso per copiare musica?Pirata Formaggino--
    fregare le multinazionali non è reato, è riappropriarsi di ciò che ci hanno largamente e ingiustamente tolto prima.
  • Anonimo scrive:
    Abbassate i prezzi.
    Possibile che passino intere nottate insonni a pensare come fare per combattere la pirateria e non hanno mai pensato di abbassare i prezzi????? Non hanno ancora capito che la pirateria esiste grazie alla loro avidità? ABBASSATE 'STI PREZZI!!!!
  • Anonimo scrive:
    Viene già corrisposta
    La tassa sui riproduttori, registratori e assimilati viene già corrisposta dai produttori, infatti se guardate sotto un videoregistratore di qualche anno fa e' presente un bollino rosso con marchio dello Stato Italiano, quale riprova dell'avvenuto pagamento della "gabella".Attualmente detto bollino non e' piu' obbligatorio applicarlo sui prodotti, e viene corrisposto in maniera forfettaria all'origine, direttamente dal produttore allo Stato.Saluti.
  • Anonimo scrive:
    l'assurdo continua
    OK, il diritto d'autore e' sacrosanto.Ma con la scusa del diritto d'autore si avviano sempre nuovi balzelli a 360 gradi.Gia' oggi se uno registra il filmato del suo matrimonio su cd e lo regala ad amici e parenti deve andare alla Siae, iscriversi, compilare 3 moduli DRV1, DRV1 Bis e DRV2 e attendere sino a 10 giorni lavorativi per ritirare e pagare i bollini SIAE.Pazzesco, e ovviamente nessun lo fa' e diconseguenza rischia la reclusione sino a 6 anni !La stessa cosa vale per un catalogo multimediale di un prodotto o di un'azienda o per un sito internet registrato su CD.Come se non bastasse, si vuole tassare un CD Recorder e un supporto magnetico.Noi che di professione ci occupiamo di duplicazione, siamo nel mirino, come se fossimo dei pirati, e come se non bastasse siamo costretti a perdere lavoro a favore dei pirati veri e propri che ovviamente delle regole se ne infischiano.Un'azienda che duplica cd, e' costretta ad acquistare presse per cd che costano 1 miliardo circa, e per star dietro al mercato ne servono almeno 4 oltre a tutti i macchinari per personalizzare e confezionare.Gli investimenti sono elevatissimi e le regole impongono solo pesanti riduzioni della produzione, impedendo sviluppo e creazione di nuovi posti di lavoro in un mercato in forte crescita.Ripeto, e' sacrosanto tutelare il diritto d'autore, ma la strada intrapresa da tempo con la legge 248/2000 NON E' SICURAMENTE LA STRADA CORRETTA.Luciano
  • Anonimo scrive:
    Come al solito ci rimettono gli onesti...
    Come al solito le persone oneste finiscono per pagare per le persone disoneste. Chi i propri dischi, film e programmi se li paga, facendo sacrifici finisce per pagare anche per chi invece copia. È un nuovo modello di democrazia? Se devo pagare per chi copia, tanto vale che la smetta di acquistare e cominci a copiare anch'io.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito ci rimettono gli onesti...
      Sono assolutamente d'accordo. bisogna proibire ai pirati, non tassare gli onesti.Michele Coppo
  • Anonimo scrive:
    tasse future
    Dopo la tassa su masterizzatori (che molti comunque usano come dovrebbero, cioè dispositivi di backup e salvataggi vari) che POTREBBERO essere usati per piratare, a quando una tassa sulle auto per pagare le vittime degli investimenti da parte di pirati che sono poi fuggiti?
    • Anonimo scrive:
      Re: tasse future
      - Scritto da: kill -9
      Dopo la tassa su masterizzatori (che molti
      comunque usano come dovrebbero, cioè
      dispositivi di backup e salvataggi vari) che
      POTREBBERO essere usati per piratare, a
      quando una tassa sulle auto per pagare le
      vittime degli investimenti da parte di
      pirati che sono poi fuggiti?Ehm.....C'e' gia' !Esiste un fondo delle societa' di assicurazioni che serve proprio a quello che dici. E stai tranquillo che le societa' di assicurazioni i soldi accantonati nel fondo non li mettono di certo di tasca propria ....
    • Anonimo scrive:
      Re: tasse future
      - Scritto da: kill -9
      Dopo la tassa su masterizzatori (che molti
      comunque usano come dovrebbero, cioè
      dispositivi di backup e salvataggi vari) che
      POTREBBERO essere usati per piratare, a
      quando una tassa sulle auto per pagare le
      vittime degli investimenti da parte di
      pirati che sono poi fuggiti?A proposito di tasse future!Allora possiamo tassare le major sui loropresunti guadagni degli anni fututi, no?Cosi' azzeriamo il debito dell'italia finalmente..Si ridovrebbe tirare fuori il referendumper abolire la SIAE, perche' come e' orafa proprio schifo! Macs
  • Anonimo scrive:
    Non sono per niente d'accorto
    "Oggi è disponibile la tecnologia per assicurare agli artisti un pagamento conforme allo sfruttamento del loro lavoro"Questa mi sembra una grandissima cazzata.L'unico modo per assicurare agli artisti un pagamento conforme al loro lavoro e' LA POLIZIA.(e la polizia si paga... con le tasse :(Facciamo fuori i pirati (musicali e non).Basta con sta cazzo di privacy,la pirateria e' piu' pericolosa della mancanza di privacy.CiaoPaolo Zavarise
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono per niente d'accorto

      Facciamo fuori i pirati (musicali e non).
      Basta con sta cazzo di privacy,
      la pirateria e' piu' pericolosa della
      mancanza di privacy.Secondo voi è pazzo, ci fa o sniffa acidi?:-))
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono per niente d'accorto
      Gia' certo...la strada della punizione del presunto reato e' la strada giusta da percorrere.Cose del tipo: " secondo me tu hai la faccia losca, potresti guidare in modo pericoloso, quindi ti sequestro la macchina"Bravo.Complimenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono per niente d'accorto
        dove cazzo ho parlato di "punizioni anticipate" ?La polizia, gia' la paghi, mi sembra, anche se non hai mai commesso un reato in vita tua.CiaoTienteli i tuoi meccanismi anticopia, che rompono solo le scatole
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono per niente d'accorto
      - Scritto da: Paolo Zavarise
      Facciamo fuori i pirati (musicali e non).
      Basta con sta cazzo di privacy,
      la pirateria e' piu' pericolosa della
      mancanza di privacy.Il problema della mancanza di privacy e' uno solo: non c'e' un governo mondiale, ma il pianeta e' diviso tra multinazionali e nazioni.Ora chi deve controllare chi ????Saresti contento se gli USA controllano le mail della tua ditta per "antiterrorismo" ? Conosci i rischi di una cosa del genere ? Spionaggio indusstriale ecc...Richiatatemi quanto si potra' appaltare a degli alieni o a delle IA il controllo e mi andra' bene. Per cosi' come e' ora non ci sto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono per niente d'accorto

        Il problema della mancanza di privacy e' uno
        solo: non c'e' un governo mondiale, ma il
        pianeta e' diviso tra multinazionali e
        nazioni.E preferiresti che ci fosse ?Se ci fosse solo microsoft a governare, la "mancanza di privacy" sarebbe piu' sicura ? :P
        Ora chi deve controllare chi ????Ogni nazione pensa ai cavoli propri
        Saresti contento se gli USA controllano le
        mail della tua ditta per "antiterrorismo" ?
        Conosci i rischi di una cosa del genere ?
        Spionaggio indusstriale ecc...Penso al software e alle mp3, piu' che alle mail.Quando viaggio, se mi ferma una pattuglia e mi chiede i documenti, mica protestate piu' di tanto.Allo stesso identico modo, trovo tollerabile che una pattuglia entri in casa mia e mi chieda le licenze documenti del software installato sul pc.E' la stessa IDENTICA cosa.In questo modo si fa fuori la pirateria.Ti garantisco che gente che non regolarizza l'automobile e va in giro senza patente ce n'e' davvero poca... perche' ? :PE non si tratta di una mancanza di liberta'.CiaoPaolo Zavarise
        • Anonimo scrive:
          Re: Non sono per niente d'accorto

          Quando viaggio, se mi ferma una pattuglia e
          mi chiede i documenti, mica protestate piu'
          di tanto.
          Allo stesso identico modo, trovo tollerabile
          che una pattuglia entri in casa mia e mi
          chieda le licenze documenti del software
          installato sul pc.
          E' la stessa IDENTICA cosa.

          In questo modo si fa fuori la pirateria.
          Ti garantisco che gente che non regolarizza
          l'automobile e va in giro senza patente ce
          n'e' davvero poca... perche' ? :P

          E non si tratta di una mancanza di liberta'.

          Ciao
          Paolo ZavariseBeh, se poi castriamo i pedofili, ammazziamo gli assassini, interniamo gli squilibrati, chiudiamo le tube a chi fa troppi figli per il problema fame nel mondo, manganelliamo i rissosi e seppelliamo i tossicodipendenti, nonchè frustiamo le prostitute e facciamo fuori i disabili sarebbe sotto un certo punto di vista un mondo ancora migliore. Certo bisogna pur cominciare da qualche parte, magari con delle irruzzioni nelle case private col mitra in mano per vedere se hai una copia masterizzata di un disco...
          • Anonimo scrive:
            Re: Non sono per niente d'accorto
            - Scritto da: Gandalf
            ..........
            Beh, se poi castriamo i pedofili, ammazziamo
            gli assassini, interniamo gli squilibrati,
            chiudiamo le tube a chi fa troppi figli per
            il problema fame nel mondo, manganelliamo i
            rissosi e seppelliamo i tossicodipendenti,
            nonchè frustiamo le prostitute e facciamo
            fuori i disabili sarebbe sotto un certo
            punto di vista un mondo ancora migliore.Hai dimenticato il taglio della mano destra per i ladri e la lapidazione per le adultere ....
            Certo bisogna pur cominciare da qualche
            parte, magari con delle irruzzioni nelle
            case private col mitra in mano per vedere se
            hai una copia masterizzata di un disco...Beh, potrebbero sempre trovare un ragazzino che si difende a colpi di mitra a canne rotanti presoda Quake (ovviamente copiato illegalmente) ....Oppure un programmatore che sta scrivendo illegalmente l'ennesimo "Hello World" utilizzando qualche algoritmo brevettato ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono per niente d'accorto
      - Scritto da: Paolo Zavarise
      "Oggi è disponibile la tecnologia per
      assicurare agli artisti un pagamento
      conforme allo sfruttamento del loro lavoro"

      Questa mi sembra una grandissima cazzata.

      L'unico modo per assicurare agli artisti un
      pagamento conforme al loro lavoro e' LA
      POLIZIA.
      (e la polizia si paga... con le tasse :(Si, come no. Io li farei andare a zappare la terra. Non soo mai riuscito a capire perche' Michael Jackson si fa pagare i cd del 1980 ancora 39.900 lire. Non vi pare che abbia gia' guadagnato abbastanza? Il diritto d'autore, cosi' come va adesso significa pagare 1000 volte lo stesso lavoro. Te il tuo idraulico lo paghi ogni volta che apri il rubinetto? Io no. Eppure se fai un concerto con una canzone dei righeira, beh, a loro arrivano ancora dei soldi dopo un sacco di tempo.

      Facciamo fuori i pirati (musicali e non).
      Basta con sta cazzo di privacy,
      la pirateria e' piu' pericolosa della
      mancanza di privacy.
      Massi', e non occupiamoci delle cose serie, dei veri criminali, del fatto che ci sia gente che muore di fame, del fatto che c'e' chi mina la nostra liberta'...

      Ciao
      Paolo Zavarise mmm ce ne hai di faccia tosta a sparare cretinate e firmarti col tuo nome... ;) Io invece sono pusillanime e mi nascondo dietro un nick...Wishmerhill
  • Anonimo scrive:
    Puniti PRIMA di aver fatto il delitto...
    Questa misura sembra una "multa in anticipo"!! Mi serve un CD recorder per i backup? OK! Ma questa macchinaria è in grado di copiare anche un CD sotto il famoso copiright. Quindi, preventivamente, si paga l'EVENTUALE reatto...Infatti, lo Stato ha scoperto come si puo' ancora svuotare la tasca, comunque già quasi vuota, del citadino: calciando alcuni diritti fondamentali. Ancora tropi soldi da ricavare...
    • Anonimo scrive:
      Produttori di hardware benefattori ?
      Questi sono dei furbetti del deserto che cercano solo di pagare meno LORO scatenando una campagna con i consumatori. Ma che furbi. Dalla padella alla brace. Facciano la loro battaglia ma almeno non cerchino di farla passare come un beneficio per i consumatori !
      • Anonimo scrive:
        Re: Produttori di hardware benefattori ?
        E' vero. Che schifosi
      • Anonimo scrive:
        Re: Produttori di hardware benefattori ?
        - Scritto da: ca nisciuno è fesso
        Questi sono dei furbetti del deserto che
        cercano solo di pagare meno LORO scatenando
        una campagna con i consumatori. Ma che
        furbi. Dalla padella alla brace. Facciano la
        loro battaglia ma almeno non cerchino di
        farla passare come un beneficio per i
        consumatori ! Cazzate: vai in un qualunque supermercato e confronta il costo di un CDR marchiato "for AUDIO" (sul quale grava l'imposta per i diritti mancati della SIAE) e un CDR normale (sul quale non paghi la suddetta imposta).Ti accorgerai del "beneficio" che ti da la SIAE alleggerendo il tuo portafoglio.(Ricordando che i due tipi di supporto sono del tutto identici, tranne la scritta).
  • Anonimo scrive:
    Paghiamo gia' la tassa!
    Quando si acquista un cd-r/rw o un nastro registrabile, una percentuale del prezzo pagato va alla siae. Questo anche se ci creiamo una regolare copia di backup dei nostri documenti su di un cd-rom, che non infrangono nessun diritto d'autore. E vogliono anche mettere la tassa sui masterizzatori? Che figli di puxtana!!!Scusate lo sfogo ma era il minimo...
  • Anonimo scrive:
    Si puo', e non solo.
    Piu' che fare copie pirata con masterizzatori tassati a cavolo, con le tecnologie, si puo' anche pagare i diritti d'autore agli stessi autori bypassando case discografiche, major hollywoodiane e softwarhouse...Queste ultime stanno facendo il diavolo a 4 perche' sanno di essere un nonsenso, di essere di troppo.Io voglio pagare gli U2, i Pink Floyd, Marlene Kuntz, Afroman, Luca Carboni, etc etcNon la Sony o qualsiasi altra multinazionale del cavolo.Oggi come oggi, grazie alla tecnologia si potrebbe pagare direttamente il produttore cosi' che sia chi ha fatto un'opera sia chi ne vuole usufruire, siano contenti e remunerati.Ed invece no, stiamo ancora a pagare balzelli perfino alla SIAE....
  • Anonimo scrive:
    Allora si può?
    Se io pago la tassa antipirateria sul supporto, e poi ne pago un'altra sull'acquisto del mezzo per registrare non vedo perchè mi sia anche impedito di fare delle copie, dato che l'autore (o chi per lui) è ampiamente tutelato da questa spazzolata invereconda....
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