Mandriva, è la fine

La problematica società francese smette di soffrire dopo anni tormentati e finisce in liquidazione. Il sogno di "Linux su desktop" non si è avverato, nondimeno la community di Mandriva continua a sognare
La problematica società francese smette di soffrire dopo anni tormentati e finisce in liquidazione. Il sogno di "Linux su desktop" non si è avverato, nondimeno la community di Mandriva continua a sognare

Si è conclusa la parabola discendente di Mandriva S.A., società francese quotata alla borsa di Parigi e co-fondatrice del Desktop Linux Consortium, organizzazione che promuove la diffusione dei sistemi operativi open source su PC desktop.

Mandriva, precedentemente nota come MandrakeSoft, era da anni in lotta con una situazione economica e societaria a dir poco problematica; già nel 2012 gli azionisti stavano per decidere una eventuale dichiarazione di bancarotta , ma alla fine la decisione è stata rimandata e Mandriva si è trascinata fino al 2015.

Ora però sembra sia arrivata davvero la fine, visto che la società è ufficialmente in liquidazione e il sito Web ufficiale non risulta più raggiungibile. Nel 2013 il giro di affari di Mandriva era pari a 553.600 euro, mentre il numero di dipendenti oscillava fra le 10 e le 19 unità.

Numeri evidentemente inferiori alla soglia di sopravvivenza per una società che, a discapito del suo obiettivo iniziale, col tempo ha dovuto lasciare il posto a concorrenti ben più agguerriti come Canonical (65 e passa milioni di euro di fatturato e 700 dipendenti nel 2013) ed è stata abbandonata dalla community di sviluppatori riunitasi sotto il nuovo progetto Mageia.

Il progetto di Linux su desktop è oggi largamente irrilevante con un 2 per cento di market share, a voler essere ottimisti, ma gli sviluppatori di Mageia continuano a portare avanti la bandiera della (ex-)Mandriva con la quinta major release del sistema operativo FOSS uscita lo scorso aprile .

Alfonso Maruccia

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27 05 2015
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