Microsoft cavalca l'onda dei video

L'azienda di Redmond acquisisce anche VideoSurf. Il motore di ricerca intelligente specializzato nei filmati verrà probabilmente integrato in Bing

Roma – Microsoft acquisisce Video Surf , motore di ricerca intelligente specializzato nell’individuazione di filmati pubblicati online. Ormai è davvero guerra aperta con la ricerca web via Google, gemellata con YouTube dalla fine del 2006.

I termini dell’accordo tra Microsoft e VideoSurf non sono stati divulgati ma secondo il quotidiano finanziario Calcalist l’acquisizione ha fatto entrare almeno 70 milioni di dollari nelle tasche di fondatori e investitori che hanno scommesso nel servizio fin da principio.

Per qualcuno, VideoSurf finirà soltanto dentro la prossima dashboard dell’Xbox 360, come strumento ulteriore da affiancare al codice del motore di ricerca Bing. Molto più realisticamente, i tecnici di Redmond finiranno con l’integrare questa tecnologia anche su computer e smartphone, sempre come componente interno di Bing.

La versione mobile di VideoSurf, del resto, è ancora più intrigante di quella desktop, dato che funziona come una sorta di Shazam dei video. I suoi algoritmi riescono a gestire anche la ricerca visuale: “guardano” i frame di una clip ripresa con la fotocamera dello smartphone e li confrontano con quelli pubblicati online. Riprendendo un film, un video musicale o un show trasmesso in TV, il software individuerà quindi l’eventuale contributo web, recupererà le informazioni sul cast e suggerirà altri video simili da guardare.

Roberto Pulito

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  • Pelagio scrive:
    In parlamento invece
    La propensione alla menzogna è di 5.000 volte superiore, Lo dice uno studio della Università di Baltimora. Tassi ragguardevoli anche tra i venditori di auto usate, addetti al marketing in genere ecc.Direi che il problema è un'altro la gente mente se ne ricava un vantaggio, alcuni in ogni caso ma sono i bugiardi patologici. Molto fumoso come articolo, direi fondamentalmente stupido, ma ci siamo abituati.
  • anon scrive:
    e allora?
    sinceramente, non capisco l'utilità, tanto meno la necessità, di uno "studio" del genere...per scoprire cosa, poi? che la gente mediamente mente di più sul web, o con l'email? bah...
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