Microsoft: Sendo vuole solo soldi

In una controquerela, Microsoft respinge in toto le accuse che le aveva scagliato contro Sendo e accusa l'ex partner di aver cercato di fare soldi facili con un telefono bacato


Texarkana (USA) – In un documento presentato alla corte federale di Texarkana, in Texas, Microsoft respinge al mittente tutte le accuse che le erano state lanciate a dicembre da Sendo, l’ex partner insieme a cui avrebbe dovuto lanciare sul mercato il primo smartphone basato sulla piattaforma Windows Powered Smartphone 2002 .

Come si ricorderà, lo scorso novembre, con un annuncio a sorpresa e a pochissime settimane dal debutto sul mercato del suo primo smartphone, lo Z100 , l’azienda britannica annunciò l’abbandono della piattaforma di Microsoft a favore di quella firmata Nokia e basata sul sistema operativo Symbian OS. Se inizialmente Sendo non giustificò il clamoroso cambio di rotta, il mese dopo citò in giudizio la propria ex partner imputandola di tredici capi d’accusa, fra cui frode, concorrenza sleale, violazione del contratto e cospirazione.

In particolare, Sendo sostiene che Microsoft abbia messo in atto una strategia tesa a “depredarla di informazioni proprietarie, esperienza tecnica, conoscenze di mercato e clienti” e spingerla sull’orlo della bancarotta. Il big di Redmond avrebbe attuato tutto ciò ritardando a dismisura il rilascio della piattaforma software Smartphone e condividendo con il produttore taiwanese High Tech Computer informazioni e progetti che violerebbero le proprietà intellettuali di Sendo.

Microsoft ora controbatte punto per punto alle accuse scagliategli contro dall’azienda inglese e, in due documenti separati, ha presentato al tribunale due istanze per la cancellazione della causa e il cambio della sede del processo.

“E’ spiacevole che questo rapporto sia sfociato in questa disputa legale, ma noi crediamo di aver agito in buona fede”, ha affermato un portavoce di Microsoft.

Nella sua controquerela, il big di Redmond sostiene che la colpa del fallimento del progetto Z100 sarebbe da imputarsi unicamente a Sendo, la quale, secondo quanto si legge nel documento presentato alla corte, “ha tenuto comportamenti fraudolenti fornendo ripetutamente a Microsoft informazioni ingannevoli sulla sua situazione finanziaria e sui progressi nello sviluppo dello Z100”. Microsoft sostiene che l’unico obiettivo di Sendo era quello di rilasciare in tempi brevi un telefono sul mercato “instabile e inaffidabile”.

Sendo aveva chiesto al tribunale l’arresto della commercializzazione dello smart phone di Orange e un indennizzo, da parte di Microsoft, di una cifra stimata nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari. La prima udienza dovrebbe avere luogo entro la fine del mese.

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