Microsoft Surface, la guerra degli OEM

Mentre il capo della divisione OEM di Microsoft passa ad altre occupazioni, i produttori partner di Redmond si dimostrano contrariati in merito all'introduzione di Surface. HP, per cominciare, farà solo tablet x86

Roma – Se Windows 8 rappresenta (per ammissione della stessa Redmond) la scommessa più azzardata di Microsoft, il tablet Surface potrebbe passare alla storia come il punto di frizione più ampio mai raggiunto da Redmond con le strategie commerciali dei suoi partner OEM.

C’è prima di tutto un importante passaggio di consegne, a Redmond, proprio nel reparto produttori: il vicepresidente corporate Steven Guggenheimer lascia la gestione della divisione OEM a Nick Parker (precedentemente vicepresidente delle vendite della succitata divisione) e passa a un nuovo ruolo “senior” all’interno dell’azienda, mentre Microsoft si affretta a spiegare che si tratta di un passaggio di consegne già preventivato da tempo e fatto coincidere con l’inizio dell’anno fiscale (1 luglio).

Èprobabile fosse tutto previsto, ma dopo la presentazione di Surface i segni degli attriti tra l’azienda di Windows e i costruttori di computer e gadget si fanno sempre più evidenti: sin qui i produttori OEM stavano studiando la possibilità e l’opportunità di realizzare tablet ARM basati su Windows 8, ma con l’introduzione di Surface una tale possibilità sembra farsi molto più remota. C’è chi si lamenta del presunto doppio gioco fatto da Microsoft, che da un lato stava aiutando i partner nella finalizzazione dei design dei prossimi sistemi Windows-centrici e nel frattempo si era preparata per disvelare il “suo” Surface al vasto pubblico.

E magari non sarà crisi aperta, ma almeno un grande produttore ha già dato forfait sui tablet Windows-ARM: Hewlett-Packard ha dichiarato la propria indisponibilità a realizzare un dispositivo Windows 8 basato sui chip mobile, almeno per il momento. Per ora il colosso statunitense si limiterà a realizzare un tablet/convertibile per il mercato business, spiegano i portavoce.

Alfonso Maruccia

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