Mozilla, un futuro tutto da navigare

Positivo il bilancio 2008, anche se il trend di crescita è in flessione rispetto all'anno precedente. Ma solo per colpa della crisi

Roma – La Fondazione Mozilla ha divulgato i risultati finanziari per il 2008, anno in cui ha registrato un discreto successo: i profitti sono cresciuti del 5 per cento fino ad arrivare a 79 milioni di dollari.

Si potrebbe notare un trend in lieve calo dal momento che nel 2007 la crescita dei profitti rispetto al 2006 era del 12 per cento. Tuttavia è Mitchel Baker, CEO della Fondazione, a spiegare che i guadagni sarebbero stati maggiori, ma che si sono persi circa il 25 per cento degli investimenti di lungo periodo proprio a causa della crisi finanziaria 2008.

La prima voce di guadagno, gli introiti pubblicitari ottenuti con Firefox, si devono in gran parte a un accordo stipulato tra Google e Mozilla, per cui i compensi di alcuni click pubblicitari cui si giunge attraverso Google e utilizzando Firefox sono suddivisi tra le parti. Avendo un quarto del mercato dei browser si può ragionevolmente dire che è più facile usare Google senza Firefox che viceversa: per allargare il proprio mercato Mozilla ha firmato degli accordi simili anche con Yahoo!, Amazon, eBay, Yandex (motore di ricerca russo), Canonical e Nokia. Gli ulteriori introiti su cui può poi contare la Fondazione derivano da donazioni, dal Mozilla Store e dagli investimenti.

Per il 2009 si attendono i frutti della nuova offerta Mozilla Messaging , dal momento che a breve arriverà la versione definitiva di Thunderbird 3 ed è appena stata rilasciato Raindrop che secondo le intenzioni dovrebbe fornire un nuovo modo per integrare differenti tipi di messaggio. Sono stati inoltre appena avviati una serie di progetti, tra cui Design Challenge , Test Pilot , Ubiquity , e sono proseguiti quelli già avviati come Prism , che rappresentano l’impegno volto all’innovazione che mantiene Mozilla.

La Fondazione si trova poi da poco ad affrontare il mercato degli apparecchi mobili, e il primo prodotto dovrebbe essere rilasciato entro il 2009.

Negli ultimi mesi, lo sviluppo di Google Chrome OS e le aspettative nei confronti di IE 9 potrebbero rischiare di minacciare il consolidamento della posizione raggiunta negli ultimi anni. Per quanto riguarda la possibilità di sviluppare un sistema operativo proprio la decisione della fondazione sembra categorica : non sono interessati, d’altronde la filosofia resta quella di un Web aperto e usufruibile indipendentemente dal sistema operativo adottato.

Claudio Tamburrino

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  • threedogs scrive:
    innegabile realtà o incubo
    Lo stato di connessione permanente, come tante altre cose, è di per sè neutro ma potenzialmente ambivalente. Posso immaginare usi molto positivi ed altri molto oscuri delle possibilità offerte da una connessione permanente.Posso immaginare fenomeni di "addiction" di massa, alla Matrix, dove si preferisce restare connessi, perchè la realtà reale è più difficile e scomoda di quella virtuale.Posso immaginare l'acXXXXX istantaneo a tutte le informazioni che voglio, quando e dove mi sono necessarie.Posso immaginare la rete di sensori e dispositivi che renderanno la nostra vita molto più pregna di "intelligence".Posso immaginare persone che utilizzano queste informazioni per lavoro, per divertirsi, per fare del bene ed altre che le useranno per fare del male.La sorveglianza sarà sempre una fonte di potere e quindi una tentazione ed un problema, ma questa mi sembra più una costante della modernità che un problema specifico del mezzo. Vero è che il mezzo stimola grandi possibilità anche nella sorveglianza. Se si è sempre connessi, si può essere sempre sotto traccia. Ciascuno di noi potrebbe andare in giro - per scelta o magari obbligato a farlo - con una "scatola nera" che permetta di registrare da qualche parte la nostra vita e, certamente anche senza scatola, il nostro andare nella rete lascerà piccole "mollichine di pane" che permetteranno di ripercorrere le nostre tracce. La memoria eidetica digitale diventerà un fenomeno di massa.Potrebbe essere un bagno di innegabile realtà o un incubo.
    • pinco pensante scrive:
      Re: innegabile realtà o incubo
      Tra i tanti spunti, raccolgo quello di Matrix: per dire che la tecnologia disponibile diviene elemento costitutivo della realtà e che la distinzione tra reale-reale e virtuale potrebbe divenire sempre meno significativa.Un po' come è stato per la contrapposizione tra naturale e artificiale: ormai 'l'artificiale' ci è più naturale del 'naturale'. Naturale ci è ciò che sperimentiamo abitualmente piuttosto che ciò che esula dalla artificialità frutto della tecnica.
      • threedogs scrive:
        Re: innegabile realtà o incubo
        E' vero quello che dici ma esiste un problema: noi non siamo cambiati, siamo sostanzialmente identici ai nostri antenati di 40000 anni fà (se non di più). Siamo un connubio di anima, corpo, mente, spirito, razionalità, irrazionalità. Non siamo una mente punto e basta. Il corpo riflette i mali della mente e la mente quelli del corpo. L'uno non esiste senza l'altro. La sanità dell'uno richiede quella dell'altro. Tutto le situazioni che negano questo sono frutto di squilibri che risultano in vite non vissute pienamente.La causa prima di tanti problemi del genere umano è l'illusione di essere sopra e/o fuori dalla natura. Noi siamo parte integrante ed inscindibile della natura. La nostra felicità profonda e vera passa necessariamente da una vita integrata nella natura e con le nostre necessità naturali.Una vita esclusivamente mentale può essere soddisfacente solo per persone che non possono averne un altra. Mi riferisco a persone con gravi menomazioni o malattie invalidanti o degenerative dove l'equilibrio è inesoralbilmente e definitivamente spezzato. Non credo sia un caso che tanti tra coloro che si trovano a vivere in tal modo chiedano di poter morire.
        • krane scrive:
          Re: innegabile realtà o incubo
          - Scritto da: threedogs
          E' vero quello che dici ma esiste un problema:
          noi non siamo cambiati, siamo sostanzialmente
          identici ai nostri antenati di 40000 anni fà (se
          non di più). Siamo un connubio di anima, corpo,
          mente, spirito, razionalità, irrazionalità.Quindi dovremmo ancora avere paura del fuoco ???
          Non siamo una mente punto e basta. Il corpo
          riflette i mali della mente e la mente quelli del
          corpo. L'uno non esiste senza l'altro. La sanità
          dell'uno richiede quella dell'altro. Tutto le
          situazioni che negano questo sono frutto di
          squilibri che risultano in vite non vissute
          pienamente.Ci erano arrivati gia' i greci e i romani a questa conclusione, peccato poi l'involuzione filosofica del medioevo.
          La causa prima di tanti problemi del genere umano
          è l'illusione di essere sopra e/o fuori dalla
          natura. Noi siamo parte integrante ed
          inscindibile della natura. La nostra felicità
          profonda e vera passa necessariamente da una vita
          integrata nella natura e con le nostre necessità
          naturali.Ci erano arrivati gia' i greci e i romani a questa conclusione, peccato poi l'involuzione filosofica del medioevo.Non dimentichiamo poi le religioni che hanno voluto separare la natura umana da quella animale pretendendo che l'uomo fosse figlio di qualcosa di superiore mentre il mondo animale no.
          Una vita esclusivamente mentale può essere
          soddisfacente solo per persone che non possono
          averne un altra. Mi riferisco a persone con gravi
          menomazioni o malattie invalidanti o degenerative
          dove l'equilibrio è inesoralbilmente e
          definitivamente spezzato. Non credo sia un caso
          che tanti tra coloro che si trovano a vivere in
          tal modo chiedano di poter morire.Mens sana in corpore sano non e' un detto nato ieri ma un po' prima.
          • threedogs scrive:
            Re: innegabile realtà o incubo
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: threedogs

            E' vero quello che dici ma esiste un problema:

            noi non siamo cambiati, siamo sostanzialmente

            identici ai nostri antenati di 40000 anni fà (se

            non di più). Siamo un connubio di anima, corpo,

            mente, spirito, razionalità, irrazionalità.

            Quindi dovremmo ancora avere paura del fuoco ???
            L'evoluzione culturale, sociale e tecnologica - fuori da noi - molto veloce, non ha una corrispondenza nell' evoluzione biologica. Il nostro corpo "funziona" ancora come quello dei nostri avi, il mondo e la nostra vita sono invece estremamente diversi da quello cui essi erano abituati.

            Non siamo una mente punto e basta. Il corpo

            riflette i mali della mente e la mente quelli
            del

            corpo. L'uno non esiste senza l'altro. La sanità

            dell'uno richiede quella dell'altro. Tutto le

            situazioni che negano questo sono frutto di

            squilibri che risultano in vite non vissute

            pienamente.

            Ci erano arrivati gia' i greci e i romani a
            questa conclusione, peccato poi l'involuzione
            filosofica del
            medioevo.


            La causa prima di tanti problemi del genere
            umano

            è l'illusione di essere sopra e/o fuori dalla

            natura. Noi siamo parte integrante ed

            inscindibile della natura. La nostra felicità

            profonda e vera passa necessariamente da una
            vita

            integrata nella natura e con le nostre necessità

            naturali.

            Ci erano arrivati gia' i greci e i romani a
            questa conclusione, peccato poi l'involuzione
            filosofica del
            medioevo.
            Non dimentichiamo poi le religioni che hanno
            voluto separare la natura umana da quella animale
            pretendendo che l'uomo fosse figlio di qualcosa
            di superiore mentre il mondo animale
            no.
            E' tanto evidente che l'uomo è la specie dominante del pianeta, quanto possibile che si giunga per questo all'autodistruzione. Fino a prova contraria l'uomo possiede caratteristiche intellettive superiori a quelle di qualsiasi altro animale. E' altrettanto evidente che l'uomo è un animale e per quanto razionale pur sempre un animale. Personalmente sono con Danilo Mainardi quando sostiene che l'uomo è un animale irrazionale http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=101542

            Una vita esclusivamente mentale può essere

            soddisfacente solo per persone che non possono

            averne un altra. Mi riferisco a persone con
            gravi

            menomazioni o malattie invalidanti o
            degenerative

            dove l'equilibrio è inesoralbilmente e

            definitivamente spezzato. Non credo sia un caso

            che tanti tra coloro che si trovano a vivere in

            tal modo chiedano di poter morire.

            Mens sana in corpore sano non e' un detto nato
            ieri ma un po'
            prima.La mia convinzione non si limita a questo. Le interazioni tra esseri viventi sono molto più complesse e numerose di quanto appaia supercifialmente. Lo stesso vale per le relazioni tra corpo e mente, anima e spirito, emozioni e psiche.In ogni caso considera che "ogni tradizione è un'innovazione di sucXXXXX". Non è detto che se un concetto è vecchio non sia per questo valido.
          • CCC scrive:
            Re: innegabile realtà o incubo
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: threedogs

            E' vero quello che dici ma esiste un problema:

            noi non siamo cambiati, siamo sostanzialmente

            identici ai nostri antenati di 40000 anni fà (se

            non di più). Siamo un connubio di anima, corpo,

            mente, spirito, razionalità, irrazionalità.

            Quindi dovremmo ancora avere paura del fuoco ???certo, così magari non ci si brucia...e poi c'è anche chi (e tu forse sei uno di quelli) ha paura delle parole e delle idee...

            Non siamo una mente punto e basta. Il corpo

            riflette i mali della mente e la mente quelli
            del

            corpo. L'uno non esiste senza l'altro. La sanità

            dell'uno richiede quella dell'altro. Tutto le

            situazioni che negano questo sono frutto di

            squilibri che risultano in vite non vissute

            pienamente.

            Ci erano arrivati gia' i greci e i romani a
            questa conclusione, peccato poi l'involuzione
            filosofica del
            medioevo.del medioevo? direi piuttosto dell'illuminismo...
            Non dimentichiamo poi le religioni che hanno
            voluto separare la natura umana da quella animale
            pretendendo che l'uomo fosse figlio di qualcosa
            di superiore mentre il mondo animale
            no.già[...]
            Mens sana in corpore sano non e' un detto nato
            ieri ma un po'
            prima.ed è un detto sbagliato... nel senso che prefigura l'esistenza di una 'mens' e ne sottointende la separarzione, del tutto innaturale, dal corpo
        • pinco pensante scrive:
          Re: innegabile realtà o incubo
          Una buona parte della nostra mente è proprio costituita da un analogo del corpo; nello scenario di Matrix questo è gestito attraverso la ricostruzione di una fisicità virtuale.I progressi delle neuroscienze, della genetica e dell'informatica, però, ci porteranno senz'altro ad allargare la nozione di 'umano' anche a condizioni che ora ci paiono del tutto inumane e, probabilmente, anche ad esseri del tutto o in gran parte artificiali, biologici e/o cibernetici.Non resteremo per sempre (soltanto) homo sapiens, anche se è difficile immaginare se questo accadrà nel tempo di chi vive ora. Fermo restando che, per ciò che siamo ora, ciò che hai detto è senz'altro corretto.
          • threedogs scrive:
            Re: innegabile realtà o incubo
            - Scritto da: pinco pensante
            Una buona parte della nostra mente è proprio
            costituita da un analogo del corpo; nello
            scenario di Matrix questo è gestito attraverso la
            ricostruzione di una fisicità
            virtuale.
            Perchè dovremmo avere bisogno di una copia imperfetta (per quanto evoluta) quando abbiamo l'originale ?
            I progressi delle neuroscienze, della genetica e
            dell'informatica, però, ci porteranno senz'altro
            ad allargare la nozione di 'umano' anche a
            condizioni che ora ci paiono del tutto inumane e,
            probabilmente, anche ad esseri del tutto o in
            gran parte artificiali, biologici e/o
            cibernetici.
            Su questo concordo. Le possibilità sono tante ed imprevedibili. Credo però che sia importante mettere dei paletti. Il fatto che una cosa sia possibile di per sè non vuol dire che sia anche positiva ed auspicabile.
            Non resteremo per sempre (soltanto) homo sapiens,
            anche se è difficile immaginare se questo accadrà
            nel tempo di chi vive ora. Fermo restando che,
            per ciò che siamo ora, ciò che hai detto è
            senz'altro
            corretto.L'evoluzione biologica dipendente dalla selezione naturale sembra essere molto lenta. La tecnologia medica ha portato ad una curva di distruibuzione delle caratteristiche genetiche più ampia e meno assestata sulla media. Sopravvivono e si riproducono persone che in altri tempi sarebbero morte: aumenta la diversità, diminuisce la norma. L'evoluzione prodotta con altri strumenti è tutto un altro discorso.
          • pinco pensante scrive:
            Re: innegabile realtà o incubo
            - Scritto da: threedogs
            - Scritto da: pinco pensante

            Una buona parte della nostra mente è proprio

            costituita da un analogo del corpo; nello

            scenario di Matrix questo è gestito attraverso
            la

            ricostruzione di una fisicità

            virtuale.



            Perchè dovremmo avere bisogno di una copia
            imperfetta (per quanto evoluta) quando abbiamo
            l'originale ?Ci sarà chi preferirà l'originale e chi altro. Il bello del presente e del futuro attendibile è proprio nella possibilità di scegliere all'interno di una crescente molteplicità di modi d'essere.

            I progressi delle neuroscienze, della genetica e

            dell'informatica, però, ci porteranno senz'altro

            ad allargare la nozione di 'umano' anche a

            condizioni che ora ci paiono del tutto inumane
            e,

            probabilmente, anche ad esseri del tutto o in

            gran parte artificiali, biologici e/o

            cibernetici.



            Su questo concordo. Le possibilità sono tante ed
            imprevedibili. Credo però che sia importante
            mettere dei paletti. Il fatto che una cosa sia
            possibile di per sè non vuol dire che sia anche
            positiva ed
            auspicabile.I paletti si mettono e si metteranno, ma anch'essi sono un elemento dinamico.

            Non resteremo per sempre (soltanto) homo
            sapiens,

            anche se è difficile immaginare se questo
            accadrà

            nel tempo di chi vive ora. Fermo restando che,

            per ciò che siamo ora, ciò che hai detto è

            senz'altro

            corretto.

            L'evoluzione biologica dipendente dalla selezione
            naturale sembra essere molto lenta. La tecnologia
            medica ha portato ad una curva di distruibuzione
            delle caratteristiche genetiche più ampia e meno
            assestata sulla media. Sopravvivono e si
            riproducono persone che in altri tempi sarebbero
            morte: aumenta la diversità, diminuisce la norma.
            L'evoluzione prodotta con altri strumenti è tutto
            un altro
            discorso.Il concetto stesso di evoluzione sarà verosimilmente spazzato via dalla progettualità, quando ne avremmo i mezzi ... sia globalmente, sia individualmente.La diffusione dell'acXXXXX ad internet, per tornare più in topic, è uno straordinario booster dello sviluppo culturale e tecnologico. Non c'è solo la facebook generation prossima a scendere in pista, ma anche la wikipedia generation; ovviamente, poi, i due insiemi non sono disgiunti.
  • pinco pensante scrive:
    h24 online: bene o male ?
    La connessione h24, in sé, non è né bene né male.Tutto dipende da quale paradigma avrà la meglio: tra surveillance e sousveillance.Al momento sembra prevalere la surveillance e quindi è più che giustificata e consigliabile una sana paranoica prudenza.
    • welcome future scrive:
      Re: h24 online: bene o male ?
      La connessione h24 è un bene, vorrei la connessione h24 anche sul telefonino a prezzo ragionevole, perché avrei le informazioni che mi servono in qualsiasi momento.Io me li ricordo i periodi senza internet: adesso ci siamo tutti evoluti, come persone.
      • pinco pensante scrive:
        Re: h24 online: bene o male ?
        Siamo in un periodo di transizione, difficile immaginare la forma del futuro; io spero che sia veramente benvenuto, anche nel breve-medio termine.Sul lungo termine, invece, sarà l'economia darwiniana dei memi a condurre nel senso dell'ottimizzazione.Resta solo da vedere come si combineranno le cronologie di tecnologia e politica con quelle nostre individuali.:)
        • welcome future scrive:
          Re: h24 online: bene o male ?
          Ma non bisogna aver paura del futuro, specialmente quando si tratta di tecnologie.La tecnologia è stata l'unica causa di evoluzione della specie umana.Il passato lo dimostra: senza tecnologia l'umanità in millenni non si è evoluta di un grammo, anzi, è tornata indietro se pensiamo che i romani erano più avanti dei medioevali per esempio.Poi i tempi moderni: gli ultimi cento anni hanno visto l'evoluzione umana aumentare velocemente come non mai.Le filosofie non portano a niente, la tecnologia si.
          • pinco pensante scrive:
            Re: h24 online: bene o male ?
            La tecnologia è solo uno strumento, sono poi gli esseri umani che la adoperano in un senso o in un altro.Le filosofie, intese come sistemi ideologici dogmatici, sono evidentemente una discreta sventura.Ma la filosofia, intesa come pratica della riflessione e dell'astrazione, è anch'essa uno strumento importante nella "cassetta degli attrezzi" dell'essere umano.Il pensiero (e la vita) senza filosofia, sarebbe come la tecnologia senza la matematica: possono esistere, ma solo ad un livello minimale.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: h24 online: bene o male ?
      Dov'é Ruppolo?
  • Beppe scrive:
    Decreto Pisanu
    Il Decreto Pisanu ancora incombe sulla connettività libera a Internet in Italia...
  • reXistenZ scrive:
    è uno scherzo
    Calamari non può avere detto questa marea di sciocchezze sul serio. Ha fatto solo una dimostrazione di come l'autorevolezza delle cose scritte non dipende dal loro contenuto ma dalla fede nel soggetto che le ha dichiarate. Possibile che nessuno se ne sia accorto?
  • Paolo B. scrive:
    Ma in quale pianeta !?
    Stimo Calamari e leggo volentieri i suoi articoli ma questa volta ha toppato.Non so dove risieda o lavori Calamari....ma andiamoci piano con le connessioni permanenti: Milano non è Trarego come l'Europa non è l'Africa. Esistono luoghi sulla terra dove la connessione permanente ad altri tipi di rete (fognaria o idrica) non è nemmeno il futuro ma un sogno.Quella di calamari è una visione della "realtà" ristretta ed egoista, quella di un mondo che è del suo appartamento al max di quello del vicino, se si sconnettesse ogni tanto( tornare a 60 per cento) per scendere in strada nel mondo reale ,quello di tutti i terrestri, se ne renderebbe conto. Un Calamari connesso 100 per cento perde i colpi......digli di smettere
  • Mr.Mechano scrive:
    Generazioni future?
    Calamari ormai è tanto che disturbo con la storia del macro-essere e della coscienza collettiva profetizzata da Bruce H. Lipton (il prof. di Stanford) già dagli anni '70.Ma come vedi i tasselli iniziano a incastrarsi e il futuro si delinea.Il tecno-controllo non può funzionare. Ci proveranno, questo è ovvio... Imbriglieranno il nostro denaro in banche telematiche come Paypal, ci daranno battaglia se diffondiamo le canzonette e i filmini col P2P. Ma queste sono opera di "vecchi" di persone anziane potenti ma legate al "vecchio" mondo.Alla fine la vita vince sempre.E l'uomo ha già avuto tutte le esperienza che poteva avere come singoli individui. Abbiamo apprezzato e trasmesso a chissà chi o cosa i messaggi delle sensazioni che si provano cacciando, coltivando, amando, mangiando cioccolata, facendo l'amore, e perfino uccidendo e facendo le guerre.È giunto il momento di fare nuove esperienza, capire cosa pensano gli altri, come agiscono le comunità connesse, le logiche e le dinamiche sociali ed economiche più grandi e più intrigate.Dobbiamo provare e "trasmettere" la frustrazione dell'essere messi alla berlina in un social network per qualche castroneria, o l'effetto inebriante di vedere apprezzate le opere letterarie, il software, le immagini digitali, la musica e i filmati autoprodotti da milioni di individui che le hanno messe a disposizione e fatte scaricare dagli altri che le hanno usate per creare opere ancora più grandiose.Del creare un sistema operativo e dei programmi aperti e liberi che tutti insieme possiamo scaricare, usare e migliorare.Guardate tutto il filmato sotto per capire cosa intendo con "provare e trasmettere"...Cosa saranno i nuovi utenti interconnessi, che ruolo avranno nella vita e nella società questi nuovi bambini?Immaginiamo cosa fossero e che sensazioni potevano provare le prime cellule del brodo primordiale, costrette in una piccola area di broda con le poche "distrazioni" disponibili. E cosa è sucXXXXX quando queste cellule si sono unite a collaborare formando organismi sempre più grandi, che altre sensazioni provarono i primi batteri, e poi i vermi e insetti, i primi invertebrati, poi via via diventando esseri sempre più grandi e complessi fino agli odierni mammiferi, rettili e volatili e naturalmente l'uomo.Ed ora siamo alla svolta, che questi bambini diventeranno cellule di un organismo ancora più grande, interconnesso che si scambiano messaggi e sensazioni. Si forma una coscienza ed una mente collettiva, dove tutti collaboriamo ma manteniamo comunque ruoli distinti, esattamente come avviene per i miliardi di cellule che compongono il nostro corpo e i vari organi.[yt]18BfgLbmMBY[/yt]-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 novembre 2009 16.33-----------------------------------------------------------
    • Might scrive:
      Re: Generazioni future?
      - Scritto da: Mr.Mechano

      Ed ora siamo alla svolta, che questi bambini
      diventeranno cellule di un organismo ancora più
      grande, interconnesso che si scambiano messaggi e
      sensazioni. Si forma una coscienza ed una mente
      collettiva, dove tutti collaboriamo ma manteniamo
      comunque ruoli distinti, esattamente come avviene
      per i miliardi di cellule che compongono il
      nostro corpo e i vari
      organi.
      Un cubo Borg, in pratica. Mmm... non so tu, ma sinceramente non è che abbia sta gran voglia di viverci, io.
      • Mr.Mechano scrive:
        Re: Generazioni future?
        Non è un cubo Borg. È una specie di termitaio.La struttura umana è più simile al termitaio che al branco, per esempio.Per lo stesso motivo per cui tu desideri socialità ed esprimere pareri, rispondendomi in questo forum, allo stesso modo l'uomo non è individualista, ma sente la necessità di scambio intellettuale ed evoluzione mentale sia per il piacere di rendere noti i propri atti creativi, sotto forma di idee, sia di sapere, conoscere le idee altrui.E tu lo hai appena fatto rispondendomi. Hai conosciuto il mio punto di vista, ed hai voluto esprimere il tuo.L'individualismo nell'uomo è una forzatura della società che dai vertici tende a tenerci separati, ed uno degli strumenti pensati per fare ciò sono anche (io direi soprattutto) le religioni, specie le post-giudaiche.Se poi ci aggiungiamo il darwinismo e la selezione naturale che ci viene imposta artificialmente, non si fa fatica a capire il perché il mondo è così schifoso, selettivo, necessita di succhiare risorse da altri territori facendone morire di fame la popolazione, invece di coalizzarci in una crescita collettiva. Parlo di crescita come evoluzione culturale e sociale.Il termitaio è ancora qualcosa di misterioso, da molti interpretato come un macro essere che contiene coscienza collettiva, e non si sa come ci si tramanda informazioni sulle tecniche costruttive degli enormi termitai da una generazione all'altra.Anche in molte specie di formiche si registrano comportamenti inspiegabili, in una colonia della medesima specie che si estende dalla Liguria al Portogallo, se un incendio in Liguria distrugge interi formicai, si mette in agitazione tutta la colonia fino in Portogallo.
        • cyrios two scrive:
          Re: Generazioni future?
          citare la fonte, plstnx
          • Mr.Mechano scrive:
            Re: Generazioni future?
            Quale quella delle formiche?Questa è una:http://archiviostorico.corriere.it/2002/aprile/17/formiche_argentine_conquistano_Europa_co_0_0204173435.shtmlma se si cerca con Google con le parole:formica argentina liguria portogallo si trovano tanti siti.
        • sxs scrive:
          Re: Generazioni future?

          La struttura umana è più simile al termitaio che
          al branco, per
          esempio.Gravissimo errore, ti assicuro, non e' celodurismoma stai scrivendo delle stupidaggini, per favore studiaun po meglio le termiti.
          • Mr.Mechano scrive:
            Re: Generazioni future?
            Già studiate, termiti e formiche.Il collaborazionismo spinto mi porta a similitudini con il metodo accademico o ancora meglio al sistema di sviluppo open source.Assolutamente ripreso da Pekka Imanen sociologo finlandese consulente del Parlamento Europeo.E riassunto nell'opera omnia: "Etica Hacker" che trovi anche in consultazione gratuita su Google Books:http://books.google.it/books?id=RaG8uOuY1SUC&printsec=frontcover&dq=etica+hacker&ei=KJoKS5yIPITIyASoyY2DAw#v=onepage&q=&f=falseE poi il surrogato tratto dal libro di Bruce H. Lipton, con molte citazioni di altri scienziati e loro articoli su Scientific American:http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/la-nuova-storia-dell-039-evoluzione.phpForse troppo spiritualista e filosofico per molti, ma credimi qui sta vacillando tutto il darwinismo e il materialismo che ci ha trascinati nelle condizioni attuali.Questo è un periodo di grandi cambiamenti, e l'uomo inteso come coscienza collettiva cova un nuovo "essere" che tramite una nuova consapevolezza del proprio ruolo su questa terra, prenderà le redini del suo destino e si spera sottrarlo all'autodistruzione.A mio avviso uno dei presupposti necessari però è l'abbattimento delle religioni individualiste.
    • sxs scrive:
      Re: Generazioni future?

      sensazioni. Si forma una coscienza ed una mente
      collettiva, dove tutti collaboriamo ma manteniamo
      comunque ruoli distinti, esattamente come avviene
      per i miliardi di cellule che compongono il
      nostro corpo e i vari organi.Roba cosi' accade solo per organismi (apparentemente separati)che hanno un identico codice genetico.Non e' il caso dell'uomo.
      • sxs scrive:
        Re: Generazioni future?

        che hanno un identico codice genetico.
        Non e' il caso dell'uomo.Naturalmente e' detta alla carlona ed esistono vie di mezzo. :-P
      • Mr.Mechano scrive:
        Re: Generazioni future?
        - Scritto da: sxs
        Roba cosi' accade solo per organismi
        (apparentemente separati)
        che hanno un identico codice genetico.
        Non e' il caso dell'uomo.Cosa è il codice genetico?Hai visto tutto il video del Prof. Lipton?Quell'uomo sta sconfessando tutta la genetica o meglio dire il "genetismo" contemporaneo.Il Prof. Lipton parla del codice genetico come di semplice backup dello schema di creazione degli aminoacidi... Non ha alcun ruolo "attivo" nella determinazione di tratti caratteristici di un individuo, né tanto meno delle sue patologie o predisposizioni.
        • zoro scrive:
          Re: Generazioni future?

          Il Prof. Lipton parla del codice genetico come di
          semplice backup dello schema di creazione degli
          aminoacidi...Eeh?!?! GGhhggg
    • alter54 scrive:
      Re: Generazioni future?
      Ciao,ego cellula ignorante perenne mi identifico nella sintesi che tu ai fatto del sapere trasmesso condiviso.Trovo comunque di vitale importanza per ego usare una metafora essere una cellula sferoidale che rimbalza tra il busto marmoreo di Socrate e quello di Democrito, per il futuro prossimo divenire,dipende tutto dal grado di accelerazione di questo rimbalzo a mio avviso lento la salvezza per ego, veloce la disgregazione della ego cellula perenne ignorante che potrebbe anche non essere un danno ma solo una perdita insignificante per il sistema.Grazie per l'energia che sicuramente le mie cellule avranno metabolizzato per rendere questo momento un buon momento auguro a quanti come te rilasceranno scie di luce un benevole futuro.Ciau pais tra Scilla e Cariddi tra Socrate e Democrito
  • Funz scrive:
    Purtroppo il futuro che ci aspetta
    somiglia più a Mad Max che al Neuromante.Avremo altri problemi a cui pensare, piuttosto che a restare connessi permanentemente.
    • Might scrive:
      Re: Purtroppo il futuro che ci aspetta
      I casi sono 2: se autodistruggeremo la nostra civiltà nel giro di pochi anni, effettivamente quello che resterà dopo sarà il mondo che abbiamo visto nei film di Mad Max. Ma se riusciamo a tenere duro e a far resistere la nostra società per almeno 20-30 anni... allora potremo avere un futuro alla Terminator, in cui le macchine senzienti ci stermineranno (e faranno bene).Ma forse sono troppo ottimista...
      • StivveJobbe scrive:
        Re: Purtroppo il futuro che ci aspetta
        Estinguiamoci. Non è poi un così grande problema.
      • Luke1 scrive:
        Re: Purtroppo il futuro che ci aspetta
        Protrebbe anche verificarsi uno scenario tipo quello di A.I., il film con Will Smith, ma dove la prima Intelligenza Artificiale post-singolarità vince anzichè perdere (ma è credibile una super intelligenza artificiale battuta da un ominide?): la A.I. si sostituirà gradualmente a noi nei compiti gestionali più complessi, alla fine giungerà alla conclusione che, pur dovendoci servire, non può dipendere dalle nostre scelte, troppo soggette agli sbagli, e ci escluderà dal vertice della piramide decisionale. :pAggiungo che noi ci godremo i vantaggi di questa illuminata leadership e ce ne fregheremo della questione di principio che le decisioni non sono più prese da un uomo, saremo troppo presi a farci accudire come animaletti. :D :DVorrei ricordarmi quella frase che dice Morpheus nel primo Matrix: "GRANDE ERA IL NOSTRO STUPORE ALLA LUCE DELLA I.A.". Speriamo solo di non fare la fine delle pile. :D :D
        • Over Your Head scrive:
          Re: Purtroppo il futuro che ci aspetta
          - Scritto da: Luke1
          Protrebbe anche verificarsi uno scenario tipo
          quello di A.I., il film con Will SmithQuello con Will Smith é "I, Robot". A causa della tua ignoranza ogni tuo post passato, presente e futuro é automaticamente e permanentemente invalidato e la tua credibilità é azzerata. Vai dunque a piangere su MySpace.
          • Luke1 scrive:
            Re: Purtroppo il futuro che ci aspetta
            E' vero, era "I, Robot". :'( Però un account MySpace non ce l'ho. Vado a piangere su Facebook, fa lo stesso? :D
  • lo so io scrive:
    ben venga il futuro
    Alla domanda: Che cosa diventeranno i bambini che cresceranno in questa modalità completamente connessa?Io rispondo: diventeranno più intelligenti.Ma c'è di più, siccome siamo solo all'inizio e la società cambierà continuamente, saranno più flessibili ai cambiamenti rispetto alla nostra generazione e meno timorosi del futuro...
    • Paolo B. scrive:
      Re: ben venga il futuro
      - Scritto da: lo so io
      Alla domanda: Che cosa diventeranno i bambini che
      cresceranno in questa modalità completamente
      connessa?

      Io rispondo: diventeranno più intelligenti.
      Ma c'è di più, siccome siamo solo all'inizio e la
      società cambierà continuamente, saranno più
      flessibili ai cambiamenti rispetto alla nostra
      generazione e meno timorosi del
      futuro...e se lo dici tu....è cosa certa (rotfl)
      • Lo so io scrive:
        Re: ben venga il futuro
        - Scritto da: Paolo B.
        e se lo dici tu....è cosa certa (rotfl)Io non ho paura del futuro. E sono elastico ai cambiamenti.I am forever young. 8)
        • CCC scrive:
          Re: ben venga il futuro
          - Scritto da: Lo so io
          - Scritto da: Paolo B.


          e se lo dici tu....è cosa certa (rotfl)

          Io non ho paura del futuro.
          E sono elastico ai cambiamenti.praticamente sei lo "schiavo" ideale del neo-capitalismo-globale nell'era dello sfuttamento del lavoro precario-flessibile-cloud...
          I am forever young. ne riparliamo quando non sarai più tanto "young"... e nessun "padrone" ti vorrà più come "schiavo"... e non avrai pensione, assistenza, casa...
  • Curious two scrive:
    Nome operatore please
    Perchè non ci dici il nome dell'operatore?Giuro che non ti accuserò di fare pubblicità.Giurin, giuretto.Gianni
  • curios one scrive:
    tariffa
    pregasi segnalare di quale tariffa e operatore si tratta. Non ho il tempo di scartabellare mezza google.grazie!
    • Blinky scrive:
      Re: tariffa
      IMHO è 3, ha alcuni piani tariffari che rispondono alla descrizione.
    • MaiuZ scrive:
      Re: tariffa
      h3g con 3power 29 al mese per 10Giga di trafficohttp://www.tre.it/public/scheda_piano.php?idp=20&idOF=242&ref=20_1&type=A,è buona anche per le chiamate, io personalmente uso ancora a consumo visto che mi basta internet che ho in ufficio (meglio staccare ne')...ma se ti serve veramente tanto internet credo che sia la cosa migliore come segnalato dall'articolo
    • Spai Uer scrive:
      Re: tariffa
      Io per il cell ho quella di Wind, 8 euro al mese e 450MB di traffico, ma connessioni e tempo illimitate.E' lentuccia (tipo 30-40kB/s) ma è quello che posso permettermi, di meno non ho trovato.
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