MS vuole fermare lo spam nel search

I ricercatori del big di Redmond stanno realizzando un sistema integrato per ripulire i risultati di ricerca, talvolta inquinati da tonnellate di spazzatura pubblicitaria. Un'impresa titanica
I ricercatori del big di Redmond stanno realizzando un sistema integrato per ripulire i risultati di ricerca, talvolta inquinati da tonnellate di spazzatura pubblicitaria. Un'impresa titanica

Redmond (USA) – Microsoft , presente sul mercato dei motori di ricerca grazie ad MSN , sta lavorando ad un sistema per ripulire i risultati offerti dai search engine , spesso “inquinati” e falsati da tonnellate di search spam .

Il sistema, chiamato Strider Search Defender e sviluppato dall’ omonimo team di ricerca , punta soprattutto a neutralizzare i cosiddetti splog , gli “spam blog”, siti pubblicitari la cui moltiplicazione può influenzare i risultati del search.

In base agli studi di eBiquity Group , almeno il 75% della blogosfera globale contribuirebbe a falsare i risultati offerti da Google , Yahoo e dagli altri motori di ricerca.

Secondo Yi-Min Wang, responsabile della realizzazione di Strider, il problema fondamentale risiede nelle tecniche di reindirizzamento solitamente utilizzate dagli spammer , così come nella presenza di informazioni spammatorie pubblicate attraverso servizi di blogging autorevoli, quali Blogspot ed altri.

Invece di analizzare il contenuto dei risultati di ricerca associabili ad una parola chiave, Strider procede all’ analisi dei reindirizzamenti per identificare i casi di spamming. Spesso, secondo Yi-Min, migliaia di pagine zeppe di spam presenti su forum, blog ed altre tipologie di siti si appoggiano unicamente ad una singola “doorway”: server che offrono script in grado di sparare messaggi pubblicitari indesiderati e che di volta in volta vengono utilizzati per riempire enormi quantità di pagine web.

Individuando questi siti, dice Yi-Min, è possibile eliminare rapidamente dai motori di ricerca qualsiasi risultato connesso alle “doorway” degli spammer. Strider Search Defender usa infatti uno speciale strumento d’indicizzazione per far emergere le associazioni tra URL “legittimi” e “doorway”. Una volta identificate, queste fucine di spam vengono utilizzate come criterio per la pulizia dei risultati di ricerca. L’analisi e la ricerca di connessioni con queste “doorway”, sottolinea Yi-Min, prenderà in considerazione anche i commenti sui blog, che al giorno d’oggi rappresentano uno degli ambienti digitali più favorevoli alla proliferazione dello spam.

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16 07 2006
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