MWC2017/ Xiaomi crea la sua prima CPU

Si tratta ovviamente di un chip basato su design ARM. Servirà ad affrancare l'azienda cinese dai suoi fornitori, e a fornire maggiore libertà nello sviluppo dei prossimi smartphone

Milano – È così Xiaomi è entrata a far parte di un club esclusivo: quello del quale fanno già parte Apple, Samsung e Huawei, ovvero le prime tre aziende del settore smartphone, fatto di chi produce sia telefonini che i chip presenti al loro interno . Lo hanno chiamato Surge S1, ha richiesto più di due anni di sviluppo, ed è stato reso possibile dallo sforzo congiunto dei tecnici Xiaomi e dai capitali e le risorse messe a disposizione dal Governo cinese – tutto confluito in Pinecone, una sussidiaria creata dalla stessa Xiaomi per portare avanti il progretto.

Sul piano tecnico il nuovo Surge S1 è un octa-core big.LITTLE basato su design ARM: due cluster di Cortex-A53 da 2,2GHz per la parte di potenza e da 1,4GHz per la parte più efficiente, abbinati a una GPU Mali-T860. Nel complesso è un prodotto di fascia media, realizzato ancora con tecnologia 28nm nelle fonderie TSMC, da confrontare con la serie 600 degli Sanpdragon e i Mediatek P20 e P10 : anche Huawei ha i suoi prodotti analoghi, i Kirin classe 600, che dovrebbero offrire prestazioni paragonabili. Considerto che il prodotto Xiaomi è in gestazione dal 2014, va detto che è abbastanza ben messo: dovrebbe supportare senza problemi il video in risoluzione 4K, così come le chiamate in alta definizione via VoLTE.

Ciò detto, va compresa fino in fondo il valore di questa mossa : negli ultimi mesi le cose non sono andate perfettamente lisce per Xiaomi, che ha dovuto dire addio a un fuoriclasse reclutato tra le fila di Google che doveva costituire il volto amico per uno sbarco in occidente in grande stile (Hugo Barra, passato a Facebook ), e la crescita un tempo stupefacente delle vendite si è appiattita. L’ultima zampata era stata la conferenza stampa a sorpresa allo scorso MWC di Barcellona, quando era stato presentato il Mi5 con a bordo lo Snapdragon 820.

Proprio in un fratello minore di quel Mi5 troverà spazio per la prima volta il Surge S1: si tratterà ovviamente di un prodotto di fascia media, il Mi5c, venduto attorno ai 200 euro in Cina ( unico mercato su cui sarà venduto ), ma strategicamente è un momento importante. Poter montare un SoC prodotto in casa significa abbattere i costi e aumentare i margini su ogni singolo pezzo venduto , senza contare che è possibile adattare al meglio le qualità dell’hardware per adeguarsi alle esigenze del software sviluppato dalla stessa Xiaomi. Lo fanno già Apple, Samsung e Huawei : controllare l’intero telefono, l’intera piattaforma, significa giocare ad armi pari con i pesi massimi del settore. Resta da comprendere, ovviamente, se lo sviluppo futuro dell’hardware riuscirà a tenere il passo di quello dei concorrenti.

Quanto alle motivazioni del Governo cinese per decidere di investire in Pinecone e dunque in Xiaomi, è evidente che quello dei semiconduttori è un mercato che sarà sempre più essenziale per un’economia in fase di sviluppo come quella di Pechino . Xiaomi è stata selezionata probabilmente per via del suo radicamento profondo sul mercato cinese, visto che la spinta all’apertura al mercato internazionale pare ormai essersi esaurita e il focus è tornato sulla madrepatria.

Luca Annunziata

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  • claudio scrive:
    anche no!
    1. Ordinare un pasto con Google Mapsma anche no2. Luoghi visitativogliamo veramente essere localizzati cosi' scientemente?anche no, grazie. Ci sono gia' le scimmie con WA5. Raccolta puntiFate un lavoro costoso e sarete ricompesati con 2 caramelle!anche no, grazie.7. La situazione del traffico sempre in vistagrazie grande fratello!anche no, grazie.8. Problemi di affollamento?Date ai concorrenti la vostra pedonabilita'.9. Salvare le mappe su scheda SDGrazie, i software seri che lo fanno gia' da 15 anni10. Impedire la rotazione delle mappeLe mappe ruotano solo nei peggiori software.ovvio che non uso Gmaps.Ps sono quasi un fanboy di bigG, ma quando e' troppo e' troppo
    • ... scrive:
      Re: anche no!
      - Scritto da: claudio <omiss
      Concordo su tutto, ognuno è libero di fare le prorpie scelte, ma se usi un cellulare connesso allla rete (dati) sei cmq tracciato in tutto e per tutto. Poi rendergli la vita troppo facile è un altro discorso ...
  • pero rho scrive:
    però
    Tutto questo è veramente comodo e ancher l'idea di avere un assistente personale efficiente è interessante.Purtroppo (c'è sempre un purtroppo) usare tutte le possibilità significa svendere se stessi a Google.Ho vissuto tranquillamente i miei decenni senza Google, e sicuramente potrò vivere ancora senza usare queste bellissime opportunità.Fin quando non saranno obbligatorie di fatto, perlomeno, cioè fra una decina d'anni, prevedo.
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