Netbook, Fujitsu Siemens svela il suo pulcino

Il produttore europeo si appresta a lanciare sul mercato il suo Amilo Mini. Primogenito di una famiglia di netbook con schermo da 9 pollici, processore Atom e prezzo a partire da 399 euro

Roma – Come stanno facendo un po’ tutti i maggiori produttori di PC portatili, anche Fujitsu Siemens entra nel giovane e vivacissimo settore dei netbook, e lo fa proponendo il primo membro di una famiglia di subnotebook low cost, l’Amilo Mini Ui 3250, il cui design richiama da vicino quello dell’Eee PC di Asus .

Dotato di uno schermo da 8,9 pollici (1024 x 600 punti), di una tastiera piuttosto ampia e di un touchpad anch’esso di generose dimensioni, il cucciolo di Amilo si pone come diretto rivale degli Eee PC della serie 900. Sotto al cofano nessuna sorpresa: processore Atom N270 a 1,6 GHz, chipset Intel 945GME, 1 GB di RAM DDR2, moduli WiFi e Bluetooth e hard disk magnetico con tagli da 60, 80 o 120 GB (quest’ultima versione sarà disponibile solo a fine anno).

Le dimensioni complessive del netbook sono di circa 23 x 17,5 x 3,5 cm per un peso che, compresa la batteria, supera di poco gli 1,1 Kg: tutto sommato non tantissimo se si considera la presenza dell’hard disk magnetico (significativamente più pesante di uno a stato solido). Sulla sommità della cornice dello schermo è presente una videocamera da 1,3 megapixel, componente standard di ogni netbook che si rispetti.

Il portatilino di Fujitsu Siemens include una porta Ethernet (RJ45), due porte USB (una su entrambi i lati), un lettore di schede SD/MMC, uno slot ExpressCard da 34 millimetri, ingresso microfono e uscita cuffie. La disponibilità dello slot ExpressCard distingue positivamente l’Amilo Mini Ui 3250 da molti suoi concorrenti, e permette agli utenti di collegare facilmente al notebook schede modem UMTS. Va anche sottolineato come il connettore di alimentazione sia disposto sul fianco destro del dispositivo, una configurazione preferita da molti utenti.

Da segnalare anche la possibilità di cambiare “pelle” alla scocca del portatile e sceglierla tra i colori rosa, rosso, marrone, blu e trasparente. Queste skin possono anche essere utilizzate per agghindare il dispositivo con proprie foto.

Contestabile la scelta di disporre i due bottoni del touchpad, anziché sotto, ai lati di quest’ultimo: una scelta che potrebbe tornare poco familiare alla maggior parte degli utenti. Non esalta neppure la scelta della batteria, un modello da 2200 mAh, la cui autonomia massima è stimata intorno alle 3 ore di utilizzo: non molto per questa categoria di portatili. La priorità di Fujitsu Siemens era evidentemente quella di contenere il prezzo del proprio netbook, che con Windows XP pre-installato ha un prezzo base di 399 euro. Il prodotto sarà effettivamente disponibile nei negozi a partire da ottobre.

A differenza di molti concorrenti, attualmente dell’Amilo Mini Ui 3250 non è stata annunciata alcuna versione Linux.

Una presentazione interattiva in Flash dell’Amilo Mini 3000 è disponibile qui .

Negli scorsi giorni Fujitsu Siemens ha presentato anche diverse altre novità in ambito notebook, tra le quali l’Amilo Si 3655, un portatile ultrasottile con schermo da 13,3 pollici WXGA e peso di 2,3 Kg. Il sistema racchiude nel suo “guscio” un processore Core 2 Duo, 4 GB di memoria RAM, scheda grafica Intel Graphics Media Accelerator 4500MHD e hard disk SATA.

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  • Foy scrive:
    Battericida o umanocida?
    L'articolo non ne parla, ma il dubbio è: queste nanopolveri di titanio non rischiano di rendere la pittura tossica anche per gli esseri umani? In quel caso un'ospedale sarebbe l'ultimo dei osti dove utilizzare questa vernice.Se invece è sicura, allora ok!
  • doctord scrive:
    Bravi geni
    Cosi si genereranno per selezione dei batteri ultrapotenti in grado di sopravvivere a tutto. Lo volete capire che la vita è un sistema a controreazione e non si può fermare cosi?
  • Larry scrive:
    una storia triste
    "una sostanza spesso impiegata per sbiancare al massimo le normali vernici"saranno secoli che il Biossido di Titanio è il pigmento usato per fare la vernice bianca. Anzi, la vernice bianca è biossido di titanio. punto.
    • max scrive:
      Re: una storia triste
      si usa come agente sbiancante per molti prodotti farmaceutici come ad esempio le creme che altrimenti avrebbero un colore brunastro
    • ken scrive:
      Re: una storia triste

      saranno secoli che il Biossido di Titanio è il
      pigmento usato per fare la vernice bianca. Anzi,
      la vernice bianca è biossido di titanio.
      punto.A dimensioni nanometriche?Punto di domanda.
    • asdasd scrive:
      Re: una storia triste
      Mi immagino allora quanto siamo intossicati da questo e altri metalli. Figuriamoci poi se lo rendono infinitesimale, entra ancora meglio nel corpo :)
      • Larry scrive:
        Re: una storia triste
        - Scritto da: asdasd
        Mi immagino allora quanto siamo intossicati da
        questo e altri metalli. Figuriamoci poi se lo
        rendono infinitesimale, entra ancora meglio nel
        corpo
        :)pensa un po': la scritta M&M sulle caramelline è puro biossido di titanio
      • paolo giusti scrive:
        Re: una storia triste
        come ti entra nel corpo tutto il particolato sottili dei motori diesel o del fumo di sigaretta..
    • lu tax scrive:
      Re: una storia triste
      Qui si parla di nanotitanio, brevetto giapponese recente che non ha nulla a che vedere con il TiO2 di cui parli e che è ampiamente utilizzato nelle pitture, in cosmesi, industria cartacea ed altrove come pigmento bianco coprente. Effettivamente il naotitanio colpito dai raggi uv funge da catalizzatore in un processo di ossidoriduzione di tutto cio' che è organico. E l'inquinamento ed i batteri lo sono.Il vero collo di bottiglia è che proprio perchè "nano", se si disperde nell'atmosfera nel VOC che tutte le pitture chi piu' chi meno hanno (al di la' delle affermazioni markettare) diventa fortemente cancerogeno quando respirato, in quanto non c'è filtro o membrana che lo possa bloccare perchè troppo piccolo e viene quindi assorbito dalle cellule. Molto piu' del PM10.La domanda diventa quindi: il gioco vale la candela?L'azienda dove lavoro ha investigato e sviluppato su richiesta dell'industria prodotti vernicianti basati su questa tecnologia e siamo giunti alla conclusione che la risposta non puo' che essere no viste le controindicazioni che -forse per motivi cocmmerciali- attualmente vengono trascurate. Abbiamo quindi parcheggiato queste formule di cui si parla nell'articolo, che in effetti non sono nuovissime, e non contiamo di commercializzarle. Quantomeno in ambito edilizio o nei modi accennati nell'articolo!
      • qwerty scrive:
        Re: una storia triste
        Se leggi bene si parla di biossido di titanio quindi TiO2. Viene usato anche sui vetri per renderli superidrofili e, non lasciando gocce non si sporcano.
        • lu tax scrive:
          Re: una storia triste
          Quoto 1:"....le nuove pitture in esame contengono minuscole particelle di biossido di titanio, una sostanza spesso impiegata per sbiancare al massimo le normali vernici".Quoto 2:"Gli scienziati hanno scoperto che inserendo nella vernice frammenti infinitesimali - veri e propri nanoframmenti - di biossido di titanio....."Ergo: la novità NON è nella sostanza in sè ma nelle proprietà delle nanoparticelle della stessa nota sostanza.p.s. il vetro è idrofobo (non idrofilo) per definizione, diversamente non si potrebbe usarlo per bottiglie e bicchieri. p.p.s Non si puo' essere superidrofobi come non si puo' essere super in cinta. O lo si è, o non lo si è. Se poi si vuole agevolare la scorrevolezza dell'acqua in superficie .....
    • paolo giusti scrive:
      Re: una storia triste
      Che c'entra qui si parla dell' effetto catalizzato dalla radiazione UV percui tutti i composti organici a contatto vengono ossidati.. un esempio il famoso cemento autopulente..Mi pare che anche in qualche città venne sperimentato.A Tokio lo usano per rivestire i grattacieli.
      • lu tax scrive:
        Re: una storia triste
        Risulta anche a me. Ho visto alcune presentazioni della Tayka, che lo ha sviluppato per creare protettivi trasparenti che rendessero autopulenti la cartellonistica e la segnaletica stradale
        • muratore scrive:
          Re: una storia triste
          - Scritto da: lu tax
          Risulta anche a me. Ho visto alcune presentazioni
          della Tayka, che lo ha sviluppato per creare
          protettivi trasparenti che rendessero autopulenti
          la cartellonistica e la segnaletica
          stradaleMa che e' la camera del lavoro delle imprese edili? Che cavolo ci fate su PI? Lo dico senza polemica, pura curiosita'.
          • krane scrive:
            Re: una storia triste
            - Scritto da: muratore
            - Scritto da: lu tax

            Risulta anche a me. Ho visto alcune

            presentazioni della Tayka, che lo ha

            sviluppato per creare protettivi

            trasparenti che rendessero autopulenti

            la cartellonistica e la segnaletica

            stradale
            Ma che e' la camera del lavoro delle imprese
            edili? Che cavolo ci fate su PI? Lo dico senza
            polemica, pura curiosita'.Ecco i primi troll a cui e' venuto gia' mal di testa...
          • lu tax scrive:
            Re: una storia triste
            lolPoche brevi risposte:1) non sono monomaniaco. Ovvero, ho interessi diversi2) mi piace informarmi3) cerco di apprendere ogni giorno... a quest'ora dopo un giorno di lavoro non me ne vengono in mente altre!
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