Nokia e smartphone, segnale occupato

L'azienda finlandese interviene per arginare le indiscrezioni che, alimentate da travisamenti, si erano trasformate in un piano di business per il ritorno alla produzione di dispositivi consumer. Un piano che Nokia non intende perseguire

Roma – Nokia per ora non ha alcuna intenzione di riaffacciarsi nel business della telefonia mobile: l’azienda finlandese per il momento non sta valutando in alcun modo le prospettive emerse nei giorni scorsi da alcune indiscrezioni circolate in Rete, apparentemente consolidate da una errata interpretazione di certe dichiarazioni rilasciate dal presidente della divisione cinese Mike Wang.

La nota con cui Nokia pone fine alle speculazioni è netta: “Nokia è a conoscenza delle recenti notizie in cui si sostiene che l’azienda abbia comunicato l’intenzione di produrre dispositivi consumer a partire da un centro di ricerca e sviluppo in Cina – osserva – Questi report sono falsi, e includono dei commenti attribuiti in maniera scorretta a un dirigente di Nokia Networks”.

E se dunque è escluso che Nokia torni a proporsi con dispositivi sfornati in proprio, le dichiarazioni emesse dall’azienda non fanno alcun riferimento alla possibilità di sviluppare dei progetti da concedere in licenza a produttori terzi, come avvenuto per il tablet N1 : “al momento – si afferma nella nota – non c’è alcun programma di produrre o vendere dispositivi consumer”.

Nokia, che ha di recente avviato le operazioni per l’ acquisizione di Alcatel-Lucent, mostra dunque di essere impegnata su altri fronti rispetto a quello che l’ha premiata nel passato: la vendita della divisione Devices and Services a Microsoft attribuisce a Redmond un’esclusiva sul marchio Nokia fino alla fine del 2016, aspetto che pone dei limiti oggettivi ai piani della finlandese.

Gaia Bottà

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