Online la protesta sulla Class Action

Monta lo scontento per la decisione del Governo di rinviare lo strumento
Monta lo scontento per la decisione del Governo di rinviare lo strumento

La Class Action all’italiana è nata deforme, non potendo essere attivata dal singolo cittadino ma solo da gruppi di interesse, però anche in quella forma non è ancora operativa, e il Governo ha deciso nei giorni scorsi di rinviarne ulteriormente l’introduzione alla prossima estate. Un rinvio che non sembra piacere a consumatori ed utenti Internet.

Tra i più interessati a questo strumento, per i molti disservizi e problemi che segnalano da anni su tutti i fronti delle TLC, i netizen italiani si stanno organizzando per sostenere la Class Action, già nelle corde di diverse associazioni di consumatori che ne stavano preparando alcune contro imprese di primo piano.

“TLC e Internet più in generale – racconta a Punto Informatico Marco Pierani, promotore della protesta ed esponente di Altroconsumo – sono terreno molto fertile per ipotesi applicative di class action, in quanto in questi settori purtroppo si diffondono comportamenti illeciti da parte di aziende che ledono in maniera seriale un numero elevato di persone per importi poco elevati, dal che il gioco non vale la candela per quanto riguarda le cause individuali, ecco che lo strumento della class action potrebbe conoscere subito e in maniera ottimale applicazioni utili in questo ambito, mi vengono in mente alcune aste al ribasso per fare un esempio veloce”.

La mobilitazione sta prendendo forma in questo momento in un gruppo aperto su Facebook: Class action: ulteriore rinvio, beffa per i cittadini – indigniamoci .

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22 12 2008
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