OpenSea continua a crollare: l'80% degli NFT sulla piattaforma sono falsi

OpenSea continua a crollare: l'80% degli NFT sulla piattaforma sono falsi

OpenSea, marketplace di NFT, è finito al centro di una tempesta dopo aver rivelato che sulla sua piattaforma l'80% degli NFT sono falsi, spam o plagi.
OpenSea, marketplace di NFT, è finito al centro di una tempesta dopo aver rivelato che sulla sua piattaforma l'80% degli NFT sono falsi, spam o plagi.

Ancora una volta OpenSea si sta trovando in difficoltà e non è solo un problema di interfaccia utente. Quello che ha mosso parecchie polemiche è un provvedimento che il marketplace NFT più famoso al mondo ha dovuto attuare a causa di ciò che ha scoperto. Questo “scandalo”, se così si può chiamare, riguarda gli NFT presenti sulla piattaforma. Dopo un controllo, l’80% di quelli coniati attraverso la sua funzione gratuita disponibile erano falsi, spam o plagi.

OpenSea introduce un limite massimo di articoli mintabili

Vista la situazione, OpenSea si è sentita responsabile e ha così deciso di alzare i livelli di controllo. Allo stesso tempo, però, ha anche pensato bene di imporre un limite massimo di 50 articoli mintabili a creator. Soluzione subito ritrattata dopo le polemiche che la comunità ha sollevato nei suoi confronti.

Tutto è partito dalla triste scoperta che l’80% degli NFT, realizzati attraverso il processo gratuito messo a disposizione dalla piattaforma, sono raccolte false. Si tratta quindi di plagi, spam e violazioni. Questo alimentato proprio dal fatto che, siccome coniare NFT è costoso e capace di dissuadere i creatori dal realizzare opere inutili, permettere di farlo gratuitamente attira chi non ha buone intenzioni. Come nel caso di OpenSea, dove esiste uno strumento di conio gratuito. Ecco cosa aveva dichiarato la società su Twitter in merito:

Di recente abbiamo visto un aumento esponenziale dell’uso improprio di questa funzione. Oltre l’80% degli elementi creati con questo strumento erano opere plagiate, raccolte false e spam.

Per correre ai ripari OpenSea aveva limitato a 50 la quota di collezioni realizzabili in free minting. Decisione successivamente annullata perché la comunità di creatori si è dimostrata completamente in disaccordo. Il tempo rivelerà se questa è stata la mossa giusta. Nondimeno sembra che molti utenti si stiano guardando intorno cercando un’alternativa a questa piattaforma.

Non è nuova a situazioni difficili e burrascose. Non molti mesi fa OpenSea aveva dovuto affrontare un bug che consentiva il furto di criptovalute.

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Pubblicato il 4 feb 2022
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