Peer Impact, il P2P che piace ad EMI

Anche EMI firma con Wurld Media per dare al nuovo servizio di sharing maggiori possibilità di successo. Vuole attirare gli utenti del P2P su una piattaforma legale
Anche EMI firma con Wurld Media per dare al nuovo servizio di sharing maggiori possibilità di successo. Vuole attirare gli utenti del P2P su una piattaforma legale


Saratoga Springs (USA) – EMI ha annunciato di aver firmato la licenza con la quale consentirà a Wurld Media di foraggiare con i cataloghi della società discografica il suo imminente servizio peer-to-peer Peer Impact , che sarà ufficialmente lanciato entro poche settimane.

EMI si è decisa al grande passo con Wurld Media dopo che licenze analoghe sono state affidate a Peer Impact anche da Sony BMG Music Entertainment e Warner Music. Ed è comprensibile che i dirigenti di Wurld Media ne siano soddisfatti.

“Il nostro accordo con EMI Music – ha spiegato il CEO dell’azienda, Greg Kerber – è essenziale per il lancio di Peer Impact, poiché ora avremo gli interi cataloghi delle tre maggiori etichette mondiali disponibili per il download”.

In realtà definire Peer Impact un’applicazione peer-to-peer appare azzardato. Il suo funzionamento, infatti, più che ad una piattaforma come eDonkey fa pensare ad un jukebox di distribuzione come iTunes di Apple.

Rispetto a quest’ultimo e agli altri sistemi di distribuzione legale, però, il giochino di Wurld Media possiede una qualità unica. Gli utenti che acquisteranno musica con questo sistema, infatti, pagheranno sì 99 centesimi di dollaro per ogni brano ma potranno “guadagnare” fino al 10 per cento di crediti su un pezzo se riescono a rivenderlo agli altri utenti. In quel caso viene loro affidato del credito, pari appunto al 10 per cento del venduto, attribuito come “Peer Cash” che può poi essere utilizzato per acquistare ulteriori brani.

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24 02 2005
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