Piove sul Pentium 4

Il Pentium 4 arriva sul mercato, ma non convince. Prezzi ancora troppo elevati delle RDRAM, prestazioni a singhiozzo e upgrade problematici. Athlon ancora vincente?


Roma – Il Pentium 4 fa il suo debutto sul mercato e come previsto arriva nelle due versioni da 1,5 GHz e 1,4 GHz, con un prezzo all’ingrosso rispettivamente di 819$ e 644$.

Al momento, può essere utilizzato soltanto in congiunzione con il chipset i850 (nome in codice Garibaldi) che, com’è noto, supporta unicamente le memorie RDRAM di Rambus.

Sono già quasi una ventina i produttori ad aver annunciato sistemi equipaggiati con la nuova CPU di Intel e fra questi alcuni big, fra i quali Dell , Compaq , IBM e Gateway , propongono persino soluzioni consumer con prezzi che si aggirano intorno ai 2.000$.

Ma ha senso acquistare un Pentium 4 oggi? La risposta, che arriva da moltissimi analisti ed esperti del settore, è un secco no. Il Pentium 4 non offre ancora un adeguato rapporto prezzo/prestazioni, specie se confrontato con l’Athlon di AMD, e questa situazione non sembra destinata a cambiare troppo in fretta. Inoltre, fino al secondo trimestre del 2001 questa CPU non potrà neppure contare sul supporto per il dual-processing, rendendola poco appetibile anche per il mercato hi-end.

Acquistare un Pentium 4 come upgrade di un PC esistente esige poi non soltanto il cambio di motherboard, ma anche quello dell’alimentatore (non più compatibile con gli attuali ATX) e talvolta anche di case, visto che Intel consiglia per la sua CPU case spaziosi e alloggiamenti per ventole supplementari in grado di smaltire il calore prodotto dai 50 watt di questo chip.

Sebbene Paul Otellini, general manager dell’Intel Architecture Group, affermi che rispetto ad un Pentium III ad 1 GHz il Pentium 4 fornisca prestazioni nettamente superiori in campo multimediale (25% nella codifica MP3, 50% nella codifica video, 33% nella grafica 3D, 44% con Quake 3) i risultati dei numerosi benchmark pubblicati dai più noti laboratori hardware on-line sembrano raccontare una storia diversa.


Nella stragrande maggioranza dei test, sia generici che multimediali, il Pentium 4 a 1,5 GHz viene sonoramente battuto dall’Athlon a 1,2 GHz e in qualche caso ha dovuto accettare umilmente la sconfitta persino dal Pentium III 1 GHz: questo forse spiega il perché Intel se la stia prendendo così comoda con la reintroduzione del Pentium III 1,13 GHz.

La mancata ottimizzazione del software in circolazione potrebbe essere una buona scusante per assolvere questo chip dalle sue scarse performance velocistiche? Non sempre, visto che nemmeno l’Athlon può ancora contare su un vasto parco di software ottimizzato, e comunque questa constatazione andrebbe a rafforzare la tesi di chi sostiene che il Pentium 4, per diversi mesi ancora, è da considerarsi un acquisto prematuro.

Sembra poi che anche le costosissime e sofisticatissime memorie DDR, che possono godere del nuovo bus a 400 MHz del Pentium 4, abbiano mancato di fare la differenza rispetto ad economicissime soluzioni basate sulle memorie SDRAM PC133. E qui probabilmente l’ottimizzazione software pesa maggiormente visto che, in caso di istruzioni fuori sequenza, gli alti tempi di latenza a cui sono soggette le memorie RDRAM si fanno sentire: paradossalmente il Pentium 4 con il software di oggi potrebbe vantare prestazioni maggiori se abbinato alle memorie DDR.

Insomma, il Pentium 4 presenta sì un’architettura del tutto riprogettata e innovativa rispetto a quella P6, ma ci vorrà ancora del tempo prima che il software si adegui, e anche in questo caso non è detto che riuscirà a snobbare un’architettura più semplice ma efficace come quella vantata dell’Athlon.

Quello che ora tutti si chiedono è: Il Pentium 4 può davvero sperare di superare le vendite di Pentium III entro la fine del prossimo anno? I dubbi sono più che legittimi.

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