Pirati letterari all'arrembaggio

In crescita il download illegale di ebook secondo Attributor. In calo l'uso delle grandi piattaforme di file sharing come RapidShare. L'editoria riuscirà a non commettere gli errori dei discografici?

Roma – La condivisione (più o meno lecita) di contenuti online raggiunge ora anche i libri. Secondo una ricerca condotta da Attributor , azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni anti-pirateria, il download illegale di ebook è in crescita rapida e costante. La richiesta di libri elettronici sui siti di condivisione riguarderebbe 3 milioni di utenti ogni giorno.

I dati della ricerca sottolineano che l’interesse per il file sharing di documenti è cresciuto oltre il 50 per cento nel corso dell’ultimo anno. Altro dato interessante, il book sharing si starebbe spostando dai grandi siti di condivisione (come RapidShare) a piattaforme più piccole e specializzate esclusivamente nella condivisione di documenti.

Manco a dirlo, il libro più scaricato nell’ultimo mese è stato Breaking Dawn , quarto e ultimo capitolo della Saga di Twilight di Stephenie Meyer, richiesto, come tutti gli altri volumi, per lo più dagli Stati Uniti (11 per cento), India (11 per cento) e Messico (5 per cento).

Una grande spinta propulsiva alla domanda di libri “piratati” è stato l’arrivo di iPad , che ha fatto schizzare del 20 per cento le richieste. Secondo i ricercatori di Attributor , in questo momento si attraversa la “fase Napster” dell’ebook, nella quale la distribuzione illegale di libri online sta minacciando i guadagni delle case editrici (sic).

La quarta parte dell’indagine si concentra sugli spazi online che ospitano libri digitali: la supremazia di RapidShare è in forte declino, il che da una parte significa che gli utenti si spostano su siti minori, dall’altra rappresenterebbe una vittoria , seppur parziale, delle politiche messe in campo dalle case editrici in materia di pirateria libraria. Diversamente dall’industria discografica, infatti, il mondo dell’editoria si mostra più tollerante nei confronti dei contenuti aperti circolanti in Rete, rinunciando alle cause legali contro i condivisori di libri.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che, almeno per quanto concerne i numeri, la pirateria editoriale non sia affatto paragonabile a quella musicale, se non altro per il fatto che l’ebook rimane ancora un prodotto nuovo e poco in uso rispetto al cugino musicale MP3.

Sono in molti a sostenere che una giusta politica dei prezzi condotta su prodotti di qualità sia il miglior modo per combattere la condivisione illegale di ebook, e un ottimo incentivo per conquistare nuovi pubblici. In fondo, confessava un certo Thomas Jefferson, “non posso vivere senza libri”.

Cristina Sciannamblo

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  • ullala scrive:
    1.2 miliardi
    Sono miliardi virtuali... diciamolo pure!In ogni caso sarà interessante vedere che spazio potrà conquistare web-os... certo più tempo lasciano passare più la partita diventa difficile non è a colpi di annunci e waporware che si fanno i numeri!
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