Play2 missionaria nei paesi poveri

Per informatizzare i paesi poveri è stata scelta la console di Sony, un dispositivo considerato ideale per lo scopo. Scartato il PC


Salzburg (Austria) – Console modificate per informatizzare i paesi in via di sviluppo? E’ ciò che propone un progetto sponsorizzato da alcuni gruppi industriali attraverso il World Economic Forum (WEF) e che verrà discusso anche nell’imminente conferenza dei G8 di Genova.

John Gage, uno dei fondatori del comitato del WEF che si occupa del digital divide, spiega che con l’aiuto economico del mondo industriale sarà possibile collegare ad Internet le scuole, gli ospedali e le cliniche dei paesi poveri. “Questo aiuterebbe enormemente, ad esempio, per diffondere informazioni riguardanti l’AIDS”, ha detto Gage.

Il WEF, guidato da circa 70 aziende dell’hi-tech (fra cui Cisco, Sun, 3Com, e HP), sostiene che i paesi poveri oggi non hanno bisogno solo di acqua e cibo, ma anche di tecnologie informatiche perché, secondo Gage, queste ultime rappresentano “un componente fondamentale dello sviluppo”.

Ma quali sistemi informatici inviare laggiù? Il WEF sostiene che l’ideale sono dei dispositivi molto economici che richiedono pochissima manutenzione e possono fare a meno di un monitor. Una descrizione che ben calza con quella di una console da gioco.

Ed infatti il dispositivo prescelto è la Playstation 2, una console che supporta l’economicissimo Linux, la piattaforma Java e un hard disk. Gage sostiene che un PC sarebbe meno adatto per lo scopo perché “si rompe sempre e dovremmo spendere più tempo ad aggiustarlo che non ad insegnare ad usarlo. La Playstation (Gage si riferisce implicitamente alla PS2, NdR) è stata progettata per ragazzini di 12 anni ed è davvero potente”.

L’idea di Gage è quella di connettere la console di Sony ad Internet attraverso un collegamento satellitare e scaricare su di un hard disk sufficientemente capiente filmati ed altre informazioni che possano poi essere visualizzate su di una semplice TV, un elettrodomestico sufficientemente diffuso anche nei paesi poveri.

In alternativa alla PS2, Gage sostiene che potrebbero andar bene anche altre console, come quelle di Nintendo, o Xbox, sebbene quest’ultima venga giudicata abbastanza costosa per lo scopo.

Il WEF ha già preso accordi con Sony ed insieme hanno deciso che almeno 100.000 console saranno inviate a paesi poveri come l’Uganda e il Mali ed installate presso scuole e case.

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