RealNetworks ci riprova: un nuovo formato DRM

Viene supportato dai nuovi player Sandisk e permette una gestione dinamica degli abbonamenti ai servizi di musica online. Mentre Napster sembra sul punto di crollare Real tenta il colpaccio coi lucchetti perforanti

Roma – C’è un nuovo formato DRM in città: RealNetworks ha presentato il suo Rhapsody DNA , nome evocativo anche ma non solo per il riferimento a Rhapsody, lo store musicale online dell’azienda, che vanta più di un milione e mezzo di abbonati.

Ed è proprio pensando alla sua nicchia di appassionati di musica che Real ha mischiato le carte fin quando non ha trovato il nuovo DRM: associato a player portatili, il nuovo DNA di Real permette all’azienda di far girare sui dispositivi qualsiasi file, ma solo fino a quando l’utente che dispone del file rimane abbonato al negozio web.

Va da sé che con il florilegio di tecnologie di Digital Rights Management già utilizzate sul mercato non tutti applaudono all’arrivo di un nuovo formato. Tanto più che per poter far girare il suo giochino, Real dovrà riuscire a convincere i produttori di player portatili a supportare il neo-formato. Una strategia complessa che in parte ha già dato i suoi frutti: il nuovo player Sandisk , ribattezzato per l’occasione Sansa Rhapsody , supporta il Rhapsody DNA. Non è ancora chiaro quanto costi, è anche possibile che Real lo offra a prezzi scontati agli utenti dei propri servizi “Rhapsody to Go”, quelli pensati per gli utenti più mobili che ci siano.

Tutto questo è possibile che permetta a Real, che da sempre produce player software e altre tecnologie multimediali, di sopravvivere in un mondo sempre più affollato in cui domina Apple e in cui i player più accreditati hanno nomi come Microsoft . Ma non sarà facile, e lo sta dimostrando in queste ore Napster , un servizio basato essenzialmente, proprio come Rhapsody, su sistemi di vendita musicale per abbonamento.

Si è infatti saputo che Napster ha chiesto agli esperti della banca di investimenti UBS di verificare la possibilità di trovare investitori sul mercato che vogliano comprare il “gattone” . Non è la prima volta che emergono dettagli che mettono in luce difficoltà per Napster, ma il suo management inevitabilmente fa quadrato e spiega: “Napster è in una posizione forte per continuare a costruire con dinamismo il proprio business come azienda indipendente e siamo felici di avere l’opportunità di valutare approfonditamente potenziali rapporti che possano ulteriormente spingere la strategia di Napster e la posizione del suo brand nel mezzo dei media digitali. Il nostro scopo è di aumentare il nostro valore, cosa che potrebbe portare a nuove partnership strategiche o alla vendita dell’azienda ma in ogni caso il nostro focus principale rimarrà quello di far crescere Napster”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti