Rich Media futuro della pubblicità online

di Andrea Pili. Le necessità pubblicitarie per le attività online aumentano al diminuire degli investimenti degli inserzionisti. Una possibile soluzione sono spot come lo Splash Ad. Serviranno ad uscire dal tunnel di fatturati in calo?
di Andrea Pili. Le necessità pubblicitarie per le attività online aumentano al diminuire degli investimenti degli inserzionisti. Una possibile soluzione sono spot come lo Splash Ad. Serviranno ad uscire dal tunnel di fatturati in calo?


Roma – “Un miliardo e mezzo!!”, questo è il numero delle pagine web visitate ogni mese dagli utenti italiani. Un vero affare per gli editori e le concessionarie on line che vendono gli spazi pubblicitari. Purtroppo non è così, data la percentuale di invenduto che siamo solitamente abituati a vedere (in poche parole sono banner che rimandano a pagine interne del sito oppure scambio banner con altri siti “amici”). Il numero delle pagine visitate sale e il prezzo dei banner scende. Ma nonostante tutto non si intravvede una ripresa del settore.

A questo proposito abbiamo due chiavi di lettura del fenomeno “pubblicità on line”.

La prima è riconducibile al fallimento del mezzo: guardando le cifre relative agli investimenti nella rete, si nota un calo netto del fatturato della pubblicità su Internet; la seconda è riconducibile alla ripresa, in quanto si distingue il fatturato in crescita da quello in calo. Infatti molte dotcom non hanno investito più su internet da quando la borsa è crollata, mentre le aziende della Old economy stanno iniziando a prendere confidenza con il mezzo pubblicitario.

La maggior parte degli investimenti sono da imputarsi al media televisivo, unico nel suo genere per la Brand Awareness (far conoscere il proprio Brand, quindi il proprio marchio). I nuovi rich Media sono stati creati proprio per la Brand Awareness. Un esempio di questo tipo potrebbe essere la tecnologia Splash AD sviluppata in Italia dalla Axis Strategic Vision. Lo Splash AD è uno strumento multimediale efficace che concilia l’interattività con la funzionalità e l’efficacia comunicativa.

La visualizzazione del messaggio è multimediale (Audio e Video), viene caricata in trasparenza sullo schermo in posizione centrale e ha la durata minima di 3,5 secondi. Le caratteristiche dello Splash AD, in sintesi, sono quelle di essere uno strumento di marketing strategico, ideale per massimizzare gli obiettivi di brand awareness, non invasivo, con una struttura leggera e che supera il tradizionale concetto di banner. Lo Splash AD, infatti, rappresenta probabilmente l’unica forma pubblicitaria in grado di coinvolgere l’utente in maniera attiva attraverso una combinazione di immagini in movimento e suoni che presentano in maniera diretta e con un approccio dinamico il messaggio del cliente.

Proprio i giorni scorsi abbiamo visto in TV una trasmissione interamente dedicata agli spot, premiati per le loro creatività, possibilità di suscitare emozioni, branding ecc? Chissà se un giorno si potranno commentare con lo stesso termine di paragone le pubblicità su Internet?

I nuovi rich media potranno dire la loro.

Andrea Pili

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

13 02 2002
Link copiato negli appunti