Safari parla italiano

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AMUG Sicilia ha segnalato a Punto Informatico il rilascio, in meno di 24 ore dal lancio della versione inglese, della localizzazione in italiano di Safari, il nuovo browser presentato da Apple durante il recente MacWorld di San Francisco.

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  • giovanni atzori scrive:
    mail aziendali
    si può utilizzare un seconda mail durante il lavoro
  • Anonimo scrive:
    Uso "improprio" della e-mail in ufficio
    Parliamo ancora dell'uso della posta elettronica sul posto di lavoro.Dopo quel caso di licenziamento di cui si è accennato, non mi sembra che noi italiani abbiamo avuto molto da aggiungere.E' difficile credere che nessuno di noi abbia avuto problemi simili o non conosca qualcuno che si sia imbattuto in una situazione tipo quella del fratello di Franznet.. anche stando dall'altra parte.Italiani! Sputate i vostri rospetti!!! Non siamo mica così diligenti in ufficio da seguire tutto alla lettera..Cosa ne pensate della mancanza di una normativa, in Italia, che regoli l'uso di internet e della posta elettronica in ufficio?Pensate che vada bene così? O che l'Italia, come a solito, si distingua e si faccia trovare impreparata? "Cittadini!" - Come diceva "Totò" - .. a voi la PAROLA.MarylunaPer chi non si voglia troppo esporre, puo' scrivermi all'indirizzo: jkmaryluna@supereva.it
  • Anonimo scrive:
    intanto l'hanno licenziato....
    beh hanno licenziato mio fratello causa traffico e-mail e altre accuse... dopo 15 anni di lavoro e mai un richiamo o una sospensione, peccato che l'indirizzo e-mail aziendale suo (con suo cognome) venisse usato anche dal collega che non essendo impiegato non ne aveva diritto e questo collega si faceva mandare mpeg e giochini dal sistemista della stessa ditta... (peccato anche che questo fosse figlio di un capo e quindi un intoccabile....)... e ora quasi nessuno sa dirci se impugnando il licenziamento si rischia di andare a sbattere solo in un anno in + di nervoso (dato che già deve cercarsi un altro lavoro)...franznet
    • Anonimo scrive:
      Re: intanto l'hanno licenziato....
      Scusa eh ma tuo fratello non e' molto sveglio se: lascia usare la sua email ad altre persone, per di piu' per scopi non lavorativi, si lascia licenziare senza aver mai avuto richiami verbali scritti ecc.Fai usare in fabbrica un tornio a un tuo amico per farsi dei pezzi che servono per casa sua, poi vediamo se il tuo datore di lavoro non ha niente da dire. Inoltre se ti lasci licenziare senza aprire bocca, va be', vuol dire che non vuoi non puoi non sai far valere i tuoi diritti.Insomma mi puo' dispiacere per tuo fratello ma per stare al mondo ci vuole testa e palle.Aiutati che Dio ti aiuta. Ma tu aiutati pero'.
    • Anonimo scrive:
      Re: intanto l'hanno licenziato....
      Ciao,mi chiamo Giusy e sto facendo un inchiesta "sull'utilizzo della posta elettronica aziendale" per Bread & Roses. Valuterei con attenzione ogni singolo caso di licenziamento a causa di abuso della e-mail aziendale, partendo proprio da questo in particolare.Se volete contattarmi per raccontarmi la vostra storia, scrivete a ambula@libero.it
  • OpenCurcio scrive:
    Varie gestioni
    un'azienda puo avere caselle del tipo ufficio@azienda.itdove la password deve essere pubblica o semipubblica...(chesso solo l'ufficio il ced e il dirigente di riferimento)e il diritto a leggere la posta e' chiaro..(come una lettera indirizzata a un ufficio ovviamente tutti i membri del'uffico e i loro superiori sono autorizzati ad aprirla)puo anche avere caselle del tipo nome.cognome@azienda.itin questo caso e' chiaramente personale e riservatapossono esservi soluzioni miste..alcuni mail personale altri no...oppure usando (nel caso di exchange server putroppo conosco poco per ora i server di posta linux) liste di distribuzione e avremmo chesso ufficio@azienda.it come "indirizzo di gruppo" i cui membri sono nome1.cognome1@azienda.it nome2.cognome2@azienda.it ecc. ecc.sarebbe secondo me una buona soluzione le informazioni "utili" arrivano sempre a tutti gli interessatima garantisce riservatezza che e' necessaria anche per l'attivita sindacale (lamentele sui superiori,organizzazione di mobilitazioni, comunicati) sarebbe bene che l'RSU (rappresentanza sindacale unitaria) e l'RLS (rappresentanza lavoratori per la sicurezza) abbiano sia una propria casella che una propria lista di distribuzione
  • Anonimo scrive:
    la nostra soluzione
    il problema di leggere le e-mail transitanti su siti di lavoro e' vecchi e di parecchio.di motivi ne esistono parecchi , compreso e non ultimo il fatto che devo impedire l'uso di strumenti aziendali per scopi illeciti. e di scopi illeciti attraverso il "digitale" ne esisitono parecchi.ma esistono anche motivi molto piu' operativi, ad esempio la supervisione dei unresponsabile di settore sui documenti e scambi effettuati tra interni ed esterni puo' permettere interventi verso situazioni che magari stanno sfuggendo di mano. e' il caso di trattative interaziendali gestite magari non bene da parte del diretto incaricato che per inesperienza non si sta rendendo conto di cosa sta succedendo.Nelle aziende dove ho operato abbiamo realizzato un regolamento interno dichiarando apertamente le caselle di e-mail che venivano regolarmente "forwardate" verso caselle di "protocolo" . in questo modo i dipendenti interessati sapevano in anticipo quali caselle erano monitorate nei contenuti e per quali scopi. Per l'uso del tempo macchina su attività non direttamente coinvolte negli incarichi lavorativi ho adottao regole di verifica tempo e spazi creando una sorta di valore soglia oltre il quale scattavano attività di "chiusura". questo perche' pur essendo lecito evitare "distrazioni", in fondo presso tante aziende e' proibita la telefonata personale fatta con strumenti o costi aziendali, non e' facile impedire e monitorare in dettaglio il traffico.Credo che la giusta soluzione sia indicare chiaramente i limiti d'uso e le regole.rino
  • Anonimo scrive:
    Ve la do io la soluzione
    Non fatevi ingannare dal titolo del post, era solo un modo per attirare l'attenzione. Non pretendo certo di avere io la ricetta per risolvere la questione.Pero' posso tranquillamente affermare che una soluzione potrebbe certamente essere quella che la posta aziendale debba essere gestita con casella aziendale (es: www.azienda.it, le mail sono info@azienda.it, webmaster@azienda.it ecc) e in quel caso mi sembra piu' che legittimo che il titolare dell'azienda.it guardi cosa scrivono gli impiegati quando inviano e ricevono mail con quegli account.Per quanto riguarda le email personali, quelle del tipo free per intenderci, ma anche quella di un dominio personale di proprieta' dell'impiegato (www.miositoweb.it ad esempio), non possono certo essere lette da nessuno tranne che dal legittimo proprietario. Queste cose si fanno solo nei carceri, e sotto dittatura.Il problema vero e' la perdita di tempo lavorativo, che secondo me andrebbe aggirata non mettendosi a conteggiare come dei tassisti il tempo perso davanti al pc (della serie Paperon de' Paperoni che si fa rimborsare i nichelini, "di questo passo tra un migliaio di anni guadagnero' un dollaro in meno" eccetera), ma "semplicemente" (le virgolette sono d'obbligo) inibendo con qualche accorgimento software il computer dell'impiegato la spedizione di posta con indirizzi mittenti diversi da quella dell'azienda (che e' come ho gia' detto, secondo me legittimamente controllabile dal titolare). A mio parere la cosa e' fattibilissima, anche se non sono un esperto di linguaggi di programmazione e/o configurazione. Ma chissa', forse un giorno, chi lo sa... tra la laa...---------------------------------------------------------------"Possiamo dare infinite interpretazioni ad unriflesso confuso nell'acqua. Ma l'immagine cheda' origine a quel riflesso, è soltanto una."(Ivo Nardi)
  • Anonimo scrive:
    mai sentito parlare di criptazione?
    se da un lato il datore di lavoro è legittimato a verificare i dati che passano sul suo mail server, dall'altro qualunque individuo è libero di impostare protezioni personalmente ritenute adeguate per la propria privacy.Quindi criptate le vostre mail personali, e fatevele mandare criptate......che il capo legga pure tutto quello che vuole, le mail lavorative sono in chiaro, quelle private, sono criptate.e se il vostro SysAdmin smanettone, si mette a decriptare un algoritmo, sempre ammesso che ci riesca (decriptatelo voi un messaggio codificato con chiave a 128 bit!) Commette reato, per Revers engine non autorizzato.....Altro che violazione della privacy.....sono anni di galera seri quelli!!!!!FIRMATOuno chefortunatamente sul lavoro non ha di questi problemi :-))
    • Anonimo scrive:
      Re: mai sentito parlare di criptazione?
      Credo che ai datori di lavoro interessi di più sapere a chi scrivi, perchè se risulta che su 100 messaggi che invii al giorno 98 sono diretti ai tuoi amici, evidentemente la posta non ti serve per lavoro ed è solo un costo aziendale.Se oltretutto quei 98 messaggi sono criptati, il Security manager informato dal tuo sysadmin provvederà immediatamente a disattivarti la posta per questioni di sicurezza interne. (non sia mai che stai inviando dei dati aziendali confidenziali all'esterno). Non è proprio una questione semplice....
  • Anonimo scrive:
    E se si tratta di attività sindacale?
    La mia ignoranza in materia sindacale è enciclopedica, parodiando un vecchio aforisma. Se durante l'attività lavorativa la cosiddetta distrazione è dovuta a corrispondenza di contenuto sindacale, qual'è la posizione? il datore di lavoro ha diritto di ispezione o vale la tutela della corrispondenza?
    • Anonimo scrive:
      Re: E se si tratta di attività sindacale?
      - Scritto da: Anonimo
      La mia ignoranza in materia sindacale è
      enciclopedica, parodiando un vecchio
      aforisma. Se durante l'attività lavorativa
      la cosiddetta distrazione è dovuta a
      corrispondenza di contenuto sindacale,
      qual'è la posizione? il datore di lavoro ha
      diritto di ispezione o vale la tutela della
      corrispondenza?guarda come se ne stanno tutti zittini eh?:-)anche un altro ha fatto una domanda intelligente e SHHHHHHHHHHHHHHHHHHHsenti il rumore del silenzioooooo
      • Anonimo scrive:
        Re: E se si tratta di attività sindacale?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        La mia ignoranza in materia sindacale è

        enciclopedica, parodiando un vecchio

        aforisma. Se durante l'attività lavorativa

        la cosiddetta distrazione è dovuta a

        corrispondenza di contenuto sindacale,

        qual'è la posizione? il datore di lavoro
        ha

        diritto di ispezione o vale la tutela
        della

        corrispondenza?


        guarda come se ne stanno tutti zittini eh?
        :-)

        anche un altro ha fatto una domanda
        intelligente e SHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

        senti il rumore del silenziooooooIl punto è che è una domanda molto difficile, che richiederebbe una risposta di un professionista. Pertanto niente ironie fuori luogo!!!Secondo me il problema è che visionare le email di un dipendente è come aprire la sua corrispondenza che arriva sul posto di lavoro o come ascoltare le sue telefonate. Nessun datore di lavoro pretende di ascoltare le telefonate dei dipendenti, perché dovrebbe essere consentito leggere le email?D'altra parte il dipendente dovrebbe astenersi dal dedicare tempo del proprio lavoro a fatti estranei ad esso, perché se ciò accadesse andrebbe punito.La soluzione migliore, IMHO, è controllare i tabulati delle telefonate e instituire, nel server dell'azienda, un sistema di log che tenga traccia ESCLUSIVAMENTE di mittente, subject e destinatario dell'email e che tenga una history dei siti visitati da ogni pc (protetto da password per evitare che sia usato da altri colleghi). Naturalmente ciò dovrebbe essere esplicitamente scritto nel regolamento dell'azienda. In questo modo il datore di lavoro può verificare che non si perda tempo sul posto di lavoro senza violare la privacy del dipendente.Mi sembra la soluzione + ragionevole...E l'attività sindacale? Credo che ricevere una telefonata'un'email o una lettera che riguardi faccende sindacali sul posto di lavoro sia lecito perché sono cose che riguardano strettamente il lavoro e l'attività sindacale è tutelata. Naturalmente il tempo dedicato a ciò dovrebbe essere ragionevole, non so se c'è una legge precisa al riguardo dell'attività sindacale sul posto di lavoro, non sono pratico di diritto del lavoro.
  • Fulmy(nato) scrive:
    Ma che problema è?
    Sarà, ma a me pare un problema inesistente!Si parla di casella aziendale. Perfetto! E' quella della azienda ed è destinata al lavoro.Con la facilità con cui si può aprire una casella email, non vedo dove stia il problema, il dipendente usa la sua personale per le sue cose e quella aziendale per il lavoro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che problema è?

      Si parla di casella aziendale. Perfetto! E' quella della azienda ed è destinata al lavoro.
      Con la facilità con cui si può aprire una casella email, non vedo dove stia il problema,
      il dipendente usa la sua personale per le sue cose e quella aziendale per il lavoro.E se il dipendente RICEVE un'e-mail personale?- Il sig. X riceve da un conoscente che e' anche cliente della sua societa' un'e-mail che e' in parte relativa a problemi di lavoro, e che finisce con informazioni personali. Se il datore di lavoro la legge compie un reato o no?E se la comunicazione contiene elementi personali mariguarda il lavoro?- Il sig. Y parla via e-mail con il direttore del personale dei suoi problemi di salute; il direttore del personale e' una persona riservata, ma l'amministratore del mail server no e comunica al datore di lavoro le notizie riportate nell'e-mail. E' un reato o no?- Il sig. Z scrive un'e-mail al suo rappresentante sindacale; se il datore di lavoro ne legge il contenuto e' reato o no?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che problema è?
      Purtroppo non tutte le aziende forniscono l'accesso ad internet, e quindi sei "costretto" ad utilizzare quella aziendale anche per tenerti in contatto con il resto del mondo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che problema è?
        - Scritto da: Anonimo
        Purtroppo non tutte le aziende forniscono
        l'accesso ad internet, e quindi sei
        "costretto" ad utilizzare quella aziendale
        anche per tenerti in contatto con il resto
        del mondo.Beh no scusa per tenerti in contatto col resto del mondo ti colleghi da casa se no voglio anche il televisore per vedere i tg e sapere cosa succede in città.Io rimango dell'idea che sulla "casella aziendale" ci possa essee controllo (pensa solo se uno si ammala e sta a casa, cosa succede ? Nessuno legge più gli ordini arrivati per mail ?).La casella privata te la fai dove vuoi e se hai un minuto e la guerdi in ufficio non casca il mondo ma crtamente non e' un diritto, diciamo che un responsabile "furbo" sa che una pausa ogni tanto rende il lavoro più umano e quindi ben fatto ma da qui a dire che e' un diritto ce ne passa.
        • pinuc scrive:
          Re: Ma che problema è?
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Purtroppo non tutte le aziende forniscono

          l'accesso ad internet, e quindi sei

          "costretto" ad utilizzare quella aziendale

          anche per tenerti in contatto con il resto

          del mondo.

          Beh no scusa per tenerti in contatto col
          resto del mondo ti colleghi da casa se no
          voglio anche il televisore per vedere i tg e
          sapere cosa succede in città.

          Io rimango dell'idea che sulla "casella
          aziendale" ci possa essee controllo (pensa
          solo se uno si ammala e sta a casa, cosa
          succede ? Nessuno legge più gli ordini
          arrivati per mail ?).

          La casella privata te la fai dove vuoi e se
          hai un minuto e la guerdi in ufficio non
          casca il mondo ma crtamente non e' un
          diritto, diciamo che un responsabile "furbo"
          sa che una pausa ogni tanto rende il lavoro
          più umano e quindi ben fatto ma da qui a
          dire che e' un diritto ce ne passa.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che problema è?
          (cut)
          Io rimango dell'idea che sulla "casella
          aziendale" ci possa essee controllo (pensa
          solo se uno si ammala e sta a casa, cosa
          succede ? Nessuno legge più gli ordini
          arrivati per mail ?).se uno sta a casa chiede all'amministratore di sistema a cui deve essere fornita in busta chiusa la password per i casi di emergenza.quando l'utente torna, si cambia la password e la ri-fornisce in busta chiusa all'amministratore del sistema PER I CASI DI EMERGENZA.Questa è la prassi.In ogni caso deve essere resa nota la policy aziendale nei suoi dettagli al dipendente.questo non accade da nessuna parte: uno da per scontato "faccio come voglio" l'altro da per scontato "ti faccio il culo"e via dicendo
          La casella privata te la fai dove vuoi e se
          hai un minuto e la guerdi in ufficio non
          casca il mondo ma crtamente non e' un
          diritto, diciamo che un responsabile "furbo"
          sa che una pausa ogni tanto rende il lavoro
          più umano e quindi ben fatto ma da qui a
          dire che e' un diritto ce ne passa.mi scoccia ma hai ragione :-)
  • friscom scrive:
    manca una normativa!
    ed in assenza di quest'ultima -meglio che l'azienda, eventualmente sollecitata anche dai dipendenti/rapprensentanti dei lavoratori- definisca e diffonda una policy aziendale.Patti chiari da subito e meno problemi dopo...Ci sono esempi disponibili a questo riguardo.friscom
  • Anonimo scrive:
    Definizione
    Secondo me si fa molta confusione. Si chiama posta elettronica e allora tutti la associano alla posta ordinaria per ordine di riservatezza, ma con la differerenza che il contenuto viaggia su canali digitali inveche che su carta e in busta sigillata.La posta elettronica non è altro che un mezzo più veloce, semplice e comodo per scambiarsi informazioni, comunicazioni e documenti. Se fatto sul posto di lavoro nulla deve essere privato. Io datore di lavoro ti concedo tutte le pause che vuoi per rilassarti, ma se vuoi farti gli affari tuoi non usi le attrezzature che a mie spese ti fornisco e che sono esplicitamente adibite a scopi lavorativi.Ovviamente ciò non mi da diritto a leggere e controllare ogni tuo messaggio inviato, ma se in caso di necessità lavorative mi trovo a dover consultare la tua casella, non mi sembra assolutamente di ficcare il naso negli affari tuoi, ma solo nell'attività che svolgi, e non a scopo di controllo.I bravi lavoratori, dipendenti o no, non hanno bisogno di controllo, altrimenti non andrebbero considerati tali.Faccio notare che questi sono tutti pareri personali.Saluti a tutti.Marco.
  • Anonimo scrive:
    controllo traffico
    se il dipendente usasse una casella personale via webcome dovrebbe essere considerato?
    • Anonimo scrive:
      Tranquillo
      Assolutamente lecito e l'azienda non puo' neppure loggare il traffico per controllare cosa fai con internet e magari usare queste informazioni contro di te. Sta all'azienda se lo vuole impedire di raggiungere certi siti. Altro non puo' fare.
  • Anonimo scrive:
    Dalla parte del garante
    Secondo me la posta inviata all'email della persona è da ritenersi personale comunque.Ma quale tempo lavorativo rubato: il dipendente non è una macchina, e se si fa la sua pausetta di 5 minuti scrivendo un'email personale io non vedo perchè si debba essere così rigidi da non permetteglielo... e ci sono mille mezzi per non farglielo fare per ore, primo di tutti pretendere di verificare il lavorato a fine giornata...Se il datore di lavoro poi la vuole proprio leggere, lo chiede alla persona e credo che ben pochi si rifiuterebbero...Max Murdock
    • Anonimo scrive:
      Re: Dalla parte del garante
      se nel tempo libero vuole scrivere una mail personale puo' farlo ma non certo dal account che gli mette a disposizione la ditta, che utilizzi un suo account personale; l'account della ditta serve a trattare esclusivamente rapporti lavorativi inerenti la ditta stessa quindi il datore di lavoro ha tutto il diritto di leggere tale posta.
      • Anonimo scrive:
        Re: Dalla parte del garante
        Per l'invio di email non è generalmente richiesta alcuna password, per lo scaricamento sì.Se un datore di lavoro apre una casella di posta a un dipendente incaricato ad esempio del trattamento di dati personali, deve associargli una password in modo univoco.La legge (DPR 318/99, art. 4) stabilisce che "a ciascun utente o incaricato del trattamento deve essere attribuito un codice identificativo personale per l'utilizzazione dell?elaboratore; uno stesso codice ... non può, neppure in tempi diversi, essere assegnato a persone diverse".Da ciò consegue che per leggere una casella di posta, anche di servizio, il datore di lavoro dovrebbe:1. utilizzare la stessa password del dipendente, il che è illegale; oppure2. leggere il traffico in transito sulla rete ("sniffing"), il che costituisce controllo dell'attività lavorativa (v. Statuto dei Lavoratoti).SalutiDevstar
    • Nic scrive:
      Re: Dalla parte del garante

      Ma quale tempo lavorativo rubato: il
      dipendente non è una macchina, e se si fa la
      sua pausetta di 5 minuti scrivendo un'email
      personale io non vedo perchè si debba essere
      così rigidi da non permetteglielo... Guarda... esistono posti in cui la stanza con la macchinetta del caffè è chiusa a chiave tranne nell'orario del pranzo e che loggano con le porte ad apertura con tesserina magnetica personalizzata ogni volta che esci per andare in bagno e quanto ci metti: ovviamente non si tratta di un'azienda in cui sia richiesto un elevato livello di sicurezza per il lavoro che fanno, altrimenti potrebbe avere anche senso questo discorso. Si tratta di puro controllo.Figurati come è visto l'accesso a internet & email personali dai dipendenti in un posto simile!Nel mondo succede di tutto!
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