SanDisk e Palm due buoni partiti?

Pare che Samsung sia tornata alla carica per tentare di acquisire SanDisk, e Toshiba sarebbe pronta a fare una controproposta. Anche Palm potrebbe essere nel mirino di molte aziende, incluse Microsoft e Nokia

Roma – Cos’hanno in comune un produttore di dispositivi flash come SanDisk e uno di device mobili come Palm? In questi giorni almeno una cosa: entrambe sono oggetto di speculazioni relative ad una potenziale acquisizione.

Dopo aver già incassato un rifiuto lo scorso autunno, pare che Samsung si sia nuovamente fatta sotto per convincere gli amministratori di SanDisk a vendere. E questa volta non sarebbe la sola a corteggiare la società californiana: anche Toshiba, secondo le indiscrezioni, sarebbe in trattative con SanDisk per una sua eventuale acquisizione.

Toshiba e SanDisk sono vecchie partner, e condividono due joint venture. Proprio lo scorso anno, con una mossa che molti analisti hanno interpretato come il tentativo di impedire a Samsung di lanciare una scalata a SanDisk, quest’ultima ha ceduto all’azienda giapponese il 30% della capacità produttiva delle fabbriche di Yokkaichi Operations, gestite dalle joint venture Flash Partners e Flash Alliance.

Nonostante queste voci, molti analisti rimangono tuttavia scettici sulla possibilità che SanDisk venga venduta nel breve periodo. La cosa appare ancora più improbabile nel caso di Samsung, che lo scorso anno aveva posto come offerta massima d’acquisto 25 dollari per azione contro i 60 dollari chiesti da SanDisk. In questo arco di tempo la situazione economica non sembra essere cambiata così tanto da giustificare un drastico cambio di strategie da parte di una delle due aziende.

Per quanto riguarda Palm, invece, a riaccendere i rumors relativi ad una sua possibile acquisizione è stato l’analista finanziario Mike Abramsky, che in una nota ha definito Palm “molto appetibile” ed ha fissato il suo potenziale valore tra i 15 e i 16 dollari per azione, circa il doppio rispetto alla sua quotazione degli scorsi giorni.

Tra i potenziali acquirenti Abramsky mette produttori di telefoni cellulari come RIM, Nokia, Samsung, LG e Sony Ericsson, e aziende che operano nel settore hardware o software come HP, Dell e Microsoft.

Ciò che oggi potrebbe rendere Palm interessante agli occhi di molti investitori è il suo nuovo sistema operativo webOS, che almeno sulla carta appare molto promettente. Il problema è che al momento webOS si trova ancora in fase di testing privato, e dunque è difficile per chiunque comprenderne le reali potenzialità.

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  • guappo scrive:
    a mantelli'!
    di che ti lamenti? ci siamo sempre fatti colonizzare, basta aspettare un nuovo padrone..a proposito, cosa c'è in tivvù?
  • Samuele C. scrive:
    fiato sprecato
    Bell'articolo ma ricco di evidenze e informazioni risapute, la parte più interessante per me l'hanno mostrata i commentatori dell'articolo.Siamo ancora qui a scrivere cosa dovrebbe e cosa non dovrebbe essere l'Italia e già da molti anni in tanti hanno capito che siamo noi italiani ad essere marci, questa posizione passiva ha sempre fatto il gioco dei politicanti.Aggiungo una mia piccola esperienza: gruppo Facebook, 1500 inscritti, programma di cambiare le cose della nostra città, molti scrivono e contribuiscono con idee e suggerimenti, riunioni in sala: la prima volta in 10, la seconda in 8 (me incluso)Questo è il potere di internet e degli italiani, il nulla.
  • vaffa scrive:
    Ma gli affari loro ?
    Non se li fanno mai quelli della stampa internazionale ?Non hanno mai capito nulla dell'Italia se non si preoccupano gli italiani un motivo ci sarà no ? Perché se ne occupano loro ?In un paese che nel 2009 ha ancora il reato di Stampa Clandestina, dove la copertura della rete è a chiazze sporadiche, dove non c'è UNA dico UNA TV che trasmetta in doppio audio.Un paese dove l'inquadratura televisiva preferita è il tipo "intervista doppia" dove due persone si insultano in continuazione e queste persone sono le uniche autorizzate ad esprimere il loro parere ... i forum sono censurati o boicottati dai soliti noti.Un paese dove l'articolo della costituzione che sancisce la libertà di parola e che negli altri paesi democratici suona più o meno come "Tu puoi dire quello che vuoi sempre e comunque", da noi suona : "Tu puoi dire quello che vuoi, purchè io non lo ritenga immorale e ti autorizzi a dirlo".Ma stiamo scherzando ? Gli italiani non sono mica idioti, sono solo persone a cui non frega nulla di nulla, vivono dei loro interessi più o meno sporchi, votano chi gli fa un po`di carità e quando puliscono il vialetto perché nevica sbattono la neve su quello del vicino. Gli italiani sono quelli che assumono un amico che gli ristruttura l'appartamento in nero raccattando tre poveri cristi per strada a 25 euro al giorno e il giorno dopo scendono in piazza contro gli stranieri.Sono quelli che smettono di raccogliere la spazzatura in una città perché "qualcuno" vuole esercitare delle pressioni politiche.Sono quelli che se vedono un giudice che sparisce insieme a tutti coloro che sono coinvolti nell'indagine e relativi consulenti dicono ... stupido lui che indagava.E che stiamo dicendo ... sono furbi gli italiani, mica come il resto del mondo.E gli italiani onesti ? Cioè quelli che non hanno mai dovuto scendere a compromessi, che hanno sempre cercato di pagare le tasse, che hanno cercato di informarsi che non sono mai dovuti andare dal prete o dal politico per farsi dare un posto di lavoro (rubato ad un altro ) eccetera ? Beh ... quelli non sono mica italiani sono stranieri in patria da sempre e se vogliono ottenere qualcosa è meglio che se ne vadano, anche perché se rimanessero solo loro le città sarebbero deserte.
    • aZZ scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?
      - Scritto da: vaffa
      Non se li fanno mai quelli della stampa
      internazionale
      ?
      mmm. Dunque Stampa internazionale dovrebbe dirti abbastanza.
      Non hanno mai capito nulla dell'Italia se non si
      preoccupano gli italiani un motivo ci sarà no ?
      Perché se ne occupano loro
      ?Non e' un buon ragionamento, anzi non e' proprio un ragionamento.Faccio notare che l'Italia e' a tutti gli effetti un paese che fa parte di specifiche comunita' tra cui anche quella europea.

      In un paese che nel 2009 ha ancora il reato di
      Stampa Clandestina, dove la copertura della rete
      è a chiazze sporadiche, dove non c'è UNA dico UNA
      TV che trasmetta in doppio
      audio.

      Un paese dove l'inquadratura televisiva preferita
      è il tipo "intervista doppia" dove due persone si
      insultano in continuazione e queste persone sono
      le uniche autorizzate ad esprimere il loro parere
      ... i forum sono censurati o boicottati dai
      soliti
      noti.

      Un paese dove l'articolo della costituzione che
      sancisce la libertà di parola e che negli altri
      paesi democratici suona più o meno come "Tu puoi
      dire quello che vuoi sempre e comunque", da noi
      suona : "Tu puoi dire quello che vuoi, purchè io
      non lo ritenga immorale e ti autorizzi a
      dirlo".

      Ma stiamo scherzando ? Gli italiani non sono mica
      idioti, sono solo persone a cui non frega nulla
      di nulla, vivono dei loro interessi più o meno
      sporchi, votano chi gli fa un po`di carità e
      quando puliscono il vialetto perché nevica
      sbattono la neve su quello del vicino.


      Gli italiani sono quelli che assumono un amico
      che gli ristruttura l'appartamento in nero
      raccattando tre poveri cristi per strada a 25
      euro al giorno e il giorno dopo scendono in
      piazza contro gli
      stranieri.
      Sono quelli che smettono di raccogliere la
      spazzatura in una città perché "qualcuno" vuole
      esercitare delle pressioni
      politiche.
      Sono quelli che se vedono un giudice che sparisce
      insieme a tutti coloro che sono coinvolti
      nell'indagine e relativi consulenti dicono ...
      stupido lui che
      indagava.

      E che stiamo dicendo ... sono furbi gli italiani,
      mica come il resto del
      mondo.

      E gli italiani onesti ? Cioè quelli che non hanno
      mai dovuto scendere a compromessi, che hanno
      sempre cercato di pagare le tasse, che hanno
      cercato di informarsi che non sono mai dovuti
      andare dal prete o dal politico per farsi dare un
      posto di lavoro (rubato ad un altro ) eccetera ?


      Beh ... quelli non sono mica italiani sono
      stranieri in patria da sempre e se vogliono
      ottenere qualcosa è meglio che se ne vadano,
      anche perché se rimanessero solo loro le città
      sarebbero
      deserte.E dunque non avevo capito il sarcasmo ;-) Almeno siamo d'accordo gli stranieri in patria debbono leggere giornali internazionali ;-)
    • markoer scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?
      - Scritto da: vaffa[...]
      Beh ... quelli non sono mica italiani sono
      stranieri in patria da sempre e se vogliono
      ottenere qualcosa è meglio che se ne vadano,
      anche perché se rimanessero solo loro le città
      sarebbero deserte.Detto fatto. Che dire? no comment
    • skyeye scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?

      Ma stiamo scherzando ? Gli italiani non sono mica
      idioti, sono solo persone a cui non frega nulla
      di nulla, vivono dei loro interessi più o meno
      sporchi, votano chi gli fa un po`di carità e
      quando puliscono il vialetto perché nevica
      sbattono la neve su quello del vicino.Questa e' l'Assoluta Verita'!!
      • Samuele C. scrive:
        Re: Ma gli affari loro ?
        riquoto- Scritto da: skyeye

        Ma stiamo scherzando ? Gli italiani non sono
        mica

        idioti, sono solo persone a cui non frega nulla

        di nulla, vivono dei loro interessi più o meno

        sporchi, votano chi gli fa un po`di carità e

        quando puliscono il vialetto perché nevica

        sbattono la neve su quello del vicino.

        Questa e' l'Assoluta Verita'!!
    • Might scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?
      Standing ovation
    • xxxxxxxxxx scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?

      E gli italiani onesti ? Cioè quelli che non hanno
      mai dovuto scendere a compromessi, che hanno
      sempre cercato di pagare le tasse, che hanno
      cercato di informarsi che non sono mai dovuti
      andare dal prete o dal politico per farsi dare un
      posto di lavoro (rubato ad un altro ) eccetera ?
      Beh ... quelli non sono mica italiani sono
      stranieri in patria da sempre e se vogliono
      ottenere qualcosa è meglio che se ne vadano,
      anche perché se rimanessero solo loro le città
      sarebbero deserte.Io sono uno di quelli!!!E' vero, e' una lotta ed io sono pure fortunatoperche' ho dei genitori che mi hanno sostenuto e fattostudiare (molto) e ormai ho capito che il mio lavoroa TI inquadrato come schiavetto ad alta tecnologia mapagato come un impiegato non specializzato in Italiae' gia' tanto!!Mi sentivo sfortunato ma piu' vado avanti piu' mi rendoconto che se non ti vendi ad un gruppo di poterela mia posizione, qui, e' da considerarsi buona.Sto pensando che avrei fatto meglio ad essere un XXXXXXXXXinciucione, a fare il politicante e frequentar laparrocchia e selezionare le amicizie in baseall'interesse invece che alla simpatia e la stimama ormai sono un po' troppo grande, sonofuori dal giro e non sono capace.E' vero, la mia mentalita' mi fa sentire uno stranieroin patria.
    • Contenuto illegale scrive:
      Re: Ma gli affari loro ?
      - Scritto da: vaffa
      E gli italiani onesti ? Cioè quelli che non hanno
      mai dovuto scendere a compromessi, che hanno
      sempre cercato di pagare le tasse, che hanno
      cercato di informarsi che non sono mai dovuti
      andare dal prete o dal politico per farsi dare un
      posto di lavoro (rubato ad un altro ) eccetera ?


      Beh ... quelli non sono mica italiani sono
      stranieri in patria da sempre e se vogliono
      ottenere qualcosa è meglio che se ne vadanoGia' fatto, grazie. :
  • disgustato scrive:
    Grazie Mantellini
    Ringrazio anch'io Massimo Mantellini.L'Italia si sta staccando sempre di più dagli altri paesi civili. Ma la colpa non è solo della destra politica, anche la sinistra ha la sua parte in questo, se non altro perché non è stata capace di produrre un'alternativa credibile a Berlusconi.Dopo la spazzatura di Napoli, chi avrebbe mai potuto votare per la sinistra, se non quattro gatti nostalgici?E' la politica italiana in toto che manifesta grossolanamente il suo distacco dal mondo e la sua autoreferenzialità.
    • Samuele C. scrive:
      Re: Grazie Mantellini
      quoto tutto- Scritto da: disgustato
      Ringrazio anch'io Massimo Mantellini.
      L'Italia si sta staccando sempre di più dagli
      altri paesi civili.

      Ma la colpa non è solo della destra politica,
      anche la sinistra ha la sua parte in questo, se
      non altro perché non è stata capace di produrre
      un'alternativa credibile a
      Berlusconi.
      Dopo la spazzatura di Napoli, chi avrebbe mai
      potuto votare per la sinistra, se non quattro
      gatti
      nostalgici?
      E' la politica italiana in toto che manifesta
      grossolanamente il suo distacco dal mondo e la
      sua
      autoreferenzialità.
  • advange scrive:
    Grazie
    Voglio esprimere la mia gratitudine a Massimo Mantellini per l'analisi attenta, completa e precisa. Sottoscrivo ogni singola parola: soprattutto da sottolineare l'originalità dell'analisi dei media italiani dove si pone in evidenza la straordinaria distanza che c'è tra il web e media tradizionali in Italia.Negli ultimi tempi persino quando leggo il Corriere della Sera provo imbarazzo: mi sembra che abbia oggi la stessa autorevolezza di Topolino. Articoli che riportano fedelmente le parole di politici senza commenti, senza riferimenti alle fonti, senza critica.Ma a cosa servono? Forse mi sono abituato troppo bene con i post sul web: dove se uno dice qualcosa e non cita fonti ufficiali non è nemmeno ascoltato. Dove, quando un Governo propone limitazioni alle intercettazioni, viene subito ricordato che furono quegli stessi politici a dare mano più libera a chi intercettava (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01438l.htm).La qual cosa evidentemente fa davvero paura all'establishment...
    • Ricky scrive:
      Re: Grazie
      Il giornalismo non dovrebbe caricare la notizia di alcun significato, ne commentarla, deve solo riportare i FATTI senza alterazioni di sorta.Poi, se si vuole aprire un dibattito, si fa in altre sedi o in una rubrica apposita.A me serve sapere dove sono finiti i nostri soldi, la nostra salute,la nostra liberta', non mi interessano le loro elucubrazioni in merito.Perche' non ce lo dicono?PErche' sono dei venduti..degli asserviti,quei "giornalisti" che vanno in tv a raccontarci la verita' di REGIME si alzano tutti i giorni e si guardano allo specchio senza provare ribrezzo.Pur di fare la vita tranquilla si fanno usare come marionette, loro che hanno intrapreso una vita da giornalisti, una vita che in teoria dovrebbe essere spesa per far trapelare le notizie e non per nasconderle.Il giornalismo e' morto, l'informazione e' morta...almeno nelle modalita' di fruizione classiche, se vuoi trovare qualche cosa devi andare in internet.Loro lo hanno capito che sta' diventando un serio problema...e stanno reagendo.Altre marionette messe nei luoghi giusti dal grande burattinaio, si dimenano e sbraitano facendosi scudo,lepegosamente,di bambini e terrorismo.Tutto e' lecito pur di arrivare allo scopo.Stanno impedendo l'ampliamento delle connettivita',non vogliono che diminuisca il divario digitale,vogliono che sia ampliato.Nell'ignoranza vivono bene,la gente consapevole e bene informata invece e' un problema...
      • advange scrive:
        Re: Grazie

        Il giornalismo non dovrebbe caricare la notizia
        di alcun significato, ne commentarla, deve solo
        riportare i FATTI senza alterazioni di sorta.Vero: fatti, non opinioni di politici, magari palesemente false e contraddittorie; questo è quello che vediamo oggi in TV e che leggiamo sui giornali.Le dichiarazioni dei politici non sono FATTI: sono opinioni.
        Il giornalismo e' morto, l'informazione e'
        morta...almeno nelle modalita' di fruizione
        classiche, se vuoi trovare qualche cosa devi
        andare in internet.VERO
        Loro lo hanno capito che sta' diventando un serio
        problema...e stanno reagendo.VERISSIMO
        Altre marionette messe nei luoghi giusti dal
        grande burattinaio, si dimenano e sbraitano
        facendosi scudo,lepegosamente,di bambini e
        terrorismo.ESATTO: e lo fanno senza vergogna.
        Tutto e' lecito pur di arrivare allo scopo.
        Stanno impedendo l'ampliamento delle
        connettivita',non vogliono che diminuisca il
        divario digitale,vogliono che sia
        ampliato.
        Nell'ignoranza vivono bene,la gente consapevole e
        bene informata invece e' un problema...Un problema da risolvere al più presto.
  • uomo comune scrive:
    Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
    Le premesse sono corrette, ma non sono d'accordo sul fatto che perchè "siamo su Internet", dobbiamo sempre a comunque essere d'accordo con ciò che pensano oltreoceano.Vorrei ricordare a tutti, se ce fosse bisogno, che tutto ciò che produce business sul Web è in mano ad aziende d'oltreoceano, quindi se ci aspettiamo di avere in qualche modo un assenso a proposte che vadano a toccare gli interessi americani, forse non dobbiamo cercarlo sulla stampa americana. Per chiarire: non voglio dire che le proposte del nostri politici "esperti" siano giuste, tuttaltro. Ma penso sia comunque giusto che in Italia (e non dimentichiamocelo anche in europa) siano gli italiani (e gli europei) a discutere e a decidere le propria legislazione anche se "siamo su Internet".Un ultimo appunto: mi posso vergognare dei nostri politici o dei nostri giornalisti, non mi vergogno del mio paese perche ne sono parte.
    • Ricky scrive:
      Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
      Sai, l'Italia, grazie alla sua immensa cultura e alle sue geniali menti del passato, e' stata un punto di riferimento, un luogo a cui puntare per imparare.Adesso NOI, che abbiamo insegnato a molto del Mondo attuale, ci troviamo a scimmiottare le XXXXXte altrui...piu' per incompetenza che per altro.Abbiamo una classe politica di incompetenti,non lo dico io ma i fatti.Economia?Basta guaradare fuori dalla porta...cultura?Vai a guardare sull'ANSA di cosa si parla nella sezione "cultura"...guarda le reti RAI unite a quelle MEDIASET quanto sciarpame vomitano.Per fortuna che almeno la rai qualche cosa di decente ce la infila, nel palinsesto.Sanita'?l'unica cosa che interessa al governo della sanita' sono i TAGLI che vi puo' attuare.E questo vale anche per ricerca (importantissima per il futuro della nazione) studio (idem come sopra), sicurezza sul lavoro e via discorrendo...Il nostro governo ha preso e continuaa prendere decisioni che hanno impatti gravissimi su tutto cio' e in questo periodo cercano di abbattere anche l'ultimo barlume di liberta' e di privacy:internet!Il resto lo hanno gia' sotto controllo...e ricordiamoci sempre che quello che accade e' colpa nostra, che i politici , quasi tutti, sono d'accordo con il GRAN CAPO.La proposta per scalzarli e' stata quella di agire dal basso, tramite le liste civiche.Non so' se funzionera' ma fa parte del tentativo che DOBBIAMO FARE per crepare il famoso muro, sempre di piu', sino a quando si abbattera'.Ed e' sperabile che cio' accada, perche' da FUORI ITALIA sanno solo deriderci e criticarci ma non fanno nulla di concreto per aiutare una nazione in balia di una DITTATURA!Anzi...la UE stanzia soldi che finiscono puntualmente nelle tasche dei malavitosi...e non paga di cio', ci multa pure! multa l'ITALIA (NOI) per le XXXXXte fatte dai potenti che NOI cerchiamo di schiodare!Sono fantastici...metirebbero una medaglia.
      • uomo comune scrive:
        Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
        Se credi di essere in una dittatura, forse sei rimasto in distro di qualche decennio... Sveglia... siamo in una DEMOCRAZIA, anche se qualcuno se lo scorda quando gli fa comodo (ovvero quando i suoi idoli politici perdono).
    • skyeye scrive:
      Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni

      ma non sono d'accordo
      sul fatto che perchè "siamo su Internet",
      dobbiamo sempre a comunque essere d'accordo con
      ciò che pensano oltreoceano.Non e' che c'e' scritto che "dobbiamo essere d'accordo" con quello che pensano in america. C'e' scritto che "per fortuna" (questo lo aggiungo io) alcuni blogger americani (ma potevano essere turchi, cinesi o australiani) stanno contribuendo a far conoscere che in Italia c'e' un regime che vuole limitare internet. Tanto di cappello!!
      • uomo comune scrive:
        Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
        Non ho bisogno che un blogger americano mi sveli niente, mi basta usare la mia testa. Ripeto il concetto: Ritengo di essere capace di capire se una proposta di legge su Internet è una emerita cavolata, ma al tempo stesso penso che sia lecito discuterne in Italia perchè si sta parlando di legge italiana e comunque nessuno mi obbliga a prendere per oro colato l'opinione del solito autorevole blogger americano di turno. Tutto qui.Quanto al regime... per rimanere in argomento, sono più vicini gli USA ad un regime che non certamente il sistema politico italiano.
    • gabriella giudici scrive:
      Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
      commovente, io invece, cerco di contraffare il passaporto, tanto per non dare nell'occhio.Quanto all'importanza di concentrarsi sulla legislazione nazionale, dovremmo forse ricordarci che gli USA esercitano un ruolo di authority di fatto delle telecomunicazioni mondiali e che il gran daffare di Carlucci e Barbareschi, agisce sulle possibilità d'azione dei nostri ID che poi vanno a navigare nel brave new world costruito oltreoceano. Bello o brutto che sia, sarà per questo che ci interessa la stampa americana (senza la quale non capiremmo letteralmente un tubo di quello che succede)?
    • Luka32 scrive:
      Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
      Dopo tutte le bufale sul liberismo sfrenato degli americani con quello che hanno provocato all'economia mondiale ci andrei molto cauto a prenderli ad esempio in tema di legislazione di qualsivoglia materia...anche e soprattutto di internet.Le proposte dei ns politici convengo che sono un po carenti dal punto di vista tecnico ma ci chiediamo mai se ad esempio avessero un po di ragione a regolamentare alcuni aspetti della rete che vanno via via degenerando?
      • skyeye scrive:
        Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni

        ma ci
        chiediamo mai se ad esempio avessero un po di
        ragione a regolamentare alcuni aspetti della rete
        che vanno via via degenerando?Prima devi definire QUALI sono gli aspetti che vanno degenerando, poi, nel caso ne trovassi qualcuno, puoi chiederti se e' il caso di regolamentare
    • bernardo.parrella scrive:
      Re: Ok per l'analisi, KO per le conclusioni
      non credo ci sia da vergognarsi, massimo, ne' di pensare di trovarsi di un muro di cinta asfissiante - l'autocommiserazione non e' mai servita a nessuno, come non serve a nulla lamentarsi e fare i soliti piagnistei contro politici o manipolatori varipiuttosto, un po' di sana autocritica, no? cosa abbiamo costruito in questi anni come 'popolo della rete'? esiste forse un 'loose network' italico che esprima cultura, dibattito, progettualita'? o qualcosa a cui far riferimento per coinvolersi in maniera coordinata ma indipendente, dove discutere di leggi e politici, ma anche e soprattutto di come sXXXXXrsi le mani e tirarsi su le maniche per costruire qualcosa di valido dal basso?un background questo che, per una serie di motivazioni troppo complesse da sintetizzare qui, nella cultura e societa' USA esiste di fatto e che (questo il punto) va trovando rispondenza concreta in molti esempi, inclusi i siti-progetti citati ma ancor piu' in un movimento orizzontale che ha saputo bloccare o cambiato leggi in questi anni, ma soprattutto costruito alleanze e progetti trasversali, dinamiche, attive - pur se ognuno nella sua specificita'certo, ben vengano ora questi rilanci "anti-incendio" su note testate online USA, ma penso che entrambi i pezzi ignorino (volutamente?) l'altra faccia della medaglia: la perenne, scarsa mancanza di partecipazione nostrana, la non-voglia di creare condivisone concreta (basti girare un po' nella blogosfera e social media tricolori, tanto per dirne una)personalmente sono oltre 15 anni che mi sbatto in tal senso, e le prove non mancano, eppure e' sempre arduo far passare certe posizioni anche solo a livello di discussione, assai piu' facile lamentarsi o puntare il dito contro i politici o i cattivi di turno...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 marzo 2009 20.31-----------------------------------------------------------
  • z f k scrive:
    Prospettiva
    Basta dare un'occhiatina al servizio di report (http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html) per capire quale sia la vera prospettiva da cui i nostri politicanti guardano al mondo.Sono tutti rivolti alla conta dei voti, voti controllati dai capoquartiere e dai favoritismi. E i voti li trovano nel quartierino, ed e' quindi li' che guardano.Il resto e' farsi gli affari loro.CYA
    • advange scrive:
      Re: Prospettiva

      Basta dare un'occhiatina al servizio di report
      (http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00Di questa puntata significativa soprattutto la parte che riguarda il controllo dei media, dove si sottolinea come, ad esempio, a Catania l'edizione locale de "La Repubblica" non possa essere venduta.
  • Gustavo Lafogna scrive:
    Bella analisi
    Bravo Mantellini!Non so se qua si capirà in tempi umani che Internet è una finestra sul mondo (o meglio, sull'umanità che lo affolla, ma anche come opportunità economiche...) e che restare confinati ed ancorati a logiche del "cortile di casa" significa essere in buona parte tagliati fuori da questa rivoluzione in corso.
    • gabriella giudici scrive:
      Re: Bella analisi
      Piccolo dettaglio: saremo "noi" in quanto comuni mortali ad essere tagliati fuori, "loro" hanno ancora le Cayman. E allora le scelte di declino sembrano meno assurde ....
  • gabriella giudici scrive:
    Chiamare le cose col loro nome
    Condivido articolo e commento. Dispiace un po', però, vedere come l'influenza italica (cioè dei costumi denunciati nell'articolo) stenti a lasciare anche le menti più aggiornate. Fuori da questo triste paese non si pensa ad internet come agorà di un'élite culturale (deathspell) e non lo è, di fatto. Si è al corrente che le notizie sono "tutte uguali" perchè le confezionano le agenzie sotto dettatura, e non si dà dell'ignorante (qui cito Mantellini), ma dell'"emerito fascista" (scusate il passatismo) a chi si prova a formulare ipotesi di controllo da Minculpop. Il problema è che la critica italiana è debole, vuota, consociativa, rispettosa-dell'avversario, al-di-sopra-delle-parti, proprio come vuole il costume nostrano, il quale prescrive che si vuol dire qualcosa, si debba prima precisare (per distinguersi dal teatrino partitico dove le politiche sono comuni e i contrasti spettacolarizzati) di essere un libero pensatore e non un volgare fazioso in cerca di guai.Waiting for stampa libera, e per libera intendo non solo "non-spudoratamente-pagata-per-mentire", ma proprio stampa libera dal malcostume italiano, che legge i giornali stranieri e prova a fare lo stesso: un servizio (pubblico) alla libertà.
    • Vins scrive:
      Re: Chiamare le cose col loro nome
      - Scritto da: gabriella giudici
      Condivido articolo e commento. Dispiace un po',
      però, vedere come l'influenza italica (cioè dei
      costumi denunciati nell'articolo) stenti a
      lasciare anche le menti più aggiornate. Fuori da
      questo triste paese non si pensa ad internet come
      agorà di un'élite culturale (deathspell) e non lo
      è, di fatto. Si è al corrente che le notizie sono
      "tutte uguali" perchè le confezionano le agenzie
      sotto dettatura, e non si dà dell'ignorante (qui
      cito Mantellini), ma dell'"emerito fascista"
      (scusate il passatismo) a chi si prova a
      formulare ipotesi di controllo da Minculpop.

      Il problema è che la critica italiana è debole,
      vuota, consociativa, rispettosa-dell'avversario,
      al-di-sopra-delle-parti, proprio come vuole il
      costume nostrano, il quale prescrive che si vuol
      dire qualcosa, si debba prima precisare (per
      distinguersi dal teatrino partitico dove le
      politiche sono comuni e i contrasti
      spettacolarizzati) di essere un libero pensatore
      e non un volgare fazioso in cerca di
      guai.
      Waiting for stampa libera, e per libera intendo
      non solo "non-spudoratamente-pagata-per-mentire",
      ma proprio stampa libera dal malcostume italiano,
      che legge i giornali stranieri e prova a fare lo
      stesso: un servizio (pubblico) alla
      libertà.Purtroppo non ci è conXXXXX chiamare le cose con il loro nome...anche se sulla carta(la costituzione)ci è conXXXXX, nei fatti non è cosi..questi signori non vogliono essere sfiorati nemmeno con una piuma e guai a dire cosa combinano, anche se fosse in termini rispettosi..ma da che mondo è mondo mi è sempre sembrato che ai ladri si potesse urlar in faccia la parola "ladro"...qui siamo fuori dal mondo...e le cose potranno cambiare solo quando qualche centinaio di cittadini andrà a palazzo Chigi a sbatterli fuori a calci nelle chiappe. Vie legali non ne esistono..vincono loro..l'unica sono le vie "illegali"...anche se, a quanto ricordo io, nella costituzione è previsto il fatto che il popolo possa ribellarsi, anche con atti forti. Non vorrei sbagliarmi però(magari faccio confusione con la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino relativo alla post-rivoluzione francese..).
      • Giorgio scrive:
        Re: Chiamare le cose col loro nome
        Ti confondi con la Costituzione americana, che prevede il diritto del popolo a deporre un governo dispotico e che permette l'esercizio di questo diritto per mezzo del secondo emendamento.Per la Costituzione italiana puoi solo mettere una X, come per gli analfabeti.
        • gabriella giudici scrive:
          Re: Chiamare le cose col loro nome
          è vero purtroppo, e questa è un'altra bella eredità del nostro cattolicesimo, visto che gli USA si sono portati dietro la deliziosa idea calvinista che vivere da uomini vuol dire tagliare la testa ai re (per i più buoni, ci si può accontentere di deporli).
    • Mah scrive:
      Re: Chiamare le cose col loro nome
      - Scritto da: gabriella giudici
      Il problema è che la critica italiana è debole,
      vuota, consociativa, rispettosa-dell'avversario,
      al-di-sopra-delle-parti, proprio come vuole il
      costume nostrano, il quale prescrive che si vuol
      dire qualcosa, si debba prima precisare (per
      distinguersi dal teatrino partitico dove le
      politiche sono comuni e i contrasti
      spettacolarizzati) di essere un libero pensatore
      e non un volgare fazioso in cerca di
      guai.Quindi? Meglio il solito: abbiare, facendo a chi grida più forte, essere faziosi e di parte, con una visione delle cose limitata al proprio punto di vista, capendo solo bianco o nero o solo ciò che fa comodo, magari credendosi i depositari dell'Unica Verità, sparare sentenze e non avere rispetto per gli altri che tanto sono tutti idioti e solo noi, qui sul piedistallo, capiamo tutto?
      • gabriella giudici scrive:
        Re: Chiamare le cose col loro nome
        Niente di tutto ciò, proporrei invece un modo molto più accanito e verace di discutere che non delegittimi a prescindere ed abbia qualche argomento al suo arco.
    • deathspell scrive:
      Re: Chiamare le cose col loro nome
      ..... Fuori da
      questo triste paese non si pensa ad internet come
      agorà di un'élite culturale (deathspell) e non lo
      è, di fatto. ....Verissimo che fuori dall'Italia internet sia 'cosa comune', ma reputo altrettanto evidente come da noi non sia, purtroppo, la stessa cosa.In questo, al solito, scontiamo l'arretratezza culturale e commerciale, quella per cui, tanto per esemplificare, le norme a tutela del servizio universale si applicano alla sola fonia e non ai dati. L'Italia ha un digital divide che stenta ad essere colmato, non solo per questioni tecniche quanto soprattutto economiche. Non si fanno le infrastrutture e si vendono i servizi a prezzi troppo alti impedendo anche ove ve ne sia la possibilità un drastico ridimensionamento dei costi. Un esempio facile facile? Pensiamo alla stretta agghiacciante al wifi libero omaggiataci dal decreto antiterrorismo: lasciare una connessione aperta è potenzialmente più rischioso di lasciare in custodito un bazooka. E per cosa si è fatto ciò? Io penso alle licenze wi max ... Con le wifi libere quanto sarebbero costate? Zero o poche decine di euro credo.E allora già avere il semplice acXXXXX ad internet inizia a diventare roba da elite, figuriamoci poi il riuscire a sfruttare il mezzo senza scottarsi ... Perchè seppur a parole internet deve essere un luogo sicuro ricordo ben poche azioni incisive contro phishing truffe e quant'altro.
      • skyeye scrive:
        Re: Chiamare le cose col loro nome

        Perchè seppur a parole
        internet deve essere un luogo sicuro ricordo ben
        poche azioni incisive contro phishing truffe e
        quant'altro.Io ricordo ancora meno azioni incisive contro l'evasione fiscale o la mafia.. scusa ma tu hai dati su quanti vengono truffati tramite phising su internet? e truffati in generale? compara solo con quelli truffati dalle banche con bond argentini e parmalat!!! e per "quant'altro" a cosa ti riferisci?
        • deathspell scrive:
          Re: Chiamare le cose col loro nome
          Ovviamente non ho dati disponibili sul numero di persone truffate mediante phishing su internet, ma ricordo fin troppo chiaramente quanti ricevevano bollete a tre zeri per qualche dialer, facilmente evitabile se lo Stato avesse incentivato tariffe telefoniche flat (o esteso l'accessibilità dell'adsl).Quanto al confronto con i truffati dai bond, sicuramente interessante, ma se ragioniamo con il metro 'c'è qualcosa di più urgente' per lasciare indietro internet ecc, finiamo inevitabilmente per trovare sempre qualcosa di più urgente.In ogni caso ritengo doveroso chiarire che 'azioni incisive' imho non sono certo le censure o altre fantasmagoriche iniziative made in parlamento nostrano. Iniziativa incisiva sarebbe fornire un'educazione informatica anche mediante i media di massa. Ai tempi dell'analfabetismo diffuso (e quando ancora la TV non era solo un contenitore di spazzatura patinata) c'era un programma dal nome (vado a memoria) 'non è mai troppo tardi'.Oggi di fronte a una rivoluzione di portata epocale come l'informatizzazione di massa quante trasmissioni educative hai visto sul tanto sbandierato 'servizio televisivo pubblico'? Io non ne ricordo una.In compenso ho visto anziani che dopo un corso di qualche seduta ricevevano in regalo un computer da qualche ente pubblico e molti di questi (la quasi totalità) dopo qualche mese son dovuti correre dall'avvocato avendo ricevuto bollette da qualche migliaio di euro grazie a qualche dialer. Moltissimi di questi non sapevano neppure cosa fosse un antivirus, un filtro antispam, per non parlare di un firewall ... gli hanno regalato un computer, insegnato ad accenderlo e a collegarsi a un ISP in dial up, ma di tutto il resto .... beh che si arrantgino.Dopo l'esperienza i computer regalati fanno ancora bela mostra di se nelle varie case, magari come supporto per i vasi di fiori.Per questo affermavo che gli internauti alla fin fine sono una ristretta elite. Ma è proprio questa avanguardia che può (e deve imho) spingere perchè la cultura della libera informazione sia patrimonio comune.
    • KaysiX scrive:
      Re: Chiamare le cose col loro nome
      - Scritto da: gabriella giudici
      Waiting for stampa libera, e per libera intendo
      non solo "non-spudoratamente-pagata-per-mentire",
      ma proprio stampa libera dal malcostume italiano,
      che legge i giornali stranieri e prova a fare lo
      stesso: un servizio (pubblico) alla
      libertà.Se il "waiting for" sottintende che la stampa libera sia Godot, la vedo nera, e a quanto pare anche tu :
      • gabriella giudici scrive:
        Re: Chiamare le cose col loro nome
        Si, ho una certa inclinazione al pessimismo (sai, noi antiberlusconiani glielo facciamo apposta) e ultimamente anche alla distopia, almeno da quando mi sono imbattuta negli articoli di Zittrain (un vero affossatore del web) e vedo Lessig sempre più depresso.
        • KaysiX scrive:
          Re: Chiamare le cose col loro nome
          - Scritto da: gabriella giudici
          Si, ho una certa inclinazione al pessimismo (sai,
          noi antiberlusconiani glielo facciamo apposta) e
          ultimamente anche alla distopia, almeno da quando
          mi sono imbattuta negli articoli di Zittrain (un
          vero affossatore del web) e vedo Lessig sempre
          più
          depresso.Premetto ammettendo senza vergogna la mia ignoranza sui testi di Zittrain, ma stando per lo meno a questo articolohttp://www.legalaffairs.org/issues/January-February-2006/feature_zittrain_janfeb06.mspche ho letto giusto ora, come anche all'introduzione a "The Future of the Internet And How to Stop It" che ho trovato quihttp://futureoftheinternet.org/(bella copertina :D )lo definirei semmai allarmista (non nell'accezione negativa del termine in quanto condivido le sue preoccupazioni) che vuole salvare il bello di ieri dalle brutture di oggi.Il mio pessimismo in merito semmai, mi porta a pensare che i più lo riterrebbero ingiustificatamente castastrofista; o peggio, cadendo nell'equivoco di ritenere criminale colui che denuncia il crimine, considerarlo davvero affossatore, non critico negativo come intendevi tu ma come corresponsabile.
          • gabriella giudici scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            Ma, guarda, il giochetto di Zittrain consiste proprio in questo: prelevare le analisi dalla cyberlaw (generatività, rischio dei walled garden) e volgergliele contro. Lo definirei il più perfetto cavallo di XXXXX di sempre della teoria giuridica di intenet(così dopo The Law of the Horse, Lessig avrà un altro cavallo di cui occuparsi).Zittrain sposa tutti gli allarmsmi securitari per sostenere che alcune limitazioni alla libertà della rete sono inevitabili. Difende il trusted system, attacca la net neutrality (di cui propone una graziosa visione estetizzante)e sbeffeggia Lessig, poverino ... così ci tocca pure prenderne le difese, come se un liberal americano ci rappresentasse.Credo che la svolta di Harvard (e la crisi della cyberlaw che porta con sé), esplicita almeno dal 2006, sia attualmente il pericolo maggiore per la (residua) libertà della rete.
          • KaysiX scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            - Scritto da: gabriella giudici
            Zittrain sposa tutti gli allarmsmi securitari per
            sostenere che alcune limitazioni alla libertà
            della rete sono inevitabili. Difende il trusted
            system, attacca la net neutrality (di cui propone
            una graziosa visione estetizzante)e sbeffeggia
            Lessig, poverino ... così ci tocca pure prenderne
            le difese, come se un liberal americano ci
            rappresentasse.Azz, bel tipo! Cercherò altro dove esplicita queste sue proposizioni per inquadrarlo meglio... Continuo ad essere d'accordo con la sua analisi delle premesse ma certo non con queste soluzioni e visioni (an)estetizzanti.Quanto a Lessig, con l'epidemia di liberismo ipocrita che c'è, perfino un liberal genuino diventa un comunista mangiabambini...
          • gabriella giudici scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            You wrote:Quanto a Lessig, con l'epidemia di liberismo ipocrita che c'è, perfino un liberal genuino diventa un comunista mangiabambini...GustosaComunque, di Zittrain è bello leggere tutto. Un grande autore (di destra, of course), direi un Carl Schmitt della cyberlaw. In Internet Point of Control spiega come fu che si iniziò a filtrare la rete, partendo dallo spauracchio della pedoXXXXXgrafia per arrivare dritti al copyrighy. In The Generative Internet (atroce capolavoro, a cui mi riferivo nei precedenti post), capovolge il discorso di Lessig sulla net neutrality e dimostra che i filtri sono buoni e giusti e salvano pure la generatività. Lavori minori del tipo A History of online Gatekeeping, spiegano che dobbiamo ringraziare Dio dell'esistenza degli ISP, così ci controllano per benino e non abbiamo più paura dei baddies.Viene in mente la scena de "La battaglia di Algeri" di Pontecorvo, quando ripondendendo al giornalista che gli chiedeva cosa pensasse di Sartre e delle lotte dei gauchistes contro ilcolonialismo, il colonnello dei parà, risponde "Vorrei sapere perchè quelli intelligenti sono sempre dall'altra parte".
          • KaysiX scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            - Scritto da: gabriella giudici
            You wrote:

            Quanto a Lessig, con l'epidemia di liberismo
            ipocrita che c'è, perfino un liberal genuino
            diventa un comunista
            mangiabambini...

            GustosaGrazie ;)
            Comunque, di Zittrain è bello leggere tutto. Un
            grande autore (di destra, of course), direi un
            Carl Schmitt della cyberlaw. In Internet Point of
            Control spiega come fu che si iniziò a filtrare
            la rete, partendo dallo spauracchio della
            pedoXXXXXgrafia per arrivare dritti al copyrighy.Carlucci? Rossi? Bocciati! Questa non è farina del vostro sacco, avete palesemente copiato!
            In The Generative Internet (atroce capolavoro, a
            cui mi riferivo nei precedenti post), capovolge
            il discorso di Lessig sulla net neutrality e
            dimostra che i filtri sono buoni e giusti e
            salvano pure la generatività.Già, dipende di cosa... Anche i tumori crescono...
            Lavori minori del
            tipo A History of online Gatekeeping, spiegano
            che dobbiamo ringraziare Dio dell'esistenza degli
            ISP, così ci controllano per benino e non abbiamo
            più paura dei baddies. :| (pessimismo e fastidio...)
            Viene in mente la scena de "La battaglia di
            Algeri" di Pontecorvo, quando ripondendendo al
            giornalista che gli chiedeva cosa pensasse di
            Sartre e delle lotte dei gauchistes contro
            ilcolonialismo, il colonnello dei parà, risponde
            "Vorrei sapere perchè quelli intelligenti sono
            sempre dall'altra parte".Ti ringrazio per avermi portato a conoscenza di questo soggetto, superficialmente potrei dire che stavo meglio prima, ma sarebbe solo un caso di "beata ignoranza"...Andando leggermente OT giusto per un attimo, quanto all'antiberlusconismo, hai mai pensato di firmarti sarcasticamente gabriella togherosse ? :)
          • gabriella giudici scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            in effetti l'associazione non mi era venuta in mente, visto che mi occupo di diritto non da molto. Sono più un'insegnante-fannullona-cattivamaestra, perdipiù filosofa, dunque sovversiva per natura.
          • gabriella giudici scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            e perdipiù non mi ricordo mai del cognome che porto (a questo ti riferivi credo), forse perchè ne avrei preferito un altro.
          • KaysiX scrive:
            Re: Chiamare le cose col loro nome
            - Scritto da: gabriella giudici
            e perdipiù non mi ricordo mai del cognome che
            porto (a questo ti riferivi credo), forse perchè
            ne avrei preferito un
            altro.Certo, confermo, giocavo sul cognome :)
  • deathspell scrive:
    le crepe ci sono
    e sono proprio rappresentate da quelli a cui non basta sentire qualche TG e leggere qualche giornale (nota di colore .... avete mai notato che se si comprano 10 giornali diversi le notizie son sempre le stesse ma cambia solo il modo di raccontarle?), ma usano la rete nel modo più pericoloso per i signori sotuttoioequindidicoiocosadevisapere: informandosi e cercando riscontri alle notizie.è in atto una rivoluzione culturale, dove la pretesa autorevolezza della fonte non ci soddisfa più. vogliamo vedere i documenti, vedere il fatto e poi semmai leggere il commento (magari dopo aver guardato chi sei, con chi stai e cosa vai cercando)certo per ora siamo pochi, ma proprio il proliferare di proposte e disegni legislativi a sfondo liberticida (ovviamente camuffati da opere di bene contro la pedofilia, la mafia o altro) mette abbastanza in chiaro chi stia uscendo con le ossa rotte dal confrontoforse sono immodesto, ma è il popolo di internet che rappresenta la nuova elite culturale e non i quattro tromboni plurititolati che vorrebbero insegnarci a vivere (magari dietro lauto compenso dall'inserzionista di turno)ovvio ci sarà qualcuno che proverà con tutte le sue forze a osteggiarci, ma se anche dovessero chiuderci la rete (la vedo duretta visto che internet è nato proprio per continuare a funzionare anche dopo una guerra nucleare) il danno per loro è già fatto ... abbiamo riacquistato la nostra libertà di informarci e di pensareio non mi vergogno di essere italiano. semmai provo pena per quanti coltivino ancora l'illusione di riuscire a imbarcarmi con un pò di sederi e seni in bella mostra in televisione
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