Prima vittoria di NordVPN contro LaLiga. Lo stesso tribunale spagnolo che aveva ordinato il blocco dell’accesso a 16 siti pirata ha stabilito che la società con sede a Panama non deve pagare una sanzione per il mancato rispetto dell’ordine. Si tratta però di una decisione procedurale, quindi il procedimento principale continuerà ancora.
Impossibile bloccare gli indirizzi IP
Circa tre mesi fa, il tribunale commerciale di Cordova aveva ordinato a NordVPN e ProtonVPN di bloccare l’accesso a 16 siti pirata che trasmettono partite della Liga spagnola. La decisione è arrivata senza contraddittorio e non può essere appellata. Entrambi i provider hanno evidenziato che non sono tenuti a rispettare la legge europea, in quanto hanno sede legale a Panama e Ginevra, rispettivamente.
Non è noto se ProtonVPN ha bloccato l’accesso ai siti. L’ordine non è stato sicuramente eseguito da NordVPN, quindi LaLiga ha chiesto al giudice di imporre una sanzione. La società ha comunicato che sono state accettate le giustificazioni tecniche che impediscono di implementare simili blocchi, per cui non deve pagare nulla.
Gli esperti di NordVPN hanno dimostrato in tribunale che gli indirizzi IP cambiano costantemente, spesso nel giro di poche ore, quindi gli indirizzi IP da bloccare non corrispondevano più agli indirizzi effettivi. Inoltre, il tipo di blocco indiscriminato a livello di IP richiesto avrebbe reso inaccessibili agli utenti migliaia di siti web perfettamente legali (come successo in Italia con Piracy Shield).
NordVPN sottolinea però che si tratta di una decisione procedurale in fase preliminare, non di una sentenza definitiva sul merito delle prove. Il procedimento principale deve ancora iniziare, ma il tribunale spagnolo ha riconosciuto i limite tecnici di questo tipo di blocco.
Durante le partite del campionato spagnolo sono stati interrotti per errore i servizi di Cloudflare, Docker, Vercel e GitHub. Nel comunicato stampa viene citata anche la piattaforma Piracy Shield italiana e l’obbligo di blocco imposto ai provider VPN, DNS e CDN.
NordVPN afferma che la proprietà intellettuale deve essere difesa, ma ciò non può avvenire attraverso il blocco di indirizzi IP usati anche da siti legittimi. I pirati audiovisivi cambiano indirizzi in pochi minuti, quindi utenti e fornitori di servizi legali sono gli unici a subire le conseguenze.