Sun nelle vesti di factotum per il Web 2.0

L'azienda californiana rivela il proprio modello duepuntozero: Solaris, Java, MySQL e virtualizzazione. In gioco il mercato di web company e server. Ma Oracle?

Roma – Sun Microsystems ha intenzione di equipaggiare la prossima generazione di Internet e le aziende ad essa legate con i propri hardware e software. Offrirà prodotti di virtualizzazione per abbassare le spese, aumentare la flessibilità e fornire agli sviluppatori molteplici ambienti di sviluppo.

il dirigente dell'azienda Le ultime notizie giungono dal SAS (Sun Analyst Summit), evento dove annualmente gli esecutivi di Sun rivelano le proprie strategie di mercato alla stampa internazionale. Jonathan Schwartz – amministratore delegato – ha parlato dell’attenzione della compagnia per iniziative open source, dell’interesse per il mercato della virtualizzazione e della recente acquisizione del database MySQL, strumenti con i quali Sun auspica di ottenere la propria pietra filosofale per il Web 2.0.

Schwartz ha affermato che i software di virtualizzazione sono la chiave per abbassare i costi di manutenzione dei server aumentandone l’utilizzo per uno sfruttamento ottimale, ipotesi possibile se gli sviluppatori hanno a disposizione più ambienti. Sun ha annunciato la scorsa settimana l’acquisto di una piccola società tedesca, Innotek GmbH , la cui VirtualBox può generare macchine virtuali Windows, Linux e Solaris 10 su computer desktop e portatili.

Per Schwartz è molto importante costruire una community solida di sviluppatori e Sun si sta muovendo in questa direzione con risultati sostanziosi: “Nel 2007 il Sun Developer Network ha registrato un aumento consistente: un milione di nuovi sviluppatori. Tutto ruota attorno allo sviluppo di una community”.

Sun ha annunciato il mese scorso l’acquisizione di MySQL AB, la società sviluppatrice del database MySQL. Secondo Rich Green – dirigente per il software Sun – con MySQL nel proprio arsenale Sun è un “commerciante d’armi” per la prossima generazione di aziende Internet. In palio il pacchetto “LAMP”. ” LAMP ” sta per “Linux Apache MySQL PHP”, una suite di software che nell’insieme rende funzionale un server web. Le intenzioni di Sun sono di riformulare l’acronimo in “SAMP”, sostituendo Solaris a Linux.

Durante la conferenza stampa, una domanda di Information Week ha messo in evidenza che tutto questo interesse per MySQL potrebbe compromettere i rapporti con Oracle, longevo partner Sun che da anni sponsorizza le vendite di Solaris. “MySQL ed Oracle non sono in discussione: siamo interessati alla conquista di nuovi clienti, non alle competizioni” – ha risposto Schwartz.

Enrico “Fr4nk” Giancipoli

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  • francescoc scrive:
    aziende
    Beh... in un articolo che invita le aziende ad "accrescere la loro visibilità sul mercato asiatico" non mi pare che un trademark sia una cosa cosí assurda e fuori dal comune (o forse in Italia lo é... (newbie) )Che l´idraulico di Pontedera aspetti il landrush per registrare il suo dominio é un conto, rimane il fatto che l´articolo é abbastanza disinformativo e incompleto (e anche un po´ pubblicitario :P)
    • uno a caso scrive:
      Re: aziende
      quoto in pieno!il problema che in Italia la stragrande maggioranza non sa nemmeno la differenza del termine "dominio" a "sito web" figurati le varie differenze e procedure dei vari tld..per la gente comune esiste solo .com e .it il resto buoi totale figurati .asia
  • francescoc scrive:
    osservazioni legittime :)
    Il contatto locale é richiesto, ma praticamente tutti i registrars offrono servizi di local presence a costo quasi nullo. Il punto é che l´articolo sembra indicare che anche il richiedente dovesse avere qualche connessione con l´Asia per partecipare al sunrise, mentre in realtá qualsiasi trademark andava bene, incluso quello italiano di una ditta che l´Asia non sa manco dove sta ;)Il Sunrise é iniziato il 9 ottobre... a oggi fa piú o meno 5 mesi, la sostanza non cambia molto ;) La mia osservazione sui "6 mesi" (o 5 se vuoi) non era sulla scelta del 20 febbraio, ma sulla frase "A partire dal prossimo 20 febbraio anche per gli europei sarà possibile registrare un dominio .asia"... Ma anche gli europei hanno potuto presentare domande per .asia da ottobre ;)
    • asia registrant e scrive:
      Re: osservazioni legittime :)
      ovviamente ti rendi conto da solo che stai esagerando..lo dici tu stesso che c'era bisogno del marchio registrato...non è esattamente una cosa da tutti...solo ora è cosa da tutti...dai!
      • Revol scrive:
        Re: osservazioni legittime :)
        - Scritto da: asia registrant e
        ovviamente ti rendi conto da solo che stai
        esagerando..

        lo dici tu stesso che c'era bisogno del marchio
        registrato...non è esattamente una cosa da
        tutti...
        solo ora è cosa da tutti...dai!Dai chi è già passato per i .biz o .info o .eu etc, con le loro fasi + o meno identiche etc.ha capito benissimo che qui non era chiaro nulla, ed ha avuto l'impressione che sarà un'estensione ,come dire, bislacca..., un'altra di serie B o C...C'è da sperare che sia così, diversamente mi par di capire che non s'è reso il migliore dei servizi agli italiano che fossero stati interessati a fare una registrazione. Peccato...
  • francescoc scrive:
    errori
    Veramente il sunrise consentiva a tutte le ditte proprietarie di trademark (anche EU, WIPO o nazionale di praticamente qualsiasi paese del mondo) di richiedere il dominio .asia equivalente, a prescindere che fossero in Asia o meno.Che poi i Registrars italiani si sveglino adesso con 6 mesi di ritardo é un´altra storia ;)Le regole di .asia sono disponibili su www.dotasia.org... era tanto difficile controllare prima di scrivere informazioni sbagliate?
    • asia registrant e scrive:
      Re: errori
      veramente non è esattamente cosìhai ragione sui marchi registrati, ma avere un contatto locale in asia è requisito fondamentale...rileggiti bene le regole anche tu ;)sei mesi dopo? uhm...guarda che è l'authority ad aver deciso per il 20 febbraio, mica i registrar italiani...rileggi,rileggi...
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