UE: i 700MHz dalla TV al mobile

Approvato il piano per la trasformazione d'uso delle frequenze UHF. Via libera al 5G della telefonia mobile, entro il 2022
Approvato il piano per la trasformazione d'uso delle frequenze UHF. Via libera al 5G della telefonia mobile, entro il 2022

Giovedì scorso – 10 novembre – il Parlamento Europeo ha approvato il piano per la trasformazione della destinazione d’uso del blocco frequenze dello spettro dei 700MHz. Una decisione che si attendeva da tempo.

Allo stato attuale negli stati dell’Unione Europea questo spettro è principalmente utilizzato per trasmettere i canali del DTT (il digitale terrestre televisivo) e usare i radiomicrofoni. Dal 2022 invece su quelle stesse frequenze transiteranno i dati della telefonia mobile di quinta generazione. L’Europa ha infatti deciso che fra 5 anni lo spettro dei 700MHz – che va più precisamente dai 694 ai 790 MHz – debba essere esclusivamente usato dagli operatori di telefonia mobile per la trasmissione dei loro segnali.

La ragione per cui si è scelto proprio questa porzione di frequenze è perché questo tipo di banda è in grado di penetrare anche muri e finestre e può raggiungere aree più ampie di quanto non facciano invece bande a frequenza più alta, come quelle che usiamo attualmente per il 3G e il 4G. Il che significa anche dover usare meno infrastruttura (meno torri e ripetitori) per coprire la stessa quantità di territorio. In altre parole, l’Europa vuole essere sicura che quando arriverà il tempo della quinta generazione di telefonia mobile ci sia lo spazio sufficiente da dedicarle, anche perché gli utenti saranno ancor più “ingordi” di dati e vorranno tempi di risposta molto più bassi dalle connessioni.

Questa mossa, dunque, serve chiaramente da facilitatore per l’introduzione sul mercato del 5G , una tecnologia che è ormai dietro l’angolo. La quinta generazione della connettività mobile avrà una banda molto più larga di quella che usiamo in questo periodo e sarà impiegata per far comunicare non solo smartphone e tablet ma anche un’infinità di altri apparecchi della Internet delle Cose, come ad esempio i device indossabili, le mini-apparecchiature mediche portatili, le automobili, altri mezzi di trasporto pubblico e privato, la segnaletica stradale elettronica, ecc.

In proposito Gunnar Hokmark, il parlamentare europeo titolare di questa iniziativa legislativa, ha dichiarato: “Il 5G cambierà la logica delle nostre economie. Per un lancio di successo del 5G nell’Unione Europea sarà necessario fare un uso efficiente dello spettro”.

Torri mobile

In base a quanto stabilito, i vari stati europei dovranno mettere a disposizione lo spettro dei 700MHz per la telefonia mobile entro il 30 giugno 2020 , il che significa liberare queste frequenze dai loro usi attuali; tuttavia l’UE ha concesso altri 2 anni di tempo nel caso in cui l’operazione di spostamento delle frequenze per la tv digitale risulti particolarmente complessa o ci siano altri legittimi impedimenti, come ad esempio problemi di coordinamento con stati confinanti che non fanno parte dell’Unione Europea. La proposta approvata giovedì scorso, comunque, non è ancora legge. L’UE inizierà ora a negoziare con i singoli stati membri per giungere poi ad un accordo finale che si trasformerà in legge europea.

A voler dare un’altra lettura a tutta la vicenda si potrebbe dire che l’UE ha voluto concedere qualche altro anno al digitale terrestre. Dello sgombero dello spettro dei 700Mhz si parla da tempo ormai, ma solo la scorsa settimana si è arrivati ad una decisione, peraltro una delibera che concede parecchio altro tempo.
Dal momento che il nuovo switch-off è un po’ più lontano, l’industria della tv europea è ben felice, tanto che l’European Broadcasting Union (l’associazione europea degli editori radio-televisivi) ha salutato positivamente la decisione del Parlamento Europeo di concedere quei 2 anni in più, oltre la scadenza del 2020. Insomma le tv, che già lamentano il fatto di aver lasciato in passato lo spettro degli 800MHz alla telefonia mobile, dovranno sgomberare nuovamente altra banda per gli stessi scopi e quindi saranno in un certo senso costretti ad utilizzare solo le frequenze UHF sotto i 700MHz (più precisamente tra i 470 e i 694 MHz).
Nel comunicato rilasciato dall’EBU a seguito della decisione dell’Unione Europea si nota infatti – tra le righe – anche una leggera vena polemica, ricordando che una volta liberato anche lo spettro dei 700MHz le compagnie di telefonia mobile – nel loro insieme – avranno a disposizione ben 1.260MHz di banda, 60 oltre le necessità dichiarate dalla stessa UE e, in linea generale, più di quanta ne abbiano nel resto del mondo.

Nicola Bruno

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