Un Windows leggero è possibile

Lo sostiene in una testimonianza un professore di Princeton, che boccia le tesi di Steve Ballmer, secondo cui chiedere questo significa togliere Windows dal mercato
Lo sostiene in una testimonianza un professore di Princeton, che boccia le tesi di Steve Ballmer, secondo cui chiedere questo significa togliere Windows dal mercato


Washington (USA) – Realizzare una versione “ridotta” di Windows capace di dare più spazio ai prodotti software dei concorrenti Microsoft è possibile. A contraddire le tesi fin qui sostenute dall’azienda di Redmond ci ha pensato un professore di Princeton in una testimonianza arrivata ieri alla stampa internazionale.

Secondo Andrew Appel, docente dell’Università di Princeton, il design modulare di un prodotto software è ormai uno standard nell’industria di settore. Non solo, Microsoft secondo Appel ha in effetti già creato versioni ridotte di Windows, come quelle dedicate ai set-top box televisivi, come Windows XP Embedded, pensato per supportare gli stessi applicativi della versione per computer desktop ma che consente la rimozione del browser Internet Explorer.

“La capacità tecnica di Microsoft – ha spiegato Appel nella sua testimonianza scritta – di realizzare XP Embedded (…) altro non è che una nuova prova (…) che quanto richiesto dagli Stati è tecnicamente possibile”.

Sono nove gli Stati, come si ricorderà, che hanno chiesto al tribunale che si occupa di determinare le sanzioni per la condanna antitrust subita da Microsoft, di decidere per la realizzazione di un Windows “spogliato” di una serie di funzionalità. Lo scopo, nelle intenzioni, sarebbe quello di consentire l’installazione di applicativi non-Microsoft sulla piattaforma creata dal big di Redmond.

“Microsoft – ha affermato Appel – ha già fatto molto del lavoro di ingegnerizzazione necessario per adeguarsi ad una determinazione del genere”.

Eppure, come noto, Microsoft fin dall’inizio del lungo procedimento antitrust ha sostenuto l’impossibilità tecnica di pervenire ad un “Windows leggero”, tanto più che secondo l’azienda di Bill Gates una soluzione del genere di fatto spoglierebbe Windows dell’innovazione che a suo parere rappresenta.

Di recente è anche stata resa nota la testimonianza del CEO di Microsoft, Steve Ballmer , che ha sostenuto la tesi secondo cui forzare Microsoft a costruire una versione di Windows come quella voluta dagli Stati equivale a chiederle di togliere Windows dal mercato. “La proposta degli Stati – aveva dichiarato Ballmer – sarebbe un’imposizione a cui non saprei come ubbidire. Credo che saremmo costretti a ritirare il prodotto Windows dal mercato. Quello sarebbe l’unico modo per fare quanto richiesto dagli stati”.

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10 04 2002
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